[Recensione] Zombicide: Black Plague

scritto da Agzaroth

Ed ecco che poco prima di
Natale arriva la scatola base di questo spin-off della gallina dalla
uova d’oro Zombicide, a conferma che il vecchio vestito di rosso
esiste eccome.
La CMON decide a un certo
punto che tre stagioni di Zombicide, con annessi stretch goals e
addons sono più che sufficienti e che per continuare a mungere la
vacca occorre qualcosa di veramente nuovo e sconvolgente. Ad esempio
Zombicide ambientato in un mondo fantasy-medievale. E noi maledetti
nerd ci caschiamo con tutti e due i piedi, io per primo. 🙂
Per 1-6 giocatori, 60-150
minuti
di durata, a seconda dello scenario, bassa difficoltà e
adatto anche ai neofiti, Zombicide è uno skirmish in puro stile
ameritrash, basato su mappa modulare, punti azione, tiro dadi, pesca
carte e poteri variabili.

MATERIALI
La scatola base è zeppa
di roba di prima qualità. Quelli della Cmon in questo non sbagliano
quasi mai. Le miniature mi paiono più dettagliate rispetto alle
vecchie, specie per quel che riguarda gli eroi. Il sistema di basette
colorate intercambiabili molto pratico. I vassoi di plastica
consentono di alloggiare le miniature una per una, seguendo una
comoda legenda sul bordo della scatola (per la verità io li ho tolti
subito, sennò ci si mette un’ora a mettere a posto). Anche le plance
di cartone sono decisamente più rigide rispetto a quelle della prima
edizione di Zombicide, che erano più morbide, sottili e tendevano a
imbarcarsi. Spettacolari i tray di plastica per alloggiare la scheda
personaggio e le carte: tengono tutto il tavolo molto “pulito”,
oltre a fare bella figura esteticamente. Unica cosa, il cursore è un
po’ rigido e va usato con una certa grazia per non rischiare di
romperlo. Iconograficamente è tutto molto chiaro, a parte forse i
segnalini porta che ho trovato un po’ scomodi e poco ispirati. Il
gioco è dipendente dalla lingua e si consiglia quindi
agli anglofobi di attendere l’edizione Asterion.
Insomma, massimi livelli,
da questo punto di vista.
AMBIENTAZIONE
Un mondo fantasy viene
sconvolto dalla malattia creata da una cabala necromantica: la Piaga
Nera
. Questo terribile morbo magico fa resuscitare i cadaveri dei
morti, asservendoli alla volontà senza scrupoli dei necromanti che
li utilizzano per edificare il loro regno di terrore.
Un manipolo di eroi si
erge a difensore dell’umanità (anche dell’elfità, della nanità,
dell’orchità…) e tenta di fermare l’orda nonmorta e risalire alle
origini del male per fermarlo.
L’ambientazione è
complessivamente ben resa dai trafiletti all’inizio di ogni missione,
ma in fondo non ci si spreca più di tanto: Z:BP è un gioco
d’azione, immediato, senza troppi pensieri e questo emerge anche
dalle missioni.
REGOLAMENTO
Complessivamente ben
scritto
, ricco di esempi, con qualche punto che poteva essere
chiarito meglio ma nulla di proibitivo. Può sembrare lungo, se
guardate le pagine, ma è scritto grosso e con tante figure: Z:BP si
spiega davvero in cinque minuti.
IL GIOCO
Ogni missione (ce ne sono
dieci) descrive quali plance usare, come disporle e quale sia lo
scopo. Di solito occorre raggiungere uno specifico punto-obiettivo
sulla mappa, recuperare qualcosa o uccidere qualcuno. Il tabellone è
diviso in zone che servono per il movimento: strada, in varie
sezioni, e stanze degli edifici.
I sopravvissuti hanno tre
azioni a testa a turno, a livello base, tra cui:
muoversi di una zona
attaccare in mischia o
a distanza
cercare un oggetto in
una stanza
cambiare/scambiare
equipaggiamenti
interagire con un
particolare oggetto/obiettivo di scenario
fare rumore.
Le azioni, a parte
cercare, possono essere anche ripetute. Ognuno ha poi 3 punti vita,
due slot per le armi, uno per l’armatura e cinque nello zaino.
Le armi indicano quanti
dadi tirare e il risultato da ottenere per colpire. Inoltre possono
essere armi rumorose. Il rumore è importante perché è quello che
attira gli zombi, in mancanza di linea di vista. Quando è infatti il
turno degli zombi, questi si spostano verso i personaggi in vista o,
in mancanza, verso la zona più rumorosa del tabellone, considerando
che anche ogni singolo personaggio conta come un punto rumore.
Gli zombi sono di quattro
tipi:
– Walker: si muovono
lenti e hanno 1 solo punto vita.
– Runner: si muovono
veloci e hanno 1 punto vita.
– Fatty: si muovono lenti
ma hanno 2 punti vita.
– Abomination: si muove
lento ma ha 3 punti vita e quando attacca ignora l’armatura.
Nel combattimento in
mischia basta tirare i dadi dell’arma e applicare quelli a segno al
nemico che si vuole. A distanza, invece, c’è un ordine di priorità
dei bersagli, che tende ad eliminare prima i walker e proteggere più
di tutti runner e necromanti. Inoltre a distanza, i colpi mancati
vanno a finire sui propri compagni, se questi hanno la malaugurata
idea di trovarsi nella stessa area degli zombi bersagliati.
Gli zombi colpiscono
invece automaticamente, ma è possibile evitare le ferite tramite lo
scudo o l’armatura. Ad esempio una armatura 4+ consenti di evitare
ogni colpo tirando 4 o più sul d6.
Ultima cosa da
menzionare: il sistema di punti esperienza (PE). Ogni personaggio
parte con una abilità iniziale. Man mano che uccide zombi o trova
oggetti inerenti alla missione, acquisisce PE, che segna tramite il
cursore del tray in plastica. Superate certe soglie, il personaggio
acquista nuove abilità che lo rendono molto più competitivo… ma
questo purtroppo aumenta anche il numero di zombi sul tabellone, che
arrivano sempre in relazione al personaggio più forte. È quindi
importante cercare di progredire tutti assieme per non svantaggiare
troppo qualcuno… a meno che non vogliate usarlo come capro
sacrificale.
La partita prosegue
alternando l’attivazione di tutti i sopravvissuti con quella degli
zombi, fino al conseguimento dell’obiettivo di scenario o alla morte
di tutti i personaggi.
PRINCIPALI DIFFERENZE CON
ZOMBICIDE
Al di là dei materiali:
Il tiro è stato
rifinito e reso più coerente e ora “solo” i colpi mancati vanno
sui propri alleati. Non è comunque poco, perciò state attenti a
sparacchiare a caso.
– Ogni sopravvissuto ha 3
punti vita
e i colpi degli zombi non tolgono più equipaggiamento
(meccanica che francamente odiavo).
– È possibile parare i
colpi degli zombi
con una armatura o uno scudo (di solito al 4+ o
5+). Se si hanno entrambi, è possibile ripetere i tiri.
La Cabala necromantica.
I necromanti sono un nuovo tipo di unità nemica. In questa scatola
base ce n’è uno solo, ma altri venivano forniti col resto del
pledge, ciascuno con una abilità speciale. Un necromante, quando
viene pescato dal mazzo, porta con sé anche una nuova zona di spawn.
Il suo compito è uscire dal tabellone dalla zona di spawn più vicina
(che non sia la sua o una della stessa zona della sua). Se riesce,
rende permanente la sua nuova spawn, aumentando l’infezione; se lo
uccidete prima, potete rimuovere dal tabellone un segnalino spawn,
ovunque desideriate. La cabala inserisce anche una nuova condizione
di sconfitta: se un necromante scappa dal tabellone con già sei spawn
attivi, gli zombi vincono la partita.
– Ovviamente non ci sono
auto su cui salire 😉
CONSIDERAZIONI: IL BELLO
Il corpo di regole è
stato reso un po’ più omogeneo e coerente, rispetto al vecchio
gioco. Qualche limatura qua e là, un piccolo inserimento, una
modifica ed ecco che Z:BP è effettivamente la versione 2.0 di
Zombicide, senza perdere nulla in feeling e flusso di gioco.
Il gameplay che ne
risulta è rapido e intuitivo, coinvolgente e sufficientemente
ambientato
.
Certamente Zombicide non
è un gioco simulativo, ma nemmeno vuole esserlo: punta
sull’interpretazione e sull’azione.
Il nuovo contesto
fantasy-medievale è forse meno famoso e meno classico di quello
moderno, ma rende ugualmente molto bene e presenta margini di
espansione decisamente superiori al predecessore, se alla CMON
sapranno coglierli. Per la verità questo primo Kickstarter ha un po’
deluso in termini di stretch goals
, con una infinità di personaggi
alternativi, qualche necromante, abominio, ma poca fantasia e poco
coraggio in generale. Non si può dar loro torto in termini di
vendite, vista l’enorme cifra raccolta, ma col binomio
nonmorti+fantasy, se si danno da fare possono davvero fare di tutto.
E io non mi aspetto di meno.
Il sistema di crescita
dei personaggi è sempre lo stesso, sicuramente molto gratificante
per tre motivi: è rapido, già all’interno della stessa partita;
consente delle personalizzazioni, anche se piccole; è efficace,
perché si sente subito la differenza.
Insomma Z:BP ha tutto
quello che serve per essere un gioco positivamente ruffiano: rapido
da imparare, rapido da giocare, avventuroso, teso, con i personaggi
che spaccano. In quest’ottica, assolve perfettamente alla sua
funzione.
CONSIDERAZIONI: IL BRUTTO
Qualche bruttura nei
materiali
, come le porte o quegli inguardabili segnalini obiettivo
con le X. Specie se collegati alle introduzioni delle missioni che
sono abbastanza banali e che spesso ti dicono di recuperare
semplicemente un “qualcosa” contrassegnato con quelle benedette
X. Ecco, va bene contare sui giocatori, ma un po’ di fantasia in più
per dare “storia” agli scenari potevano mettercela.
Il difetto più grande,
per me, è che ancora non ci sia la possibilità di collegare più
scenari per fare una campagna vera e propria, con conseguenze che da
uno si ripercuotano sul successivo, anche a livello di storia.
Certamente i sistemi casalinghi si possono pensare e facilmente
implementare (collegare gli scenari a bivi, portare gli oggetti
trovati, salire di livello più lentamente, ecc), però in questo la
CMON si è dimostrata un po’ pigra.
Ancora, una cosa che ho
sempre mal sopportato e che denota trascuratezza nel design: la falsa
scalabilità
. Ci sono sempre sei personaggi in gioco,
indipendentemente dai giocatori. Questo comporta spesso il tenerne
più di uno e ciò si ripercuote a due livelli: immedesimazione e
gameplay.
L’immedesimazione e di
conseguenza l’ambientazione è maggiormente sentita se io ho il mio
personaggio esclusivo e unico con cui identificarmi. Se ne ho due o
tre da manovrare, questo senso identitario viene meno.
A livello di gameplay,
avere più di un personaggio facilita le cose. Perché un conto è
tenerne uno con gli oggetti migliori, mentre l’altro diventa
sacrificabile, anzi spesso sacrificato per attirare l’orda lontano
dal personaggio “buono”; ben diverso è se di personaggio ne hai
uno solo e qualcuno deve sacrificarsi per il gruppo e magari
aspettare poi mezzora la fine dello scenario senza far nulla.
Collegata al precedente
punto c’è la possibile eliminazione giocatore. Lo spawn degli zombi
di Z:BP è abbastanza imprevedibile, grazie alle carte doppio spawn,
e questo può portare – per fortuna raramente – a una morte
prematura. Se si manovra un unico personaggio e c’è ancora più di
mezzora di partita, può essere un problema.
Infine – ma questo è
un problema più di scatola base che del gioco – dopo qualche
partita si sente la mancanza di nuovi personaggi, oggetti, nemici e
necromanti. Gli oggetti Vault (i più potenti) sono solo due e
tendono a potenziare soprattutto mago e arciere, dato che sono i due
che li sfruttano meglio e questo penalizza un po’ gli altri quattro
in gioco. Anche i necromanti specializzati, i diversi abomini e
soprattutto l’espansione Wulfsburg doneranno nuova linfa a nemici che
altrimenti risultano abbastanza piatti dopo poche partite.
Insomma, si aspetta la
varietà
che verrà con l’invio del resto del materiale.

CONCLUSIONE
Zombicide: Black Plague è
in definitiva la versione riveduta e corretta di Zombicide
.
Considerando quanto ha incassato la Stagione 1, immagino anche per
questo spin-off un considerevole contorno di espansioni. Il mondo dei
nonmorti fantasy offre un vastissimo arsenale: dal fantasma al ghoul,
dal ghast al lich, dal gigante d’ossa al drago nonmorto.
Ma rimanendo col sangue
freddo, qualche consiglio.
– Chi ha già Zombicide,
può trovare in questo sufficienti elementi di differenza per
comprarlo? La risposta è no. Il gameplay è bene o male quello, con
poche variazioni. Non troverete un gioco diverso.
– Chi non ha mai provato
Zombicide quale dovrebbe prendere? Questo, senza dubbio. Pur essendo
molto simile al vecchio, ha quelle piccole rifiniture, sia materiali
che meccaniche, che me lo fanno preferire.
– Chi detesta Zombicide,
si ricrederà con Black Plague? Assolutamente no, perciò risparmiate
soldi e fatica.
Questo ovviamente a
livello di meccaniche, poi è chiaro che se amate particolarmente questa ambientazione, potete tranquillamente recuperare questo Z:BP anche se avete già quello contemporaneo.
Come il padre, Z:BP è
dedicato a chi ama i giochi leggeri, con una buona ambientazione,
senza troppi fronzoli nelle regole e nelle meccaniche, in perfetto
stile american, con il “drama” al centro del gameplay.
Tenete presente che
questa recensione tratta solo della scatola base, ma presto arriverà
anche l’espansione Wulfsburg, con i lupi mannari non morti, un sacco
di personaggi, necromanti e abomini nuovi. Restate sintonizzati 😉
Tutte le immagini sono
tratte da BGG (postate da Eric Martin, Jorge Castro, Tim Krom, Tony)
e sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di
promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta.
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