[nonsolograndi] Pipolo

scritto da

Simarillon (Davide)

Come sapete (se è un po’ che leggete i miei deliri su nonsolograndi) mio figlio ha una predilezione per i giochi di carte e quindi non è raro che, a casa nostra, arrivino le pluri-recensite scatolette della francese Djeco, di cui ho già scritto per Gorilla, Piou, Piou ed Happy Family.  Oggi è il turno di Pipolo, un simpatico gioco di bluff che alla prima partita ha suscitato in mia moglie questo commento: “ma hanno fatto una versione più carina di Tappo!” A Pipolo si si può giocare da 2 a 4 persone in partite della durata di circa una decina di minuti a partire dai cinque anni in su. Un ultimissima nota su ideatore Benjamin Chaud,  mentre non ho notizie dell’illustratore.


I MATERIALI

Come sempre il paragrafo è molto snello essendo i materiali un semplice mazzo di carte, composto da 44 carte suddivise in quattro carte jolly e dieci carte animale con le caratteristiche di peloso, piumato, nudo e vestito (non capirò mai perché per francesi ed inglesi il contrario di peloso è piumato!!!)

Difficile giudicare i materiali quando questi sono un semplice mazzo di carte, ma per non deludervi ci provo lo stesso. Le carte sono forse un po’ troppo leggerine (e soprattutto non sono plastificate) se si pensa che i fruitori sono dei bambini tenderanno probabilmente a rovinarsi piuttosto (troppo?) in fretta. La confezione, invece è molto riuscita, essendo un bel cartonato spesso e plastificato, un piccolo punto di demerito per il fatto che non sia prevista una chiusura e possa quindi aprirsi inavvertitamente facendo scivolare via le carte dappertutto.

Le illustrazioni delle carte mi sembrano particolarmente riuscite, anche se assolutamente inutili ai fini del gioco, dal momento che si gioca a carte coperte.

Un’ultima nota per il regolamento, presentato come carta da gioco, soluzione che permette risparmi di spazio e soprattutto la possibilità di inserirlo in molte lingue (e, infatti, non manca l’italiano e sono rappresentate ben 10 lingue).

IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE 
Scopo del gioco è quello di sbarazzarsi il più rapidamente possibile di tutte le otto carte che vengono distribuite all’inizio della partita (chiaramente il numero di carte può variare per allungare o accorciare la lunghezza della partita); le carte non usate vengono scartate dal gioco.

Il primo giocatore mette giù una delle sue carte, scoperta e dichiara a voce alta di che tipo di carta si

tratta (“peloso”, “nudo”, “a piume”, “vestito”). Ciascuno al suo turno, tutti gli altri giocatori mettono giù una carta sopra la prima, stavolta coperta, ripetendo ad alta la stessa cosa (ad esempio “peloso”). I giocatori possono bluffare o dire la verità, a loro scelta, gli altri giocatori possono dubitare della giocata dell’avversario dicendo ‘Pipolo’, Pipolo!” nel preciso momento in cui il giocatore mette giù la sua carta. La carta del presunto bugiardo viene girata:

  • se ha mentito, il bugiardo prende su tutto il mazzo di carte che si è venuto formando al centro del tavolo;
  • se ha detto la verità, sarà il giocatore che gli ha dato del bugiardo a prender su tutto il mazzo di carte che si è venuto formando al centro del tavolo

Il giocatore che recupera il mazzo di carte è quello che gioca la prima carta, con la faccia scoperta.
Per cambiare la tipologia di carta giocata un giocatore può avvalersi di un jolly mettendo giù la carta coperta (o mette effettivamente giù la carta o fa credere di aver messo giù un jolly), con un meccanismo analogo a quanto descritto prima.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
I miei ricordi giovanili sono, oramai, sbiaditi ma lette le regole ho subito avuto un senso di deja-vù, quando mia moglie, super animatrice di Oratorio in tempi lontani, ha detto, come ho scritto sopra di una certa somiglianza con Tappo ho tolto un po’ di polvere dai ricordi ed ho pensato … allora è un vizio di Djeco prendere un classico, cambiarne, eventualmente, una piccola regola, e ambientarlo con delle figure simpatiche per avere un nuovo gioco [nota personale, ho cercato su Wikipedia le regole di Tappo e sono piuttosto differenti, ma il ricordo di un gioco giovanile simile vaga comunque nella mia mente].

Il gioco è interessante soprattutto per un motivo, i bambini non hanno il concetto di bluff, quindi è particolarmente interessante vedere come affrontano la mancanza della carta corretta da mettere. La prima reazione, di solito, è la seguente: avere un forte senso si spaesamento e non sapere come comportarsi; capito che si ‘può dire una bugia’, cosa che normalmente non si può fare, arriva il secondo la seconda tipica reazione: dichiarare di non star bluffando, mentre lo si sta facendo, in modo di sentirsi rassicurati nella propria azione.

Il twist più carino è, sicuramente, quello del jolly, che permette di cambiare la tipologia di carta d giocare. Anche sul jolly si può, naturalmente, bluffare e dubitare. Personalmente renderei (ed ho reso) obbligatoria la presenza di almeno un jolly fra tutte le carte in gioco. Buona l’dea di associare un colote a ciascuna delle caratteristiche, in modo da rendere la carta immediatamente riconoscibile anche dai più piccoli

Un difetto è che il gioco si può trascinare in partite che possono essere anche snervanti senza la possibilità di terminare le proprie carte se i si gioca solamente in pochi giocatori e si ha un’idea precisa di quali carte hanno in mano gli avversari. Un’altra cosa che non mi piace del gioco è che se uno scarta l’ultima carta automaticamente uno degli altri giocatori si deve necessariamente prendere il rischio di dubitare sulla giocata, quindi il flusso di gioco quasi obbliga a tenersi una carta buone come ultima giocata.

Il produttore suggerisce per questo gioco come età un 5+, mi trovo d’accordo con questa fascia di età anche se i più piccoli potrebbero non cogliere tutte le sfaccettature del gioco e in particolare il processo di bluff. Pipolo si inserisce nel vasto contesto dei giochi di carte della Djeco, tutti simili sia per formato delle carte sia per la scatola, interessante che questa serie di giochi copra un range di età che parte già dai tre anni, e che contemporaneamente, ci siano giochi che vengono suggeriti a partire dai sette anni, così da abituare i bambini al gioco con strumenti analoghi che crescono con il crescere dell’età.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO 
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “per assicurarsi una buona riuscita, il bluff dev’essere condotto fino in fondo, fino all’esasperazione. Non c’è compromesso. Non si può bluffare fino a metà e poi dire la verità. Bisogna essere pronti ad esporsi al peggior rischio possibile: il rischio di apparire ridicoli.” Come dice Titta Di Girolamo, in Le conseguenze dell’amore.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando a Pipolo:

  • sicuramente la prima cosa che si impara è il concetto di bluff, sia nell’accezione provo a dire una cosa non vera sia in quella cerco di capire quando il mio avversario sta dicendo una cosa non vera;
  • altro concetto interessante è quello di rischio, il gioco obbliga a rischiare per vincere, è, impossibile, infatti vincere senza giocare delle carte non coerenti rispetto alla giocata in essere;
  • simpatici i concetti di nudo, vestito, piumato, che, se i bimbi sono proprio piccoli, può essere un insegnamento interessante.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare un eloquente 5-99 age. Il gioco si presta bene ad essere giocato sempre,

d’altronde alla fine è l’implementazione migliorata di un gioco di carte esistente (e in Italia abbiamo una ricca tradizione di giochi di carte). E’ un gioco che non richiede approfondite riflessioni, ma ha dalla sua una longevità praticamente infinita, a fronte di un costo esiguo. Pipolo può essere un bel regalo per far sapere che non esistono solo i giochi che passano in TV e che la creatività spinge a migliorare giochi che esistono da tempo immemore nella tradizione.

PERCHE’ GIOCARE CON PAPA’ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

E’ sempre piacevole giocare tutti insieme, si creeranno poi, meccanismi impliciti di alleanze volte o a penalizzare chi sta per vincere o più facilmente chi ci ha ‘fregato’ facendoci prendere le carte. Mamma e papà potranno imparare e riconoscere (se ci riescono) le piccole bugie (o bluff) dei propri figli giocando e divertendosi e guardando bene espressioni e comportamenti dei propri figli.

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