scritto da Fabio (Pinco11)
Un gioco di intrighi, potere e tradimenti …
Il gioco si articola in 4 turni e termina o alla fine del 4° turno o quando la fazione della loggia raggiunge i 15 punti.
Aggiungo solo che ogni volta che il mazzo personaggi è esaurito ed a fine partita, si attribuiscono punti sulla base (di una tabella e) dei personaggi avversari che sono finiti di volta in volta nel mazzo dei caduti. Nel corso del gioco, inoltre, compaiono diverse carte azione, che sono attivate grazie all’utilizzo delle carte spia e mercenario. Gli altri 4 ruoli presenti sono invece il nobile (si sostituiscono le carte sul trono), la guardia reale (riesamini gli scarti e decidi chi mettere in infermeria), il mercante (peschi dagli scarti) ed il sacerdote (rubi carte dalla mano altrui): ogni carta, infine, può essere presente in diversi gradi di potenza (es. liv. 1 rubi una carta, mentre liv. 3 rubi tre carte).
Le impressioni …
Parto come sempre da ciò che si presenta all’occhio, per dire che, come prima produzione, i ragazzi della GoG paiono essere partiti con il piede giusto, perché le sensazioni restituite riguardo ai materiali sono quasi solo positive.
Il gioco è di carte e devo riconoscere che sarebbe funzionato tutto lo stesso anche senza prevedere la presenza di plancia centrale e plancette, per cui la conclusione che si trae è che si è scelto di iniziare con una produzione caratterizzata da materiali di una certa qualità e dal desiderio di agevolare il gioco grazie agli aiuto giocatore sulle plancette ed alla predisposizione di spazi sul tabelloncino principale dove mettere mazzi di pesca, di scarto e carte per gli intrighi. In questo senso noto che le carte sono telate e che anche la scatola è rivestita con un inserto illustrato, tutti aspetti che danno l’idea di una produzione curata. La grafica, infine, pur rientrando la cosa nel classico reame del soggettivo, risulta per me gradevole e colorata il giusto, senza eccessi.
Le uniche piccole riserve sono forse su di un paio di imprecisioni secondarie sul manuale, che però so che saranno emendate prima dell’uscita sul mercato, inserendole nella versione online del manuale.
Nel complesso, quindi, il gioco sul tavolo fa la sua bella impressione.
L’ambientazione, invece, non è di quelle ‘forti’, ma l’idea dell’intrigo e del medievaleggiante è ben trasmessa dal tratto grafico prescelto.
Andando a come il tutto gira torno a preavvisare del fatto che è probabile che abbiate una reazione di sorpresa alla prima partita, in quanto le regole si presentano di partenza come piuttosto facili (pesca, scegli tre carte, le esegui a turno, gioca poi qualche carta per influenzare chi sta sul trono), mentre poi, alla prima prova pratica, i dubbi si moltiplicano ed il flusso del gioco potrebbe risultare molto rallentato. Se si considera che il bello del gioco sta nel vederlo fluire rapido e nell’elaborare tattiche di turno in turno legate al migliore utilizzo che si può fare delle sei carte che si hanno in mano, comprenderete come l’opinione che serberete ad esito della prima prova non potrà essere quella definitiva, perché il vostro gradimento (sempre che sia il tipo di gioco che fa per voi, naturalmente) dovrebbe andare a crescere mano a mano che andrete a entrare nelle meccaniche delle carte azione.
E’ quindi il classico titolo per il quale per esprimere un parere dovrete provarlo almeno due o tre volte, ovvero dargli un paio di chance prima di giudicarlo definitivamente.
Nel contempo devo dire che il target principale del gioco non sembra essere, ad onta dell’essere un gioco di carte fruibile da gruppi numerosi, quello dei giocatori occasionali , risultando un titolo che probabilmente dà il suo meglio se proposto a giocatori più smaliziati.
In se i tipi di azioni disponibili sono solo sei, ma ciascuna di esse è in grado di scombinare notevolmente gli equilibri, per cui è normale che, se non si ha ben presente ciò che può succedere e/o non ci si predispone per una certa strategia di gioco, la sensazione sia quella di una giostra dove si sale senza avere un controllo della direzione. A questo aggiungiamo poi la presenza delle numerose e diverse carte evento (azione), per cui gli ingredienti per un bel fritto misto (caos) ci sono tutti.
Poi, gradualmente, si comprendono le logiche che stanno dietro al gameplay, a partire dal fatto che il gioco vive su due fasi distinte, ovvero su di una prima fase nella quale ci si sforza di capire, sulla base dei classici guess, double guess e bluff (ovvero gli intrighi di cui parla la scatola) a quale fazione ciascuno dei presenti appartenga e poi una seconda dove ognuno cerca di tirare, con maggiore libertà, la classica acqua al proprio mulino.
All’inizio di ogni giro, quindi, si esamineranno le sei carte scegliendo quali utilizzare per la loro azione e quali invece tenere da parte (sempre che gli effetti altrui non ci scombinino troppo i piani) per la fase di intrigo. E’ chiaro che qui un certo ruolo la fortuna lo esercita (come in tutti i giochi dove si pescano carte …), ma nel contempo il controllo su ciò che accade può crescere con la consapevolezza di ciò che le carte consentono di fare (comprese, quindi, anche le carte evento (azione).
Si deve tenere conto del fatto che in genere i punteggi tendono a rimanere per larga parte della partita abbastanza in equilibrio ed interessante è, in questa logica, anche la presenza calmieratrice della fazione più ‘asimmetrica’, ovvero la loggia, la quale, da buona società segreta, prospera nelle situazioni di maggiore equilibrio delle altre forze.
Sulla scalabilità direi che la versione a tre è forse quella più ‘di fortuna’, ossia utile per provare il gioco ed impratichirsi, mentre quelle più numerose, forse le potenzialmente più divertenti, le terrei da parte per quando tutti i partecipanti abbiano dimestichezza con il flusso del gioco, altrimenti vi troverete, se lo proporrete ad otto persone la prima sera, a farci notte 🙂
L’interazione è ovviamente fortissima, anche di tipo diretto.
Conclusioni
3 Kings è una prima produzione che promette bene sul futuro dell’editore, in quanto gioco di carte ben realizzato nei componenti ed interessante, che non si pone l’obiettivo di innovare, ma di mescolare in modo gradevole diverse meccaniche già note. E’ un gioco di carte con carte ad effetto e forte interazione (con una prima fase nella quale si cerca di capire a quale fazione appartenga ognuno dei presenti) che comunque tende a distinguersi, perché si propone come adatto anche a gruppi più numerosi, senza rinunciare ad un pizzico di complessità che di solito non si trova nei titoli per tanti giocatori.
Ideale forse più per giocatori smaliziati, è comunque da maneggiare inizialmente con cura e ragionevolmente il divertimento, se avrete la pazienza di attendere, ha tutte le possibilità di trasmettervelo (sempre che rientri, come sempre, nella categoria di titoli adatti a voi).
Si ringrazia l’editore per la copia di review inviataci.
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