mia prima presenza a Spiel. E’ stata una esperienza che ha riportato le
lancette del mio orologio biologico indietro ai miei 18 anni, quando non
c’erano doveri, responsabilità, figli ….ma solamente divertimento (e
stanchezza) allo stato puro.
non ho visto in questa edizione un chiaro vincitore ma un sacco di
piazzati.
effetti mi ha provocato una certa emozione incontrare e in qualche caso
scambiare due chiacchiere con i mostri sacri come Feld,
Rosemberg,Wallace, Lacerda, Chiarvesio, i simpaticissimi e gentilissimi
Marco Canetta e Stefania Nicolini con le loro ultime produzioni, ma
nessuno ha tirato fuori l’asso dalla manica, per cui sarà interessante
vedere sulla lunga distanza chi si aggiudicherà la palma di gioco più
apprezzato dello Spiel 2014.
personalissima classifica relativa solo ai giochi provati. Mi sembra
doveroso sottolineare che io preferisco i german e che non troverete in
questa lista molti titoli che han fatto parlare di sè ma che non sono il
mio genere. Inoltre non troverete nesun voto perchè non siamo a scuola e
sopratutto non sono un professore.
Staufers: lo so già di essere in minoranza ma questo è il mio tipo di
gioco. Di media difficoltà, ben fatto, bei componenti, di durata
contenuta 90 minuti in 4 alla prima partita, indipendente dalla lingua,
zero casualità e una certa interazione fanno di questo gioco di Andrea
Steding il mio preferito per questa edizione dello Spiel. Il suo difetto
principale è lo scollamento tra meccaniche e l’ambientazione e questo
può essere un problema per alcuni ma non per me.
Zhan Guo è veramente un bel gioco. Basato sulla gestione della propria
mano di carte che possono essere usate nelle 5 provincie e a corte e di
maggioranze a fine partita, si vede subito che il gioco è stato testato
con molto scrupolo e curato nei minimi particolari. Tutto si incastra
meravigliosamente facendone un gioco impegnativo dedicato ai gamers
senza essere cervellotico e con una componente di aleatorietà legata al
gioco della carte degli altri giocatori che impongono di avere sempre
pronto un piano B durante il proprio turno. Il tutto unito a degli
ottimi componenti fanno di questo gioco la sorpresa di quest’anno e
acclamano il duo Canetta & Nicolini come game designers da tenere
sotto controllo. Il difetto principale è quello di essere stato così
curato nei minimi particolari dal renderlo per i miei gusti “troppo”
perfetto
tipologia di quelli che prediligo, difficoltà media, buoni materiali, un
buon mix di meccaniche già viste e consolidate come una rondella
mascherata da gondole, piazzamento tessere, e il conseguimento di
obbiettivi che prendono la forma di carte personaggio da giocare
opportunamente nelle varie isolette presenti nel gioco, uniti ad una
buona interazione fanno di Murano un titolo interessante. Il difetto che
ci è parso di intravvedere e che in una partita a 4 gli spazi di
produzione di denaro (la vetreria ed i negozi) sono sempre continuamente
occupati e vista la scarsità di denaro ci si trova spesso a dover
passare per racimolare una misera moneta. Questo problema si sente molto
di meno scalando in 2 o in 3
4)Orleans per molti la sorpresa di questo Essen è il gioco che assieme a
Hyperborea e King’s pouch (quel gioco coreano di cui Fabio tanto si
vanta) presentava la meccanica del bag building vera novità di
quest’anno. Il gioco indubbiamente è interessante e porta una ventata di
novità (ma a ben vedere assomiglia tanto ad un deckbuilding sotto
mentite spoglie) tuttavia, a mio avviso, presenta alcuni lati oscuri
legati specialmente ad una tessera (Bathouse) che abbiamo trovato
molto/troppo potente. Inoltre abbiamo trovato la durata del gioco (18
turni) un po’ troppo per i nostri gusti
5)
Hyperborea la nuova creazione di Andrea Chiarvesio, con il quale abbiamo
avuto il piacere di farcelo spiegare presenta anch’esso la oramai
famosa meccanica del bag building, applicata però ad una ambientazione
fantasy dove le varie fazioni si combattono per avere la supremazia sul
magico mondo di Hyperborea. Il gioco è molto curato sia nella
componentistica, sia nelle meccaniche producendo un buon prodotto. Il
difetto per me sta nel aver fatto un german con miniature e
ambientazione fantasy. Oppure di aver fatto un gioco fantasy con
meccaniche german.
gestionale puro e duro. Dopo la spiegazione delle regole mi girava la
testa per la massa di informazioni che mi erano state infilate in testa a
forza dal dimostratore, per cui ho annaspato disperatamente come un
bagnante che non sa nuotare, però alla fine del turno sono riuscito a
capire come funzionava. Sicuramente un gioco per gamer esperti e con
qualche microgiochino all’interno stile Vihnos. Sicuramente tosto ma ben
fatto
si tratta della reimplementazione di Mai Tai gioco di Seiji Kanai al
quale è stata cambiata l’ambientazione. Stiamo parlando di un filler
curato nei dettagli e con il plus di avere le istruzioni anche in
italiano. Avrei preferito che fosse basato nel più originale mondo delle
geishe. Il gioco è per 3-6 giocatori con la durata di circa 30 minuti.
Historia il nuovo gioco di Marco Pranzo (Upon a salty ocean) propone un
civlike basato sulla gestione di un mazzo di carte azioni che
gradualmente porterà la nostra civiltà dall’età della pietra alla
dominazione del pianeta. Avevo molto interesse per questo titolo e lo
abbiamo provato il primo giorno, però non è scattata la scintilla
Mythotopia: anche Martin Wallace si cimenta nel mondo fantasy con un
gioco che usa lo scheletro di A few acres of snow per farne un gioco per
4 giocatori. Abbiamo provato qualche giro del gioco ma non mi sento per
ora di esprimere un giudizio.
E ora a seguire
tutta una serie di titoli che non ho ancora provato ma che mi hanno
spinto all’acquisto (compulsivo) mio e diei miei compagni di merende e
che ci terranno occupati nelle lunghe serate d’inverno
to Venus durante la coda fatta il primo giorno per acquistare Mythopia
anche Onward to Venus faceva bella mostra di sè per cui speriamo di
averla imbroccata giusta.
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| Dice Brewing |
brewing distillato in stile dadoso di Piwne Imperium serissimo
gestionale polacco sulla birra. Ma attenzione si presenta molto più
corposo di quanto non lasci intendere l’aspetto innocuo del gioco (che
io ho comprato e Fabio no perchè è arrivato troppo tardi)
trick of the rails unico titolo che sono riuscito a trovare allo stand
della Japon Brand di tre che avevo sotto osservazione (e che anche
questo Fabio non ‘ha)
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| In albergo |
The golden ages di Luigi Ferrini un gioco di civilizzazione a mappe componibili di cui si dice un gran bene.
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