Chiudo quindi l’elenco dei titoli provati in fiera con un lusinghiero over 30, che non è affatto male …
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| Magic the Gathering : The Boardgame (c’era solo in demo) |
Ancora non è emerso con distinzione il vero capofila e/o dominatore assoluto, ma diversi degli stand, crisi o no, hanno ottenuto il soldout , ovvero hanno esaurito quello che hanno portato in fiera, per cui (salvo che avessero con se giusto piccoli batch di preproduzione, cosa possibilissima) per diversi le cose sono andate bene.
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| Una delle tante classifiche parziali della fiera … 😉 |
Utilizziamo, come sempre, come prima guida nel labirinto dei titoli, le classifiche di gradimento redatte dai visitatori e consegnate ai due stand che normalmente si occupando di questi poll (statisticamente NON significativi, perchè i votanti sono nell’ordine delle poche centinaia, a fronte de150.000 visitatori o giù di lì), ovvero Fairplay Magazine online e BGG.
Fairplay Magazine
In testa, dopo tanti saliscendi, si è alla fine attestato Aquasphere (Hall Games ed altre, in Italia a brevissimo distribuito da Asterion – ho già visto una delle loro scatole italianizzate), di Feld, a conferma che il nome conta sempre: il titolo, come sempre, non presenta una reale aderenza al tema, ma c’è stata a questo giro una certa attenzione ai materiali, più coloratosi del solito, nonchè uno sforzo per rendere più rapido il gameplay, ed i giocatori paiono aver gradito.
Alchemists della CGE è ai piedi del podio, ma le vendite dicono che il titolo già sabato sera era andato esaurito, per cui questo qualcosa lo vorrà pur dire, o no?
Per il resto nella top12 compaiono Murano della Hall , Five Tribes (l’hanno spinto alla grande, con oltre dieci tavoli apparecchiati proprio in una delle zone di maggior traffico) ed Abyss (già uscita la versione italiana), gioco di carte a base di combo, ma con un target più ampio dei soliti gamers.
Tra i titoli non presenti su Faiplay ma comparsi nelle posizioni di rilievo in BGG segnalo in particolare Imperial Settler della Portal (soldout alla domenica) Castle of Mad King Ludwig della Bezier (che era in effetti tra i titoli attesi, raccogliendo, assieme a Subdivision, il testimone di Suburbia) e Progress della NSKN (a sua volta esaurito).
Chiudo con i poll parlando di ciò che ho visto presente sulla trentina di tavoli dell’albergo, che considero ogni anno un valido metro di misura delle aspettative dei visitatori, in quanto chi gioca la sera di solito tira fuori i titoli che vuole provare per primi, tra ciò che giocato e perché, soprattutto, si vede cosa è stato effettivamente acquistato e non solo oggetto di chiacchiere.
Andiamo di volo:
New York Kings: titolo semplice e certo non brain burning, che richiede solo di adempiere missioni che ti portano da una parte all’altra della città, svolgendo teorici affari sporchi. Alla fine il tutto si traduce in una allegra serie di rollate a tema poker, ma la partita è stata divertente, anche grazie alla coppia di olandesi, che abbiamo felicemente ucciso nel corso della partita e preso in giro quando li abbiamo per caso incrociati nuovamente in metropolitana (hi, dead man walking … suckeeeeer … don’t mess with me … ahahaha .. ). I’m the Godfather.
Faras: un simpatico memory pimpato con della carte che attribuiscono vari bonus se azzecchi le coppie giuste. Bella l’idea di far compiere un salto di qualità ad un gioco che tutti conoscono, ma forse l’ambientazione ed i disegni (che mi hanno attirato al tavolo) non sono quelli giusti per il pubblico potenzialmente ampio al quale potrebbe essere proposto. Mnemonico.
Mood X: da una coppia di italiani, è un titolo ispirato fortemente a Dixit, dal quale mutua la concezione generale ed anche il tratto grafico utilizzato nelle immagini. Bella qui è l’idea di spingere i giocatori ad una forma più avanzata di stoytelling, anche se qualche dubbio sul meccanismo di punteggio lo ho (però l’ho giocato una sola volta, per cui devo testarlo più a fondo!). Dixit evolution.
Geister Geistes Schatzsuchmeister (non giurerei sullo splellingma non ho voglia di andar a controllare …): siccome non ci facciamo mancare nulla eccoci improvvisati ghostbusters nel gioco vincitore dello Spiel des Jahres per bimbi, che è un cooperativo con meccaniche di gioco semplici ma divertenti. Siamo riusciti a perdere! Quando tutto stava andando bene una serie clamorosa di colpi di sfortuna ha fatto emergere infatti un gruppo di mostri Cthulu .. ah, no, quello era un altro gioco… Who you gonna call? Ghostbusters!
Viceroy: ‘ sto gioco russo ha talmente impressionato Sergio che mi ci ha fatto ripassare dieci volte, dallo stand, per vedere se gli arrivavano altre copie nonché a pregare se mi facevano prendere una delle copie demo.
Si tratta di un titolino facile, che mescola una meccanica di asta basica con la costruzione di una piramide di carte e con qualche effetto speciale. Facile, ma con potenziale, anche se mi ha travolto (pur piacendomi) meno di Sergio. Piramidale.
Altaria: gioco a due di combattimento tra ipotetici eroi su di un piccolo tabellone ad esagoni. Ogni eroe ha dei poteri speciali e l’obiettivo è controllare certi punti della mappa, personalizzabile da partita a partita. Non troppo innovativo, non ha fatto scattare la classica molla. Esagonoso.
Spexx: un rolla rirolla che si basa su meccaniche tipiche dello Yahtzee, ma mescolate con l’idea di un tabellone che sembra una tavola degli elementi e sul quale si interagisce per formare catene di cubetti. Pur essendo collocato nella scomodissima ala 4, ha fatto il soldout e questo vuol dire che le idee carine possono essere premiate. Yahtzee Style.
El Gaucho: un raccolta tessere pimpato. Gameplay semplice, spinge alla aperta cattiveria verso i compagni di gioco. La miscela è quella oramai tipica della Argentum, ossia titoli dai componenti minimali, ma ben studiati: devo solo ora vedere se avrà la sufficiente longevità. Il cowboy ed i quaranta ladroni.
Star Realms: il Fede ne è rapito letteralmente e Sergio non si è sottratto all’acquisto. E’ una sorta di mini- Dominion a tema spaziale che gira veloce e pare che abbia accalappiato parecchia gente (anche all’albergo). Personalmente sono rimasto tiepido, ma anche Dominion non è tra i miei preferiti, per cui era logico che così fosse 😉 Dominion 2.0
ZhanGuo: la coppia Niccolini Canetta (conosciuti in fiera) ha messo insieme un titolo assai interessante, non immediato (c’è una bella insalata di punti) da spiegare, ma poi lineare, mescolando gestione risorse con carte, il tutto senza introdurre i soliti potenzialmente pesanti effetti scritti. Promettente.
Dragon Slayer: rolla e rirolla in allegria mentre aspetti che nello stand vicino si liberi ZhanGuo. Ha avuto come unico aspetto positivo che ricordo il fatto di aver aumentato di uno il numero dei giochi che ho provato. Tira i dadi che ti passa.
Ortus: lo so che è vecchio, ma Sergio non lo conosceva e lo abbiamo provato insieme. E’ un titolo astratto con del potenziale e mi è piaciuto, anche se non so come questo genere (che postula il fatto di volerlo studiare a fondo) possa collimare con la mia natura di sommelier. Astrattoso.
King’s Pouch. Il terzo moschettiere del bag building ha ripagato le mie aspettative di lurker di internet ed è risultato uno dei titoli che più mi sono piaciuti. Ha tra gli aspetti negativi una grafica ed una componentistica un poco di altri tempi, ma le idee ci sono e mi sembrano ben mescolate (una partita ..). Felice di acquistarlo e di aver preso in giro l’amico Faustoxx più volte ricordandogli che era esaurito e che, essendo un gioco coreano, non lo troverà mai più … 😉 Esclusivo.
Artificium: avevo grosse aspettative su questo gestionalino veloce veloce che proponeva tra le sue idee il fatto di utilizzare un unico tipo di segnalino per rappresentare diversi tipi di merce su di una scheda personale a forma di piramide, il tutto mixato con meccaniche di card drafting. Peccato che il tutto sembri decisamente più casuale del previsto e che non sia piaciuto a nessuno di noi (e neanche a chi lo dimostrava, detto a bassa voce …). Scialbo.
Trian: Carcassonne nello spazio pimpato e con tessere triangolari. Questo concetto l’amico goblin che abbiamo portato con noi al tavolo lo ha impietosamente ripetuto più volte a tutti i dimostratori nel corso della partita. Devo ammettere che in effetti non aveva del tutto torto, anche se qualche idea carina (hanno già programmato diverse espansioni) per rendere leggermente più profondo il tutto la hanno avuta. Carcassonne Alpha Centauri
Un cooperativo spaziale: mentre scrivo non mi ricordo nemmeno il nome di questo cooperativo spaziale che abbiamo provato allo stand degli editori di Ortus. Il principale pregio che mi ricordo è quello che sono stato lì seduto a giocarlo in un momento in cui la fiera era gremita e preciso che non lo avevo scelto io, ma il dimostratore mi ha detto che gli mancavano due persone. Anonimo
Sun Tzu: nuova edizione di un titoli per due giocatori che si contendono a colpi di carte il controllo di alcuni territori, ottenendo punti alla fine del terzo, sesto e nono turno. Si gioca una delle proprie poche carte (principalmente hanno un valore da 1 a 10) per territorio in ogni turno (si mettono tutte coperte e poi si girano e risolvono) e si piazzano propri soldatini (o uccidono di avversari) per un numero pari alla differenza tra i valori delle carte. Piaciuto più a Sergio che a me. Lo stratega nel taschino.
Black and White: prendi i concetti dello Stratego e mescolali con l’idea di predisporti il tuo esercito, con qualche basica regola da wargame (concetto di reazione e di morale) ed aggiungici qualche rollata di dadi. Bella idea, ma può far fatica ad emergere. Stratego 2.0
Colt Express: componentistica da sballo (ti danno un trenino in cartone da assemblarti e dei catus utili solo per abbellimento …), ha fatto il soldout praticamente senza avere tavoli dimostrativi. Bello se vuoi passare un’oretta a tirare pugni e sparare senza riflettere troppo e se ti piacciono le meccaniche alla guess e doble guess. Se vuoi rifletterci sopra passa ad altro. Il buono, il brutto e il piacione.
Hamster Backe: bel giochino di carte che abbiamo provato con l’amico Francesco Berardi che ne è autore. Meccaniche semplici ma ben mescolate, il tutto con delle belle illustrazioni sulle carte ed un prezzo di pochi euro. Se la versione a due di cui abbiamo parlato gira credo che possa rimanere in casa mia a lungo. Gira la ruota …
Paititi: era il gioco di quest’anno dell’Osterreiches Spiele Museum (anche qui non giuro sullo spelling, ma se mi metto a controllare tutto il report esce lunedì prossimo online) per cui, memore della pescata dell’anno scorso con Handler der Karibik, l’ho preso alla cieca. Provato mi è piaciuto, mentre il buon Federico lo ha schifato. Indiana Jones e la raccolta set maledetta
Mr. House. Gestionale di costruzione di casa tua made in Poland. La grafica orrenda (praticamente il tabellone è poco più che una serie di caselle a fondo bianco me lo ha fatto apprezzare forse meno di quello che poteva meritare. Per il resto gestionalino classico con meccaniche che hanno una volta tanto attinenza con la realtà (per fare una casa ci vogliono cemento, mattoni e soldi, ma anche una licenza edilizia e così via). Bricolage
Time Masters: giochillo di deck buiding di produzione a occhio e croce francese, che ha compiuto scelte grafiche, nelle illustrazioni, particolari ed interessanti. Le carte sembrano ben studiate per favorire un gameplay rapido e per questo l’ho apprezzato (anche perchè è finito presto e non mi piacciono in genere tanto questo tipo di giochi …), così come potrebbero fare gli amanti del genere. Francese.
Robin: ogni anno qualche gioco di carte basico si fa notare e fa capolino nelle classifiche dei poll di fiera ed a questo giro è stata la volta di Robin e Beasty Bar. la meccanica di gioco è facile e punta su di un concetto di offerta di scambio di carte ad ogni turno tra i giocatori, al fine di collezionare un set di sette carte dello stesso colore: nel contempo su di un piccolo percorso di poche caselle si muovono i trippolini per avere diritto di pescare più o meno carte. Titolo minimalista con bei componenti, ha però il difettuccio di essere stato dichiarato fruibile anche per due, mentre la versione apposita, provata in aereo al rientro, in realtà non gira per niente. Da riprovare in gruppi più numerosi. Rivedibile
Kobes: i materiali del gioco (con tanti simpatici cilindretti di legno gialli) ed il tema (consegna le birre a Colonia) era attraente e ci siamo seduti. Per fortuna, dopo aver capito che era un ‘tira i dadi e muovi’ modificato, abbiamo scoperto che oltretutto aveva carte in tedesco utili a ‘ravvivare’ il gioco e ci siamo potuti alzare ed andarcene. Tanto materiale per nulla
Venezia 2099: a prima vista stavo per passare oltre a questo gioco, scoraggiato dal tabellone di plastica (sul quale si collocano le tessere di cartoncino) e la grafica un poco scialba, ma mi sarei perso un titolo astratto (come lo sono parecchi Colovini) e veloce (una decina di turni con meccaniche da ‘gioca la carta, muovi il trippolo, paga e colleziona una tessera colore), ma non per questo privo di un certo spessore (ferma restando la natura di gioco familiare), con aspetti di controllo territorio ed altri di raccolta set. Non affatto banale!
The Golden Horn: già che c’eravamo ci siamo fatti anche una partita a questo altro titolo ‘minimalista’ (ma con dei componenti davvero belli, in particolare le navi, che anticipano ciò che quest’anno ha fatto Ludonaute ) di Colovini. Posso praticamente confermare la stessa valutazione espressa su Venezia 2099. 3D boats rulez!
Co-mix: bella sorpresa, perché non sono un fan dei giochi basati sullo storytelling ed invece mi ha colpito molto positivamente. L’idea di base è semplice, ossia ogni giocatore riceve un tot di carte, su ciascuna delle quali (double face: si deve scegliere che lato utilizzare) compare un disegno (che sembra tratto da un fumetto, anche come stile) e sceglie in quale sequenza collocarle. Quindi ciascuno, a turno, racconta la sua storia, basata sulla sequenza di immagini, proprio come se fosse un fumetto: segue una fase nella quale ciascuno sceglie (segretamente) a chi attribuire il premio per la storia più aderente alla meccanica. più emozionante e più creativa. Si va poi a vedere quali storie hanno ottenuto più voti per ogni categoria e si attribuiscono i punti. Bonelliano!
Gloobz: una variante sul tema “gira la carta ed acchiappa al volo“, che stimola la rapidità di riflessi. Sicuramente non nuovo, nè economico (andava a quasi 20 euro in fiera …), ma i pupazzetti erano irresistibili e ne abbiamo comprate due copie in due dopo averlo giocato. Avrà in qualche modo influito la simpatica standista bionda? Fascinoso
Aquasphere: ho lasciato per ultimo la creatura del mio autore preferito (o quasi). Lo abbiamo provato a tarda sera, stremati dalla giornata ed è risultato titolo per nulla intuitivo e privo di qualsiasi aderenza alla realtà (poteva avere a tema anche la potatura degli alberi in Trentino ed il gioco rimaneva uguale …), per cui poco facile da digerire. La sensazione è che stavolta il gameplay sia alla fine meno pesante di altre ideazioni di Feld, perché c’è molta meno varietà di punti e strade da seguire rispetto al passato, con una certa interazione (del tipo “ti frego l’occasione al volo” prima che giochi, ma anche con qualche spunto di interazione diretta) e ciò che sto dicendo mi persuade che probabilmente il gioco ha da offrire più di quanto mi ha fatto vedere alla prima esperienza.
C’è da dire che due dei quattro compagni di gioco hanno abbandonato il tavolo durante la lettura delle regole (non depone bene per come son scritte …) e che il gioco non sembra ad intuito scalare così bene in due (essendo gioco dove ci si rubano le cose e contano anche le maggioranze in qualche modo e dotato di un tabellone di dimensione fissa), per cui voglio sicuramente riprovarlo in una formazione di gioco più adatta (e con gente più sveglia del sabato sera di fiera alle 1.00 ..). Da rivedere ma promettente.
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| Pac Man vintage 😉 |
Le prime impressioni di un neofita della fiera
A questo giro ero privo del mio solito valido scudiero Berna, rimasto purtroppo a casa, ma al suo ‘posto’ è venuto con me l’amicone Sergio di Carrara, con il quale abbiamo condiviso ore di gioco intensivo e con il quale siamo usciti da vincitori (l’obiettivo della trasferta – che era in realtà un metagioco cooperativo – era di divertirsi e ci siamo divertiti alla grande, per cui siamo sicuramente vincitori!).
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| Luigi Ferrini con Golden Ages |
Da parte sua Sergio mi ha scritto qualche parere al volo, ovvero prime impressioni e parole di un reduce dalla sua prima trasferta in terra di Germania per l’evento più importante del mondo dei boardgames.
Credo di averlo trascinato e sballottato parecchio, forzandolo ad un vero tour de force, ma vi lascio alle sue sensazioni!
bella compagnia, per la sua generosità e per il suo aiuto a farmi
vivere “dall’ interno” questo incredibile e magico mondo
che tanto ci appassiona.
col cervello in pappa a forza di imparare nuovi giochi scontrandomi
per di più col problema lingua (ebbe’ il mio inglese e’
maledettamente scolastico).
Ho conosciuto tante persone, tutti con la
mia passione ed è stato incredibile trovarsi e parlare solo o per lo
più di giochi, di autori, di recensioni e compagnia. Mia moglie ha
detto che è come se fossi stato alle terme ed in effetti il
risultato è più o meno lo stesso a livello di cura per lo stress.
solo per coltivare la propria passione questa fiera rappresenta uno
stabilimento termale ludico.
I miei titoli? Beh: pur avendo giocato
parecchio non ho provato tutti i “titoli di prima fascia”:
me li riservo per Lucca e comunque sotto mano mi capiteranno prima o
poi ma qualcosa voglio dire sui titoli che mi hanno colpito in
positivo:
mucche da selezionare ed i dadi da tirare nel recinto, con una
giusta dose di interattività ed una grafica “bucolica”
coloratissima ed intrigante; mi è parso un gioco “diverso dal
solito e forse poco intuitivo (un difetto? Forse no). Avendo amato
tempo fa il gioco per pc Bioshock” che ha in comune col titolo di
Feld questa ambientazione sottomarina un po claustrofobica il gioco
in questione, di cui in 3 ore abbiamo imparato il regolamento e provato al volo senza entrarci davvero dentro, ma mi ha lasciato una sensazione molto positiva e la voglia di
rigiocarlo al piu presto.
Altri giochi che mi hanno lasciato un
bel sapore, soprattutto ripensandoci dopo sono stati Mr House della
Granna (un bel gioco di piazzamento muratori) che meritava una
grafica migliore, il russo Viceroy della Hobby world: un gioco
sostanzialmente di carte coloratissime, ispirate a mondi
fantasy/medievali,.che devi posizionare di fronte a te fino a
formarne una piramide; piu’ la piramide si alza, più acquisti
potere, piu hai possibilità di diventare vicere’.
Ancora: New York Kings: gioco
francese, ambientato a Manhattan: rampolli di famiglie mafiose devono
compiere missioni nella Grande Mela, sfuggendo alla polizia e
combattendo per acquisire maggior potere e denaro: la particolarità
è che gli scontri fra famiglie si svolgono a suon di mani di poker.
sensazioni, è stata comunque l’atmosfera, la compagnia e la
immensita’ di questa fiera a rendere questi giorni “indimenticabili”.
Allo stato attuale (non mi sforzo di essere completo, elencando i numerosi titoli che metto di seguito, ma ne indico comunque tanti per far capire come ci sia parecchia roba che promette di essere di valore in giro) la mia lista dei titoli che voglio provare e/o che mi trasmettono sensazioni positive è lunga e sottolineo che si tratta di un elenco composto principalmente da prodotti di peso medio o medio massimo.
I miei ‘desiderati sul tavolo’ (alcuni già acquistati ad Essen, mentre per altri in programmo, di fatto di farlo) per ora sono (annoto a fianco di cosa mi hanno detto che dovrebbe essere predisposta o che sarà a breve pronta una edizione italiana o una distribuzione ufficiale):
Alchemists (edizione italiana)
Panamax (ita)
Zhanguo
Murano
Imperial Settlers (ita)
Hyperborea (ita)
Progress (ita in corso crowdfunding)
Versailles (ita)
Kanban (ita)
Aquasphere (ita)
Orleans (ita)
Abyss (ita già in vendita)
Black Fleet (ita)
Adventure Bazaar (ita)
Historia (ita)
Deus (ita forse ..)
Spike
Golden Ages
L’elenco di cui sopra, come vedete, è nutrito e comprende solo i titoli che considero di ‘prima fascia’, ossia giochi che ragionevolmente non valuterò sotto la sufficienza, a meno di esserne sorpreso in senso negativo.
Subito dietro a loro ho anche una lista mentale di altri giochi che vorrei comunque vedere e che mi danno buone sensazioni, anche senza essere, per ora, nel novero di quelli che probabilmente mi occuperanno in quello che resta del 2014. Tra di essi, per esempio, ci sono cose come Castle of Mad King Ludwig, come Beasty Bar, Patchwork, ma anche tanti altri e negli elenchi non conto quelli che ho già giocato ad Essen (che sono in bene o male un’altra trentina di giochi …).
A piè di lista aggiungo poi anche il gioco da tavolo di Magic the Gathering, che era in demo in un paio di tavoli della fiera, di quelli pieni di gente intorno anche intorno alle otto di sera 😉
Dal poco che ho visto (era contrario al mio karma attendere ore per provarlo) direi che si tratta di una roba interessante, con un tabellone esagonato, con tante belle miniature che combattono e con diverse carte con effetti. Quanto sarà una esperienza Magic style per ora non lo so, ma il titolo promette bene, pur non promettendo di essere per nulla, come ovvio, un eurogame.
So, quindi, che sarà un anno davvero intenso e che mi ci vorrà davvero tanto per provare, insieme agli amici i 50 scatoli e passa che abbiamo portato giù dalla fiera e gli altrettanti (?!? mah, forse non così tanti …, ma a fine mese già c’è Lucca e i giochi italiani o già stranieri ma già distribuiti da editori nostrani, che ad Essen non ho per questo motivo guardato, scalpitano per trovare spazio nella mia lista ….) che penso prenderò in seguito 😉
Promette di essere un’altra annata di duro lavoro e quindi sono molto contento di quello che ho visto.
A margine annoto, a livello personale, che è stata una vacanza davvero bella ed una quattro giorni di grande interesse, nel corso della quale ho visto o conosciuto veramente un sacco di bella gente, che saluto da qui, scusandomi se non sono riuscito a passare con ciascuno di loro neanche una frazione del tempo che avrei voluto. So però di avere la loro comprensione, perché la fiera incombeva e probabilmente il sentimento è reciproco!!!
Voi che dite? Siete del mio stesso parere o pensate che soffrirete di fame ludica per i prossimi mesi (o incontentabili!!).
Vi lascio, per chiudere, a qualche ultima immagine sparsa della fiera: a risentirci per il prossimo report, che dovrebbe essere quello di Lucca 😉
p.s. scusatemi se trovate qualche refuso qua e là, ma il tempo per scrivere era quello che era, per cui o facevo così, o non usciva oggi il report …
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| Questi venivano dall’Indonesia .. |
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| Lords of Ice Garden .. |
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| … proprio quando pensi che i luoghi comuni stiano sparendo … |
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| Anche stendere i panni può essere divertente a volte .. |
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| … Cthulhu … |
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| Daniele Mazzoni di Monster Chef |
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| tanta gente … ovunque 😉 |
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