Caro Fabio, tutti i
giorni leggo il tuo blog, e altri siti analoghi che parlano di giochi
da tavolo.
giorni leggo il tuo blog, e altri siti analoghi che parlano di giochi
da tavolo.
Grazie a queste letture mi tengo informato sulle novità,
riscopro vecchi classici, ma purtroppo devo dire che il più delle
volte smetto di leggere gli articoli dopo la terza frase, o anche
dopo aver visto il titolo o la copertina della scatola. Come ben sai,
a me interessano prevalentemente i giochi per bambini, i dexterity e
i party games. Però, come ho detto poco fa, ci pensi tu a tenermi
informato e i nomi dei gioconi li conosco tutti, non preoccuparti!
riscopro vecchi classici, ma purtroppo devo dire che il più delle
volte smetto di leggere gli articoli dopo la terza frase, o anche
dopo aver visto il titolo o la copertina della scatola. Come ben sai,
a me interessano prevalentemente i giochi per bambini, i dexterity e
i party games. Però, come ho detto poco fa, ci pensi tu a tenermi
informato e i nomi dei gioconi li conosco tutti, non preoccuparti!
Panamax, Evolution, Hyperborea, Alchemists,
AquaSphere, Lords of Xidit, Deus, La isla, Pandemic: the cure,
ZhanGuo, Orléans, Historia, The golden ages…
AquaSphere, Lords of Xidit, Deus, La isla, Pandemic: the cure,
ZhanGuo, Orléans, Historia, The golden ages…
Grazie a te e
agli blog so che esistono e all’ultima Essen uno sguardo da un paio
di metri gliel’ho dato! Ho visto tanti tavoli occupati da quei
giochi: wow, devono essere bellissimi!
agli blog so che esistono e all’ultima Essen uno sguardo da un paio
di metri gliel’ho dato! Ho visto tanti tavoli occupati da quei
giochi: wow, devono essere bellissimi!
Ma ormai da alcuni
anni non fanno più per me perché ho abbassato notevolmente il mio
target, e quindi sono qui a raccontarti di un’altra Essen. Così,
un po’ per vendetta, tu e tutti i lettori di questo blog sarete
costretti a leggere titoli di cui ignoravate l’esistenza, e forse
mai proverete. Ma so per certo che il buon Davide Simarillon creperà
d’invidia alla lettura del mio report, e aprirà 20 schermate in
contemporanea per documentarsi su questi titoli, cercando di
prenotare da subito volo ed albergo per l’anno prossimo (ndFabio: l’amico fantavir lavora presso una grande casa produttrice di giochi, quale game designer interno ed è per questo che si documenta principalmente del settore kids ..)
anni non fanno più per me perché ho abbassato notevolmente il mio
target, e quindi sono qui a raccontarti di un’altra Essen. Così,
un po’ per vendetta, tu e tutti i lettori di questo blog sarete
costretti a leggere titoli di cui ignoravate l’esistenza, e forse
mai proverete. Ma so per certo che il buon Davide Simarillon creperà
d’invidia alla lettura del mio report, e aprirà 20 schermate in
contemporanea per documentarsi su questi titoli, cercando di
prenotare da subito volo ed albergo per l’anno prossimo (ndFabio: l’amico fantavir lavora presso una grande casa produttrice di giochi, quale game designer interno ed è per questo che si documenta principalmente del settore kids ..)
Ma bando alle
ciance, ed ecco il mio report.
ciance, ed ecco il mio report.
Giorno 0
Arrivo Mercoledì
sera all’aeroporto di Dusseldorf, e trovo ad accogliermi lo
sciopero dei treni e il traffico bloccato per il disinnesco di una
bomba risalente alla seconda guerra mondiale. Per fortuna si risolve
tutto per il meglio.
sera all’aeroporto di Dusseldorf, e trovo ad accogliermi lo
sciopero dei treni e il traffico bloccato per il disinnesco di una
bomba risalente alla seconda guerra mondiale. Per fortuna si risolve
tutto per il meglio.
Giorno 1
Giovedì mattina
entro in fiera, con la mia wishlist stampata su 6 facciate A5, con
più di 200 titoli da visionare, tra “interessanti” e “abbastanza
interessanti”. Il mio obiettivo è andare prima dai grandi editori
del padiglione 3 (Haba, Schmidt, Ravensburger, Zoch, Amigo,
Huch!&Friends…), per poi dirigermi agli stand più piccoli.
entro in fiera, con la mia wishlist stampata su 6 facciate A5, con
più di 200 titoli da visionare, tra “interessanti” e “abbastanza
interessanti”. Il mio obiettivo è andare prima dai grandi editori
del padiglione 3 (Haba, Schmidt, Ravensburger, Zoch, Amigo,
Huch!&Friends…), per poi dirigermi agli stand più piccoli.
Il primo stand che
vedo è Schmidt/Drei magier (per chi non lo sapesse, Drei
magier è una costola della Schmidt. Ah, per chi non lo sapesse,
Josef Friedrich Schmidt è stato l’ideatore di Mensch ärgere
dich nicht, ovvero Non t’arrabbiare, gioco divenuto
famoso nel mondo “grazie” alla prima guerra mondiale).
vedo è Schmidt/Drei magier (per chi non lo sapesse, Drei
magier è una costola della Schmidt. Ah, per chi non lo sapesse,
Josef Friedrich Schmidt è stato l’ideatore di Mensch ärgere
dich nicht, ovvero Non t’arrabbiare, gioco divenuto
famoso nel mondo “grazie” alla prima guerra mondiale).
Sui tavoli della
Drei magier vengo attratto da Der
unendliche Fluss di Guido Hoffmann (inutile
presentare questo autore… chi non lo conosce??), perché le pedine
si muovono su delle biglie di vetro incastrate sul tabellone.
Drei magier vengo attratto da Der
unendliche Fluss di Guido Hoffmann (inutile
presentare questo autore… chi non lo conosce??), perché le pedine
si muovono su delle biglie di vetro incastrate sul tabellone.
Faccio
una veloce prova, ma resto un po’ deluso perché penso possa
piacere ai bambini, ma un po’ meno agli adulti (ndFabio: stavo per comprarlo anche io, rapito dall’idea, ma poi l’ho provato e mi è sembrato meno bello da toccare che da vedere ..). Secondo me è molto
meglio, e più magico, il suo predecessore Geisterei, in cui
un uovo di spugna scompare all’interno di un fazzoletto bianco.
una veloce prova, ma resto un po’ deluso perché penso possa
piacere ai bambini, ma un po’ meno agli adulti (ndFabio: stavo per comprarlo anche io, rapito dall’idea, ma poi l’ho provato e mi è sembrato meno bello da toccare che da vedere ..). Secondo me è molto
meglio, e più magico, il suo predecessore Geisterei, in cui
un uovo di spugna scompare all’interno di un fazzoletto bianco.
Mi
faccio spiegare anche Assel Schlamassel,
un simpatico gioco di carte della serie sugli scarafaggi (mi sembra
inutile ricordare Mogel motte, Kakerlakensuppe o
Kakerlakentanz, non credi?).
faccio spiegare anche Assel Schlamassel,
un simpatico gioco di carte della serie sugli scarafaggi (mi sembra
inutile ricordare Mogel motte, Kakerlakensuppe o
Kakerlakentanz, non credi?).
Passando alla
Schmidt sequestro un dimostratore e con lui faccio un paio di
turni alla versione di carte di Dog (vi consiglio di fare
almeno una volta nella vita una partita a Dog Royal), Crowns
(lancia i dadi e piazza i risultati ottenuti su una griglia per
realizzare più punti possibili), Trakkx (un mix tra Qwirkle
e Rummikub, quindi da tenere d’occhio per il mercato di
massa), Speedy Race (un gioco a
licenza Cars in cui il dado è sostituito da un markettaro
Saetta elettronico che si muove velocemente e cade in una delle buche
al centro del tabellone), Pick nick
(un simpatico gioco con magneti) e Benjamin
Blümchen – Schiebe Memo.
Schmidt sequestro un dimostratore e con lui faccio un paio di
turni alla versione di carte di Dog (vi consiglio di fare
almeno una volta nella vita una partita a Dog Royal), Crowns
(lancia i dadi e piazza i risultati ottenuti su una griglia per
realizzare più punti possibili), Trakkx (un mix tra Qwirkle
e Rummikub, quindi da tenere d’occhio per il mercato di
massa), Speedy Race (un gioco a
licenza Cars in cui il dado è sostituito da un markettaro
Saetta elettronico che si muove velocemente e cade in una delle buche
al centro del tabellone), Pick nick
(un simpatico gioco con magneti) e Benjamin
Blümchen – Schiebe Memo.
Quest’ultimo gioco mi è
piaciuto dal punto di vista del game design e della realizzazione
tecnica in cartone perché fonde il memory con il gioco del 15.
piaciuto dal punto di vista del game design e della realizzazione
tecnica in cartone perché fonde il memory con il gioco del 15.
Sono quasi le 12 ed
è ora di andare da qualche altra parte: ci sono tanti giochi da
provare in 3 giorni e mezzo!
è ora di andare da qualche altra parte: ci sono tanti giochi da
provare in 3 giorni e mezzo!
Mi affaccio allo
stand Amigo, dove a parte Hamsterbacke, un gioco sui
criceti dalla bellissima grafica (l’illustratore è Oliver
Freudenreich, lo stesso di Bohnanza e 6 Nimmt,
giusto per citarne un paio), riesco a farmi spiegare Schau
mal! (guarda delle carte, chiudi gli occhi, i giocatori ne
girano una e devi indovinare qual è la carta girata.
stand Amigo, dove a parte Hamsterbacke, un gioco sui
criceti dalla bellissima grafica (l’illustratore è Oliver
Freudenreich, lo stesso di Bohnanza e 6 Nimmt,
giusto per citarne un paio), riesco a farmi spiegare Schau
mal! (guarda delle carte, chiudi gli occhi, i giocatori ne
girano una e devi indovinare qual è la carta girata.
La meccanica
non è originale, ma per me è un simpatico gioco perché fronte e
retro delle carte hanno lo stesso oggetto/personaggio raffigurato in
maniera diversa), Honigbienchen (un gioco di memoria di
Knizia) e Ene mene miste… (un gioco tipo Dobble, in
cui una volta individuato l’oggetto in comune tra 2 carte, devi
contare quante volte compare in totale, e dire quel numero). Tra le
novità vedo che c’è anche Absacker, di Leo Colovini
e Dario de Toffoli (non lo provo che si tratta di una
rivisitazione grafica di Dummy, gioco a cui avevo fatto
diverse partite quando l’ho preso alcuni anni fa), e il gioco di
carte collezionabili My little pony. Grande sorpresa riguardo
questo gioco! Mi aspettavo di trovare folle di bambine buttarsi sui
tavoli allestiti ad hoc, e invece lo vedevo giocare soprattutto dai
maschi, anche quarantenni: come dire, il gioco non fa distinzioni di
sesso e d’età!
non è originale, ma per me è un simpatico gioco perché fronte e
retro delle carte hanno lo stesso oggetto/personaggio raffigurato in
maniera diversa), Honigbienchen (un gioco di memoria di
Knizia) e Ene mene miste… (un gioco tipo Dobble, in
cui una volta individuato l’oggetto in comune tra 2 carte, devi
contare quante volte compare in totale, e dire quel numero). Tra le
novità vedo che c’è anche Absacker, di Leo Colovini
e Dario de Toffoli (non lo provo che si tratta di una
rivisitazione grafica di Dummy, gioco a cui avevo fatto
diverse partite quando l’ho preso alcuni anni fa), e il gioco di
carte collezionabili My little pony. Grande sorpresa riguardo
questo gioco! Mi aspettavo di trovare folle di bambine buttarsi sui
tavoli allestiti ad hoc, e invece lo vedevo giocare soprattutto dai
maschi, anche quarantenni: come dire, il gioco non fa distinzioni di
sesso e d’età!
Passo dai 3
coniglietti Drei Hasen in der Abendsonne (qualcuno ha detto
Drei magier?) e mi faccio spiegare Auf
Zack!, di Jens-Peter Schliemann (scopri 2 tessere e
se queste raffigurano lo stesso soggetto, devi contare quanti ce ne
sono e prendere per primo il numero corrispondente. Altrimenti le
ricopri tipo Memory. Quindi unisce memoria e rapidità di conteggio)
e Pelican Bay (piazzi tessere alla Carcassonne).
coniglietti Drei Hasen in der Abendsonne (qualcuno ha detto
Drei magier?) e mi faccio spiegare Auf
Zack!, di Jens-Peter Schliemann (scopri 2 tessere e
se queste raffigurano lo stesso soggetto, devi contare quanti ce ne
sono e prendere per primo il numero corrispondente. Altrimenti le
ricopri tipo Memory. Quindi unisce memoria e rapidità di conteggio)
e Pelican Bay (piazzi tessere alla Carcassonne).
Dedico qualche
secondo per fotografare il gioco da tavolo di Magic, così,
giusto per dire “io c’ero”, e finalmente mi affaccio allo stand
Hasbro, dove trovo Alle auf Kalle (fai le tue palline Play Doh
e lanciale tipo catapulta per farle entrare nel bidone) e Saus,
kleine Maus (un gioco di percorso con uno scenario 3D in
plastica, in cui è simpatico, per i bambini, vedere l’effetto
domino provocato dalla caduta di una biglia).
secondo per fotografare il gioco da tavolo di Magic, così,
giusto per dire “io c’ero”, e finalmente mi affaccio allo stand
Hasbro, dove trovo Alle auf Kalle (fai le tue palline Play Doh
e lanciale tipo catapulta per farle entrare nel bidone) e Saus,
kleine Maus (un gioco di percorso con uno scenario 3D in
plastica, in cui è simpatico, per i bambini, vedere l’effetto
domino provocato dalla caduta di una biglia).
Mi affaccio alla
Horrible Games, saluto al volo Lorenzo Silva e
fotografo Co-Mix, pensando che non avrò il tempo di giocarlo
(vedi Sabato). È poi il turno della Moses, dove do
un’occhiata a Holterdipolter,
di Guido Hoffmann (quello di prima) e Jens-Peter Schliemann
(quello di prima): devi far cadere una pallina e, ascoltando il
rumore quando termina la sua corsa, cercare di indovinare dove è
finita (qualcuno sta pensando a Mord im Arosa del nostro
Alessandro Zucchini?). (nd Fabio: qui ti sei perso l’ottimo gioco sul pirata Flynn, consigliato allo Spiel per bambini 2013).
Horrible Games, saluto al volo Lorenzo Silva e
fotografo Co-Mix, pensando che non avrò il tempo di giocarlo
(vedi Sabato). È poi il turno della Moses, dove do
un’occhiata a Holterdipolter,
di Guido Hoffmann (quello di prima) e Jens-Peter Schliemann
(quello di prima): devi far cadere una pallina e, ascoltando il
rumore quando termina la sua corsa, cercare di indovinare dove è
finita (qualcuno sta pensando a Mord im Arosa del nostro
Alessandro Zucchini?). (nd Fabio: qui ti sei perso l’ottimo gioco sul pirata Flynn, consigliato allo Spiel per bambini 2013).
Poi mi affaccio alla Iello, per provare
La lepre e la tartaruga, ma vengo coinvolto in una partita a
Night of the Grand Octopus: resto un po’ deluso perché per
me è meglio Hick hack nel pollaio. Per fortuna, nel corso
della fiera, riuscirò a provare La lepre e la tartaruga insieme a
Stefano Nero79: non male, anche se giocando in due ed essendo
la mia prima partita, a metà gara avevamo intuito le scommesse
dell’avversario, di cui una in comune. Passo alla ASS/Cartamundi,
dove trovo Shuffle, una serie di
giochi di carte su licenza (Pictureka, Transformers, Monopoly…)
che interagiscono con un’app.
La lepre e la tartaruga, ma vengo coinvolto in una partita a
Night of the Grand Octopus: resto un po’ deluso perché per
me è meglio Hick hack nel pollaio. Per fortuna, nel corso
della fiera, riuscirò a provare La lepre e la tartaruga insieme a
Stefano Nero79: non male, anche se giocando in due ed essendo
la mia prima partita, a metà gara avevamo intuito le scommesse
dell’avversario, di cui una in comune. Passo alla ASS/Cartamundi,
dove trovo Shuffle, una serie di
giochi di carte su licenza (Pictureka, Transformers, Monopoly…)
che interagiscono con un’app.
Sono le 18 e la
fiera sta per chiudere: valico il padiglione 1 e trovo subito lo
stand Red Glove. Speravo di poter provare tutti e 9 i giochi
pocket (vi evito il listone dei titoli…), ma trovo i
tavoli occupati da GodZ, Super Fantasy e Vudù.
Chiedo a Federico e Marco di spiegarmi i giochi pocket
che reputano migliori e ne acquisto 3 per provarli a casa. Mentre mi
allontano dallo stand saluto al volo il Puzzillo Diego e gli
chiedo quando pubblicherà una recensione di Godz: purtroppo temo che
saremo privati di questo memorabile articolo perché, essendo
forse passato dall’altra parte del mercato, mi ha detto
che probabilmente non avrà tempo per farlo.
fiera sta per chiudere: valico il padiglione 1 e trovo subito lo
stand Red Glove. Speravo di poter provare tutti e 9 i giochi
pocket (vi evito il listone dei titoli…), ma trovo i
tavoli occupati da GodZ, Super Fantasy e Vudù.
Chiedo a Federico e Marco di spiegarmi i giochi pocket
che reputano migliori e ne acquisto 3 per provarli a casa. Mentre mi
allontano dallo stand saluto al volo il Puzzillo Diego e gli
chiedo quando pubblicherà una recensione di Godz: purtroppo temo che
saremo privati di questo memorabile articolo perché
forse passato dall’altra parte del mercato,
che probabilmente non avrà tempo per farlo.
Non so a che ora, ma
ricordo di essermi affacciato anche al padiglione 4 per salutare il
corregionale Daniele di Plan Play, che è rientrato in
Italia da diverso tempo, ma che ancora non ero riuscito a rivedere,
nonostante abitassimo a meno di 100 km di distanza. Per fortuna che
c’è Essen! Riesco a fare 2 round
in inglese a MoodX, il nuovo
titolo della coppia Chiacchiera-Degli Innocenti (mmm…
chiacchiera degli innocenti… ma che avranno tanto da dirsi questi
innocenti???).
ricordo di essermi affacciato anche al padiglione 4 per salutare il
corregionale Daniele di Plan Play, che è rientrato in
Italia da diverso tempo, ma che ancora non ero riuscito a rivedere,
nonostante abitassimo a meno di 100 km di distanza. Per fortuna che
c’è Essen! Riesco a fare 2 round
in inglese a MoodX, il nuovo
titolo della coppia Chiacchiera-Degli Innocenti (mmm…
chiacchiera degli innocenti… ma che avranno tanto da dirsi questi
innocenti???).
Il primo giorno di
fiera è finito! Essen, però, non è fatta di soli giochi, ma anche
di persone. Rientro per un’oretta in albergo, scambio 2 chiacchiere
con Nero79 e provo con lui il neo acquisto Pizzeria Italia,
gioco di velocità che fonde memory e domino e che ha la
particolarità di essere ideato da un’autrice femminile, al secolo
Ilenia Nacci.
fiera è finito! Essen, però, non è fatta di soli giochi, ma anche
di persone. Rientro per un’oretta in albergo, scambio 2 chiacchiere
con Nero79 e provo con lui il neo acquisto Pizzeria Italia,
gioco di velocità che fonde memory e domino e che ha la
particolarità di essere ideato da un’autrice femminile, al secolo
Ilenia Nacci.
È ora di cena e
raggiungiamo a Maredo la troupe di Pinco Pallino, composta da
Fabio, Federico, Sergio e un gruppo di 4 genovesi. Finita la cena,
gli altri tornano nel loro albergo (chissà a far cosa…), mentre io
per questa volta passo: ho già visto abbastanza e devo conservare le
energie per il giorno dopo.
raggiungiamo a Maredo la troupe di Pinco Pallino, composta da
Fabio, Federico, Sergio e un gruppo di 4 genovesi. Finita la cena,
gli altri tornano nel loro albergo (chissà a far cosa…), mentre io
per questa volta passo: ho già visto abbastanza e devo conservare le
energie per il giorno dopo.
Giorno 2
Il giorno prima
avevo notato che gli stand con giochi per bambini e famiglie erano
abbastanza vuoti all’apertura delle porte (i giocatori esperti
facevano la corsa per occupare i tavoli con quelle cose complicate
che durano almeno un’ora). Ma visto che poi si affollavano dopo
mezz’ora e per me che ero solo soletto era difficile trovare un
tavolo libero o un dimostratore che mi spiegasse i giochi, mi fiondo
subito su uno stand che penso sarà pieno in poco tempo e accessibile
solo dopo le 17.
avevo notato che gli stand con giochi per bambini e famiglie erano
abbastanza vuoti all’apertura delle porte (i giocatori esperti
facevano la corsa per occupare i tavoli con quelle cose complicate
che durano almeno un’ora). Ma visto che poi si affollavano dopo
mezz’ora e per me che ero solo soletto era difficile trovare un
tavolo libero o un dimostratore che mi spiegasse i giochi, mi fiondo
subito su uno stand che penso sarà pieno in poco tempo e accessibile
solo dopo le 17.
È la volta di
Jumbo, dove trovo tutti i tavoli vuoti e 4-5 standiste
impegnate a chiacchierare tra loro: perfetto! Ne rapisco una,
chiedendole di spiegarmi Knusper Knusper
Knäuschen, perché attratto dallo scenario 3D in
plastica: trattasi della favola di Hansel e Gretel, in cui bisogna
prendere i dolcetti posti sulle pareti della casa, evitando che la
strega sbuchi dal tetto (una sorta di Otto il maialotto con
tabellone).
Jumbo, dove trovo tutti i tavoli vuoti e 4-5 standiste
impegnate a chiacchierare tra loro: perfetto! Ne rapisco una,
chiedendole di spiegarmi Knusper Knusper
Knäuschen, perché attratto dallo scenario 3D in
plastica: trattasi della favola di Hansel e Gretel, in cui bisogna
prendere i dolcetti posti sulle pareti della casa, evitando che la
strega sbuchi dal tetto (una sorta di Otto il maialotto con
tabellone).
Passiamo poi a PimPamPet – Das letzte Wort! e
PimPamPet Speed & Sound, ovvero 2 varianti del gioco delle
categorie “Nomi, cose, città”, caratterizzati da un grande
componente in plastica elettronico che guida il flusso di gioco. Le
gentile dimostratrice mi spiega anche Party
& Co Extreme e Party & Co Girls: il primo è
una sorta di Activity/Cranium in cui relativamente alla parte
Pictionary bisogna disegnare prendendo la matita con una molletta per
stendere i panni o indossare degli occhiali rossi che non ti fanno
vedere ciò che disegni, perché stai usando una matita rossa.
Concludo la carrellata delle novità con il gioco a quiz Spiel des
Wissens, che mi sembra non presenti nulla di nuovo, e Disney
Minnie Mouse Pop-it, ovvero Non t’arrabbiare con
componenti in plastica e dado all’interno di una semisfera da
premere.
PimPamPet Speed & Sound, ovvero 2 varianti del gioco delle
categorie “Nomi, cose, città”, caratterizzati da un grande
componente in plastica elettronico che guida il flusso di gioco. Le
gentile dimostratrice mi spiega anche Party
& Co Extreme e Party & Co Girls: il primo è
una sorta di Activity/Cranium in cui relativamente alla parte
Pictionary bisogna disegnare prendendo la matita con una molletta per
stendere i panni o indossare degli occhiali rossi che non ti fanno
vedere ciò che disegni, perché stai usando una matita rossa.
Concludo la carrellata delle novità con il gioco a quiz Spiel des
Wissens, che mi sembra non presenti nulla di nuovo, e Disney
Minnie Mouse Pop-it, ovvero Non t’arrabbiare con
componenti in plastica e dado all’interno di una semisfera da
premere.
Passo ora da Trefl,
dove trovo Family Bingo, l’ultima
trovata di quel geniaccio del riciclo che risponde al nome del Dottor
Reiner Knizia. In questo gioco ogni giocatore ha una cartella con
16 numeri da 1 a 16 e una serie di stanghette di legno (le strade di
Coloni di Catan). Un giocatore pesca un numero e una carta estratta a
sorte stabilisce l’attività da fare per poterlo coprire sulla
cartella: ci sono 8 attività diverse tra cui mettere le stanghette
in pila cercando di non farle cadere (Jenga), fare una
costruzione seguendo le indicazioni di chi ha pescato la carta
(UggTech), comporre una figura (Creationary), scegliere
uno tra 2 colori e sperare che sia quello scelto dalla maggioranza
dei giocatori (Testa o croce), quiz (Trivial Pursuit)
in cui le 3 possibili risposte sono indicate da un colore e i
giocatori mettono nel pugno la stanghetta del colore corrispondente
(genio nel male!). Tappatevi le orecchie, ma a me il gioco non è
dispiaciuto: visto che l’anno scorso un gioco basato sul meccanismo
della tombola ha spopolato nel mondo, non lo sottovaluterei
(probabilmente non vincerà nessun premio, ma forse venderà molto di
più di altri giochi più apprezzati dagli esperti). Scatto una foto agli
N giochi educativi a 5 euro presenti nel loro stand e passo avanti.
dove trovo Family Bingo, l’ultima
trovata di quel geniaccio del riciclo che risponde al nome del Dottor
Reiner Knizia. In questo gioco ogni giocatore ha una cartella con
16 numeri da 1 a 16 e una serie di stanghette di legno (le strade di
Coloni di Catan). Un giocatore pesca un numero e una carta estratta a
sorte stabilisce l’attività da fare per poterlo coprire sulla
cartella: ci sono 8 attività diverse tra cui mettere le stanghette
in pila cercando di non farle cadere (Jenga), fare una
costruzione seguendo le indicazioni di chi ha pescato la carta
(UggTech), comporre una figura (Creationary), scegliere
uno tra 2 colori e sperare che sia quello scelto dalla maggioranza
dei giocatori (Testa o croce), quiz (Trivial Pursuit)
in cui le 3 possibili risposte sono indicate da un colore e i
giocatori mettono nel pugno la stanghetta del colore corrispondente
(genio nel male!). Tappatevi le orecchie, ma a me il gioco non è
dispiaciuto: visto che l’anno scorso un gioco basato sul meccanismo
della tombola ha spopolato nel mondo, non lo sottovaluterei
(probabilmente non vincerà nessun premio, ma forse venderà molto di
più di altri giochi più apprezzati dagli esperti). Scatto una foto agli
N giochi educativi a 5 euro presenti nel loro stand e passo avanti.
Camminando qua e là, vengo attirato da Golem Arcana,
esclusivamente per la presenza della penna e dell’applicazione
elettronica. Scatto una foto come promemoria e vado avanti… mi
aspetta la Mattel! Qui mi faccio spiegare Big
Monkey Island, un gioco tridimensionale in cui bisogna
prendere velocemente delle scimmie appese ad un albero: il tempo è
scandito da una grossa scimmia al centro che sale un po’ alla volta
sopra un filo e il giocatore deve abbassarla prima che arrivi in cima
(bella trovata). Poi mi faccio spiegare Scrabble Speed
(Scarabeo in plastica e rapido con tessere che escono fuori da una
sorta di bidone) e Bezzerwizzer deluxe (gioco con tantissime
tipologie di domande, sia testuali che visive).
esclusivamente per la presenza della penna e dell’applicazione
elettronica. Scatto una foto come promemoria e vado avanti… mi
aspetta la Mattel! Qui mi faccio spiegare Big
Monkey Island, un gioco tridimensionale in cui bisogna
prendere velocemente delle scimmie appese ad un albero: il tempo è
scandito da una grossa scimmia al centro che sale un po’ alla volta
sopra un filo e il giocatore deve abbassarla prima che arrivi in cima
(bella trovata). Poi mi faccio spiegare Scrabble Speed
(Scarabeo in plastica e rapido con tessere che escono fuori da una
sorta di bidone) e Bezzerwizzer deluxe (gioco con tantissime
tipologie di domande, sia testuali che visive).
Sono le 13:30 e
prima di pranzo ho tempo di andare alla Huch!&Friends,
dove oltre all’elegante Carnac di Emiliano Wentu
Venturini posso trovare tanti giochi di mio interesse. Il primo è
Mit Mist und Tücke, un dexterity
in cui bisogna far terminare le proprie palline all’interno delle
buche al centro, facendole scendere da un piano inclinato: non mi
sono fatto spiegare le regole, ma penso ci sia anche qualche
ragionamento da fare prima di indirizzare la pallina. C’è poi 5
minutes, un gioco con alcuni timer elettronici di cui non sono
riuscito a farmi spiegare le regole: l’autore è Ivan de Faveri,
sarà un italiano?
prima di pranzo ho tempo di andare alla Huch!&Friends,
dove oltre all’elegante Carnac di Emiliano Wentu
Venturini posso trovare tanti giochi di mio interesse. Il primo è
Mit Mist und Tücke, un dexterity
in cui bisogna far terminare le proprie palline all’interno delle
buche al centro, facendole scendere da un piano inclinato: non mi
sono fatto spiegare le regole, ma penso ci sia anche qualche
ragionamento da fare prima di indirizzare la pallina. C’è poi 5
minutes, un gioco con alcuni timer elettronici di cui non sono
riuscito a farmi spiegare le regole: l’autore è Ivan de Faveri,
sarà un italiano?
Ritrovo CobrAttack,
già visto a Norimberga, che invaderà i supermercati italiani con il
nome Il tesoro del serpente: è la versione elettronica di
1,2,3 Stella, come se non bastasse quella prodotta 2 anni fa da
Clementoni. Avrei voluto farmi spiegare o vedere in azione Mary
e Carla Cat, ma non ci sono riuscito perché i tavoli erano
tutti occupati da altri giochi. Esposti in vetrina trovo anche Terra,
l’evoluzione di Fauna (ogni tanto Friedemann Friese
riesce anche a pubblicare giochi che non iniziano con la F!), e
Kwando (sulle carte vengono riportate le date di nascita di
personaggi famosi, quindi immagino sia un’evoluzione di Anno
domini/Time line. Per la cronaca: ho scoperto che Kwando è un
fiume dell’Angola, che immagino non c’entri nulla col gioco,
quindi il titolo sembra essere un semplice storpiamento della parola
Quando, così da fare compagnia all’italianissimo Terra. I nomi
italiani sono abbastanza in voga in terra teutonica ).
già visto a Norimberga, che invaderà i supermercati italiani con il
nome Il tesoro del serpente: è la versione elettronica di
1,2,3 Stella, come se non bastasse quella prodotta 2 anni fa da
Clementoni. Avrei voluto farmi spiegare o vedere in azione Mary
e Carla Cat, ma non ci sono riuscito perché i tavoli erano
tutti occupati da altri giochi. Esposti in vetrina trovo anche Terra,
l’evoluzione di Fauna (ogni tanto Friedemann Friese
riesce anche a pubblicare giochi che non iniziano con la F!), e
Kwando (sulle carte vengono riportate le date di nascita di
personaggi famosi, quindi immagino sia un’evoluzione di Anno
domini/Time line. Per la cronaca: ho scoperto che Kwando è un
fiume dell’Angola, che immagino non c’entri nulla col gioco,
quindi il titolo sembra essere un semplice storpiamento della parola
Quando, così da fare compagnia all’italianissimo Terra. I nomi
italiani sono abbastanza in voga in terra teutonica ).
Dopo la pausa pranzo
è finalmente il turno della Haba! Anzi, Haba parte prima,
visto che ho già in mente di tornarci la mattina dopo all’apertura
della fiera. Qui lo stand presenta, come lo scorso anno, l’edizione
gigante di Feuerdrachen, il gioco del nostro Magocharlie
Lanzavecchia che è stato premiato dalla critica tedesca come
miglior gioco per bambini. Fortunatamente devo attendere un solo
minuto prima che si liberi un tavolo, così, come ogni anno, faccio
la mia scorta di scatole e me le porto al tavolo per studiarle.
Questa volta però sono accompagnato da un mio amico tedesco e così
possiamo leggere i regolamenti in contemporanea e farci qualche giro
di prova insieme.
è finalmente il turno della Haba! Anzi, Haba parte prima,
visto che ho già in mente di tornarci la mattina dopo all’apertura
della fiera. Qui lo stand presenta, come lo scorso anno, l’edizione
gigante di Feuerdrachen, il gioco del nostro Magocharlie
Lanzavecchia che è stato premiato dalla critica tedesca come
miglior gioco per bambini. Fortunatamente devo attendere un solo
minuto prima che si liberi un tavolo, così, come ogni anno, faccio
la mia scorta di scatole e me le porto al tavolo per studiarle.
Questa volta però sono accompagnato da un mio amico tedesco e così
possiamo leggere i regolamenti in contemporanea e farci qualche giro
di prova insieme.
Il primo gioco è Krokolores: c’è un
disco al centro che si muove tipo trottola e i giocatori devono
fermarne il movimento in modo che i pesci col punteggio migliore si
fermino sulla bocca del proprio coccodrillo. Può piacere ai bambini,
ma temo un po’ meno agli adulti. Ora tocca ad un gioco a target 2+,
ovvero Dreikäsehoch: anche in
questo caso i componenti sono molto scenografici e il gioco presenta
2 topini che si muovono in 4 stanze alla ricerca dei pezzi di
formaggio. Come in molti altri prodotti Haba, questo gioco presenta
più di una modalità di gioco, in questo caso 3, sia competitive che
collaborative. Non male.
disco al centro che si muove tipo trottola e i giocatori devono
fermarne il movimento in modo che i pesci col punteggio migliore si
fermino sulla bocca del proprio coccodrillo. Può piacere ai bambini,
ma temo un po’ meno agli adulti. Ora tocca ad un gioco a target 2+,
ovvero Dreikäsehoch: anche in
questo caso i componenti sono molto scenografici e il gioco presenta
2 topini che si muovono in 4 stanze alla ricerca dei pezzi di
formaggio. Come in molti altri prodotti Haba, questo gioco presenta
più di una modalità di gioco, in questo caso 3, sia competitive che
collaborative. Non male.
È poi la volta di Tambuzi,
che presenta un componente elettronico al centro che va premuto dal
giocatore di turno. È un gioco di abilità, in cui il componente
dice di quanti passi bisogna muovere la propria pedina intorno al
tabellone circolare: una volta fatto, si prende il posto della pedina
presente nella casella di destinazione e il turno passa al
proprietario di quest’ultima. Quando il tempo scade, la pedina
rimasta fuori viene eliminata. Simpatico, ma non so quanto longevo.
Prendo anche un gioco musicale 2+, con 4 campanelle di diverso
colore, che si chiama Kleine Musik-Macher, ma presenta troppe
varianti di gioco e mi sembra troppo semplice (del resto è un 2+!).
che presenta un componente elettronico al centro che va premuto dal
giocatore di turno. È un gioco di abilità, in cui il componente
dice di quanti passi bisogna muovere la propria pedina intorno al
tabellone circolare: una volta fatto, si prende il posto della pedina
presente nella casella di destinazione e il turno passa al
proprietario di quest’ultima. Quando il tempo scade, la pedina
rimasta fuori viene eliminata. Simpatico, ma non so quanto longevo.
Prendo anche un gioco musicale 2+, con 4 campanelle di diverso
colore, che si chiama Kleine Musik-Macher, ma presenta troppe
varianti di gioco e mi sembra troppo semplice (del resto è un 2+!).
Il gioco che mi è piaciuto giocare di più in questa tornata è
stato Crash Cup Karambolage.
Nella scatola ci sono dei dischetti di legno che bisogna muovere
tenendo con le mani le 2 estremità di una corda: allontanando le
mani la corda si tira e il dischetto si muove. Con gli altri
componenti del gioco si possono creare dei percorsi (vince chi lo
completa per primo) o un grande quadrato in cui bisogna colpire altre
pedine tipo biliardo. Promosso.
stato Crash Cup Karambolage.
Nella scatola ci sono dei dischetti di legno che bisogna muovere
tenendo con le mani le 2 estremità di una corda: allontanando le
mani la corda si tira e il dischetto si muove. Con gli altri
componenti del gioco si possono creare dei percorsi (vince chi lo
completa per primo) o un grande quadrato in cui bisogna colpire altre
pedine tipo biliardo. Promosso.
Completano la visita allo stand Haba
3×4 = Klatsch (bisogna fare una moltiplicazione e con uno
schiacciamosche colpire per primi la tessera col risultato giusto) e
Burg Klettermax. In questo gioco
il fondo scatola fa da tabellone ed è diviso in 9 stanze grazie a
delle pareti che si incastrano. I giocatori devono impilare dei
cavalieri in legno e quando la pila supera l’altezza della scatola,
possono effettuare una schicchera e indirizzare un cavaliere in una
stanza per prendere la tessera presente in essa. Idea molto carina.
3×4 = Klatsch (bisogna fare una moltiplicazione e con uno
schiacciamosche colpire per primi la tessera col risultato giusto) e
Burg Klettermax. In questo gioco
il fondo scatola fa da tabellone ed è diviso in 9 stanze grazie a
delle pareti che si incastrano. I giocatori devono impilare dei
cavalieri in legno e quando la pila supera l’altezza della scatola,
possono effettuare una schicchera e indirizzare un cavaliere in una
stanza per prendere la tessera presente in essa. Idea molto carina.
Sono quasi le 17:30 e mi accingo a lasciare lo stand per fare altri
giri e recarmi all’appuntamento delle 18 con gli altri IDGini (non
sapete cos’è IDG? Scopritelo su GSNT Channel!). Incontro però la
Carlo Lavezzi family, dotata di 2 pargoli under 6, e mi fermo
a scambiare qualche chiacchiera. Chiedendo loro alcuni consigli su
possibili acquisti Haba a target 2+, faccio la conoscenza di un’altra
famiglia di italiani, che era a pochi metri da noi. Tra le varie
cose, mi parlano bene di un gioco che non conoscevo, ovvero Hoppe
Reiter, un gioco in cui dei cavalli devono completare un
percorso, ma prima devono aver raccolto tutti gli oggetti necessari.
Nel tuo turno lanci due dadi e decidi se muovere il cavallo oppure
prendere un oggetto: un primo semplice esempio di scelta e
ottimizzazione del risultato ottenuto dal lancio dei dadi.
giri e recarmi all’appuntamento delle 18 con gli altri IDGini (non
sapete cos’è IDG? Scopritelo su GSNT Channel!). Incontro però la
Carlo Lavezzi family, dotata di 2 pargoli under 6, e mi fermo
a scambiare qualche chiacchiera. Chiedendo loro alcuni consigli su
possibili acquisti Haba a target 2+, faccio la conoscenza di un’altra
famiglia di italiani, che era a pochi metri da noi. Tra le varie
cose, mi parlano bene di un gioco che non conoscevo, ovvero Hoppe
Reiter, un gioco in cui dei cavalli devono completare un
percorso, ma prima devono aver raccolto tutti gli oggetti necessari.
Nel tuo turno lanci due dadi e decidi se muovere il cavallo oppure
prendere un oggetto: un primo semplice esempio di scelta e
ottimizzazione del risultato ottenuto dal lancio dei dadi.
Bene, sono quasi le
18 ed è giunto il momento di raggiungere le altre menti creative del
panorama ludico italiano! Mi reco allo stand Amigo, dove trovo Alan
D’Amico e Federico Latini, che però erano ignari
dell’appuntamento. Nell’attesa degli altri, faccio anche in tempo
a giocare con Federico a quel gioco con i birilli da 1 a 12 in
cui bisogna cercare di realizzare esattamente 50 punti (1 like a chi
mi dice come si chiama). Arrivano gli altri inventori di giochi (ecco
spiegato l’acronimo IDG) e alla fine, dopo il primo campionato
italiano di Hamsterbacke vinto da Emiliano Venturini, siamo 8 e ci
facciamo scattare la classica foto di rito: se avrete la voglia di
cercarla su FacciaLibro troverete, da sinistra a destra, Andrea
Mainini, Francesco Berardi, Emiliano Venturini,
Remo Conzadori, Walter Obert, Carlo Emanuele
Lanzavecchia, Federico Latini, Luca Borsa;
accasciato, Roberto Pestrin. Manca Paolo Mori, rimasto
in Italia per prototipare il nuovo gioco Casa e Famiglia 2.0,
ma è come se fosse stato lì con noi.
18 ed è giunto il momento di raggiungere le altre menti creative del
panorama ludico italiano! Mi reco allo stand Amigo, dove trovo Alan
D’Amico e Federico Latini, che però erano ignari
dell’appuntamento. Nell’attesa degli altri, faccio anche in tempo
a giocare con Federico a quel gioco con i birilli da 1 a 12 in
cui bisogna cercare di realizzare esattamente 50 punti (1 like a chi
mi dice come si chiama). Arrivano gli altri inventori di giochi (ecco
spiegato l’acronimo IDG) e alla fine, dopo il primo campionato
italiano di Hamsterbacke vinto da Emiliano Venturini, siamo 8 e ci
facciamo scattare la classica foto di rito: se avrete la voglia di
cercarla su FacciaLibro troverete, da sinistra a destra, Andrea
Mainini, Francesco Berardi, Emiliano Venturini,
Remo Conzadori, Walter Obert, Carlo Emanuele
Lanzavecchia, Federico Latini, Luca Borsa;
accasciato, Roberto Pestrin. Manca Paolo Mori, rimasto
in Italia per prototipare il nuovo gioco Casa e Famiglia 2.0,
ma è come se fosse stato lì con noi.
Saluti e baci, è
ora di uscire dalla fiera. Questa volta ceniamo nel ristorante
italiano Farina vicino all’albergo di Pinco & Co, e poi
ci rechiamo al loro albergo per provare alcuni titoli. Dopo una
partitina ai criceti (che palle, sempre loro!), mentre Federico e
Sergio studiano il regolamento di Colt Express, Fabio mi chiede di
fare un paio di giri a Paititi. Dopo aver scoperto che una
regola era diversa, ci uniamo agli altri e li aiutiamo a completare
la costruzione dei treni di Colt Express (Federico si basa
sull’intuito, io invece mi affido al manuale di montaggio stile
Ikea. In pratica il defustellamento e il montaggio dei treni è un
gioco nel gioco: penso ci vorranno 30 minuti/uomo). Giochiamo
finalmente a Colt Express, con Fabio che dopo il primo giro
già si lamenta dell’acquisto e cerca come rivenderlo. Se non
ricordo male a Federico e Sergio sembra non dispiacere. A me risulta
abbastanza piacevole, ma non mi convince il fatto che puoi farti
tutte le pippe mentali che vuoi basandoti su quello che pensi che
faranno gli altri, ma poi rischi che tutto il tuo piano crolla se uno
gioca a membro di segugio. Allora tanto vale metterla in caciara:
visto in questo modo e giocato con la compagnia giusta potrebbe
piacere di più. Nota: per farvi capire il livello dei giochi che ho
provato ad Essen, considerate che Colt Express è stato il più
complesso! Abbiamo sforato la mezzanotte e la metro è chiusa: mi
faccio 15 minuti a piedi e torno in albergo. Ormai sono trascorsi 2
giorni di fiera e provo un minimo di soddisfazione nel pensare che ho
superato il giro di boa.
ora di uscire dalla fiera. Questa volta ceniamo nel ristorante
italiano Farina vicino all’albergo di Pinco & Co, e poi
ci rechiamo al loro albergo per provare alcuni titoli. Dopo una
partitina ai criceti (che palle, sempre loro!), mentre Federico e
Sergio studiano il regolamento di Colt Express, Fabio mi chiede di
fare un paio di giri a Paititi. Dopo aver scoperto che una
regola era diversa, ci uniamo agli altri e li aiutiamo a completare
la costruzione dei treni di Colt Express (Federico si basa
sull’intuito, io invece mi affido al manuale di montaggio stile
Ikea. In pratica il defustellamento e il montaggio dei treni è un
gioco nel gioco: penso ci vorranno 30 minuti/uomo). Giochiamo
finalmente a Colt Express, con Fabio che dopo il primo giro
già si lamenta dell’acquisto e cerca come rivenderlo. Se non
ricordo male a Federico e Sergio sembra non dispiacere. A me risulta
abbastanza piacevole, ma non mi convince il fatto che puoi farti
tutte le pippe mentali che vuoi basandoti su quello che pensi che
faranno gli altri, ma poi rischi che tutto il tuo piano crolla se uno
gioca a membro di segugio. Allora tanto vale metterla in caciara:
visto in questo modo e giocato con la compagnia giusta potrebbe
piacere di più. Nota: per farvi capire il livello dei giochi che ho
provato ad Essen, considerate che Colt Express è stato il più
complesso! Abbiamo sforato la mezzanotte e la metro è chiusa: mi
faccio 15 minuti a piedi e torno in albergo. Ormai sono trascorsi 2
giorni di fiera e provo un minimo di soddisfazione nel pensare che ho
superato il giro di boa.
Giorno 3
Il piano per questo
terzo giorno è pronto e simile al precedente: piazzarmi subito allo
stand Haba. Sono in fiera all’apertura delle porte e realizzo il
mio scopo senza grossi problemi. I dimostratori Haba sono tutti in
piedi a parlare del più e del meno: è fatta. Mi rivolgo un po’ a
tutti e una gentile biondina si mostra disponibile a spiegarmi un
paio di giochi che le ho indicato: povera sventurata, non sa quello
che le aspetta.
terzo giorno è pronto e simile al precedente: piazzarmi subito allo
stand Haba. Sono in fiera all’apertura delle porte e realizzo il
mio scopo senza grossi problemi. I dimostratori Haba sono tutti in
piedi a parlare del più e del meno: è fatta. Mi rivolgo un po’ a
tutti e una gentile biondina si mostra disponibile a spiegarmi un
paio di giochi che le ho indicato: povera sventurata, non sa quello
che le aspetta.
Parto subito col
piatto forte che il giorno prima non ero riuscito a provare, ovvero
Zauberer Malefix, il nuovo titolo
di Carlo A. Rossi. Nel gioco bisogna effettuare dei disegni
che verranno svelati un po’ alla volta sollevando dei pezzi di
cartone: l’obiettivo è indovinare i disegni altrui e farsi
indovinare il proprio il prima possibile, perché meno cartoncini
vengono scoperti e più punti si fanno. Il gioco si distingue dagli
altri titoli Haba per la scatola blu anziché gialla. Farò ora una
rapida carrellata degli altri titoli perché i giochi provati sono
stati veramente tanti.
piatto forte che il giorno prima non ero riuscito a provare, ovvero
Zauberer Malefix, il nuovo titolo
di Carlo A. Rossi. Nel gioco bisogna effettuare dei disegni
che verranno svelati un po’ alla volta sollevando dei pezzi di
cartone: l’obiettivo è indovinare i disegni altrui e farsi
indovinare il proprio il prima possibile, perché meno cartoncini
vengono scoperti e più punti si fanno. Il gioco si distingue dagli
altri titoli Haba per la scatola blu anziché gialla. Farò ora una
rapida carrellata degli altri titoli perché i giochi provati sono
stati veramente tanti.
Mi sono fatto spiegare Monster
Propre (I giocatori tengono sospesa una corda facendola
passare dietro la schiena. Con delle mollette cercano di mettere, a
sinistra e a destra della corda, i disegni di mostri in base al
colore e al simbolo raffigurato. Idea simpatica.), Glibber
Gebibber (gioco di memoria in cui dei fantasmi in legno si
muovono su delle tessere), Quizzomat Junior (un gioco a quiz
in cui si gira la ruota per verificare la correttezza delle risposte
e chi sbaglia vede il proprio gettone cadere all’interno della
scatola), Häuptling Bumm-Ba-Bumm (è un gioco tipo Assel
Schlamassel della Drei Magier, vedere giorno 1, ma oltre alle carte
presenta un tamburello e delle mani da indiano da battere sul
tamburello), Buchstabix (un gioco per insegnare le lettere
dell’alfabeto, non penso vi interessi), Einhorn Glitzerglück
(gioco di percorso sugli unicorni dalla scatola rosa), Taxi
Wildlife (gioco sul tatto: peschi animali da un sacchetto),
Würfel Kung Fu (lanci e rilanci dadi cercando di ottenere
delle combinazioni),
Propre (I giocatori tengono sospesa una corda facendola
passare dietro la schiena. Con delle mollette cercano di mettere, a
sinistra e a destra della corda, i disegni di mostri in base al
colore e al simbolo raffigurato. Idea simpatica.), Glibber
Gebibber (gioco di memoria in cui dei fantasmi in legno si
muovono su delle tessere), Quizzomat Junior (un gioco a quiz
in cui si gira la ruota per verificare la correttezza delle risposte
e chi sbaglia vede il proprio gettone cadere all’interno della
scatola), Häuptling Bumm-Ba-Bumm (è un gioco tipo Assel
Schlamassel della Drei Magier, vedere giorno 1, ma oltre alle carte
presenta un tamburello e delle mani da indiano da battere sul
tamburello), Buchstabix (un gioco per insegnare le lettere
dell’alfabeto, non penso vi interessi), Einhorn Glitzerglück
(gioco di percorso sugli unicorni dalla scatola rosa), Taxi
Wildlife (gioco sul tatto: peschi animali da un sacchetto),
Würfel Kung Fu (lanci e rilanci dadi cercando di ottenere
delle combinazioni),
Peng!
(simpatico gioco di percorso in cui si mette un pezzo di legno,
rappresentante un palloncino, sopra la propria pedina), SOS Schaf
in Not (lancia il dado e porta le tue pecore in salvo sulla
nave), Katzen Polizei (gioco di carte con gatti…. genitori e
cuccioli), Flunkerkönig (gioco di carte al rialzo in cui puoi
bluffare alla Perudo maniera), Länder der Welt (gioco a quiz
sulla geografia, indipendente dalla lingua perché capitali e nomi di
stati sono scritti in varie lingue e di una nazione si può anche
indovinare la bandiera o la posizione sulla cartina), Rechen-Piraten
(gioco educativo sulle operazioni con un pratico e funzionale sistema
per verificare la correttezza del risultato anche se si gioca da
soli), Geheimcode 13+4 (avanzi combinando opportunamente,
attraverso le 4 operazioni, i valori ottenuti dal lancio dei dadi),
(simpatico gioco di percorso in cui si mette un pezzo di legno,
rappresentante un palloncino, sopra la propria pedina), SOS Schaf
in Not (lancia il dado e porta le tue pecore in salvo sulla
nave), Katzen Polizei (gioco di carte con gatti…. genitori e
cuccioli), Flunkerkönig (gioco di carte al rialzo in cui puoi
bluffare alla Perudo maniera), Länder der Welt (gioco a quiz
sulla geografia, indipendente dalla lingua perché capitali e nomi di
stati sono scritti in varie lingue e di una nazione si può anche
indovinare la bandiera o la posizione sulla cartina), Rechen-Piraten
(gioco educativo sulle operazioni con un pratico e funzionale sistema
per verificare la correttezza del risultato anche se si gioca da
soli), Geheimcode 13+4 (avanzi combinando opportunamente,
attraverso le 4 operazioni, i valori ottenuti dal lancio dei dadi),
Lesehexe (gioco educativo sulle
parole con un simpatico sistema di autocorrezione: unisci 2 tessere e
se la pedina in legno si incastra con loro la parola formata è
giusta), ABC Reise (come si intuisce dal titolo, è un gioco
di percorso educativo sulle parole), Ratz Fatz ist Weihnachten
(gioco semplice con una ventina di pezzi di legno diversi: tra le
varie modalità di gioco, un adulto legge una storia e quando viene
citato un oggetto tra quelli presenti nella confezione, i giocatori
devono prenderlo),
Bennis bunte Blumen
(lanci i dadi e pianti fiori lungo il percorso: prima la radice, poi
il fusto e infine i petali. Simpatico vedere crescere i fiori in 3D).
Sono da poco passate le 11 e, dopo aver detto ad un bambino che non
poteva spiegargli un gioco perché era impegnata con me, la
dimostratrice è costretta a salutarmi perché un collega ci invita a
liberare il tavolo per consentire alle famiglie di giocare. Per me
non c’è nessun problema perché, tirando le somme, la sventurata e
gentile standista mi ha spiegato 20 giochi in 80 minuti: roba da far
impallidire anche le Recensioni minute! È lodevole
soprattutto il fatto, comune alla maggior parte dei dimostratori di
Essen, che mi abbia spiegato tutti questi giochi sempre col sorriso e
senza chiedermi il motivo di così tanto interesse da parte mia.
(lanci i dadi e pianti fiori lungo il percorso: prima la radice, poi
il fusto e infine i petali. Simpatico vedere crescere i fiori in 3D).
Sono da poco passate le 11 e, dopo aver detto ad un bambino che non
poteva spiegargli un gioco perché era impegnata con me, la
dimostratrice è costretta a salutarmi perché un collega ci invita a
liberare il tavolo per consentire alle famiglie di giocare. Per me
non c’è nessun problema perché, tirando le somme, la sventurata e
gentile standista mi ha spiegato 20 giochi in 80 minuti: roba da far
impallidire anche le Recensioni minute! È lodevole
soprattutto il fatto, comune alla maggior parte dei dimostratori di
Essen, che mi abbia spiegato tutti questi giochi sempre col sorriso e
senza chiedermi il motivo di così tanto interesse da parte mia.
Mi alzo e tra le
scatole lasciate libere do un’occhiata veloce anche a Rechenkönig
(come Lesehexe ma sui numeri e le operazioni) e Von früh bis spät
(gioco educativo sulla giornata e l’orologio). Sto per andarmene
quando vedo seduta ad un tavolo la Fabrizio Paoli family che
gioca a Monster Propre. Un saluto, qualche foto (vedi sopra),
e poi via verso altri stand, sempre del padiglione 3!
scatole lasciate libere do un’occhiata veloce anche a Rechenkönig
(come Lesehexe ma sui numeri e le operazioni) e Von früh bis spät
(gioco educativo sulla giornata e l’orologio). Sto per andarmene
quando vedo seduta ad un tavolo la Fabrizio Paoli family che
gioca a Monster Propre. Un saluto, qualche foto (vedi sopra),
e poi via verso altri stand, sempre del padiglione 3!
È ora il momento di
Goliath, in cui vengo attratto dal gioco Blizz
Quizz, che si differenzia dagli altri trivia per i
componenti e la meccanica di gioco: i giocatori, infatti, devono
scrivere la risposta con la penna su un componente in plastica, che
una volta rilasciato va a porsi al centro del tavolo, formando una
pila insieme a quelli degli altri giocatori. Mi sembra un modo
simpatico ed originale per verificare l’ordine in cui vengono date
le risposte. In questo stand si cura molto l’aspetto scenografico e
“tecnologico”, infatti anche il secondo gioco
Goliath, in cui vengo attratto dal gioco Blizz
Quizz, che si differenzia dagli altri trivia per i
componenti e la meccanica di gioco: i giocatori, infatti, devono
scrivere la risposta con la penna su un componente in plastica, che
una volta rilasciato va a porsi al centro del tavolo, formando una
pila insieme a quelli degli altri giocatori. Mi sembra un modo
simpatico ed originale per verificare l’ordine in cui vengono date
le risposte. In questo stand si cura molto l’aspetto scenografico e
“tecnologico”, infatti anche il secondo gioco
Alien
alarm! presenta un’astronave aliena che si muove sul
tabellone e può catturare le pedine dei giocatori: quando ciò
avviene, le pedine, che sono dei dischetti di spugna, vengono
fisicamente attirate dalla navicella aliena salendo all’interno di
un cilindro trasparente.
alarm! presenta un’astronave aliena che si muove sul
tabellone e può catturare le pedine dei giocatori: quando ciò
avviene, le pedine, che sono dei dischetti di spugna, vengono
fisicamente attirate dalla navicella aliena salendo all’interno di
un cilindro trasparente.
Effetto wow garantito! Completa il tris di
giochi markettari Krawall im Hühnerstall,
in cui bisogna mimare un’azione e farla indovinare agli altri
giocatori… utilizzando un lungo gallo in plastica e da squeezare!
giochi markettari Krawall im Hühnerstall,
in cui bisogna mimare un’azione e farla indovinare agli altri
giocatori… utilizzando un lungo gallo in plastica e da squeezare!
Continuo il giro e
passo alla Beleduc, altro editore must. Mi faccio
spiegare Papilio (dei bruchi si muovono sui fiori e completano
il percorso trasformandosi in farlalle) e Spiky (gioco tattile
in cui bisogna pescare dal sacchetto il drago col giusto numero di
creste). Alla Gamefactory do un’occhiata veloce a Lift
it (solleva dei pezzi con un uncino legato alla fronte da
una corda) e I SPY Original (come in Where’s Wally bisogna
cercare un oggetto all’interno di un’immagine in cui ce ne sono
raffigurati tantissimi). Alla Gigamic, mentre gli altri
giocano a Gloobz, che avevo già visto a Norimberga, leggo le
regole di Tutti frutti, lasciato solo soletto su un tavolo
vuoto: è un gioco di osservazione e velocità in cui bisogna
impilare delle tessere circolari in modo che un frutto compaia su 2
tessere adiacenti (ogni tessera presenta 2 frutti diversi sul fronte
e sul retro).
passo alla Beleduc, altro editore must. Mi faccio
spiegare Papilio (dei bruchi si muovono sui fiori e completano
il percorso trasformandosi in farlalle) e Spiky (gioco tattile
in cui bisogna pescare dal sacchetto il drago col giusto numero di
creste). Alla Gamefactory do un’occhiata veloce a Lift
it (solleva dei pezzi con un uncino legato alla fronte da
una corda) e I SPY Original (come in Where’s Wally bisogna
cercare un oggetto all’interno di un’immagine in cui ce ne sono
raffigurati tantissimi). Alla Gigamic, mentre gli altri
giocano a Gloobz, che avevo già visto a Norimberga, leggo le
regole di Tutti frutti, lasciato solo soletto su un tavolo
vuoto: è un gioco di osservazione e velocità in cui bisogna
impilare delle tessere circolari in modo che un frutto compaia su 2
tessere adiacenti (ogni tessera presenta 2 frutti diversi sul fronte
e sul retro).
Alla Piatnik
volevo vedere all’opera Espresso Fishing di Davide
Rigolone, ma in quel momento nessuno lo stava giocando, così
ripiego scattando una foto al tridimensionale Monte Banana, di
cui ignoro le meccaniche di gioco. Alla Granna faccio un round
a Ufo Farmer: al contrario di
Super Farmer qui entra in gioco la memoria e la cosa simpatica è che
i giocatori “prenotato” gli animali ponendovi sopra le proprie
navicelle (non sai più quale animale c’è sotto), e poi a turno se
le riprendono, potendo scegliere anche le navicelle messe dagli
avversari. Mi faccio spiegare anche Faras, gioco di tessere
ambientato nell’antico Egitto.
volevo vedere all’opera Espresso Fishing di Davide
Rigolone, ma in quel momento nessuno lo stava giocando, così
ripiego scattando una foto al tridimensionale Monte Banana, di
cui ignoro le meccaniche di gioco. Alla Granna faccio un round
a Ufo Farmer: al contrario di
Super Farmer qui entra in gioco la memoria e la cosa simpatica è che
i giocatori “prenotato” gli animali ponendovi sopra le proprie
navicelle (non sai più quale animale c’è sotto), e poi a turno se
le riprendono, potendo scegliere anche le navicelle messe dagli
avversari. Mi faccio spiegare anche Faras, gioco di tessere
ambientato nell’antico Egitto.
Piccola pausa di
public relations con Massimiliano Troscia (finalmente stringo
la mano all’admin di Ideeludiche!) e Benedetto Degli
Innocenti (quello di Mood-X, che scrive su Ideeludiche e anche
altrove), in cui ci scappa anche una partita ai criceti, alla fine
della quale io e Benedetto dichiariamo il reciproco amore per questa
tipologia di giochi e i titoli che riportano sulla scatola un bollino
rosso.
public relations con Massimiliano Troscia (finalmente stringo
la mano all’admin di Ideeludiche!) e Benedetto Degli
Innocenti (quello di Mood-X, che scrive su Ideeludiche e anche
altrove), in cui ci scappa anche una partita ai criceti, alla fine
della quale io e Benedetto dichiariamo il reciproco amore per questa
tipologia di giochi e i titoli che riportano sulla scatola un bollino
rosso.
Ormai sto per
ultimare il giro al padiglione 3, dove restano pochi editori da
visitare. Allo stand della Sit down! vedo molte persone
giocare a Sushi dice, in cui bisogna lanciare velocemente dei
dadi per ottenere per primi una delle combinazioni indicate al centro
del tavolo. Alla GameWorks vedo Crazy
Circus: strano che non sia a firma Walter Obert,
visto che bisogna spostare 3 grossi animali in legno pronunciando
delle sillabe, ognuna delle quali corrisponde ad un movimento. Non mi
lascio sfuggire una visita al grande stand Noris/Zoch, dove
trovo l’amico Alfredo Berni (finalmente un dimostratore che
parla italiano!) disponibile a spiegarmi al volo Mops Royal
(prendi tessere e forma de polimini per ottenere punti) e le altre
novità dell’editore tedesco. Visto che molti ci stavano giocando,
ero curioso di capire qualcosa di più su Zombie City! di
Knizia (indovinate un po’? Si lanciano dadi) e il gioco di carte
Beasty bar (quest’ultimo addirittura nella Top di Fairplay).
ultimare il giro al padiglione 3, dove restano pochi editori da
visitare. Allo stand della Sit down! vedo molte persone
giocare a Sushi dice, in cui bisogna lanciare velocemente dei
dadi per ottenere per primi una delle combinazioni indicate al centro
del tavolo. Alla GameWorks vedo Crazy
Circus: strano che non sia a firma Walter Obert,
visto che bisogna spostare 3 grossi animali in legno pronunciando
delle sillabe, ognuna delle quali corrisponde ad un movimento. Non mi
lascio sfuggire una visita al grande stand Noris/Zoch, dove
trovo l’amico Alfredo Berni (finalmente un dimostratore che
parla italiano!) disponibile a spiegarmi al volo Mops Royal
(prendi tessere e forma de polimini per ottenere punti) e le altre
novità dell’editore tedesco. Visto che molti ci stavano giocando,
ero curioso di capire qualcosa di più su Zombie City! di
Knizia (indovinate un po’? Si lanciano dadi) e il gioco di carte
Beasty bar (quest’ultimo addirittura nella Top di Fairplay).
Scendendo di target, ho visto giocare anche Balla
balla, in cui bisogna far entrare delle palline
all’interno della scatola, facendole passare attraverso dei fori
circolari dopo un rimbalzo. Cambiando totalmente genere, Alfredo mi
ha anche spiegato Socken Pfeffern: se sapete che Crossboule
è il gioco delle bocce che si gioca con morbide palline di stoffa,
ora sapete che Socken Pfeffern è il golf con calzini ripieni.
balla, in cui bisogna far entrare delle palline
all’interno della scatola, facendole passare attraverso dei fori
circolari dopo un rimbalzo. Cambiando totalmente genere, Alfredo mi
ha anche spiegato Socken Pfeffern: se sapete che Crossboule
è il gioco delle bocce che si gioca con morbide palline di stoffa,
ora sapete che Socken Pfeffern è il golf con calzini ripieni.
Alla Kosmos e
alla Ravensburger c’è troppa gente, così decido di
ripassarci all’apertura dell’ultimo giorno. Alla Kosmos,
però, scatto qualche foto a Norderwind,
per ricordarmi quanto sono carine le navi tridimensionali in cartone
(altro che i vagoni di Colt Express!), e a Drecksause, un
dexterity game in cui bisogna indirizzare dei maialini di plastica su
delle buche, schiccherandoli con una miniscopa.
alla Ravensburger c’è troppa gente, così decido di
ripassarci all’apertura dell’ultimo giorno. Alla Kosmos,
però, scatto qualche foto a Norderwind,
per ricordarmi quanto sono carine le navi tridimensionali in cartone
(altro che i vagoni di Colt Express!), e a Drecksause, un
dexterity game in cui bisogna indirizzare dei maialini di plastica su
delle buche, schiccherandoli con una miniscopa.
Finalmente, alle 17
del terzo giorno, posso iniziare a dedicarmi completamente agli altri
3 padiglioni, che in totale occupavano circa un terzo della mia
wishlist.
del terzo giorno, posso iniziare a dedicarmi completamente agli altri
3 padiglioni, che in totale occupavano circa un terzo della mia
wishlist.
Nel padiglione 1
vado allo stand Cranio Creations per provare Soqquadro,
Valentina e Bim bum bam, ma tutti i tavoli sono
occupati da Dungeon bazar e altri giochi, così scambio due
chiacchiere con Daniele Tascini, che si era appena liberato
dopo aver autografato una scatola. Passo dalla Queen, perché
confidavo abbastanza nella novità Dragon
Valley (stranamente un dexterity è presente nel catalogo
di questo editore famoso per giochi molto più complessi) e non
rimango deluso. Lo vedo giocare da dei ragazzi e poi lo provo anch’io
insieme ad un adulto e due bambini: si lancia il dado e a coppie
bisogna spostare dei pezzi di legno sollevandole da terra con delle
bacchette (spesse per i più piccoli e più sottili per gli
adulti/esperti). Nella versione avanzata, poi, bisogna girare delle
tessere che aggiungono ulteriori elementi di difficoltà, come
chiudere un occhio con una mano, usare la mano non dominante o
prendere la bacchetta con entrambe le mani.
vado allo stand Cranio Creations per provare Soqquadro,
Valentina e Bim bum bam, ma tutti i tavoli sono
occupati da Dungeon bazar e altri giochi, così scambio due
chiacchiere con Daniele Tascini, che si era appena liberato
dopo aver autografato una scatola. Passo dalla Queen, perché
confidavo abbastanza nella novità Dragon
Valley (stranamente un dexterity è presente nel catalogo
di questo editore famoso per giochi molto più complessi) e non
rimango deluso. Lo vedo giocare da dei ragazzi e poi lo provo anch’io
insieme ad un adulto e due bambini: si lancia il dado e a coppie
bisogna spostare dei pezzi di legno sollevandole da terra con delle
bacchette (spesse per i più piccoli e più sottili per gli
adulti/esperti). Nella versione avanzata, poi, bisogna girare delle
tessere che aggiungono ulteriori elementi di difficoltà, come
chiudere un occhio con una mano, usare la mano non dominante o
prendere la bacchetta con entrambe le mani.
Sempre alla Queen trovoBanana party, un gioco
scenografico con le plance messe in verticale, in cui un giocatore
vede solo quello che ha davanti e non ciò che c’è dall’altra
parte, e che ovviamente è visto dall’avversario.
Passo da Giochix
per scattare una foto a Historia e da Japanime Games
per la standista di Tanto Cuore
Oktoberfest. Nelle anteprime della fiera ero incuriosito da
Doodle City dell’Aporta Games, ma forse a causa della
tarda ora mi sono limitato a vederlo giocare per un minuto, mentre
ero molto più motivato da Memorable stories della G3
Spolka, tant’è che il dimostratore mi convince a fare
un’intera partita, nonostante gli avessi detto che avevo 5 minuti a
disposizione. L’idea di raccontare una storia alla Rory Story
Cube’s, ma con il twist di doversela ricordare alla fine, era
un’idea che avevo avuto e messo da parte un paio di anni fa per
rispolverarla in caso di necessità: il gioco consiste proprio in
questo, ma le storie sono tante e passa troppo tempo tra il racconto
e il momento in cui devi ricordarle, per cui reputo questo gioco più
per adulti che per bambini.
per scattare una foto a Historia e da Japanime Games
per la standista di Tanto Cuore
Oktoberfest. Nelle anteprime della fiera ero incuriosito da
Doodle City dell’Aporta Games, ma forse a causa della
tarda ora mi sono limitato a vederlo giocare per un minuto, mentre
ero molto più motivato da Memorable stories della G3
Spolka, tant’è che il dimostratore mi convince a fare
un’intera partita, nonostante gli avessi detto che avevo 5 minuti a
disposizione. L’idea di raccontare una storia alla Rory Story
Cube’s, ma con il twist di doversela ricordare alla fine, era
un’idea che avevo avuto e messo da parte un paio di anni fa per
rispolverarla in caso di necessità: il gioco consiste proprio in
questo, ma le storie sono tante e passa troppo tempo tra il racconto
e il momento in cui devi ricordarle, per cui reputo questo gioco più
per adulti che per bambini.
Termino la giornata in fiera in bellezza,
con il simpatico Wash dash della
Brain Games, un dexterity in cui devi stendere il bucato
(maglie e pantaloni di stoffa) con delle mollette, cercando di
realizzare una delle combinazioni al centro del tavolo. La cosa
carina è che le combinazioni sono una in meno dei giocatori e hanno
difficoltà e punteggi diversi, quindi devi anche decidere su quale
combinazione puntare e passare velocemente ad un’altra nel caso
venga realizzata prima da un avversario.
con il simpatico Wash dash della
Brain Games, un dexterity in cui devi stendere il bucato
(maglie e pantaloni di stoffa) con delle mollette, cercando di
realizzare una delle combinazioni al centro del tavolo. La cosa
carina è che le combinazioni sono una in meno dei giocatori e hanno
difficoltà e punteggi diversi, quindi devi anche decidere su quale
combinazione puntare e passare velocemente ad un’altra nel caso
venga realizzata prima da un avversario.
Wow, finalmente è
giunta l’ora di andare via e raggiungo Magocharlie Lanzavecchia
e i suoi compagni di ventura (Obert, Chiarvesio, Zizzi) allo
stand Oliphante, dove oltre ovviamente a Spartaco
Albertarelli con i suoi Kaleidos Junior e Primiera,
trovo Luca Borsa (il suo AquaBrunch era allo stand
GiochiUniti) e dopo un po’… toh, chi vedo passare di lì per
caso? … sì sì, è proprio lui… Teooh di Recensioni
Minute, accompagnato dalla neomoglie Francesca. Lo fermo
convinto di poterci scambiare due chiacchiere, ma dopo meno di un
minuto coinvolge me e gli altri nella sua ultima trovata, ovvero
filmarci mentre diciamo “io gioco”. L’esito è ahimè già
visibile online, quindi non dico altro
giunta l’ora di andare via e raggiungo Magocharlie Lanzavecchia
e i suoi compagni di ventura (Obert, Chiarvesio, Zizzi) allo
stand Oliphante, dove oltre ovviamente a Spartaco
Albertarelli con i suoi Kaleidos Junior e Primiera,
trovo Luca Borsa (il suo AquaBrunch era allo stand
GiochiUniti) e dopo un po’… toh, chi vedo passare di lì per
caso? … sì sì, è proprio lui… Teooh di Recensioni
Minute, accompagnato dalla neomoglie Francesca. Lo fermo
convinto di poterci scambiare due chiacchiere, ma dopo meno di un
minuto coinvolge me e gli altri nella sua ultima trovata, ovvero
filmarci mentre diciamo “io gioco”. L’esito è ahimè già
visibile online, quindi non dico altro
È ora il momento di
organizzarsi per cena: la star Magocharlie era finalmente libera da
premiazioni, aperitivi e public relations con i tedeschi, ma il suo
gruppo sembrava dirigersi in auto fuori Essen, così si riforma il
gruppetto Pinco & Co, ma questa volta con l’aggiunta di Daniele
Plan Play e Martino Chiacchiera. Stesso film della sera
precedente: cena da Farina e partita nell’albergo
GiochiSulNostroTavolo. Daniele aveva una copia di Co-Mix,
così facciamo 2 giri a quel gioco: in genere il gioco colpisce per i
disegni e lo storytelling, a me invece è piaciuto soprattutto il
sistema di punteggio. Da diverso tempo stavo pensando ad un buon
sistema di votazione che premiasse chi era bravo ad individuare il
giocatore più votato (lo potranno verificare quei pochi che
proveranno il gioco da tavolo di Masterchef) e ritengo che
Lorenzo Silva abbia avuto un’elegante trovata costringendo i
giocatori ad assegnare 3 diverse preferenze a 3 racconti diversi. Me
ne vado via con Daniele, e torno in albergo pensando che ormai il
grosso è fatto, e l’ultimo giorno sarò più rilassato.
organizzarsi per cena: la star Magocharlie era finalmente libera da
premiazioni, aperitivi e public relations con i tedeschi, ma il suo
gruppo sembrava dirigersi in auto fuori Essen, così si riforma il
gruppetto Pinco & Co, ma questa volta con l’aggiunta di Daniele
Plan Play e Martino Chiacchiera. Stesso film della sera
precedente: cena da Farina e partita nell’albergo
GiochiSulNostroTavolo. Daniele aveva una copia di Co-Mix,
così facciamo 2 giri a quel gioco: in genere il gioco colpisce per i
disegni e lo storytelling, a me invece è piaciuto soprattutto il
sistema di punteggio. Da diverso tempo stavo pensando ad un buon
sistema di votazione che premiasse chi era bravo ad individuare il
giocatore più votato (lo potranno verificare quei pochi che
proveranno il gioco da tavolo di Masterchef) e ritengo che
Lorenzo Silva abbia avuto un’elegante trovata costringendo i
giocatori ad assegnare 3 diverse preferenze a 3 racconti diversi. Me
ne vado via con Daniele, e torno in albergo pensando che ormai il
grosso è fatto, e l’ultimo giorno sarò più rilassato.
Giorno 4
Anche la Domenica
mattina mi vede avanti ai nastri di partenza: Kosmos e Ravensburger
saranno miei!
mattina mi vede avanti ai nastri di partenza: Kosmos e Ravensburger
saranno miei!
Alla Kosmos
vedo un grande pannello con su scritto Guinness World Records,
ma nei giorni precedenti non l’ho mai visto giocare. Così lascio
perdere i tavoli vuoti e chiedo a qualche standista se me lo spiega.
Ovviamente mi dicono che i testi sono in tedesco, ma io rispondo loro
che mi interessa solo la spiegazione delle regole: alla fine, ma
guarda un po’, si tratta di un gioco a quiz in cui si guadagnano
punti in base a quanto ci si avvicina al record. Ad esempio, se la
soluzione è 26, guadagno 6 punti se ho detto un numero tra 25 e 27,
4 punti negli intervalli 22-24 e 28-32 e così via fino ad 1 punto
per 12-16 e 40-50.
vedo un grande pannello con su scritto Guinness World Records,
ma nei giorni precedenti non l’ho mai visto giocare. Così lascio
perdere i tavoli vuoti e chiedo a qualche standista se me lo spiega.
Ovviamente mi dicono che i testi sono in tedesco, ma io rispondo loro
che mi interessa solo la spiegazione delle regole: alla fine, ma
guarda un po’, si tratta di un gioco a quiz in cui si guadagnano
punti in base a quanto ci si avvicina al record. Ad esempio, se la
soluzione è 26, guadagno 6 punti se ho detto un numero tra 25 e 27,
4 punti negli intervalli 22-24 e 28-32 e così via fino ad 1 punto
per 12-16 e 40-50.
Vado al volo dalla
Ravensburger, dove a fatica riescono a trovarmi una persona
per spiegarmi in inglese un paio di giochi educativi che ovviamente
nessuno aveva giocato nei giorni precedenti. Premessa: nei giorni
precedenti avevo visto in azione Sau-Bande! (gioca a flipper
per mandare una pallina marrone, sarà la cacca del maiale?, nel
recinto dell’avversario), Quizduell (conoscete l’app Quiz
Duello?) e, riguardo l’utilizzo di dispositivi mobili, Microminds
(utilizzi un supporto in plastica che si può allargare o restringere
per poter inserire qualsiasi tipo di smartphone) e alcuni giochi
della serie smartPLAY (dotati di un supporto alto ‘na cifra
dove mettere il dispositivo elettronico).
Ravensburger, dove a fatica riescono a trovarmi una persona
per spiegarmi in inglese un paio di giochi educativi che ovviamente
nessuno aveva giocato nei giorni precedenti. Premessa: nei giorni
precedenti avevo visto in azione Sau-Bande! (gioca a flipper
per mandare una pallina marrone, sarà la cacca del maiale?, nel
recinto dell’avversario), Quizduell (conoscete l’app Quiz
Duello?) e, riguardo l’utilizzo di dispositivi mobili, Microminds
(utilizzi un supporto in plastica che si può allargare o restringere
per poter inserire qualsiasi tipo di smartphone) e alcuni giochi
della serie smartPLAY (dotati di un supporto alto ‘na cifra
dove mettere il dispositivo elettronico).
Tornando alla Domenica, la
gentile dimostratrice mi spiega Die
Logikpiraten, un gioco apparente banale in cui devi
trovare il simbolo mancante in una sequenza logica. La cosa carina è
che c’è una nave tridimensionale da cui devi far partire una
pallina, cercando di indirizzarla nella cava corrispondente al
simbolo che pensi sia giusto. Quindi gioco educativo + dexterity. In
più, gli avversarsi possono posizionare degli ostacoli per impedire
che la pallina vada nella cava giusta, quindi anche loro devono
cercare di indovinare la soluzione. Chi lo dice che i giochi
educativi sono tutti noiosi?
Andando avanti, è la volta di Der Natur auf der Spur (questo
sì che ha più la faccia da gioco educativo standard, con tessere ad
incastro, ma comunque ha qualche trovata interessante),
Sprachen-Rallye (non capisco molto di questo gioco che
utilizza la penna Tip-toi, ma sembra carina l’idea di ascoltare la
stessa parola in 8 lingue diverse) e Stink-Alarm! (gioco di
osservazione e velocità scandito da un timer elettronico).
gentile dimostratrice mi spiega Die
Logikpiraten, un gioco apparente banale in cui devi
trovare il simbolo mancante in una sequenza logica. La cosa carina è
che c’è una nave tridimensionale da cui devi far partire una
pallina, cercando di indirizzarla nella cava corrispondente al
simbolo che pensi sia giusto. Quindi gioco educativo + dexterity. In
più, gli avversarsi possono posizionare degli ostacoli per impedire
che la pallina vada nella cava giusta, quindi anche loro devono
cercare di indovinare la soluzione. Chi lo dice che i giochi
educativi sono tutti noiosi?
Andando avanti, è la volta di Der Natur auf der Spur (questo
sì che ha più la faccia da gioco educativo standard, con tessere ad
incastro, ma comunque ha qualche trovata interessante),
Sprachen-Rallye (non capisco molto di questo gioco che
utilizza la penna Tip-toi, ma sembra carina l’idea di ascoltare la
stessa parola in 8 lingue diverse) e Stink-Alarm! (gioco di
osservazione e velocità scandito da un timer elettronico).
Nota a
parte merita Filly Sagaland, un
gioco classico su licenza ideato per metà da Alex Randolph, a
cui è legato un simpatico aneddoto con la dimostratrice, che vi
appresto a raccontare. Si tratta di un gioco di percorso che richiede
un po’ di memoria: nel tuo turno muovi la tua pedina, cerchi di
ricordarti dove si trovano alcuni personaggi e quando arrivi alla
fine puoi cercare di indovinare il personaggio raffigurato sulla
carta. Mentre lei mi spiega quest’ultima regola, mi dice che se
indovini conquisti la carta e sposti la pedina su una casella poco
distante da quella finale, mentre se sbagli non guadagni la carta e
sposti comunque la pedina in quella casella. Visto che come penalità
mi sembra troppo lieve, le chiedo se invece la pedina deve essere
spostata all’inizio del percorso, ma lei mi dice che in ogni caso
va messa su quell’altra casella. Dopo la spiegazione di altre
regole, noto che le caselle sono molto piccole e c’è spazio solo
per una pedina, tipo Non t’arrabbiare. Le chiedo cosa succede se
una pedina termina su una casella già occupata da un’altra e lei
mi dice che la si sposta su una casella adiacente. Quando le chiedo
se invece la pedina avversaria viene rimandata sulla casella di
partenza, lei si decide a leggere le istruzioni e mi dice che era
come pensavo io. A questo punto le chiedo gentilmente se può
verificare anche l’altra regola, e anche questa volta era come
sospettavo: la pedina che sbaglia personaggio torna sulla casella di
partenza. La dimostratrice mi dice “conosci il gioco meglio di me”.
Io le accenno un imbarazzato sorriso e penso che ho solo fatto un
ragionamento da game designer: ho poi avuto l’intima soddisfazione
di aver pensato come il maestro. Come, non conoscete Ales Randolph?
Allora andate subito a documentarvi!
parte merita Filly Sagaland, un
gioco classico su licenza ideato per metà da Alex Randolph, a
cui è legato un simpatico aneddoto con la dimostratrice, che vi
appresto a raccontare. Si tratta di un gioco di percorso che richiede
un po’ di memoria: nel tuo turno muovi la tua pedina, cerchi di
ricordarti dove si trovano alcuni personaggi e quando arrivi alla
fine puoi cercare di indovinare il personaggio raffigurato sulla
carta. Mentre lei mi spiega quest’ultima regola, mi dice che se
indovini conquisti la carta e sposti la pedina su una casella poco
distante da quella finale, mentre se sbagli non guadagni la carta e
sposti comunque la pedina in quella casella. Visto che come penalità
mi sembra troppo lieve, le chiedo se invece la pedina deve essere
spostata all’inizio del percorso, ma lei mi dice che in ogni caso
va messa su quell’altra casella. Dopo la spiegazione di altre
regole, noto che le caselle sono molto piccole e c’è spazio solo
per una pedina, tipo Non t’arrabbiare. Le chiedo cosa succede se
una pedina termina su una casella già occupata da un’altra e lei
mi dice che la si sposta su una casella adiacente. Quando le chiedo
se invece la pedina avversaria viene rimandata sulla casella di
partenza, lei si decide a leggere le istruzioni e mi dice che era
come pensavo io. A questo punto le chiedo gentilmente se può
verificare anche l’altra regola, e anche questa volta era come
sospettavo: la pedina che sbaglia personaggio torna sulla casella di
partenza. La dimostratrice mi dice “conosci il gioco meglio di me”.
Io le accenno un imbarazzato sorriso e penso che ho solo fatto un
ragionamento da game designer: ho poi avuto l’intima soddisfazione
di aver pensato come il maestro. Come, non conoscete Ales Randolph?
Allora andate subito a documentarvi!
Perché ho
raccontato questo aneddoto? Non per parlare male della dimostratrice,
ma per dire quanto sia importante che qualcuno spieghi le regole per
bene. Di solito ad Essen non succede, ma può capitare, lì come in
qualsiasi altra fiera, che un dimostratore, assoldato esclusivamente
per quell’occasione e abituato a spiegare solo alcuni giochi, si
possa trovare in difficoltà a spiegare giochi poco gettonati, col
rischio di sbagliare qualche regola. Ancora peggio quando i
dimostratori sono tutti impegnati e i giocatori poco esperti leggono
le regole in autonomo: tra la confusione della fiera e la fretta di
giocare, l’errore può scapparci. Ad esempio, ho visto alcuni
tavoli giocare ad Hamsterbacke con un paio di regole cambiate, che
hanno stravolto completamente il gameplay, ovviamente peggiorandolo.
raccontato questo aneddoto? Non per parlare male della dimostratrice,
ma per dire quanto sia importante che qualcuno spieghi le regole per
bene. Di solito ad Essen non succede, ma può capitare, lì come in
qualsiasi altra fiera, che un dimostratore, assoldato esclusivamente
per quell’occasione e abituato a spiegare solo alcuni giochi, si
possa trovare in difficoltà a spiegare giochi poco gettonati, col
rischio di sbagliare qualche regola. Ancora peggio quando i
dimostratori sono tutti impegnati e i giocatori poco esperti leggono
le regole in autonomo: tra la confusione della fiera e la fretta di
giocare, l’errore può scapparci. Ad esempio, ho visto alcuni
tavoli giocare ad Hamsterbacke con un paio di regole cambiate, che
hanno stravolto completamente il gameplay, ovviamente peggiorandolo.
Tornando ai giochi,
saluto la gentile dimostratrice e prima di lasciare il padiglione 3
(devo sempre guardare i padiglioni 1, 2 e 4!), decido di passare alla
Ares Games per dare un’occhiata a Dino
race. Mentre me lo stanno spiegando in inglese si avvicina
la Fabrizio Paoli family al completo, così una persona dello
staff di Ares, che parla italiano e li conosce, ci spiega le regole
nella nostra lingua madre. Visto che ho fretta, non gioco con
l’intenzione di osservare i primi giri. Ma vedere la piccola Aurora
fare dispetti sempre al padre, che pacificamente incassava tutti i
colpi alla Rocky Balboa, e vincere la partita contro mamma e papà,
non ha prezzo! Per tutto il resto c’è…. Il gioco mi sembra sia
piacevole e fili molto liscio: si giocano carte per muoversi sul
percorso o fare azioni speciali, si lancia il dado e si vede se
erutta il vulcano o se si possono pescare altre carte, ma soprattutto
ci si passa l’uovo che nel corso del gioco è un malus (se esce il
vulcano chi ce l’ha perde tutte le carte), ma chi lo porta alla
fine guadagna punti. E poi ci sono i dinosauri e l’uovo 3d!
saluto la gentile dimostratrice e prima di lasciare il padiglione 3
(devo sempre guardare i padiglioni 1, 2 e 4!), decido di passare alla
Ares Games per dare un’occhiata a Dino
race. Mentre me lo stanno spiegando in inglese si avvicina
la Fabrizio Paoli family al completo, così una persona dello
staff di Ares, che parla italiano e li conosce, ci spiega le regole
nella nostra lingua madre. Visto che ho fretta, non gioco con
l’intenzione di osservare i primi giri. Ma vedere la piccola Aurora
fare dispetti sempre al padre, che pacificamente incassava tutti i
colpi alla Rocky Balboa, e vincere la partita contro mamma e papà,
non ha prezzo! Per tutto il resto c’è…. Il gioco mi sembra sia
piacevole e fili molto liscio: si giocano carte per muoversi sul
percorso o fare azioni speciali, si lancia il dado e si vede se
erutta il vulcano o se si possono pescare altre carte, ma soprattutto
ci si passa l’uovo che nel corso del gioco è un malus (se esce il
vulcano chi ce l’ha perde tutte le carte), ma chi lo porta alla
fine guadagna punti. E poi ci sono i dinosauri e l’uovo 3d!
Sono da poco passate
le 11, e posso finalmente trascorrere le ultime ore in scioltezza tra
gli altri padiglioni.
le 11, e posso finalmente trascorrere le ultime ore in scioltezza tra
gli altri padiglioni.
Nel padiglione 4
trovo Blocky Mountains della
Juhu-Spiele, un gioco che mi ero annotato perché è un
simpatico dexterity in cui bisogna spostare delle pedine con una
bacchetta o una corda terminanti con un gancetto. Direte: ma è come
Lift it! o Dragon Valley! Sì, il meccanismo è quello, però mi è
piaciuto il fatto che, tra gli schemi che ho provato a risolvere, uno
richiedeva di far dondolare il pezzo con una corda e doverlo
rilasciare al momento opportuno. Quindi non si trattava di semplice
traslazione.
trovo Blocky Mountains della
Juhu-Spiele, un gioco che mi ero annotato perché è un
simpatico dexterity in cui bisogna spostare delle pedine con una
bacchetta o una corda terminanti con un gancetto. Direte: ma è come
Lift it! o Dragon Valley! Sì, il meccanismo è quello, però mi è
piaciuto il fatto che, tra gli schemi che ho provato a risolvere, uno
richiedeva di far dondolare il pezzo con una corda e doverlo
rilasciare al momento opportuno. Quindi non si trattava di semplice
traslazione.
Passo poi dalla
Viking Games dove mi faccio spiegare StarChips, in cui
lanci dei gettoni sulla scatola tipo il gioco delle pulci, cercando
di indirizzarli nell’area giusta. I gettoni hanno poteri diversi,
quindi il gioco può essere considerato una sorta di dexterity
strategico. Qui trovo anche Estiméo,
che a una prima occhiata mi sembrava essere un clone di Anno
domini/Time line: e invece no! È vero che le risposte sono dei
numeri, ma le domande sono originali e si riferiscono a cose che si
trovano anche nell’ambiente circostante, come ad esempio “la
somma delle lettere dei nomi dei giocatori”, “le ultime due cifre
dell’anno di nascita del giocatore a sinistra” o “la somma dei
numeri scritti sulla carta”. Anche la meccanica si differenzia,
perché si possono giocare carte per abbassare o alzare la risposta.
Interessante.
Viking Games dove mi faccio spiegare StarChips, in cui
lanci dei gettoni sulla scatola tipo il gioco delle pulci, cercando
di indirizzarli nell’area giusta. I gettoni hanno poteri diversi,
quindi il gioco può essere considerato una sorta di dexterity
strategico. Qui trovo anche Estiméo,
che a una prima occhiata mi sembrava essere un clone di Anno
domini/Time line: e invece no! È vero che le risposte sono dei
numeri, ma le domande sono originali e si riferiscono a cose che si
trovano anche nell’ambiente circostante, come ad esempio “la
somma delle lettere dei nomi dei giocatori”, “le ultime due cifre
dell’anno di nascita del giocatore a sinistra” o “la somma dei
numeri scritti sulla carta”. Anche la meccanica si differenzia,
perché si possono giocare carte per abbassare o alzare la risposta.
Interessante.
L’ultimo gioco
visto nel padiglione 4 è Castle Crush!,
della SOSO Studio: bisogna costruire il proprio castello con
dei pezzi in legno e cercare di rompere quello degli avversari,
facendogli cadere sopra una sorta di matterello, sempre di legno.
visto nel padiglione 4 è Castle Crush!,
della SOSO Studio: bisogna costruire il proprio castello con
dei pezzi in legno e cercare di rompere quello degli avversari,
facendogli cadere sopra una sorta di matterello, sempre di legno.
Passando al
padiglione 1, allo stand La Mame Games mi faccio spiegare Body
Party, una novità cocktail games. In realtà non è proprio una
novità perché si tratta di una rivisitazione del classico gioco che
penso tutti abbiano fatto almeno una volta nella vita: due persone
devono far toccare le parti del corpo, tipo ginocchio-gomito,
testa-spalla, naso-piede, fino a quando non è più possibile andare
avanti.
padiglione 1, allo stand La Mame Games mi faccio spiegare Body
Party, una novità cocktail games. In realtà non è proprio una
novità perché si tratta di una rivisitazione del classico gioco che
penso tutti abbiano fatto almeno una volta nella vita: due persone
devono far toccare le parti del corpo, tipo ginocchio-gomito,
testa-spalla, naso-piede, fino a quando non è più possibile andare
avanti.
Nella wishlist c’era
anche Flatterspatz, della F-Hein-Spiele, ma non ho
molto tempo e non c’è nessuno pronto a spiegarmelo, così faccio
due foto al regolamento (è un foglio A4 fronte/retro)
ripromettendomi di rileggerlo a casa.
anche Flatterspatz, della F-Hein-Spiele, ma non ho
molto tempo e non c’è nessuno pronto a spiegarmelo, così faccio
due foto al regolamento (è un foglio A4 fronte/retro)
ripromettendomi di rileggerlo a casa.
Purtroppo salto
McJohny’s, della Czech Board Games, che è un party
game con tanti mini giochi, che da quanto ho letto online sembra sia
divertente.
McJohny’s, della Czech Board Games, che è un party
game con tanti mini giochi, che da quanto ho letto online sembra sia
divertente.
È giunto il momento
di andare. Quando esco dalla fiera, mi faccio comunque mettere il
braccialetto intorno al polso, con l’idea che sarei sempre potuto
rientrare: non sia mai che abbia dimenticato qualcosa! Tenendolo al
polso, avrei anche avuto l’illusione di restare in fiera fino alla
chiusura. Infatti me lo tolgo una volta rientrato la sera a casa…
di andare. Quando esco dalla fiera, mi faccio comunque mettere il
braccialetto intorno al polso, con l’idea che sarei sempre potuto
rientrare: non sia mai che abbia dimenticato qualcosa! Tenendolo al
polso, avrei anche avuto l’illusione di restare in fiera fino alla
chiusura. Infatti me lo tolgo una volta rientrato la sera a casa…
Bene, direi che ho
scritto anche fin troppo, ma come si può trapelare da alcune righe
di questo report, Essen non è solo giochi, ma anche persone (per gli
amanti delle statistiche, non so dire quanti giochi ho realmente
giocato dall’inizio alla fine, perché ho fatto pochissime partite
intere, ma posso dire che tra spiegazioni e qualche round ho provato
circa 100 novità). Così, anche per dare ragione a chi mi dice che
quando vado ad Essen sono come Pinocchio nel paese dei balocchi, ecco
gli altri Lucignoli che ho incontrato, che si vanno ad aggiungere a
quelli che ho già citato (sicuramente ne dimenticherò qualcuno e me
ne scuso): Marco Pranzo, Luigi Ferrini, Carlo A. Rossi, Silvano
Sorrentino e signora, Piero Cioni, Alessandro Mongelli e signora,
Stefano Luperto e relativo gruppetto, Emanuele Pierangelo ed Elena
Giannetti, Simone Masala, Flaminia Brasini, Virginio Gigli, Luca
Ercolini, Leo Colovini, Mario Sacchi, Valeria Bottiglieri, Mariano
Iannelli, Francesco Sirocchi, Andrea Ligabue e sua figlia Caterina,
Ulrich Bauer, Christian Beiersdorf, Christian Huber, Uwe Muelter,
Christian Hildenbrand. So che ne c’erano tanti altri, come ad
esempio i blogger di altri 2 siti che iniziano con la G, ma per
fortuna loro non mi hanno incontrato 😉
scritto anche fin troppo, ma come si può trapelare da alcune righe
di questo report, Essen non è solo giochi, ma anche persone (per gli
amanti delle statistiche, non so dire quanti giochi ho realmente
giocato dall’inizio alla fine, perché ho fatto pochissime partite
intere, ma posso dire che tra spiegazioni e qualche round ho provato
circa 100 novità). Così, anche per dare ragione a chi mi dice che
quando vado ad Essen sono come Pinocchio nel paese dei balocchi, ecco
gli altri Lucignoli che ho incontrato, che si vanno ad aggiungere a
quelli che ho già citato (sicuramente ne dimenticherò qualcuno e me
ne scuso): Marco Pranzo, Luigi Ferrini, Carlo A. Rossi, Silvano
Sorrentino e signora, Piero Cioni, Alessandro Mongelli e signora,
Stefano Luperto e relativo gruppetto, Emanuele Pierangelo ed Elena
Giannetti, Simone Masala, Flaminia Brasini, Virginio Gigli, Luca
Ercolini, Leo Colovini, Mario Sacchi, Valeria Bottiglieri, Mariano
Iannelli, Francesco Sirocchi, Andrea Ligabue e sua figlia Caterina,
Ulrich Bauer, Christian Beiersdorf, Christian Huber, Uwe Muelter,
Christian Hildenbrand. So che ne c’erano tanti altri, come ad
esempio i blogger di altri 2 siti che iniziano con la G, ma per
fortuna loro non mi hanno incontrato 😉
Per concludere, caro
Fabio, grazie per aver pubblicato questo report (ndFabio: è stato lungo, davvero … e sono invidioso per il tuo record di titoli provati … probabilmente non farei cambio con i miei, ma resto invidioso ..).
Fabio, grazie per aver pubblicato questo report (ndFabio: è stato lungo, davvero … e sono invidioso per il tuo record di titoli provati … probabilmente non farei cambio con i miei, ma resto invidioso ..).
E caro lettore, se
sei arrivato fin qui saltando qualche paragrafo, ti faccio i miei
complimenti, se invece hai avuto il tempo e il coraggio di leggere
tutte le parole d’un fiato, hai tutta la mia stima. Io al posto tuo
non l’avrei fatto ..
sei arrivato fin qui saltando qualche paragrafo, ti faccio i miei
complimenti, se invece hai avuto il tempo e il coraggio di leggere
tutte le parole d’un fiato, hai tutta la mia stima. Io al posto tuo
non l’avrei fatto ..
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