scritto da Simarillon (Davide)
Loch Ness è un gioco ideato dal torinese Walter Obert e illustrato da Piotr Socha in cui si può giocare da 2 a 5 persone; il gioco è completamente indipendente dalla lingua ed è disponibile la versione con il manuale in italiano a cura di Red Glove. Tutto il mondo conosce la leggenda del mostro di
Loch Ness, il famoso Nessie, ma nessuno è mai stato in grado di riuscire a scattare una buona foto che lo ritragga. I giocatori, nei panni di curiosi
fotografi turisti, si posizioneranno vicino alle rive del lago, cercando di far
avvicinare il mostro per riuscire a scattare una buona fotografia.
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| materiali in gioco |
Ogni giocatore piazza tutti i suoi
fotografi (tre in caso di partita a due giocatori, due in tutti gli altri casi)
sugli spazi adibiti al posizionamento, gli spazi sono di diverse tipologie (pipistrelli,
navi, castelli, pecore, fari, fantasmi, rappresentati ognuno in un diverso
colore). Finito questo set-up iniziale ogni giocatore al proprio turno può: o
tirare il dado e muovere il mostro oppure spostare uno dei propri fotografi. In
caso si decida di tirare il dado si sposterà il mostro di tante caselle quanto
il numero uscito sul dado tenendo sempre presente che il mostro deve completare
il movimento e non può fare dietro-front. Nel caso sulla faccia del dado esca
il disegno dell’acqua il mostro si inabissa e il giocatore potrà farlo
riemergere in una qualsiasi posizione del tabellone a lui congeniale. Terminato
il movimento del mostro ogni giocatore scatterà le proprie foto, pescando le
tessere dal sacchetto di tela, la regola per determinare quante tessere
prendere è molto semplice si scatterà una foto per ogni casella coperta dal
mostro che riporti il simbolo dell’appostamento del turista fotografo. Il primo
giocatore a scegliere le fotografie sarà, naturalmente, il giocatore che ha
mosso il mostro, tra tutte le tessere
pescate ogni giocatore terrà solamente quella che riterrà migliore (solitamente
quella con il punteggio più alto) per rimettere le altre nel sacchetto, se un
giocatore ha più di un fotografo in questa condizione ripeterà le operazioni
per ognuno dei propri fotografi.
quella di non muovere Nessi, dal momento che non si trarrebbe beneficio dal
suo movimento, ma, in alternativa, si può spostare uno (ed uno solo) dei propri
fotografi in un qualsiasi appostamento libero sul tabellone.
sono più foto da pescare nel sacchetto. Ogni giocatore somma il valore delle
proprie foto e chi ottiene il maggior punteggio sarà il vincitore della
partita. In caso di parità vincerà chi ha scattato il maggior numero di foto,
in un’ottica in cui chi ha scattato di più ha fatto meglio il suo dovere di
fotografo (privilegiando la quantità più della qualità).
non rimettiamo mai le tessere nel sacchetto, ma ogni fotografo conserva tutte
le tessere pescate, anche perché c’è il rischio concreto di ritrovarsi a metà
partita con tutte le tessere più significative già in possesso dei giocatori e
con la possibilità di pescare solamente tessere di scarso valore, rendendo di
fatto poco interessante il gioco, inoltre così si velocizza la partita con tempi
più consoni ai giocatori molto piccoli, come nel caso di mio figlio.
proposte dall’autore stesso (con Lorenzo non le ho ancora provate perché non mi
sembra ancora in grado di padroneggiarle sino in fondo) e sono queste:
- In caso
si inabissi il mostro il giocatore può farlo ricomparire dove vuole ma per
quel turno non si scatteranno fotografie (questa ho provato ad introdurla,
ma Lorenzo non riesce proprio a capirla); - I giocatori possono spingere o rallentare
Nessie nel suo cammino. Con un’opportuna tessera fotografia si potrà
influenzare il risultato ottenuto con il dado (aumentando o diminuendo il
movimento di quante stelle sono rappresentate sulla tessera) e la tessera
fotografia usata verrà riposta nel sacchetto; - Al
momento della pesca delle fotografie i giocatori pescano una tessera per
volta e possono decidere se tenerla o pescare le altre tessere che si ha diritto
a pescare, sapendo che verrà sempre tenuta solo l’ultima tessera pescato,
un primissimo meccanismo di push-your-luck.
state testate con Lorenzo e quindi non influenzano quanto scritto di seguito,
magari vi aggiornerò quando queste varianti entreranno in gioco anche con il
mio bimbo.
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| Nessie |
Un tabellone lungo e stretto che simboleggia
il lago di Loch Ness, con rappresentati degli appostamenti in cui si possono
piazzare i turisti per scattare le loro fotografie e con delle caselle più
grandi circolari che rappresentano le possibilità di movimento del mostro,
accanto a queste caselle di movimento ci possono essere gli appostamenti dei
fotografi rappresentati con piccoli circoletti, uno o più di uno, un dado, di
grosse dimensioni, a dodici facce, dodici fotografi di plastica, in cinque
colore (3 rossi, 3 gialli, 2 neri, 2 blu, 2 verdi), una miniatura di Nessie
(divisa in tre parti: testa, corpo e coda); 32 fotografie dello stesso Nessie (di
dimensioni simil Carcassonne, non fatevi ingannare dal regolamento che
segnala 36 tessere) che sul retro hanno un numero variabile di stelle, da 1 a 5,
e sul davanti hanno un’immagine del
mostro: a fuoco, sfocata, sovraesposta, tagliata, il numero di stelle sul retro
corrisponde anche ad un numero riportato sul fronte della tessera e corrisponde
al suo valore in termini di punteggio; completano la dotazione un sacchetto
nero di buone dimensioni per contenere le tessere fotografia ed un dado dodici
facce di grosse dimensioni (con due facce 6, tre facce 5, tre facce 4, 2 facce
3 e due facce inabissamento).
la componentistica del gioco, forse il mostro poteva essere di dimensioni
leggermente superiori, ma materiali alla fine promossi come le illustrazioni
che rendono bene e in maniera simpatica il tema del gioco, piccolissimo appunto
alle fotografie per cui avrei usato sempre figure differenti e non ripetute
come invece avviene.
sempre delle impressioni differenti, non riesco mai a capire se mi piaccia o
no, non riesco mai a capire se Lorenzo si diverta sino in fondo oppure no,
raramente, diversamente da altri giochi, una seconda partita segue alla prima e
questo potrebbe essere un primo indice di gradimento. Mi sembra complessivamente
un buon gioco a cui manchi quel ‘quid’ che lo faccia diventare un ottimo gioco,
ma non saprei proprio trovare cosa sia questo ‘quid’. L’editore suggerisce come
età minima per giocare quattro anni; penso che, se con un minimo di esperienza
di altri giochi in scatola, si possa giocare anche un po’ prima, almeno per la
mia esperienza è stato così, ma solo con le regole di base; sicuramente non è
il gioco con cui inizializzare i bimbi alla nostra passione, a meno che non
siano già un po’ più grandi direi almeno sei anni. E’ un gioco che si può
continuare a giocare tranquillamente sino all’adolescenza, ma anche qui mi
sembra gli manchi quel ‘quid’ per farlo piacere ai più grandi e per far
divertire anche i genitori.
nell’ottica di Loch Ness come gioco per bambini, è nel computo del conteggio
dei punti per determinare il vincitore del gioco, sicuramente di difficile
interpretazione per i più piccoli, che non sono in grado di capire, facilmente,
la situazione durante l’evoluzione del gioco e che devono essere aiutati da
qualcuno con un minimo di abilità matematica per il conteggio delle diverse
stelline sulle tessere anche alla fine del gioco per decretare il vincitore
finale.
aggiustamento fatto per le partite a due giocatori, ovvero l’aggiunta del terzo
fotografo che impedisce un tabellone eccessivamente dispersivo, intuizione
sicuramente positiva dell’autore. Similmente mi piace l’idea di un gioco con
regole espandibili, che permette di rendere il gioco ancora interessante man
mano che i bambini crescono e imparano il gioco, idea presente in molti giochi
per bambini che gli dà quel pizzico di longevità in più.
un gioco che, facilmente, si può trovare in offerta rendendo il rapporto tra
qualità e prezzo più che buono.
Mi rimane un piccolissimo rammarico nel pensare a questo gioco, che, ribadisco, è un bel gioco nel complesso, ma che sarebbe potuto essere davvero un piccolo capolavoro tra i giochi per bambini.
- Possibilità di decidere, in base alla posizione sul tabellone, se tirare il dado per far spostare Nessie oppure spostare uno dei propri fotografi in una posizione dai cui trarre vantaggi in un successivo
movimento del mostro, quindi lo stesso turno di gioco si può svolgere in maniera molto differente. Questa scelta si può rivelare inizialmente difficile per i bimbi in quanto rompe uno schema prefissato di gioco, ma aiuta a dare dinamicità al flusso di gioco e aiuta a confrontarsi in modo sempre differente con il gioco stesso; - Importanza di piazzare strategicamente i propri fotografi (e muovere Nessie) per trarre dei vantaggi dal turno di gioco e possibilmente evitare che lo stesso movimento avvantaggi anche altri giocatori;
- I dadi non sono solo dadi a 6 facce, sembra una constatazione banale ma non lo è!
Non posso dire i motivi per giocare con mamma perché a mamma nel nostro caso Loch Ness piace proprio poco, ma mamma è allergica anche a Carcassonne, avrà qualche idiosincrasia per le tessere!
— Tutti i diritti del gioco appartengono alla casa editrice (Red Glove). Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. —
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