scritto da polloviparo.
Eccoci al mio secondo appuntamento con “ieri sera ho giocato a” che mi da la possibilità di concentrarmi più sulle impressioni di gioco che non sulle meccaniche e sul regolamento.
Che le cose non sarebbero andate proprio così e che tutto non sarebbe filato liscio, è stato chiaro sin da subito.
Vedete è solo questione di saper interpretare “i segnali”.
Primo segnale: Janko è arrivato puntuale alle 21:00 che statisticamente ha le stesse probabilità di quelle che voi siate colpiti da un fulmine; è raro, è improbabile, ma ogni tanto qualcuno si prende una bella scarica elettrica.
Secondo segnale: non era solo, ma con la nipote adolescente, che in quanto tale non avrebbe potuto permettersi di arrivare ad orari assurdi.
Apre lo Zaino e oltre alle scatole dei due giochi citati, fa capolino quella di Warhammer Diskwars.
Al che chiedo: “scusa, ma quello quando l’hai preso, visto che è nuovo nuovo?”
Ricordo, per chi se lo fosse perso, che Janko ha espresso come buon proposito per l’anno in corso di acquistare solo cinque giochi.
Ora io ritengo che per la sindrome d’acquisto compulsivo di giochi da tavolo, non ci sarà rimedio fino a quando non apriranno delle apposite sezioni nei centri di recupero per le dipendenze.
Quindi fino a quando non ci siederemo tutti in cerchio di fianco ad uno sconosciuto che ci parlerà di tette tutto il giorno, ad uno che ci parlerà di alcohol o spinelli e ad uno che ci racconterà delle combinazioni ottenute alle slot machines, offrendoci in cambio la possibilità di parlare di meeples e cubetti, difficilmente ne verremo fuori.
Il caso di Janko diventa per me quindi motivo di studio, anche perchè se lui ce la facesse, allora sarei io a sentirmi in difetto e tutta la mia teoria crollerebbe.
Al che non potrei più argomentare con la moglie e ribattere quando mi dice: “te sei malato”.
Cosa che avviene più o meno regolarmente, quando entro in casa con uno scatolone delle dimensioni di 1×1,5 m. e del peso indicativo di una 20 di kg. che ha appena consegnato un corriere.
Mentre io comincio ad estrarre giochi dallo scatolone come un mago conigli dal cilindro, la prima domanda arriva inesorabile:
“Scusa, ma quanti ne hai presi?”
“Ma sono SOLO una decina e poi ci sono anche un paio di espansioni che non contano…”
“Non ne avevi presi quattro o cinque anche un paio di settimane fa?”
“Sì, ma sono uscite delle novità che stavo aspettando da tempo e poi guarda questo era in promozione, pensa che normalmente costava 50 euro e adesso invece l’ho pagato solo 40!!!”
“A parte che 40 euro non sono bruscolini, ma gli ultimi giochi che hai preso li hai già giocati tutti?”
Ed è a questo punto che essendo nella quasi totalità dei casi costretto a rispondere di no, che posso sfoderare la carta jolly, ossia la tesi della malattia incurabile.
Non credo che lei se la beva, ma riesce a far cadere la discussione, un po’ come l’arbitro quando estrae il cartellino giallo.
Capite quindi perchè per me è molto importante che Janko fallisca, altrimenti acquisterei consapevolezza di essere io un caso clinico.
Così non perdo occasione di fargli notare i suoi acquisti, chiedendo delucidazioni:
“Scusa, ma non dovevi comprare solo cinque giochi nuovi?”
E lui: “E’ uno dei cinque”.
“E cos’è che hai in ordine da Egyp?”
“La nuova edizione di Blue Max”
“E’ anche quello uno dei cinque?”
“Certamente!”
Perfetto, siamo ai primi di Febbraio e siamo già a quota due, i mesi a venire faranno il resto e Essen darà il colpo di grazia!
Ritengo di poter dormire sonni tranquilli.
Se siete interessati continuerò ad aggiornarvi sul prosieguo degli eventi, altrimenti se vi annoia, non vi tedierò più.
Torniamo al gioco
Anche perchè sono stato “accusato” di divagare e di essere troppo prolisso, ma io voglio comunque ritagliarmi questi spazi proprio per questo!
Tanto più che sui giochi in oggetti sarò piuttosto sintetico.
Russian Railroads è un bel gioco e con questa affermazione potrei anche chiudere.
E’ un gioco classico di piazzamento lavoratori ed il tema ferroviario è “appiccicato” con il nastro da imballaggi.
Il gioco ha un regolamento pulito, lineare e molto elegante.
Pulito perchè non ci sono troppi fronzoli, il gioco risulta semplice e non inutilmente complicato.
Lineare perchè la sequenza delle azioni è, nel bene o nel male, sempre quella: piazzo lavoratori – ottengo benefici, senza troppe variabili se non gli ingegneri e poco altro.
Elegante perchè comunque la meccanica dell’avanzamento dei binari è interessante e le location di piazzamento tutte piuttosto accattivanti.
Pur essendomi piaciuto molto, però mi è rimasto in bocca un senso di amarezza…
Ritengo che sia derivato dal fatto che mi fossi creato un’aspettativa troppo alta su questo titolo.
Tutti ne parlavano come il gioco rivelazione di Essen di quest’anno, tesi avvalorata per altro dalle statistiche e dal veloce avanzamento nel ranking di Bgg.
Mi sarei aspettato quindi di trovarmi di fronte ad un gioco di quelli con la “G” maiuscola.
In verità, trovo che per quanto valido, Russian railroads sia un piazzamento lavoratori come tanti, senza nulla di particolarmente innovativo.
Bello, meritevole di avere il suo posto nella collezione, ma non da standing ovation.
Per capirci, Terra Mystica, The Great Zimbabwe e Keyflower, tanto per citare tre giochi dell’anno scorso, mi avevano impressionato di più.
Cosa volete che vi dica, forse come diciamo ormai spesso è sempre più difficile inventare cose nuove e il tutto finisce obbligatoriamente con l’assomigliarsi.
Sapevo dell’importanza di costruire la Transiberiana e avevo letto un sacco di critiche legate alla “monostrategia” e alla scarsa rigiocabilità del titolo.
Che la Transiberiana abbia maggior peso delle altre ci stà, però non posso negare che qualche perplessità mi sia venuta.
Effettivamente bisogna puntare obbligatoriamente su questa linea ferroviaria e cercare di sviluppare il resto come “contorno”.
Tutto stà nel timing delle azioni e nella scelta di quanto disponibile, sulla base di quanto opzionato dagli avversari.
Ora definirlo “monostrategia” mi sembra un po’ riduttivo, però non nego che ho avuto la sensazione che alcune cose su cui avevo puntato, tipo le industrie, non siano poi servite a molto, rimanendo schiacciato da chi aveva puntato più sulla Transiberiana a suon di “x2”.
Anche le critiche che ho letto sullo scarso livello di interazione si sono palesate in tutta la loro buona sostanza.
A parte il momento di selezione delle azioni sulla plancia comune e quindi di interazione indiretta, le scelte, l’ottimizzazione e i calcoli dei punteggi si svolgono sulla plancia individuale, quasi dimenticandosi degli altri.
A proposito di calcolo del punteggio, si avverte molto la crescita della linea ferroviari in termini di punteggio, arrivando a conteggiare anche un centinaio di punti nell’ultima fase di score.
I punteggi finali infatti oscillavano fra poco meno di 300 e poco più di 400 punti, cosa che ha un sapore un po’ inusuale per uno abituato a giochi “german” in cui si fanno pochi punti e la partita spesso è combattuta sul filo di lana.
Qui sembrava quasi di aver fatto “jackpot” al flipper con il contatore che era impazzito e continuava ad innalzare il punteggio!
Le ultime perplessità sono legate alla longevità del titolo. Dato per assodato che la Transiberiana è da realizzare e nel miglior modo possibile, dato che le altre linee si possono considerare secondarie, dato che le variabili sono veramente poche, una volta individuato il proprio “percorso ottimale”, ho la sensazione che si tenderà a cercare di ripercorrerlo.
Ovviamente le scelte dovranno essere adattate agli spazi disponibili, in funzione delle giocate degli avversari, ma penso che comunque un senso di ripetitività, possa presentarsi dopo un certo numero di partite.
Detto questo i materiali sono ottimi come da tradizione HiG e la durata della partita piuttosto contenuta dato il numero di turni fisso.
Continuiamo con la serata
che avrebbe quindi dovuto vederci catapultati nel gioco ispirato dal racconto di Neil Gaiman, ma a questo punto Janko si alza e dice: “mi dispiace ragazzi, devo accompagnare mia nipote a casa, se volete posso lasciarvi Spyrium…”
“Vabbè, non ti preoccupare, A study in Emerald lo proveremo la prossima volta…”
Ed è così che i mostri si sono trasformati in cristallini di plastica verde e tutto ha assunto una connotazione steam punk.
Ripetere cosa penso di questo gioco sarebbe superfluo; potete leggerlo tranquillamente qui.
Dopo le prime partite su cui si basavano le prime impressioni, ho avuto modo di farne diverse altre, complici la semplicità del gioco, la durata contenuta e la sua presenza su Boardgamearena. 🙂
Confermo quanto ho scritto “a caldo” ritenendolo comunque un buon gioco, ma nulla di particolarmente eccezionale.
Ecco in questo caso Russian Railroads è parecchie e quando dico parecchie intendo parecchie, spanne sopra.
Ultima nota di colore, Janko dopo essersi messo il giubbotto, aver raccolto la sua roba ed essere passato agli altri tavoli a salutare, si ferma sulla porta dall’altro lato della stanza e inizia a chiamarmi a gran voce:
Janko: “POLLO… POLLO…”
Io che ero già assorto nei miei cristalli di Spyrium, ovviamente non sentivo nulla, ma fortunatamente gli altri prsenti al tavolo mi hanno segnalato la cosa:
Io: “SI’ COSA C’E’?”
Essendo dall’altra parte della stanza toccava urlare…
Janko: “HAI PRESENTE A STUDY IN EMERALD?”
Io: “SI’…….”
Janko: “SALUTALO E DIGLI PURE ADDIO… MI HANNO APPENA DETTO CHE E’ STATO VISTO SU EBAY A 180 EURO!!!”
Non so cosa sia successo a questo gioco, ma ne ho lette di ogni, gente che l’aveva preordinato che lo sta ancora spettando, thread aperti su forum dal titolo :”A study in Emerald dove è possibile acquistarlo?”, quindi penso che il prezzo sia dettato da una scarsa reperibilità che va a colpire i soggetti più deboli, afflitti da sindrome da acquisto compulsivo e così chiudiamo il cerchio.
Così, a meno che Janko non scherzasse, cosa che non sono riuscito a capire vista la distanza che ci separava, anche se mi è parso di vedere nelle sue pupille un bagliore che aveva più o meno questa forma: “$$$$”, ma ripeto essendo lontano non posso esserne sicuro, è sfumata la mia possibilità di provare l’ultimo gioco di M. Wallace.
Peccato perchè avevo aperto la scatola, dato un’occhiata al materiale e preso in mano qualche “zombiepple”, ossia meeple a forma di zombie e mi ci ero già affezionato…
Se avrò comunque modo di provarlo, ovviamente non mancherò di farvi sapere le mie impressioni, magari sempre nell’ambito di un [ieri sera ho giocato a…]
Ciao alla prossima!!!
Link Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it a Russian railroads in inglese (ricordo che il gioco è indipendente dalla lingua).
Link Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it a Spyrium.
A study in Emerald, come scrivevo, al momento è di diffcile reperibilità.
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Le
immagini sono tratte da BGG . Tutti i diritti
appartengono alla Casa editrice e all’Autore. Le immagini sono state
riprodotte
ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di
presentazione del gioco. —
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