Anteprima – Tokaido

scritto da Fabio (Pinco11)
Il nome di Antoine Bauza, fino a qualche anno fa poteva passare quasi inosservato ma, dopo il successone del suo 7 Wonders, è ora ragione di automatico interesse verso ogni scatola che rechi sopra il suo marchio come autore. E’ quindi con una certa anticipazione che mi sono messo a leggere in modo approfondito le regole di Tokaido, edito da Funforge, le quali sono state messe online dall’editore in questi giorni.
Da 2 a 5 sono i giocatori (dagli 8 anni in su, per partite dai 45 minuti, indipendente dalla lingua, salvo il manuale) che potranno cimentarsi nell’ipotetico viaggio, ambientato nel Giappone del passato, sulla strada (una delle cinque che costituivano il sistema viario di base nel Giappone dell’epoca, un pò come le nostre vie consolari)  che collegava Kyoto ad Edo (l’odierna Tokyo). L’idea è qui quella di esplorare al meglio ogni locazione, per essere alla fine del viaggio colui il quale avrà reso il proprio viaggio l’esperienza più ricca e gratificante.
Le meccaniche sono piuttosto semplici (raccolta set – movimento su un percorso fisso) ed il titolo si rivolge al grande pubblico, di stampo familiare.

Da Edo a Kyoto sulle strade imperiali ..
I componenti di gioco consistono innanzi tutto in un tabellone, che si sviluppa per lungo, il quale raffigura una linea ondulata sulla quale sono identificati una cinquantina di punti di fermata (si poteva disegnare anche un classico percorso a caselle, ai fini pratici), a rappresentare le varie locazioni (caselle) visitabili, unitamente ad alcuni mazzi di carte (fonti, panorama, pasti, souvenir, incontri, obiettivi raggiunti), da utilizzarsi / distribuirsi in occasione della visita alle varie caselle o a fine gioco (gli obiettivi raggiunti). Abbiamo poi un trippolino per giocatore, una decina di tessere personaggio (ne andrà una a giocatore) ed una manciata di monete.
L’idea del gioco è basica: ad inizio partita tutti i trippolini partono dalla stessa casella e si procede a turno a muovere il proprio sul percorso (notate che ogni personaggio – dipende da chi avete avuto come avatar – ha diversi ‘poteri’ speciali), muovendo sempre il proprio pedone il giocatore che si trova per ultimo (sarà quindi possibile anche muovere più volte di fila, se vi lasciano troppo indietro).
Chi muove può andare in qualsiasi casella libera (con l’unico limite che tutti si devono fermare sempre nei 4 punti di ristoro e aspettare tutti gli altri, per poi ripartire) ed eseguire l’azione corrispondente. Le locazioni / azione sono il villaggio (dove si pescano le carte souvenir e si possono acquistare, ottenendo punti vittoria crescenti per la varietà dei souvenir), le fattorie (denaro), i punti panoramici (si collezionano parti di un certo tipo di paesaggio – punti vittoria crescenti), le fonti (punti vittoria fissi), i templi (si possono convertire denari in punti vittoria), gli incontri (si pesca una carta incontro e si esegue quanto descritto in essa) e i punti ristoro (si può acquistare un pasto, punti vittoria e si deve attendere lì l’arrivo degli altri, prima di ripartire).
Il gioco termina quando tutti i giocatori hanno concluso il viaggio: a quel punto sono attribuiti alcuni bonus per i migliori risultati in vari campi e si verifica chi abbia poi più punti.
Eleganza e semplicità zen 
Il gioco, lo dico subito, è di quelli difficili da valutare compiutamente a priori senza giocarlo, per cui prendete quanto dirò più cum grano salis del solito, perchè molto della sua attrattiva e capacità di coinvolgere lo si potrà ragionevolmente capire solo provandolo più volte.

A livello di ambientazione direi che essa è resa soprattutto dalla grafica (affidata a Xavier Guennifey Durin), che appare molto ispirata (almeno lo sono le illustrazioni sulle carte) ed attinente al tema prescelto: quanto a meccaniche invece il gioco poteva essere collocato adeguatamente tanto al Giappone di oggi, quanto al Kenia di ieri.

Nonostante ciò segnalo come siano contenute nel manuale diverse informazioni utili ad entrare nello spirito del teorico viaggio tra le due città giapponesi, per cui un certo sforzo per far percepire lo sfondo prescelto è stato comunque compiuto.

La componentistica è a sua volta da apprezzarsi in modo soggettivo, nel senso che la scelta del bianco di fondo del tabellone e delle carte è leggibile, a seconda di chi guarda, come elegante ed attraente, oppure come un pò troppo lineare: tutto sta a capire quanto il concetto di zen vi attragga. In ogni caso l’impressione è che tutto sia perfettamente funzionale alle necessità, anche se certo questo non è un titolo nel quale sarete stupiti dalla quantità dei materiali nella confezione.

Passiamo quindi alle meccaniche, perchè è su di esse che si misura il valore del prodotto e qui, ribadisco, si può avere più di una difficoltà ad inquadrare bene il tutto.  

Il concetto di base infatti è di una semplicità assoluta, perchè in pratica al tuo turno puoi muovere il tuo trippolino nella casella che vuoi (ricordo solo il limite di non poter passare il punto di ristoro senza fermarsi) e quindi sotto questo aspetto il gioco può essere pensato come un gioco dell’oca senza dadi .. 😉 Poi però si va subito a capire che in realtà ci si può muovere nella prima casella libera e quindi che dove gli altri mettono il loro trippolino è essenziale, perchè varie locazioni saranno sempre occupate dagli altri ed in ognuna della quattro ‘sezioni’ nelle quali si articola il tabellone le locazioni di ogni tipo sono limitate.

Il concetto del far  muovere sempre l’ultimo ricorda quanto visto in Glen More, cosicchè è possibile anche essere lasciati indietro da altri, impazienti di occupare le caselle migliori, ma in cambio si avrà la possibilità di fare più mosse.
Le scelte strategiche quindi ci sono (lo stesso Bauza, pur ammettendo che il titolo è indirizzato ad un pubblico ampio, dice che i suoi playtester più core gamers lo hanno comunque apprezzato), visto che si deve ogni volta modulare la propria tattica sulla base delle opzioni disponibili e scegliere, di sovente, di togliere chance agli avversari, oltre che  a procurarsene per sè.

Sotto una apparente immediatezza, che lo dovrebbe rendere adatto a tutti, si dovrebbe quindi celare la possibilità di riflettere e, perchè no, di esibirsi in mitiche bastardate.

Dall’altra parte ci sono però anche i dubbi che mi vengono. Il primo è sulla longevità, visto che il percorso è fisso, per cui, se è pur vero che le famose caselle libere sono quelle che mi lasciano gli altri, credo che in poco si capisca il valore medio in punti per tipo di mossa e ci si indirizzi, tra giocatori capaci, su quel concetto, rimanendo così molto legato anche all’alea della pesca delle carte. Al riguardo è possibile che un tabellone modulare (magari fatto a sua volta di carte) avrebbe potuto donare maggior varietà al percorso.
Il secondo è sulla semplicità, che potrebbe risultare forse eccessiva per molti (salvo quanto detto sulla interazione e sul pestarsi i piedi a vicenda), cosicchè in gruppi troppo ‘fair play‘ il gioco potrebbe scorrere senza grandi entusiasmi in una reciproca tranquilla raccolta di punti ..
In conclusione Tokaido si propone come titolo adatto ad un grande pubblico, semplice ed elegante, con una grafica ispirata, con un mix tra il minimalista (vedi il tabellone) ed il molto curato. Potenzialmente rivolto a tutti, lascia spazi anche per una certa riflessione ed interazione (indiretta), ma deve essere provato sul campo per capire quanto riuscirà a stuzzicare anche i giocatori più appassionati e/o a durare nel tempo. Sono anche convinto che sia un titolo che abbia la potenzialità di ben impressionare nelle primissime partite (semplice ed immediato, con un meccanismo poi non così esplorato), per cui è facile che ad Essen (dove si prova una volta al massimo …) possa riscuotere un buon successo.
Personalmente lo inserisco per nell’elenco delle cose da guardare e valutare, ma per ora decisamente fuori dalla lista degli acquisti: che dite, siete dello stesso parere o la pensate diversamente ????

AGGIORNAMENTO NOVEMBRE 2012
Il gioco è uscito ad Essen con ottimi riscontri (tutto esaurito già al secondo giorno) ed è stato pubblicato in italiano dalla Asterion Press. Lo trovate quindi facilmente in vendita nei vari negozi specializzati ed è Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it; il prezzo indicativo è di 49 euro.

— Le immagini riprodotte sono tratte dal sito della casa (Funforge) e/o dal manuale del gioco. All’editore spettano tutti i diritti sul gioco e sulle immagini, le quali sono state riprodotte qui ritenendo la cosa una gradita forma di diffusione, ma saranno rimosse su semplice richiesta. —
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