scritto da Iziosbiribizio
Tra le tante idee che speriamo si incarnino in un gioco da tavola, alcune sono davvero innovative, altre nulla di nuovo… altre ancora vengono sviluppate in un mercato piuttosto inaccessibile alla maggior parte delle persone. E’ questo il caso di Grimoire, uscito ormai 2 anni fa in giappone, e grazie alla Zman games quest’anno potrà contare su una maggiore distribuzione.
L’autore, Hayato Kisaragi, ha avuto la straordinaria idea di aggiungere ad un gioco di carte, “un accessorio” in più. Come dice il nome, il protagonista del gioco è il Grimorio, ovvero gli antichi tomi che usavano i maghi per imparare la magia, usati a volte a fin di bene… a volte no.
Quindi da 2 a 5 maghi (in partite dai 30 minuti in su – componenti di gioco dipendenti dalla lingua, essendoci testo in inglese sulle carte), con i loro fidi tomi, useranno il loro poteri a loro piacimento per trarne profitto o per sabotare gli altri, racimolando tesoro e portando a termine delle quest. Come sempre, vince chi fa più punti vittoria.
I materiali
Come abbiamo anticipiato, la caratteristica peculiare di questo gioco è il libro delle magie personale di ogni giocatore. Nel grimorio infatti potremo leggere il nome delle magie, il livello, il tipo, gli effetti, la descrizione, e, ovviamente, il testo narrativo!
Essendo un gioco di carte, non può mancare il mazzo di carte quest, formato da carte compagno e carte tesoro, e un mazzo di carte oggetti.
Ci sono poi diversi gettoni vp e 5 segnaturno. E’ anche presente un tabellone di gioco, che ha l’unica utilità segnare il livello delle magie e di indicare dove mettere le carte. Più o meno con la stessa utilità del tabellone di ascension.
Le regole
Il gioco in sè è piuttosto semplice, ogni turno si divide in tre fasi:
Il setup, in cui viene incrementato il livello delle magie utilizzabili e ripristinato il numero di carte sul tavolo;
La fase libro, in cui ogni giocatore sceglie la magia dal libro, inserisce il proprio segnalibro alla pagina corrispondente e poi lo chiude. Quando tutti i giocatori hanno eseguito questa azione, si risolvono le magie a partire da chi è stato l’unico a scegliere una magia e in caso di parità dal livello più basso;
La fase quest, che da la possibilità ai giocatori di usare gli effetti delle magie per pescare delle carte. Ognuna delle quali può dare dei bonus(carte quest) oppure dare punti vittoria(carte item).
Il gioco termina quando un giocatore è riuscito a formare un party di 10 compagni oppure a totalizzare 10 vp.
Considerazioni
Ho tenuto d’occhio per uno pò di tempo Grimoire, in quanto l’idea del libro mi sembrava davvero geniale. Sicuramente per questo si stacca un pò dagli altri giochi, dove per giocare una magia la si deve pescare o comprare. Già solo questo potrebbe garantire un discreto successo, e facilitare la delicata operazione di rendere l’ambientazione pertinente al gioco. Invece ad una prima occhiata così non pare.
Il gioco infatti si riuduce a scegliere la magia più che altro per poter pescare per primi, e anche le carte alla fine non hanno un granchè di attinenza con il gioco. Diciamo che diventa quasi un gioco astratto, si potrebbe quasi dire che il libro è un catalogo e le carte sono gli oggetti da comprare, vince chi fa meglio la spesa. Ovvio questa è solo un’impressione, ma è un peccato perchè l’idea del libro sicuramente ha enormi possibilità, e ridurre il gioco ad una gara a chi pesca più carte fa sperare che qualcun altro copi l’idea a fin di bene, per renderle giustizia.
Il tempo di gioco è di 30 minuti, il che fa pensare ad un filler che data la scarsa profondità, dopo il fascino iniziale del libro, probabilmente butterete nel dimenticatoio. Sarò ben contento di provarlo e cambiare completamente la mia opinione, nel caso.
— Le immagini sono tratte dal manuale o dal sito della casa produttrice (ZMan Games) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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