scritto da MagoCharlie
Con un certo affetto ricordo questo gioco giocato dai miei genitori con amici nelle sere invernali nella nostra prima casa; mia sorella era appena nata, avevo circa 5 anni e per me i giochi in scatola erano già parte della mia vita.
Abituato con “Indovina Chi?” o “Il Trabocchetto”, l’ultimo è stato uno dei giochi più giocati nella mia infanzia con mamma e nonna, associavo il gioco ad una plancia in plastica e con elementi dinamici e quello a cui giocavano i miei genitori non mi sembrava davvero un gioco.
Un tabellone dai colori scuri, 7 grosse pedine in legno, una pedina nera (la cassaforte), un mazzetto di 7 carte e un dado; non capivo come potesse essere divertente. Non c’erano elementi dinamici e figuratevi voi se capivo che le pedine avevano dei colori di cui nessuno era veramente proprietario e poteva muovere anche le altre pedine! Ecco, questo soprattutto è l’elemento che mi ha fissato in mente questo gioco: tutti potevano muovere tutto!
Da circa 2 anni ho ripreso questo gioco. Purtroppo la nostra edizione chissà dove sarà: persa in qualche scatolone in soffitta o in cantina. Ma per Essen mi ero ripromesso di riprenderne una copia nella sezione usati della fiera…ed ecco che torna la magia di circa 24 anni fa!
Detective & Co. nasce da una idea semplice, con una componentistica ridotta e un game play piacevolissimo; ciò che ha dato fortuna al gioco è il numero altamente variabile di giocatori: da 2 a 7 giocatori! Downtime ridottissimo anche in 7 giocatori, avvincente al punto giusto e con una buona dose di bluff.
Nel titolo dell’articolo ho scritto il sottotitolo “una semplice idea che ha rivoluzionato il mondo dei giochi in scatola” perché non tutti sanno che questo gioco ha introdotto un elemento che non c’era prima e che è tutt’ora usato da tutti i German game!
Vi sto parlando della scoring track intorno al tabellone; di fatti quella che noi vediamo in tantissimi giochi è stata inventata proprio da Kramer per questo gioco e per ottimizzare lo spazio. Per gli addetti ai lavori, infatti, il metodo di utilizzare una scoring track come “cornice” del tabellone principale del gioco viene chiamato appunto “Kramerleiste”(che tradotto significa “barra di Kramer”).
Detto ciò, e spiegata l’importanza di tale titolo nel panorama ludico mondiale, entriamo nel dettaglio del gioco e spieghiamo il gameplay.
IL GIOCO Il gioco è racchiuso nella classica scatola “bassa” dei giochi Ravensburger che hanno caratterizzato la linea dei giochi della società tedesca fino agli anni 90.
Dentro troviamo: 1 Tabellone di gioco, 7 pedine detective in colori diversi, 7 gettoni in legno da usare per segnare i punti sulla famosa scoring track, 7 carte “identità”, 1 cassaforte in legno, 1 dado e un libretto delle regole. (questo elenco di materiali si riferisce alla storica edizione del 1985).
La preparazione è veloce ed “indolore”: si mettono a caso gli agenti sul tabellone e la cassaforte sulla casella della chiesa, ogni giocatore pesca una carta identità e la tiene segreta per tutta la partita.
Le carte identità sono carte che raffigurano uno dei detective colorati presenti in gioco. Lo scopo del gioco è far fare più punti al proprio detective senza farsi scoprire dagli altri giocatori.
Al proprio turno il giocatore lancia il dado e muove uno o più detective a sua scelta in senso orario sul tavolo: può appunto spostarne più di uno ripartendo il risultato del dado su più pedine.
Il gioco finisce quando un detective supera i 42 punti: quel detective è il vincitore della partita. Si scoprono quindi le carte identità, il giocatore che avrà l’identità del detective con più punti è il vincitore (non è detto che il primo detective che guadagna 42 punti sia associato ad un giocatore!).
LE VARIE EDIZIONI E LE VARIANTI Dal 1984 ad oggi, sono state prodotte diverse di edizioni diverse e molte varianti per aggiungere sempre più elementi di deduzione nel gioco.
Una delle varianti più interessanti è definita “UnderCover”; durante la partita appena un detective supera 29 punti, tutti i giocatori su un foglietto scrivono a chi è associato ogni colore. Alla fine del gioco (ovvero al raggiungimento dei 42 punti…) si aprono i fogliettini e per ogni associazione Giocatore-Detective corretta il giocatore guadagna 5 punti che assegna al detective del proprio colore (questo aumento di 5 punti viene segnato sulla scoring track). Dopo aver confrontato tutti i foglietti, il detective con più punti è il vincitore (o meglio, il giocatore che a cui è associata la sua identità!).
Nel 2002 il gioco viene rieditato e distribuito da Amigo, RioGrande, 999 Games, Majora e altre case sotto il nome di “Top Secret Spies”.
- Muovete tutti gli agenti alla Chiesa
- Muovete un agente alle Rovine
- Muovete 2 agenti di un edificio avanti
- Muovete 2 segnapunti di 3 spazi avanti
- Pesca una delle carte identità non associate ai giocatori
Io lo gioco sempre con questa variante; per curiosità ho stampato e fatto “homemade” il set di carte per la mia scatola (ho l’edizione 1985, da vero “Vetust Collector”!) ma l’ho provato solo un paio di volte e come detto sporcava troppo la meccanica.
Un bel titolo che consiglio vivamente; la versione italiana è un po’ difficile da recuperare, se volete provarlo si trova tranquillamente a prezzi molto bassi su Ebay o nei mercatini tedeschi alle fiere (la mia copia è costata ben 9 euro!). Ah, ovviamente non ci sono componenti in lingua!
Le immagini sono tratte dal manuale, da BGG (postate da Franz
Klemens o dai siti delle case produttrici alla quale appartengono
tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole
sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una
gradita forma di presentazione del gioco. —
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