[Vetust Games] Brivido

scritto da MagoCharlie

La mia recensione su BRIVIDO è stata originariamente postata sul mio blog un po’ di tempo fa. L’articolo che qui segue è stato riscritto in alcune sue parti e ampliato in diversi punti per rispondere ad alcune domande e curiosità ricevute. Buona lettura e attenzione che un teschio fosforescente può far cadere un’ascia dalle mani di un’armatura!

Il sottoscritto, classe ’83, deve confessarvi un enorme vizio che ha pervaso la sua felice infanzia “giocosa”: ero incredibilmente attirato ed affascinato dalle scatole con una bella foto del gioco e una striscia bianca di 5 cm impressa a sinistra della copertina. Su quella striscia bianca campeggiava a caratteri cubitali una sigla di 2 lettere, una rossa e una blu: MB.

Chi come me ha giocato negli anni 80/90 nutrendosi di pane e giochi in scatola (pane e Nutella… ovviamente!) non può non ricordare con tenerezza i pomeriggi con gli amichetti a giocare ai classi MB dell’epoca. Erano giochi che visti con l’occhio critico di oggi sono sbilanciati e di pura fortuna, ma diamine….che componentistica da favola!

Me ve la ricordate l’immensa dotazione di pezzi e pezzettini di plastica da assemblare prima di giocare?!? Vi ricordate il mitico topo di Heroquest? Non so voi…ma se non c’era quel topolino sulla libreria (rigorosamente un pezzettino da incastrare ogni volta) il gioco non era lo stesso.

Uno dei giochi più famosi di quegli anni è sicuramente Brivido (nome originale “Ghost Castle”) edito da MB nel 1985. Il gioco, ambientato all’interno di un castello spettatrale, è un gioco di pura fortuna reso affascinante dalla torre che si erge in centro al tabellone che racchiude la meccanica base del gioco: sulla sommità della torre c’è una bara con un buco; facendo cadere nel buco il teschio in dotazione si fanno scattare una delle 4 trappole nelle stanze del castello.

LA STORIA
“Brivido”, come noi lo conosciamo è l’evoluzione del gioco “Which Witch?” del 1970 (edito anche in Italia con il titolo Castello Incantato nel 1974 da EG).

L’autore dell’originale “Which Witch?” È Marvin Glass, o meglio la Marvin Glass and Associates famoso studio ludico di Chicago che dagli anni 60 e fino al 1979 è stato protagonista della scena ludica americana. Sotto questa firma sono nati giochi cult come: Mouse Trap, Rock ‘Em Sock ‘Em Robots (il gioco da bambini più famoso in America nel quale 2 robottoni si sfidano a boxe e dove il vincitore è colui che fa saltare al testa all’avversario!), Ants in Pants (Grilli Arzilli), Simon (il mitico gioco di memoria con i pulsantoni in 4 colori da schiacciare ricordandosi la giusta sequenza) e Stay Alive (il mitico Trabocchetto!). 

L’idea di “Which Witch?” nasce a sua volta come seguito del grande successo avuto con il gioco Haunted House pubblicato nel 1969 con Ideal sempre da Marvin Glass. In Haunted House vi è sempre un castello di plastica da esplorare in 3 dimensioni: le pedine si muovevano grazie ad un selettore tipo slot machine posto alla base che indicava il numero di caselle su cui la pedina si doveva muovere. 
Più che una esplorazione del castello, sembrava di dover scalare il castello dall’esterno! Infatto il percorso da seguire con le pedine è “esterno” al castello! Ogni casella è in realtà un buco dove la pedina veniva incastrata; in alcuni buchi vi era celato un meccanismo che attivava una parte del castello a molla o a spinta che scopriva scritte che davano bonus o malus a chi ci capitava. Forse detto così non rende…ma osservando le foto vi sarà moooolto più chiaro!

Ora questo gioco è considerato il sacro graal dai collezionisti di tutto il mondo in quanto è difficile trovarlo in buone condizioni e funzionante dato che il sistema di leve e meccanismi era abbastanza complesso.

Da questo gioco quindi nasce Which Witch? con un gameplay più lineare e, soprattutto, materiali utilizzati molto meno costosi.

Il gioco verrà riedito poi nuovamente come Haunted House ed in seguito, con una veste grafica più spaventosa (in senso buono) con il titolo Spook House (questa è l’edizione famosa in italia con il nome).

IL GIOCO  
Il gameplay è presto spiegato: ogni giocatore ha una pedina del proprio colore che rappresenta uno dei 4 ragazzini che si avventurano nei meandri del castello cercando di non cadere sotto le varie trappole azionate da uno scheletro che scivola dentro la torre.
Durante il proprio turno, il giocatore di turno lancia il dado da sei e sposta la propria pedina di tante caselle quanto è il risultato del dado; successivamente gira lo spinner ed esegue l’azione associata che può essere:
  • DADO: rilancia il dado e muove.
  • MASCHERA: la pedina è “spaventata”! Il giocatore prende la maschera e la pone sulla sua pedina, finché la pedina ha la maschera di spavento, non può muovere.
  • IMPRONTA: il giocatore toglie la maschera se la pedina è “spaventata”; potrà quindi muovere al turno dopo.
  • TESCHIO: il giocatore deve lasciar cadere il teschio nella torre azionando così uno dei 4 tranelli del castello.
Proprio l’ultima azione è quella più eccitante, o meglio: è l’azione su cui si fonda l’intero gioco… lasciando cadere il teschio dentro la torre, verrà attivata una delle 4 trappole presenti nelle 4 diverse stanze. Se una pedina di un giocatore si trova vicino ad una trappola (caselle rosse) e viene colpito da quest’ultima, dovrà indietreggiare alla prima casella blu.
Le trappole sono quattro in tutto: un’ascia che cade sopra la pedina dei giocatori; uno scheletro che improvvisamente si anima; un pavimento traballante; una scala sulla quale può cadere il teschio e travolgere chi si trova sulla sua traiettoria.
Lo scopo del gioco è arrivare fino in cima alla torre e con un tiro di dado esatto, chiudere la bara posta sulla sommità (appoggiando la pedina sull’ultimo scalino per un effetto leva si chiudevala bara!!).
Come avete potuto vedere il gioco è molto molto semplice, da ragazzini…quindi giusto per il target a cui si riferiva!Tutt’oggi è un gioco piacevole da giocare. Ovviamente senza troppe pretese! Per passare una mezzoretta nostalgica.
WHICH WHITCH vs BRIVIDO
La vecchia edizione era ambientata sempre in un castello stregato; non vi era il teschio ma una biglia da far rotolare dentro una torre di cartone (la torre è interamente di cartone ad eccezion fatta per un selettore in plastica che smista la biglia in una delle 4 stanze), i tranelli sono pressoché uguali all’edizione del 1985.
Le differenze grafiche sono però sostanziali: “Brivido” ha una grafica più tetra e paurosa, mentre Castello Incantato è caratterizzato da una grafica più fumettistica e meno paurosa. 
Le differenze sulle meccaniche sono:
  • Al posto di essere “spaventati”, le pedine venivano trasformate in topini dello stesso colore
  • Per gestire le azioni, non vi era uno spinner ma un mazzetto di carte che riportava le stesse azioni (il che toglieva l’emozione stile rulette del girare lo spinner ma rendeva però più bilanciato il tutto impedendo un numero eccessivo di spaventi). 

CURIOSITA’
Nel 1986 in Inghilterra e Germania, uscì il gioco “The Real GhostBusters – The game” basato sul meccanismo di “Brivido” utilizzando gli stessi materiali di plastica (torre, trappole, etc…). La grafica è di nuovo rinnovata utilizzando le immagini ufficiali del cartone animato. La meccanica è leggermente diversa da “Brivido”; oltre ad aver reintrodotto il mazzo di carte per le azioni (come “Castello Incantato”) aggiunge un secondo mazzetto di carte con dei fantasmi da catturare.
Sono Nati molti siti amatoriali dedicati al nostro Brivido; su questi siti è possibile trovare elenchi dettagliati dei materiali del gioco (di tutte le versioni) e curiosità sul gioco. Curiosità come per esempio la TOP 5 degli elementi più fragili o a rischio del gioco:
  1. Il fondale di cartone che si incastra ai piedi della scala è la parte più soggetta allo strappo a causa di uno sforzo eccessivo nell’incastrare la parte in plastica
  2. I topini di gomma della prima edizione sono troppo irresistibili per bambini e cani quindi con un alto tasso di rischio “masticazione”!
  3. Spelatura del cartone nel buco destinato al “cestino” dello scheletro di Ghost Castle: è vero, non si riusciva mai a metterlo in maniera che oscillasse correttamente al primo colpo!
  4. Dentini di plastica interne alla torre che si rompevano a furia di montare e smontare la torre e gli scenari per riporli nella scatola.
  5. Smarrimento dei supporti a T che servivano per fissare gli scenari e la torre alla plancia del gioco.
CONCLUSIONI
In definitiva “Brivido” è un gioco cult che è stato parte di moltissime librerie di giochi e che con i suoi accattivanti componenti tenta tutt’ora a farci fare una veloce partita con vecchi amici di infanzia.
Probabilmente adesso che sono passati molti anni, il gioco ci può sembrare banale e anche stupido (alla fine della fiera lanci il dado e ti muovi, giri lo spinner e vedi quale azione “subisci”) soprattutto dopo che avete fatto una partita al vostro german game preferito.
Però non potete negare una cosa: rimane affascinante ed emozionante buttare lo scheletro nella torre, sentire il suo rumore e attendere per vedere quale trappola scatta e quale pedina verrà abbattuta.
Ah, dimenticavo…ma il vostro teschio e le maschere brillavano davvero al buio?!?! I miei componenti non l’hanno mai fatto…mi ha sempre dato un po’ fastidio…un po’ come il topolino di plastica su una libreria di Heroscape che non si trovava mai…
– Le immagini sono tratte dal manuale, da BGG  o dal sito della casa alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta —
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