[Riscopriamoli] Imperial (retrospettiva Mac Gerdts)

scritto da Polloviparo

Oggi vi voglio parlare di Imperial, quello che reputo ad oggi, il miglior gioco di Mac Gerdts, ma spendo subito due parole, nella logica dell’apertura di una piccola serie di articoli che usciranno in futuro per completare la retrospettiva (si, oggi siamo un pò ispirati al cinema) sull’autore tedesco, che si fa conoscere nel 2005 con “Antike”, ottimo gioco di civilizzazione nel quale compare un’interessante intuizione dell’autore, destinata a divenire il suo marchio di fabbrica, ossia “la rondella”.

In Antike abbiamo infatti al centro del gioco una ruota divisa in spicchi, sulla quale i giocatori muovono un proprio indicatore andando a selezionare le varie azioni / opzioni possibili e gli scontri vengono risolti senza l’ausilio di dadi. L’anno successivo (2006) esce quindi Imperial, che presenta un’ambientazione e gioco differenti, ma la “rondella” nuovamente presente.

Nel 2007 esce “Hamburgum” che indovinate un po’… presenta nuovamente l’affezionata ruota e nel 2008, quando viene annunciata la pubblicazione del nuovo titolo di Mac Gerdts (ormai battezzato “l’autore della rondella”) è inutile dire che tutti si aspettano che il gioco segua le orme dei suoi predecessori, tuttavia quando le prime immagini di “The Princes of Machu Picchu” fanno la loro comparsa sul web, ci si accorge subito che la “rondella” manca all’appello. Una volta pubblicato il regolamento, le meccaniche sveleranno che in verità non è stata rimossa del tutto, ma semplicemente camuffata, in quanto è l’intera plancia a svolgerne la funzione.
Imperial sembra comunque essere il gioco che ha fatto più breccia nel cuore dei giocatori e Gerdts ci riprova nel 2009 con “Imperial 2030”, rivisitazione del titolo del 2005, con piccole ottimizzazioni al regolamento, ovviamente acquisto superfluo per chi possiede la prima versione (a meno da non essere talmente affezionati al titolo da desiderare di possederli entrambi). Nel 2010 viene pubblicato “Navegador” per il quale vi rimando direttamente all’articolo pubblicato tempo fa su questo blog.
Il tabellone di Navegador, con ben in vista la ‘rondella’ ..
Ma torniamo a Imperial ..
Si tratta un gioco per 2-6 giocatori, ambientato in Europa nell’età dell’Imperialismo e sono presenti le superpotenze dell’epoca, ossia Gran Bretagna, Impero Germanico, Impero Russo, Impero Austro-Ungarico, Regno d’Italia e Repubblica Francese.
La prima cosa che salta all’occhio è che i giocatori non sono chiamati a pilotare una di queste superpotenze alla vittoria, ma rivestono bensì i panni di ricchissimi investitori i quali, attraverso la propria influenza politico-economica, investiranno le proprie ricchezze nei diversi Imperi, cercando di individuare quelli dal più alto potenziale. Alle varie superpotenze corrispondono infatti dei bond: acquistandoli un giocatore si assicura di ottenere i rispettivi interessi, nonché di guidare le scelte (e quindi lo sviluppo) della superpotenza in caso riesca ad essere il maggior investitore. Aumentando il valore della superpotenza, aumenterà il valore dei bond ai fini della vittoria, per cui diventa fondamentale investire negli Imperi “prosperosi” cercando di evitare di “buttare i soldi” in quelli destinati al declino. Ovviamente se sono io a pilotare un Impero (e quindi posseggo il più alto valore in termini di bond), sarà mio compito farlo al meglio.
Come si usa la rondella ?
 Abbiamo detto che il gioco presenta la famosa rondella, vero marchio di fabbrica di Gerdts, per cui vediamo come viene utilizzata. Spostando l’indicatore delle superpotenze, il giocatore selezionerà una delle opzioni possibili, che sono: Factory– il giocatore posiziona una nuova industria su uno dei territori della superpotenza; ne esistono di due tipi: navali (azzurre) che permettono la costruzioni di navi e terrestri (marroni) che permettono la costruzione di unità militari. Il costo della costruzione è sostenuto dalla superpotenza. Production – un giocatore può produrre navi e unità militari sulla base delle fabbriche possedute (limitatamente ad una per fabbrica senza costi aggiuntivi). Maneuver – il giocatore può gestire i movimenti delle proprie navi e delle proprie unità militari. Import – si può decidere che la superpotenza acquisti nuove navi o unità militari. Il costo della costruzione è sostenuto dalla superpotenza. Taxation – si permette alla nazione di rimpinguare le proprie casse. Si aggiorna il livello della superpotenza sulla scala delle tasse e se ne aumenta conseguentemente l’indicatore “power”. Invest – tutti i giocatori ottengono gli interessi (pagati dalle superopotenze) sulla base dei bond posseduti. Il giocatore che possiede la carta investitore riceve 2 Milioni e può investire in una superopotenza a sua scelta.
Ovviamente questo in via molto sintetica, tralasciando tutte le sfumature che potete approfondire leggendo il regolamento completo, al quale rinvio (sulla Tana dei Goblin, in italiano).
Ed ecco che ne penso ..
L’ambientazione è splendidamente resa dal gioco, l’immedesimazione è tale che si arriva a sentirsi dei veri “ricconi” che decidono le sorti dell’Europa: pensate che io che non fumo ad un certo punto avrei desiderato avere un sigaro ! 😉
Per incrementare il valore degli Imperi è fondamentale costruire delle nuove industrie, andare a conquistare i territori neutrali e assicurarsi il dominio dei mari con le unità navali che servono quale ponte di collegamento per le unità di terra, da utilizzare per le conquiste e quale deterrente per le invasioni. Al contempo avere molte navi e molti eserciti comporta grosse spese per la superpotenza, che rischia di vedersi svuotare molto velocemente le casse e di non essere in grado così di pagare gli interessi.
Chi risponde in questo caso ? E’ presto detto: il giocatore che in quel momento pilota l’Impero dovrà  farlo mettendo mano alle proprie risorse economiche (volgarmente detto “metterceli di tasca sua”). Il fatto che le Nazioni abbiano i propri fondi, divisi da quelli del giocatore, comporta che quest’ultimo, oltre alle proprie ricchezze personali, debba prestare molta attenzione anche alle casse delle superpotenze sotto il proprio controllo. Le battaglie sono risolte con un semplice rapporto di 1:1 e quindi anche in questo caso senza l’ausilio di dadi.
Il gioco è totalmente privo del fattore fortuna e tutte le informazioni sono pubbliche e le azioni selezionate dai giocatori. 
Le azioni “Invest” e “Taxation” rappresentano, a mio avviso, le chiavi del gioco: è basilare spremere le nazioni quando le casse sono piene e parallelamente rimpinguarle per avere sufficienti soldi per poter sostenere i vari costi (acquisto nuove industrie, pagamento degli interessi, ecc…). Aumentare la potenza di un Impero (appena uno raggiungerà 25 punti terminerà il gioco) ci assicurerà un buon ritorno in termini di interessi a fine partita ed il vincitore sarà il giocatore che ha gestito meglio la propria ricchezza (e avrà quindi il più alto patrimonio). Fondamentale a mio avviso anche diversificare i propri investimenti, evitando per quanto possibile di affezionarsi ad un Impero in particolare, investendo solo su di esso, questo anche in virtù del fatto che le superpotenze cambieranno padrone diverse volte nell’arco della partita. Il segreto è proprio quello di disfarsene quando si pensa di averle portate ad un buon livello e di averle “munte” a sufficienza. Nel gioco, indipendentemente dal numero di giocatori, si avvicenderanno sempre tutti e sei gli Imperi, garantendo un ottimo margine di scalabilità al titolo.
Per quanto riguarda la grafica nulla di eccezionale, diciamo che è funzionale alle meccaniche del gioco, senza velleità di carattere artistico. I materiali sono invece ottimi: a parte i trippoli (come il chiama Fabio) in legno, i bond sono in cartone molto spesso e le stesse banconote sono molto robuste rispetto a quelle trovate in altri giochi  (chi ha maneggiato le banconote di “Power Grid / Alta tensione” sa di cosa sto parlando). La plancia, al pari delle altre produzioni dell’autore, è stampata su entrambe le facce, una in lingua tedesca e l’altra in lingua inglese La durata del gioco è stimata nell’ordine dei 120 minuti e direi che è piuttosto verosimile.
Fatta esclusione per il regolamento (reperibile in italiano sul sito della tana dei Goblin)  e a patto di chiudere un occhio sulla rondella ( o poco di più ) il gioco è totalmente indipendente dalla lingua. Parliamo di un titolo ovviamente non adatto a giocatori occasionali, ma direi che per i “gamers” (a patto di amare il genere) ci troviamo di fronte ad un acquisto obbligato, che non dovrebbe mancare nella propria ludoteca personale.
Il gioco è disponibile nei negozi di giochi a 59,90 euro circa… su Egyp.it è in vendita scontato a 39,90 euro nella versione bilingue (ing+ted, ma il manuale italiano lo potete scaricare al link indicato nell’articolo).

— Le immagini sono tratte dal manuale del gioco,da BGG (postate da Simon Hilsdorf, Andreas Resch, Ted Alspach, Emiliano Liverani, Thomas Heany) o dal sito della casa produttrice (PD Verlag, Rio Grande, Eggertspiele) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —

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