Fabio (Pinco11)
MESOS PRIME IMPRESSIONI
In Mesos (ideato dal duo Yaniv Kahana, Simone Luciani ed edito da Cranio Creations, per 2-5 giocatori, 10+, 25-50′) ci troviamo chiamati a calarci nei panni di altrettanti capi tribù impegnati nel costruire con attenzione i propri gruppi di aderenti, selezionandoli in modo tale da garantire una crescita omogenea alle nostre comunità.
Gioco a base di carte incentrato su drafting e raccolta set propone un livello di difficoltà percepito (dagli utenti di BGG) è 2.06 (quindi qualcosa di più di un Origami, che ottiene un 1.72) e si rivolge ad un pubblico ampio, anche di neofiti.

MESOS IN POCO
L’idea del gioco è piuttosto semplice. Una volta svolto il setup, che prevede di predisporre sul tavolo due file di carte, in mezzo alle quali si predispongono le tessere che contengono gli spazi azione, ogni giocatore procede a scegliere una delle tessere ed a collocare il proprio segnalino su di essa (un meeple a forma di monolite colorato). A seguire, in ordine (da sinistra a destra) ogni giocatore preleva il proprio meeple (collocandolo nell’apposito tessera che detta l’ordine di gioco per il turno seguente) ed esegue l’azione consentita, prelevando una o più carte dalla fila sopra o da quella sottostante, aggiungendola alla propria collezione.
Il concetto è quello che ciascuna delle sei categorie di carte ha peculiarità proprie (alcune danno punti a fine partita, altre in occasione degli eventi, altre ancora forniscono cibo, …) e che ci si debba districare tra l’esigenza di acquisire punti e quella di saper affrontare gli eventi i quali scattano quando di procede al refresh delle carte (se sono nella fila inferiore). Sul contorno ci sono anche alcuni edifici che possono essere costruiti, a loro volta con benefici a match in corso o a fine partita.
Ad esito di una decina di turni, si procede al calcolo finale, premiando chi abbia ottenuto più punti.

COME SI PRESENTA MESOS
Siamo di fronte ad un titolo nel quale le carte rappresentano il grosso dei materiali, aggiungendosi ad esse una manciata di tessere (le quali, assemblate, danno vita ad una sorta di plancetta azioni modulare) e gettoni ai segnalini giocatore in legno. Sul tavolo il tutto la sua figura la fa, risultando la componentistica adatta allo scopo.
Le illustrazioni sono gradevoli, anche se non troppo ricercate, ma hanno il pregio di favorire il colpo d’occhio.
L’ambientazione risulta classicamente apposta a fini estetici, senza particolari affinità con le meccaniche di gioco.

COME GIRA
Mesos ha l’indubbio pregio di non perdersi per strada, puntando in modo secco e diretto sulle due logiche che gli danno vita, ossia da una parte l’intelligente meccanismo di drafting e dall’altra la collezione set.
Il drafting è, se vogliamo, l’elemento distintivo del tutto, in quanto si deve conciliare l’esigenza di scegliere prima degli altri con quella di acquisire più carte. Chi vuole avere la sicurezza di prelevare una sola carta, ma sicuramente quella che vuole, andrà ad occupare uno dei primi due spazi (ottenendo anche del cibo bonus), mentre chi vuole puntare su più carte, può selezionare uno degli spazi azione successivi, che gli consentono di prenderne sino a tre, ma quello che avanza. Nel contempo, meno carte si prendono, prima si potrà scegliere nei turni seguenti.
La spiegazione delle regole è così sufficientemente rapida, richiedendo qualche minuto extra giusto per spiegare il funzionamento dei sei tipi di carte, ma ad esito della prima metà della partita (una volta svolti alcuni eventi), tutti in genere hanno piena coscienza del gameplay e delle regole.

SENSAZIONI
Il flusso della partita si presenta come sufficientemente rapido, almeno una volta compreso il gameplay, ma il tutto, grazie al buon mix di effetti delle carte propone il giusto livello di sfida per accattivare anche i giocatori più esperti, senza richiedere una riflessione troppo spinta, risultando attraente anche per chi voglia confrontarsi con qualcosa di non troppo impegnativo. Di conseguenza Mesos si propone come titolo idoneo per attrarre al tavolo diverse categorie di giocatori e questo rappresenta probabilmente il suo miglior pregio.
Sul lato opposto della medaglia c’è la tendenza, con l’aumento del numero dei giocatori (e nelle prime partite di ambientamento), della partita a protrarsi oltre la mezz’oretta che rappresenta la vera comfort zone del gioco, così come la semplicità del gameplay può incidere negativamente sulla longevità.
Va tenuto comunque presente che nel giocare si ha la sensazione che Mesos sia stata adeguatemente testato e bilanciato e questo è un importante plus competitivo.

CONCLUSIONI
Mesos è un simpatico gioco di collezione set, incentrato su di un intelligente meccanismo di drafting. Sufficientemente rapido e sbarazzino per interessare gli utenti meno esperti, ma con il giusto spessore per accattivare anche i gamers, può essere un idoneo punto di incontro per gruppi disomogenei.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa e si ricorda che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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