Beyond The Horizon Box

Beyond The Horizon e l’albero tecnologico

BEYOND THE HORIZON RECENSIONE

Nel 2020 esce Beyond the Sun, ideato da Dennis Chan, titolo a base di gestione risorse ed esplorazione di un albero tecnologico, ambientato nello spazio. Il titolo ottiene un solido successo, tanto da albergare tuttora nella top 100 di BGG.
Ora la Cranio Creations propone in suo sequel, ossia Beyond The Horizon, coinvolgendo, oltre all’originario creatore, un trio di co-designers (Adam Hill, Ben Pinchback, Matt Riddle) e sottoponendo il tutto ad una vigorosa revisione di ambientazione, regole e grafica, il tutto al fine di ottenere un qualcosa di completamente nuovo.
La difficoltà passa dal 3.13 del predecessore all’attuale 3.33 su base 5 (parliamo di percezioni degli utenti di BGG), mentre l’esplorazione dello spazio è ora sostituita da più rilassanto panoramami agresti.

Beyond The Horizon sul tavolo

BEYOND THE HORIZON IN POCO

L’idea di base è quella che i giocatori si alternino nel compiere una azione a turno, fino a quando non scattino le condizioni di fine partita, che consistono nel raggiungimento di un tot di obiettivi. Le scelte disponibili all’inizio sono solo quattro, due delle quali vertono su quella che rappresenta la spina dorsale del gioco, ossia la scoperta di nuove invenzioni all’interno di un albero tecnologico che va a variare di partita in partita. La rilevazione delle nuove tech apre normalmente, oltre a concedere bonus immediati, anche lo svolgimento di azioni extra e nel contempo i giocatori sono impegnati nello scoprire e colonizzare vari territori, sviluppando, nel corso della partita, una plancia modulare a esagoni, utilizzando allo scopo appositi segnalini ‘esploratore’ o ‘guerriero’. A fine match, come d’uso, ha luogo il classico conteggione dei punti ottenuti nelle varie classi.

Beyond The Horizon mappa da esplorare

COME SI PRESENTA BEYOND THE HORIZON

Il vecchio Beyond the Sun era caratterizzato da una grafica piuttosto spartana, quasi prototipale, per cui uno dei settori nei quali la produzione ha investito è stato sicuramente quello della revisione della componentistica. Le illustrazioni sono state affidate quindi al solido Franz Klemens (unitamente ad Agnieszka Dabrowiecka), il quale ha svolto il proprio compito, come sempre, egregiamente, per cui ora sul tavolo il tutto fa sicuramente la propria figura. Qualche timore può sorgere, onestamente, per lo spazio occupato, visto che il tabellone è di formato maxi ed anche le tessere territorio sono assai generose, ma l’effetto d’insieme è di quelli imponenti.
Bella è anche la presenza dei pedoni in legno, che di per se risultano sicuramente più belli rispetto ai dadini del predecessore, tuttavia in questo ambito emerge anche il principale difetto dei materiali, ossia i mini – gettoni utilizzati per tenere traccia dei valori (variabili) dei singoli pedoni. Questi infatti sono piuttosto piccoli (come piccolini sono anche i gettoni moneta), per cui tendono a cadere nel gestirli ed avrebbero dovuto, probabilmente, essere implementati diversamente.
L’ambientazione è, infine, generica, ma gradevole e piacerà a chi (come il nostro Berna) storce il naso di fronte ai temi sci-fi.

albero tecnologico

COME GIRA

Siamo di fronte ad un titolo che si colloca nel range dei ‘cinghialini‘, con una difficoltà, come accennavo, di 3.33 che non lo distanzia molto da un Marco Polo (3.18), che a sua volta è percepito come un solido peso medio, ma le regole di base restano piuttosto lineari, vertendo sulla logica della acquisizione di risorse (monete) e sulla selezione azioni. La spiegazione iniziale è quindi usualmente intorno alla mezz’oretta (o meno) ed il flusso della partita è agile, senza che sorgano mai troppe perplessità, per cui il gameplay risulta ben sviluppato.
Il pregio principale di Beyond The Horizon è quindi quello di aver identificato un concetto base, che è quello della costruzione dell’albero tecnologico, e di aver sviluppato intorno a quello tutto il gioco, sfrondando il resto ed il risultato finale è quindi quello di proporre un titolo di peso, ma sufficientemente agile.
La chiave del tutto è quella di comprendere, di partita in partita, dove sviluppare le proprie ricerche e come sfruttare l’apertura di nuove tecnologie per indirizzare la propria crescita, sfruttando i bonus (immediati e sotto forma di spazi azione) offerti dalle singole tech.

Beyond The Horizon mappa dall'alto

SENSAZIONI

Beyond The Horizon trasuda solidità e l’abilità degli autori è stata quella di saper costruire un mazzo di carte tecnologia ben assortito, proponendo diverse elaborazioni delle tech base, senza cedere (normalmente) nella tentazione di dar vita ai classici effettoni ultra vivaci, tanto belli nell’immediato, quanto deleteri sul bilanciamento.
Nel contempo (e qui sta la più radicale differenza rispetto a Beyond The Sun) si è data nuova vita al settore della esplorazione, ponendo ai giocatori il dilemma di come e dove indirizzare i propri sforzi e come alternare la ricerca di punti tra il mero progresso tecnologico finalizzato a se stesso ed il controllo e sviluppo dei territori su mappa.
Le cose da fare, con il passare dei turni, aumentano, ma nel contempo, considerando che le azioni spesso riproducono gli effetti base di altre, ma con requisiti inferiori (o con bonus), di fatto si tende ad evitare l’analys paralasys, rischio che in questa calsse di titoli è spesso dietro l’angolo.
C’è poi un fattore alea da controllare (la pesca delle tecnologie ed i bonus dei leader), che è presente, ma non dominante, mentre l’interazione resta contenuta, visto che non ci sono forme di attacco diretto su mappa degli avversari.
Qualche dubbio mi resta sul bilanciamento nei poteri ‘fazione’, ma qui, se vi troverete ad avere le mie stesse perplessità, potrete procedere con forme di drafting o restringendo la scelta.
La scalabilità è adeguata, tenendo conto che in due si perde qualcosa per strada in termini di varietà, ma si guadagna in tempi di gioco.

plancia giocatore

DIFFERENZE E DOMANDE

Una delle domande che potreste pormi (ed eccomi qui a rispondere in anticipo) è quella legata al rapporto tra Beyond the Horizon ed il predecessore e qui vi rispondo, in sintesi, riprendendo quando sinteticamente scritto da Simone Luciani nel Thread dedicato a questo tema su BGG. In sostanza l’albero tecnologico e quindi la struttura di base resta simile al passato, mentre le differenze si concentrano da una parte sulla presenza della mappa esagonata da esplorare e dall’altra sulla introduzione di fazioni asimmetriche (i poteri dei governi) e sulla presenza di una terza traccia nella planzia personale che incide sui poteri fazione e sulla esplorazione.
All’altra domanda: ‘vale la pena avere entrambi i giochi?’, rispondo che le similitudini sono tali da far prediligere l’idea di tenere solo uno dei due in collezione. All’ultimo quesito, se sia meglio questo o il predecessore, posso rispondere che la preferenza è legata in larga parte alle sensazioni che vi aveva lasciato Beyond The Sun. Se volevate un miglior aspetto e qualcosa di un pelo più profondo, lo sostituirete con Beyond The Horizon, mentre se ne avete apprezzato la essenzialità, rimarrete fedeli al passato.

tech tree

CONCLUSIONI

Beyond The Horizon re implementa in modo massiccio il fortunato predecessore Beyond The Sun, aumentandone lo spessore, ma cercando di rimanere fedele alla formula di base che ne fece la fortuna, ossia il focus sulla esplorazione di un albero tecnologico variabile. Gestionalotto di peso medio alto (3.33/5) è un titolo che merita di essere valutato.

Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa e si segnala che il gioco Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it

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