Fabio (Pinco11)
GALILEO PROJECT PRIME IMPRESSIONI
In Galileo Project (edito da Sorry We Are French, con edizione italiana ad opera di Cranio Creations, ideato da Adrien Hesling, per 2-4 giocatori, 14+, 40′-80′) ci troviamo all’interno di un contesto sci fi, impegnati a colonizzare l’omonimo satellite di Giove ed i satelliti vicini.
Gestionale di peso medio, con difficoltà avvertita nell’ordine di un 2.77/5 dagli utenti di BGG, abbiamo qui una gestione azioni, con tante carte e potenziali combo da far scattare.
GALILEO PROJECT IN POCO
L’idea è quella che si disponga di un’unica risorsa (influenza) e che si debba scegliere ad ogni turno se prelevare un personaggio (per ottenere influenza o per avere punti a fine partita), un robot (per colonizzare) o ricercare tecnologie.
Nel procedere si dovranno allocare i robot a servizio dei satelliti, progredendo così nelle relative tracce, le quali attribuiscono poteri in corso di gioco (al pari delle tecnologie) e/o punti a fine partita.
Ottenuti un tot di robot o esaurito uno dei mazzi, la partita ha termine e si procede alla conta dei punti.

COME SI PRESENTE GALILEO PROJECT
Siamo di fronte al classico gioco ‘iperprodotto’, ovvero dotato di una componentistica deluxe. Questo si nota a partire dalle pesanti fiches che fungono da semplici monete, ma anche dal tabellone, che poteva essere sostituito da due striscioline e dalle attente illustrazioni sule carte.
Nell’insieme il tutto la sua figura sul tavolo la fa, ma la sensazione di fondo è quella che questi materiali abbiano contribuito a porlo in una categoria di prezzo leggermente troppo elevata, penalizzando la diffusione di Galileo Project. Ora lo si trova normalmente scontato, per cui il rapporto qualità prezzo è divenuto ottimale.

COME GIRA
Preavviso che la prima spiegazione del gioco può risultare anche lunghetta, perché ci sono da metabolizzare icone e logiche, ma le regole, in fondo, sono piuttosto lineari, visto che le scelte tra le cose fare, ad ogni turno, sono contenute, cosa, questa, che rende il gameplay abbastanza rapido.
La rapidità nel flusso della partita, che si può chiudere, una volta che si siano acquisite le regole (e quindi dalla seconda – terza partita in poi), in un’oretta, è quindi il punto di forza di Galileo Project e lo sforzo da compiere, in ogni partita, è quello di riuscire ad ottimizzare il set di robot e personaggi che si vanno ad acquisire.
Interessanti sono alcune scelte proposte, tra le quali l’idea che l’influenza che si possiede abbia un ‘colore’, che influenza gli effetti della carte (bordo rosso o bordo blu) e che si debba scegliere, per i personaggi, se farne un uso immediato o se inserirli in plancia come obiettivi di fine partita.

PARAMETRI VARI
La rigiocabilità è incentrata sulla casualità dell’uscita delle carte e sulla varietà degli obiettivi comuni. Scarsa l’interazione, sempre indiretta, la scalabilità è adeguata, anche se in due si rischia di finire davvero molto in fretta.
Nell’insieme Galileo si presenta, quindi, come un titolino ben strutturato, anche se forse difetta di quel briciolo di fantasia per emergere davvero dalla massa ed è stato alla fine penalizzato dal prezzo elevato al quale era proposto al momento dell’uscita (essendo, alla fine, un gioco di carte pimpato).
CONCLUSIONI
Galileo Project è un interessante gestionale di peso medio, a base di carte ed azioni. Immediato e rapido, nonché dotato di buona componentistica, è mancato forse solo di una scintilla di genialità per poter sfondare maggiormente.
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