Mycelia [Recensione]

In Mycelia, competitivo per 1-4 giocatori, edito da Ravensburger e uno dei titoli più chiacchierati del momento, dovremo liberare, prima degli avversari, la nostra porzione di Foresta da tutte le gocce di rugiada presenti, trasportandole in un luogo comune, ovvero il Santuario della Vita (rappresentato da una ruota tridimensionale – e molto coreografica – che va appositamente montata). Per fare questo verranno in nostro aiuto creature “fungine” chiamate i Guardiani (sotto forma di Carte). Ringraziamo Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it per averci fornito la copia per questa recensione.

A metà strada tra Deckbuiding e Puzzle-Game, Mycelia è un buon titolo confezionato per famiglie che propone partite da 45 minuti in cui la costruzione del proprio mazzo è soft e intuitiva, ma mai banale. Come sempre, prima esploriamo la scatola e poi vediamo il funzionamento del gioco. Ci si rivede poi per le considerazioni finali.

I. Componenti e Setup

Nota: le immagini sono tratte da un press kit ufficiale dell’editore che abbiamo utilizzato come da indicazioni.

Al centro del tavolo va collocato il Santuario. È una ruota con degli spazi per contenere le gocce di rugiada (delle pietruzze di plastica azzurrata) e 3 alloggiamenti di partenza per il dado rifornimento. Lo spazio cambia in base al numero di giocatori. Ogni qualvolta la ruota è “piena” (il numero di gocce per considerarla “piena” varia in base al numero di giocatori), il giocatore di turno le fa fare un giro completo e questa manovra causerà anche il lancio del dado stesso. Accanto al Santuario porremo anche 1 delle 4 Carte Rifornimento prese a caso e che useremo per tutta la partita.

Ogni giocatore riceve una plancia foresta a doppia faccia (un lato base uguale per tutti e un lato avanzato diverso dagli altri). Sotto di essa pone (nei primi due slot) le tessere azione di partenza (a e b). Sono abilità speciali che si attivano, al costo di un certo numero di foglie, nel nostro turno. Inoltre ogni giocatore riceverà un mazzo iniziale di 6 carte (contrassegnate da un particolare simbolo distintivo) da cui ne pesca 3 (mano iniziale).

Si costituisce una riserva di Segnalini Foglia (la valuta del gioco) e si mescola il mazzo di 40 carte da cui si pescheranno scoperte 5 carte: costituiranno il mercato, che nel gioco chiameremo Bosco. Nella scatola base è presente già un’espansione per il gioco avanzato (altre 30 carte) che io consiglio di usare sin da subito. Infine si pesca a caso 1 delle 4 Carte Configurazione che servirà soltanto a piazzare, a inizio partita, le 20 gocce di rugiada sulle plance personali di tutti i giocatori. La partita può iniziare.

II. Come si gioca

Il primo giocatore, scelto a caso, riceve il Segnalino Fungo. Il flusso di gioco è piuttosto semplice e veloce. Ogni giocatore può eseguire 3 tipi di Azione (non in ordine preciso) sino a svuotare la propria mano di carte poi il turno passerà, in senso orario, al giocatore successivo che eseguirà le sue Azioni e così via. Lo scopo del gioco è raccogliere nel santuario, ovvero spostarle nella casella vortice presente su ciascuna plancia giocatore (e quindi sulla Ruota del santuario centrale partendo dallo spazio vuoto più in basso a sinistra), tutte le gocce di rugiada prima degli altri giocatori. Per fare questo i giocatori sfruttano le proprie carte per spostare (e talvolta proprio eliminare) le gocce di rugiada sulla propria plancia secondo le condizioni specificate dall’abilità della carta stessa.

Spesso, infatti, le abilità delle carte hanno bisogno di specifiche condizioni per potersi applicare (tipo di terreno in cui si trovano le gocce, numero esatto di gocce presenti in una casella su cui si vuole intervenire, disposizione sulla griglia di altre gocce… e così via) Nel dettaglio, nel proprio turno un giocatore può:

a) Giocare Carte: deve giocarle tutte e 3. L’applicazione dei loro effetti è facoltativa. In caso di effetti multipli può decidere se applicarli parzialmente o meno. Fanno eccezione gli effetti di cui possono beneficiare gli altri giocatori (indicati da un apposito simbolo). Questi vanno sempre applicati. Gli effetti delle carte influiscono sulla plancia personale.

b) Reclutare uno o più eroi dal Bosco: è possibile acquistare nuove carte pagando il corrispettivo ammontare in foglie. Le nuove carte vanno messe a faccia in giù in cima al proprio mazzo (in base all’ordine di acquisto). Le carte mancanti vanno riempite solo a fine turno. Se si stanno usando anche le carte dell’espansione, alcune di esse possiedono degli effetti istantanei che si applicano immediatamente quando la carta viene acquistata (prima di riporla in cima al proprio mazzo).

c) Usare le Azioni (bonus) base: ovvero quelle indicate dalle tessere piazzate sotto la plancia (le carte espansione permettono di acquisirne di nuove). Sono azioni speciali che si attivano pagando un certo ammontare di foglie. Possono essere eseguite sono una volta per turno.

Il turno finisce quando si sono giocate tutte le carte. In questa fase del gioco si devono seguire pochi semplici passi:

1) Si esegue il refill delle carte mercato,

2) Se il Santuario è pieno (la ruota del Santuario è divisa graficamente in tre sezioni per indicare, in funzione del numero di giocatori, quando è considerato pieno. Ad esempio in 3 giocatori il Santuario è pieno quando ci sono sopra 15 gocce) si fa fare un giro completo (nel senso indicato dalla freccia stampata) in modo che cadano giù tutte le gocce depositate su di esso (vanno eliminate dal gioco) e venga lanciato anche il dado rifornimento. Si confronta il risultato del dado con i simboli presenti nella Carta Rifornimento. Le carte rifornimento rappresentano, in piccolo, le plance dei giocatori. Ogni giocatore piazza nuove gocce nelle caselle della prorpia plancia personali in corrispondenza del simbolo ottenuto. Poi la Carta Rifornimento viene girata dall’altro lato (che verrà usato per la prossima operazione di rifornimento). In questa fase ogni giocatore riceve 1 massimo 2 nuove gocce.

3) il giocatore pesca una nuova mano di 3 carte.

Quando un giocatore rimuove dalla propria plancia l’ultima goccia di rugiada si completa comunque il giro e poi si passa a decretare il vincitore: in caso di pareggio vice chi ha il valore, in foglie, più alto. Se la parità persiste vincono tutti.

III. Conclusioni Finali

Gioco un po’ distante dalle mie corde che però possiede una delle mie meccaniche preferite, il Deckbuilding. Il gioco mi ha particolarmente colpito per la semplicità e la fluidità. L’ho provato sia in solitario (si gioca contro un fungo fantasma per il quale gireremo, da una pila, una volta per turno una tesserina azione che gli permette di svuotare la sua plancia dalle gocce di rugiada) ed è veramente gradevole, sia in 2 con la moglie che torna a giocare in un momento di tranquillità domestica. Mycelia possiede tutte le caratteristiche per essere un’ottima idea regalo per appassionati di giochi leggeri, ma che richiedono, comunque, un certo impegno di materia grigia.

Ha un’ottima componentistica ed una grafica ispirata, mescola sia Deckbuilding che anche dinamiche da Rompicapo, ha una buona Scalabilità. L’interazione fra giocatori non è intensa però viene innescata, in maniera intelligente (e centellinata), dalle carte con le abilità che danno bonus agli avversari. Il gioco contiene già un’espansione, che secondo me può essere innestata da subito soprattutto perché introduce le abilità istantanee che aumentano il ritmo della partita, mentre le plance giocatori “diversificate” si dovrebbero usare dopo un paio (non di più) di partite.

IV. La Scheda di SimoneM

Titolo: Mycelia
Autore: Daniel Greiner
Anno: 2023
Editore Originale: Ravensburger
Editore ITA: Ravensburger
Giocatori: 1-4
Durata: 45 min

Componenti: visivamente appaganti. Buona la qualità e lo spessore della carta (io però imbusterei) e del cartone, ma occhio comunque mentre montate il Santuario. Le illustrazioni sono bellissime. Curiosità: nelle fustelle è indicata la modalità corretta per defustellare i componenti senza strapparli.
Ambientazione: è fondamentalmente… un astrattone!!! Carina l’idea dei guerrieri funghi, ma poteva essere qualsiasi cosa.
Meccanica: è un Deckbuilding ma anche la componente Puzzle si mescola perfettamente all’impalcatura originale, creando un mix piacevole.
Scalabiltà: ottima. La versione in solitario è davvero appagante.
Dipendenza dalla lingua: il gioco è indipendente dalla lingua e nella confezione esiste doppia copia del regolamento in più lingue.

Rapporto Giocabilità / Prezzo: il gioco costa quasi 40 euro, abbastanza in linea per un family game con questa componentistica. È un giochino leggero, ma non banale, che si può intavolare facilmente. La qualità dei materiali si sente sul prezzo finale. Ha una buona longevità.

Consigliato: se avete voglia di un gioco adatto a tutto il vostro clan, con lo stesso appeal di un must-have come Ticket to Ride (ad esempio), è il gioco che fa per voi. Leggero, ma non banale, componentistica di livello e con meccaniche solide.
Sconsigliato: …alla larga gli estimatori di giochi “complessi” e hardcore gamers. Questi sono funghetti pucciosi, mica Miconidi!

V. L’unboxing di F/\B!O P.

Il disinscatolamento di Mycelia è lungo e dettagliato: se le foto del Santuario della Vita vi hanno stuzzicato l’immaginazione, nel video lo potete vedere in azione ^_^

VI. Le impressioni di F/\B!O P.

Per evitare ogni tipo di influenza, non ho letto cosa ne pensa Simone, nella speranza di fornire un secondo punto di vista non allineato, magari utile per chi è incuriosito da questo titolo.

Mycelia dà il meglio di sé come gioco per famiglie e introduttivo al deck-building. Questo aspetto è talmente perseguito, che il regolamento dedica una sezione alla spiegazione teorica di tale meccanica. Inoltre tiene chiaramente separate le modalità base e avanzata, in modo da non spaventare nessuno. Ai giocatori esperti potrà sembrare superfluo, ma ha due bei vantaggi: non avrete problemi a tirare dentro dei babbani in una partita e chi lo proverà per le splendide illustrazioni vivrà un’esperienza in linea con le attese (niente cattiverie!).

Per restare nel catalogo Ravensburger, come peso/semplicità siamo un po’ allo stesso livello di The Legendary El Dorado. Dove lì la costruzione del mazzo è finalizzata alla corsa sulla mappa, qui è tutta in favore del movimento delle gocce sulla plancia personale, che peraltro conferisce un certo gusto astratto/rompicapo. Inizialmente cercherete di spostare le vostre gocce verso la casella che le trasporta nel Santuario, però ben presto vi renderete conto che è molto più efficiente “eliminarle” nella casella dove si trovano.

Come farlo? Tramite le abilità delle carte acquistate, potrete assemblare un mazzetto che richieda la distribuzione delle gocce secondo un determinato schema invece di una lunga e lenta catena di spostamenti. Ad esempio una carta permette di eliminare in un colpo quattro gocce presenti nelle quattro caselle ortogonali a una casella di foglie. Sarà dunque vostro interesse distribuire le gocce intorno alle foglie e farvi trovare pronti, piuttosto che spingerle verso il Santuario.

Per comprare nuove carte, dovete giocare carte che guadagnano foglie e spenderle. Diversamente dai deck-building più canonici, le carte così acquisite vengono messe in cima al mazzo da pesca e non sulla pila degli scarti: ciò implica che le giocherete al vostro prossimo turno. Questo esalta la manipolazione spaziale della plancia, poiché potete impiegare il turno attuale a impostare la disposizione delle gocce, sapendo che nel prossimo avrete la carta perfetta per far piazza pulita.

Rimaniamo sull’offerta delle carte: è il luogo dove si manifesta l’interazione indiretta. Oltre al contendersi le carte più potenti, tramite un’azione base è possibile eliminarle tutte e sostituirle immediatamente: da una parte potete sperare in opzioni migliori per voi, dall’altra riuscite a evitare acquisti inopportuni ai vostri avversari. Non sarebbe male, infatti, tenere un occhio sulle loro plance, in maniera da contrastarli e da non farsi sorprendere dalla fine della partita.

Non c’è modo di agire direttamente “contro”, anzi: le abilità di alcune carte favoriscono un’interazione positiva del genere “azione potente per il giocatore attivo, stessa azione depotenziata per tutti gli altri”. Ad esempio, tra le carte iniziali ce n’è una che fornisce 2 foglie a chi la gioca e 1 agli avversari. È particolarmente carina per due ragioni: agevola acquisti più rapidi e compensa lo svantaggio di essere ultimo di mano con la possibilità di avere già una manciata di foglie senza aver fatto alcunché.

Ma tra carte e dado, quanto pesa la fortuna? Per quanto analizzato fin qui (buttare l’offerta, non dipendere dalla casella Santuario), non posso onestamente incolpare la dea bendata per le mie sconfitte. La caduta di una-due nuove gocce di rugiada è una quantità talmente limitata, da rappresentare soltanto un fattore di casualità che vivacizza il gioco e difficilmente vanifica i piani stabiliti.

Dunque l’alea è principalmente a sostegno della rigiocabilità. Poi il mio consiglio è di saltare il prima possibile alle regole avanzate, che integrano 3 azioni base aggiuntive, l’icona per eliminare definitivamente una carta dagli scarti (pulizia del mazzo), le plance asimmetriche, le abilità istantanee e una casella Santuario extra. Se siete giocatori abituali, partite subito da qui, senza passare dal via.

I materiali sono magnifici, però Mycelia si affida un pochino troppo a loro per trovare un tocco di unicità. Questo è il lato negativo che devo menzionare: non offre molto in termini di novità. Il Santuario della Vita, giusto per prendere l’elemento più emblematico, è sostanzialmente inutile: bastava un tracciato e tirare il dado con la mano. Anche se “inutile” forse non è la parola corretta, visto il target familiare: rettifico in “non necessario” con in mente una certa bimbella di 9 anni (età appropriata) che si diverte un mondo a girare quella ruota.

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