Fabio (Pinco11)
OFFSHORE
Motivato dagli ottimi riscontri ottenuti da diversi titoli provati della coppia Svensson – Ostby (Revive, Santa Maria, Trails of Tucana, Magnificent), ho voluto provare un loro titolo (qui erano coadiuvati da Braadlan) del 2019, Offshore, sempre edito dalla Aporta Games (2-5, 60′, 10+), che mi ero perso.
Peso medio – leggero, con difficoltà percepita di 2.36 su scala da 1 a 5, che lo porta per gli utenti di BGG al livello di Stone Age (2.46), il gioco trova ambientazione nel mondo delle piattaforme di estrazione petrolifera, spingendo i giocatori ad adoperarsi per trarre i maggiori profitti dalla trivellazione.
Tra le meccaniche abbiamo la costruzione di reti, la collaborazione tra giocatori ed il classico push your luck.

OFFSHORE IN POCO
Poniamo al centro del tavolo il grosso tabellone, il quale riproduce una sorta di mappa di siti per trivellazione, uniti da linee (dando vita ad una sorta di rete) ed ognuno riceve una piccola dotazione di partenza. Al proprio turno il giocatore sceglie una tra tre sole opzioni: A) comprare una tessera tecnologia (divise per colore, producono effetti diversi, piuttosto basici); B) aprire una trivellazione, utilizzando (girandole) le tessere tecnologia del giusto colore (è possibile – anzi consigliato – svolgere l’azione in team con altro giocatore, il quale beneficerà dei bonus ottenuti. La ricompensa è in larga parte legata ad una fase di push your luck alla Port Royale); C) ottenere denaro o vendere barili di petrolio (ottenendo bonus).
La partita termina quando si esauriscono le tessere tecnologia o si completa un tot di siti di trivellazione e vince chi ottiene più punti.

COME SI PRESENTA
Tabellone piuttosto grande e grossi pezzettoni di legno sagomati per ricordare le piattaforme petrolifere sono gli ambiti nei quali l’editore ha maggiormente investito per attrarre l’occhio. Il resto dei materiali, a partire dalla colorazione a fondo nero del tabellone, che fa tanto ‘petrolio’, ma che poco fa per vivacizzare, passando per i microgettoni punteggio o per le tessere tecnologia decisamente spoglie, rientra al più nel classico adatto allo scopo. Nel complesso i componenti, dunque, non spiccano e l’ambientazione risulta tutto sommato dimenticabile.

COME GIRA OFFSHORE
E’ apertamente una sorta di family plus, incentrato in larga parte sulla logica, che fa tanto Catan, del mercanteggiare, di turno in turno, alla ricerca di partner per svolgere l’azione di trivellazione spendendo il meno possibile.
Le fiche degli autori sono state spese quindi per aumentare al massimo l’interazione, sollecitando anche il mercanteggiare, visto che il riparto dei costi da affrontare può essere deciso liberamente dai partner coinvolti. Nel contempo, poi, per decidere le ricompense, è proposta una logica apertamente di push your luck, con tessere da pescare stanto attenti a non ‘sballare’, per cui nell’insieme l’idea è quella di proporre il gioco per serate decisamente allegre e spensierate.
La difficoltà, una volta acquisite le regole di base (il manuale non è in realtà sovrabbondante di esempi, ma ci si arriva), resta contenuta, per cui il target sarebbe quello di famiglie, magari un filo scafate.

SENSAZIONI
Siamo con Offshore di fronte ad un titolo che si propone l’obiettivo di raggiungere un pubblico abbastanza ampio, mescolando alcune logiche che hanno fatto la fortuna di capisaldi del genere, come Catan (per la fase di mercato) o Port Royale (per quella di push your luck), il tutto con una spruzzatina di costruzione reti (per i bonus finali). Manca, però, nel mescolare gli ingredienti, il pizzico di genialità che ha fatto la fortuna dei citati predecessori, risultando l’insieme proposto tutto sommato gradevole, ma nulla di più.
I materiali non aiutano ad attrarre giocatori più giovani, il peso della fortuna è rilevante per i giocatori ed alla fine, per rendere la partita tirata, sarebbe necessario avere in ogni momento la perfetta percezione dei punti che ognuno ha, evitando attentamente di stringere accordi con chi sia in vantaggio, ma questo porta con se l’effetto di abbassare il livello di ‘spensieratezza’ che le meccaniche invece vorrebbero sollecitare. Direi, tirando le somme, che il 6.8 che il gioco ha ottenuto su BGG rispecchia la ‘terra di mezzo’ nella quale è caduto, rappresentando una delle produzioni meno convincenti della coppia Svensson – Ostby.

CONCLUSIONI
Offshore è un family plus che propone la sfida di costruire piattaforme petrolifere, mescolando meccaniche di commercio tra giocatori, push your luck e costruzione reti. Valido nelle idee di partenza, forse gli è mancata un pizzico di genialità per spiccare tra la massa di uscite degli ultimi anni.
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