Scritto da:
cogo71
Oggi ho l’onore di condividere con voi una breve intervista con Ratigher, pseudonimo di Francesco D’Erminio uno dei fumettisti ed autori più importanti del panorama italiano.
Se per caso ve lo state chiedendo, il nome d’arte Ratigher deriva da una puntata de I Simpsons, in cui Bart dichiara, ad un sedicente psicologo, di chiamarsi Ratigher, appunto (nella versione originale però il nome usato da Bart è Rudiger) e Francesco rimase colpito da quel nome tanto da scegliero come suo nickname.

Prima di diventare direttore editoriale della Coconino Press, Ratigher è stato anche sceneggiatore di Dylan Dog per Bonelli e dal 2021 è tornato a dedicarsi principalmente all’attività di autore pur continuando a far parte della redazione di Coconino.
Senza dilungarmi ulteriormente vi lascio alle parole di Ratigher e come al solito vi invito ad usare lo spazio dedicato ai commenti se avete ulteriori curiosità su Coconino Press.
Ti va di presentarti ai nostri lettori e di spiegare loro il progetto Coconino Press?
Coconino Press è la più longeva casa editrice di Graphic Novel, anzi, è proprio colpa della Coconino se questa definizione dei libri a fumetti è entrata nel gergo comune. Pubblichiamo i grandi autori italiani ed esteri come Gipi, Manuele Fior, Paolo Bacilieri, Chris Ware, Daniel Clowes, Manu larcenet, Maruo, Taniguchi… ci piace dire che diamo alle stampe i fumetti più belli del mondo.
Coconino Press pubblica fumetti d’autore e volumi molto curati graficamente, ma vi abbiamo contattato per un’opera molto particolare: 2120. Puoi parlarcene?
2120 è un libro a fumetti ma è anche un libro-gioco che come principale ispirazione ha le meccaniche dei videogiochi “punta e clicca”. Un’opera multidisciplinare realizzata da George Wylesol, illustratore americano particolarmente influenzato dall’estetica degli home computer degli anni ’90. È un libro, a nostro giudizio, unico, perché costruito su meccaniche di gioco avvincenti ed efficaci ma senza sacrificare le qualità affabulatorie e i contenuti che una grande storia deve avere. Racconta di un tecnico per computer che rimane intrappolato in un ufficio dove deve effettuare una manutenzione. Si ritroverà in un labirinto assurdo e soffocante da cui il lettore dovrà tentare di farlo uscire dando risposta a tutte le domande e i misteri che questo incubo susciterà.

In futuro i gamebook potranno trovare maggiore spazio nel vostro catalogo? Come vedete la rinascita di questo genere nel nostro paese?
Noi adoriamo questo tipo di libri, ma siamo una casa editrice di fumetti, sappiamo fare quelli, ci sono case editrici di settore che li sanno giudicare e pubblicare molto meglio di noi. Però i libri-gioco effettivamente stanno vivendo una nuova stagione verde, lo vediamo anche dai nostri autori che tra i possibili progetti futuri spesso ci propongono qualcosa di assimilabile ai libri-game. Se ne dovessimo trovare con caratteristiche simili a 2120, con una forte matrice fumettistica e una storia robusta, di sicuro penseremmo alla pubblicazione. Rimaniamo con le antenne dritte per captare qualcosa di veramente speciale e affine al nostro catalogo.
Tra gli autori che avete pubblicato in questi anni, ci sono dei mostri sacri del fumetto italiano e internazionale, ma c’è un progetto a cui siete maggiormente legati?
Ogni membro della redazione ha i suoi preferiti, su cui ogni tanto ci confrontiamo e facciamo baruffe, ma mai li comunicheremo all’esterno. Questa domanda era una trappola, ammettetelo.

Con oltre venti anni di esperienza in questo mercato come hai visto evolvere la scena del fumetto italiano?
Cerco di essere sintetico, è davvero cambiato tutto. Il calo irreversibile delle vendite in edicola, l’ascesa dei manga e delle graphic novel, la morte delle riviste e soprattutto la nascita dell’universo parallelo a nome “internet” hanno rivoluzionato completamente ogni aspetto del mestiere dei fumetti nel nostro paese. È davvero impossibile in poche righe dire quello che è successo, da vivere è stato ed è (perché le novità continuano ad accadere) un periodo emozionante e in cui c’è molto più spazio per le idee più diverse.
Ho visto che sul vostro sito è possibile sottoporre nuovi progetti. Cosa vi spinge a investire su un giovane esordiente? Cosa cercate?
Cerchiamo delle sorprese. Il canale di reclutamento principale in questi anni sono le pagine social dei giovani autori, in cui navighiamo alla ricerca di qualcosa che colpisca la nostra attenzione. Ma attraverso la call online siamo riusciti ad intercettare autori davvero fuori dai radar che avevano, forse proprio per questo, caratteristiche uniche.

E ora mi raccomando rimanete su queste pagine perchè alle 15 ci sarà l’attesa recensione di 2120 di cui abbiamo parlato sopra =)
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