Se parliamo di effetto nostalgia io sono un campione assoluto. Per me gli anni ’90 restano i migliori di sempre e anche se Wacky Races è un cartone del ’68 io lo ricordo spadroneggiare in TV negli anni della scuola.
Quando ho visto che sarebbe stato pubblicato il gioco, da una parte ero attirato per l’effetto nostalgia, dall’altro avevo il terrore della trovata commerciale.
Dopo aver visto il prezzo dell’edizione Deluxe, potevo decidere tra comprare il cibo ai miei figli oppure il gioco e da buon padre scelsi il secondo.
Tuttavia mia moglie mi impedì categoricamente di fare l’acquisto e così vi rinunciai, anche perché, nel frattempo, avevo visto il gameplay e mi sembrava fin troppo semplice.
Mia moglie voleva solo farmi una sorpresa per Natale, quando me lo fece trovare sotto l’albero insieme a Nemesis.
Ora so che molti di voi vorrebbero stare con mia moglie adesso, ma questo esula dagli scopi della recensione.
Wacky Races Deluxe è un gioco edito da Asmodee nel 2019, creato da Andrea Chiarvesio e Fabio Tola e illustrato da Giovanna BC Guimarães. Permette partite da 20 minuti per 2-6 giocatori a partire dagli 8 anni di età.
- le 11 splendide miniature;
- 1 Tabellone di partenza;
- 10 Schede personaggio;
- 40 carte poteri (4 per personaggio);
- 20 Tessere Terreno;
- 64 carte Movimento;
- 16 Carte Trappola;
- Tessere Arrivo e Partenza.
Sono onesto: in una edizione Deluxe mi aspetto qualcosa di meglio. Le miniature sono eccezionali, davvero valgono probabilmente anche più del prezzo per la cura dei dettagli che hanno; quello che non mi ha soddisfatto sono le carte, che reputo veramente piccole e che si rovinano nel mischiarle.
Come detto il gioco è davvero molto semplice e immediato.
Si crea la pista con le tessere, che sono di quattro colori diversi: verde foresta, marroncino prateria, viola fattoria e rosso deserto.
I giocatori hanno in mano tre carte movimento, che sono dei quattro colori corrispondenti alle carte.
Al proprio turno scartano una carta per un primo movimento indipendente dal colore della tessera sulla quale si trovano, poi possono scartare ulteriori carte, purché il colore corrisponda a quello della tessera sulla quale sono situati.
Nel muoversi non si può mai essere più di due macchine sulla stessa tessera e, qualora capiti, si salta nella tessera più avanti.
Il pepe al gioco è dato ovviamente dal diabolico Dick Dastardly, che, qualora raggiungesse il primo posto, piazzerà una trappola.
I piloti hanno poi, come nel cartone, poteri tutti diversi che possono avvantaggiarli o permetter loro di passare indenni le trappole.
I piloti hanno tutti abilità abbastanza diverse e questo ci spingerà a volerli provare tutti.
Dopo quasi 40 partite all’attivo devo dire che i poteri sono all’incirca bilanciati e tutti possono vincere, ma alcune macchine – Peter Perfect e Il professor Pat Pending in particolare – hanno poteri più semplici e immediati da usare, per cui sembrano leggermente più efficaci.
In ogni caso la gara rimane combattuta sempre fino alla fine e le trappole possono in ogni momento cambiare le sorti della corsa, con continui cambi al vertice e colpi di scena.
Come avete letto il gioco è semplice e immediato e questo potrebbe, come aveva fatto nel mio caso, farvi passare oltre.
Be’, statistiche alla mano, da Natale la scatola ha visto il tavolo quasi 40 volte. Il gioco non è solo dannatamente semplice, ma è anche divertente, incasinato e ogni partita diversa dall’altra.
Tutti conoscono Wacky Races e avranno voglia di intavolarlo e, data la durata contenuta, magari di fare più di un giro.
Se non bastasse l’essere così semplice lo rende ideale da giocare insieme ai bambini e sopratutto giocarlo insieme ai bambini alla pari.
È vero: esistono molti giochi, ma solitamente sono giochi da bambini che giochiamo volentieri, invece questo è un family che i bambini adorano. Ci sono le miniature, ci sono le macchine e ci sono i poteri. Cosa manca? Nulla.
COSA SI IMPARA DA QUESTO GIOCO
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| Pronti a Partire |
I bambini devono imparare un minimo di pianificazione: non bisogna giocare nel turno gratis una
carta che può servirci nelle caselle successive.
Bisogna saggiamente sfruttare i poteri al momento giusto per massimizzarne i risultati.
Si può vincere o perdere anche improvvisamente e inaspettatamente in un gioco così caotico.
Gioco che in teoria è un 8+, ma che presenta davvero poche difficoltà. Gabriele a 4 anni lo padroneggia senza problemi e anzi ci batte abbastanza spesso. L’ostacolo apparente dei poteri che presentano testo scritto è facilmente aggirabile: sono quattro poteri e basta spiegarglieli a inizio partita affinché se li ricordi.
Una seconda accortezza è di far scegliere ai bambini nelle prime partite personaggi con poteri semplici, tipo avanzare di un certo numero di caselle, piuttosto che poteri un po’ più elaborati, che per essere massimizzati hanno bisogno di un maggiore capacità analitica.
Come detto sopra nasce per gli adulti, quindi è spendibile davvero ad ogni età e con qualsiasi gruppo.
A Natale è riuscito a scalzare la tombola e mettere al tavolo nonni e nipoti.
IN QUANTI CI POSSO GIOCARE
Si gioca sempre con sei macchine, se non utilizzate dai giocatori vengono gestite in automatico.
Devo dire che scala decisamente bene, ma con persone reali è meglio: essendo dopotutto un party game è meglio giocarlo in tanti.
PERCHÉ GIOCARE CON MAMMA E PAPÀ
La mamma, inoltre, riesce a mitigare la sua paralisi d’analisi e a far turni relativamente veloci.
“A me piace, perché ci sono le macchinine che sono fortissime e vanno velocissime.”
“La mia macchinina preferita è quella con gli omini che hanno le clave, perché hanno le mazze in mano e possono uccidere Dastardly se gli fa paura.”
Ho letto molte critiche a Wacky Races dovute alla semplicità del gameplay, ma sono critiche infondate, semplicemente fatte da chi non ha ben chiaro il target del gioco.
Siamo di fronte a un gioco che è sì semplice, ma che garantisce sempre sfide divertenti, gare incasinate, con un pizzico di imprevidibilità e che ha nella licenza un punto di forza, dato da una ambientazione davvero calzante con il tipo di gara che si viene a creare.
Riguardo alla Deluxe Edition, avere le miniature dipinte è certamente un fattore estetico non da poco: io mi son fatto due conti e a dipingerle da solo avrei speso in materiali e tempo decisamente di più.
Il gioco tuttavia funziona bene anche con le miniature normali e si riesce a trovare in offerta a prezzi decisamente concorrenziali, quindi lo consiglio a tutte le famiglie e a nongrandi amanti della velocità.
Avrete un prezzo a partita che si abbasserà vorticosamente, data la velocità delle partite e il potenziale bacino di utenza che questa scatola ha.
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