Daniele Sanna
Oggi vi parleremo di Sweet Agatha, un gioco di ruolo per due giocatori edito da NessunDove / Dreamlord Press e della durata di 120-180 minuti.
[Con questa recensione iniziamo una nuova rubrica mensile dedicata ai Giochi di Ruolo che abbiamo trattato fino ad oggi con poca frequenza. Grazie al nuovo acquisto della redazione, Daniele, che da anni e anni si occupa di divulgazione di tale genere, potremo dare a voi lettori una finestra anche su questo affascinante mondo. Date un caloroso benvenuto a Daniele e se avete domande fategliele nei commenti in attesa della sua intervista di presentazione. Vi lascio ora alla Recensione]
Premesse del gioco
Agatha è scomparsa.
Eravate stati assieme sino a ieri sera e tu sei l’ultima persona ad averla vista. Dove è finita? Si sarà cacciata in qualche guaio – o peggio? Certo lei è sempre stata una persona molto particolare…forse non è nulla e forse ricomparirà tra un paio di giorni, ma qualcosa dentro di te ti dice il contrario, e sta a te cercarla, qui e ora.
La troverai? Come? E perché Agatha conta così tanto per te? Quante stranezze la circondano – eventi, persone, cose, persino strani codici e inquietanti fatti di cronaca e leggende metropolitane. Che ruolo ha tutto ciò nella sua sparizione?
A queste domande e a molte altre risponderete tu e un altro giocatore, guidati solo da un diario e da una ragnatela di indizi, apparentemente senza senso ma che letti alla luce del diario diventano piste, opportunità, sentimenti, rivelazioni…

Temi
“Sweet Agatha” è uno story game per due persone del 2016 (prima edizione 2009) di Kevin Allen Jr, portato in Italia da NessunDove/Dreamlord Press nel 2021.
Il personaggio di un giocatore è in qualche modo legato profondamente ad Agatha e possiede un diario che contiene appunti e foto sul passato di Agatha e su alcuni fatti collegati a lei, l’altro giocatore invece ha in mano una serie di indizi, ognuno scritto su un talloncino di carta e in qualche modo collegato o complementare a quanto mostrato nel diario stesso. Ma attenzione: chi detiene gli indizi non ha accesso al diario o conoscenza del suo contenuto, e chi possiede il diario non sa nulla degli indizi – in pratica solo nello scambio attivo tra i due giocatori si potrà cercare di ottenere una qualche sorta di visione di insieme e dare un senso a quanto accaduto.

Ma è un investigativo?
Sgombriamo subito il campo da eventuali dubbi: “Sweet Agatha” non è un gioco investigativo – o meglio, in un certo senso potrebbe esserlo, ma ne il diario ne gli indizi forniscono una vera e propria pista che i giocatori devono scoprire, bensì invece suggestioni sulle quali i due giocheranno di ruolo per creare la propria versione dei fatti.
In sostanza non siamo di fronte ad una sorta di “Sherlock Holmes Consulente Investigativo” o “Mythos” di ruolo, ma ad un vero e proprio story game che ha come semi diario ed indizi (e rammentate bene il fatto che essi sono divisi tra i due giocatori, componente essenziale per la giocata!) i quali crescono e fruttificano in base alla direzione che la partita e i giocatori decideranno e vorranno dargli.
Date queste premesse non è semplicissimo definire i Temi trattati dal gioco: potreste infatti creare una vera e propria spy story con un livello di sovrannaturale a piacere degna del miglior Stranger Things, X-Files o True Detective, oppure una cruda e crepuscolare storia degna di Gone Girl, o anche una versione più intima e delicata di Life Is Strange…e in ogni caso indizi e diario sono li per supportarvi – anzi sembrano davvero essere stati scritti pensando a quella specifica storia che avete creato assieme al tavolo!
Sicuramente si tratta di un gioco per un pubblico adulto – nel diario si fa menzione esplicita a dipendenze, cronaca nera, sofferenza mentale e altre tematiche che non lo rendono adatto ad una fruizione con dei bambini. Gli stessi indizi hanno in generale una connotazione vagamente lynchiana periodo Twin Peaks, con molti non-sense inquietanti (esempio di indizio non presente nel gioco: “una scatola di teste di bambola, tutte senza capelli”) che arricchiti dal diario si trovano a venir caricati dei significati più disparati.
Coerenza
E ora, cosa si intende per “coerenza” in un gioco di ruolo/storie? Ben conscio del fatto che si potrebbe scrivere per ore sull’argomento, mi prenderò la licenza poetica di ridurlo a “temi vs regolamento”, ossia quanto le meccaniche del gioco sono funzionali a farne emergere le tematiche.
Come vedremo “Sweet Agatha” vive di un regolamento davvero semplice ed essenziale e come abbiamo visto non è semplice definire un tema preciso e univoco del gioco, abbiamo bensì una premessa forte (“Agatha, una persona alla quale un giocatore era molto affezionato, è misteriosamente sparita”) che poi sta ai giocatori declinare in partita in base ai temi che vorranno vedere o che emergeranno spontaneamente.
Ebbene, il regolamento snello sicuramente fa il suo ma qui la punta di diamante che rende possibile il miracolo e regala al gioco la palma d’oro di coerenza è l’accoppiata diario / indizi, che non solo sono realizzati, tradotti e impaginati per essere di una credibilità che sfocia nel realismo più convincente, ma che si prestano ad una variabilità tale di intonazione e declinazione da rendere non solo impossibile creare due storie uguali, ma come accennavamo prima sembrano addirittura scritti apposta per il tipo di storia che vi starete trovando a narrare.

Crunch level, accessibilità, durata
“Crunch level” ossia quanta è la mole delle regole e che pesantezza hanno – in questo caso avrete già intuito la risposta, ossia praticamente zero. Il regolamento vero e proprio sta in due fogli A5 scritti grande, con un ulteriore A5 di consigli su come gestire la giocata ed i ruoli dei due giocatori. Si tratta di regole che dicono sostanzialmente chi può dire cosa tra i due giocatori, ripartendo l’autorità narrativa in base a chi sia il detentore dei diario e chi invece degli indizi, oltre a dare le coordinate per il loro utilizzo in gioco. Il tutto è leggibile in 10 minuti reali, a cui ne vanno sommati un’altra decina (ma solo per la prima partita) per preparare fisicamente gli indizi.

Il regolamento è chiaro?
Quanto è chiaro il regolamento? Molto, non ci sono dubbi su come vada condotto il gioco e viene anche data qualche indicazione su dove e come iniziare la partita e su cosa soffermarsi per godersela al meglio, cose che potrebbero essere molto utili ai giocatori più neofiti di story game.
Ciononostante non lo considero un gioco da novizi totali del genere: manca infatti un vero e proprio esempio di gioco (comprensibile vista l’estensione del regolamento) e avere almeno una infarinatura base sul concetto di framing credo possa favorire l’esperienza tagliando eventuali avvitamenti narrativi inutili che, a meno che non siano stati scientemente cercati, rischiano di diluire inavvertitamente e inconsapevolmente la giocata, facendole perdere di mordente.
“Sweet Agatha” è un gioco a singola sessione (one shot) della durata comparabile ad un film. Il gioco consta di 10 scene, e ogni scena (tranne l’ultima, opzionalmente) deve contenere 3 indizi. Diciamo che è facile si stia nelle due ore, con possibilità di accorciarlo se i giocatori prediligono un ritmo concitato oppure di allungarlo nel caso in cui le scene vengano condotte con più calma, ma difficilmente si andrà sotto l’ora oppure sopra le tre.
Strumenti di sicurezza
Come abbiamo visto, pur non forzando la mano su temi delicati o sensibili, il gioco getta molti semi in tal senso che potrebbero fiorire in scene dal forte impatto emotivo, con riverberi finanche sul vissuto dei giocatori. Purtroppo il regolamento non ti dice come gestire situazioni di questo genere al tavolo, ne si affida a strumenti esterni per farlo.
Noi personalmente vi consigliamo fortemente di introdurre quantomeno la X-card (https://docs.google.com › editX-Card by John Stavropoulos – Google Docs , imperfetta e sicuramente superata, ma di facile e immediata fruizione) anche se doveste giocare con persone che conoscete bene, in quanto è bene avere sempre e comunque un minimo di paracadute quando si ha a che fare con giochi che potrebbero portare al tavolo tematiche forti.
Cosa fa bene…
Molto semplicemente: quello che deve fare. “Sweet Agatha” da a due persone tutti gli strumenti per creare una storia appassionante a sfondo giallo, ma orientabile in una miriade di declinazioni diverse, della durata di un film. Il diario è un piccolo capolavoro di design (oltre che essere un oggetto stupendo) per la ricchezza di layers diversi di possibile fruizione e il cocktail creato con l’accostamento agli indizi rende ogni partita diversa, unica ed emozionante. L’edizione italiana è pregevole, priva di refusi e con value for price ottimo.
…e cosa potrebbe fare meglio
Come evidenziato c’è il rischio potenziale che dei totali neofiti (non solo di story games, ma anche di giochi di ruolo in generale) possano diluire eccessivamente la giocata, perdendone parte dell’impatto emozionale. Nulla di grave e non è neppure detto che accada, il consiglio qui è di cercare di applicare alla lettera la parte del manuale intitolata “trucchi del mestiere” – e magari in futuro ci potremmo fare un approfondimento su sta roba 😉
Altra problematica è quella della sicurezza al tavolo – per favore usate almeno la X-card indicata sopra, ok? E anche qui magari un approfondimento futuro ci potrebbe stare!
Questo gioco fa per te se:
…vuoi un’esperienza di rapida fruizione e di breve durata ma molto coinvolgente e largamente rigiocabile da fare con un’altra persona.
…vieni dal gioco di ruolo tradizionale e ti incuriosisce provare qualcosa di nuovo, per il quale però non devi investire molto tempo e risorse.
…ti sei avvicinato da poco ai giochi di ruolo e di storie di stampo moderno e narrativista e vuoi qualcosa da due giocatori che abbia le coordinate di cui sopra.
Amare narrazioni (film/serie/videogiochi) di stampo lynchiano / giallo / intimista è un plus ma non è richiesto – e se sei un veterano di questo tipo di giochi probabilmente hai già una o più partite all’attivo a “Sweet Agatha” 🙂

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