Welcome to New Las Vegas: nonsolocosefacili [Recensione]

 scritto da Fabio (Pinco11)
La serie di Welcome to .. è al momento composta da tre titoli, ossia l’originario Welcome to … del 2019 (eccovi il link alla sua recensione), un rolla e scrivi (anzi qui gira e scrivi, visto che  dadi sono sostituiti da carte), il recente Welcome to the Moon (2021) e, nel mezzo, proprio da quel Welcome to New Las Vegas del quale vi parlo oggi, in attesa di proporvi poi a seguire la recensione dell’ultimo titolo uscito.
L’idea alla base di Welcome to New Las Vegas (1-50 giocatori, 35′ a partita, 10+) resta quella che ha fatto la fortuna del predecessore, ossia quella di riempire alcune righe di una griglia quadrettata con numeri crescenti (anche se non consecutivi), abbinando a ciò anche l’esecuzione, con un pizzico di gestione azioni, di attività di contorno che, pur non indispensabili, consentono di ottenere parecchi puntozzi nel variegato calcolo di fine partita. Sulla base di questo però qui compaiono davvero un sacco di aggiunte, donando profondità, ma anche complessità al tutto.
 

Welcome to New Las Vegas: IL GIOCO IN POCO

Ognuno riceve una scheda, che raffigura una griglia con 4 righe ed ideali 11 colonne, con ogni casella occupata da un teorico casinò pronto o in costruzione (ha una gru a fianco).
L’idea di partenza è che ad ogni turno si giri una carta da ciascuno dei tre mazzetti di carte “numero civico” posti al centro del tavolo, creando con quella appena scartata dal turno precedente una coppia di carte, una delle quali raffigura un numero (da 1 a 15) e l’altro (sul dorso) un simbolo di un’azione.
Tutti i giocatori, quindi, in contemporanea (ecco perché il gioco dice che ci possono giocare insieme pure in … 50, anche se lo vedrei in qualche modo … scomodo), scelgono una delle coppie numero-azione e la utilizzano.
Il numero deve essere collocato in una delle quattro strisce di caselle orizzontali, a rappresentare un casinò completato, con il suo numero civico e si deve fare attenzione, ovviamente, a che tutti i numeri siano in ordine ascendente (se non si può piazzare validamente il numero, si prende una penalità, mentre se si creano strisce di numeri pari o dispari si prendono dei bonus). Il simbolo dell’azione, invece, consente di svolgere delle attività, tra le quali influire sul valore del numero (±1/2), poter invitare una stella in un proprio albergo, aumentare il valore di certe classi di punteggio, completareare casinò che erano in costruzione, portare dei clienti in giro per la città.
 
 
Man mano che si completano gruppi verticali di casinò si ottengono bonus hotel  (verticali), così come lo stesso accade svolgendo una serie di azioni. guadagnano punti e si perseguono anche gli obiettivi comuni, che sono presenti al centro del tavolo (tre), per i quali il primo ottiene un bonus più alto e chi li completa dopo uno ridotto.
La partita termina quando sono state costruiti tutti i casinò da un giocatore o uno ha raggiunto la fine del percorso ‘inaugurazioni’  o soddisfatto tutti e tre gli obiettivi.
Ci sono, infine, regole speciali, sia per il gioco in solitario, che per le prime partite (la presenza o meno di prestiti).
 

COME SI PRESENTA

Siamo di fronte ad un gira e scrivi, per cui i materiali sono limitati al pacchetto di schede e ad alcuni mazzetti di carte e le impressioni sui componenti non possono che essere sintetiche, considerando che nella scatola non ci sono nemmeno le classiche matitine orrende che molti scelgono di inserire per completezza. Personalmente, comunque, preferisco che non ci siano nemmeno le matite, visto che, anzi, se non giocherete Welcome to New Las Vegas con pennarelli o penne ben nitide, rischierete di fare tanta confusione.
La grafica delle carte è essenziale e ricalca il tema del predecessore, mentre quella della scheda (la parte dove si scrivono i numeri) è onestamente un pelo troppo scuretta: a livello di ambientazione la cosa torna, perchè la città ovviamente si accende la notte, ma la leggibilità ne risente un attimo e solo dopo aver familiarizzato con il tutto (e usando pennarelli) si riesce a recuperare un buon colpo d’occhio, soprattutto sui numerosi elementi secondari della scheda (es. il percorso dell’auto, i lampioncini, le mazzette di denaro, i simbolini sul lato degli ingressi, …).
 

COME GIRA

Dico subito che Welcome to New Las Vegas è un titolo dedicato in modo quasi esclusiva agli appassionati del primo capitolo della serie, che siano alla ricerca di un prodotto che li metta di fronte a nuove sfide, aumentando in modo serio il livello di complessità del tutto. Per capirci, se il predecessore godeva, quanto a difficoltà, di 1.82 di stima della difficoltà (su base 5), questo arriva a 2.95, quindi il peso, grosso modo, di un gestionale di peso medio. Questo aspetto è vitale per valutare il gioco, perchè se lo approcciate pensando di essere ancora di fronte ad un rollone fillerino, rimarrete sicuramente delusi e questo spiega, a mio avviso, come mai il primo Welcome goda di un bel 7.6 di voto medio, mentre Welcome to New Las Vegas non raggiunge neppure il 7, fermandosi ad un deludente 6.9.
 
Non scendo troppo nei dettagli, perchè la spiegazione completa richiede davvero parecchio tempo e senza avere la scheda di fronte non si può intendere tutto, ma il fatto è che qui già introdurre le regole, vista la gran quantità di elementi che fanno punti, richiede un tempo di oltre 20′ e se  qualcuno non ha mai giocato al predecessore non sarà così facile, nella prima partita, fargli cogliere tutte le sfumature di ciò che è possibile fare.
Per quelli che hanno già giocato Welcome to diverse cose sono scontate, ma anche loro rimarranno stupiti, ragionevolmente dalla quantità di aggiunte presenti, facendo fatica, nella prima partita, a metabolizzarle tutte ed anche il fatto di avere ora due schede da riempire, una con i casinò ed un apposita per i punti (oltre che contenente un aiuto giocatore), lascia intendere quanto abbiano inzeppato il tutto di cose.
 
Cosa troviamo di nuovo in Welcome to New Las Vegas rispetto al gioco base (ecco il link alla sua recensione)?
Beh, partiamo dalla riga extra, che porta a 4 le strade. Le piscine sono state sostituite dalle stelle, quindi qui niente di extra, ma in più iniziano a dirti che è bene che tu crei delle serie di numeri pari o dispari, perchè questo ti dà dei bonus.
Poi ci sono le caselle da rendere edificabili, che presentano sul lato una gru , che dobbiamo barrare per poterci in seguito mettere dentro un numero. Poi, visto che ci sono anche le colonne, perchè  non prevedere dei bei bonus anche per loro? Ed ecco così gli hotel che spuntano sul fondo della scheda (il primo a completarlo in ciascuna colonna lo circoletta tutto, mentre quelli che seguono ne anneriscono una metà) e, siccome le caselle sono separate da righine bianche, perchè non pensarle come se fossero strade e proporre di costruire una riga continua?
Ecco che compaiono, quindi, ulteriori elementi scenici, quali i lampioni (ogni riga sulle strade si tira da un lampione ad un’altro), nonchè delle fontanelle o mazzette o scritte VIP su certi casinò.
Siccome era poco, in cima alla prima riga ci mettiamo anche delle caselline rotonde, simulando la presenza di un campo da golf, che premiano chi riempie le caselle della prima riga in ordine, senza lasciare buchi nello scrivere.
Nel contempo, poi, è stato introdotto il concetto dei debiti, per cui in una serie di occasioni compaiono delle mazzette di denaro, che rappresentano dei prestiti, che a fine partita devono essere ripagati e ci sono infine delle azioni extra che si possono compiere spendendo appositi punti inaugurazione.
 
 
Credo abbiate inteso, sulla base di quanto detto, quanto le cose diventino subito complesse, se non complicate, se si vuole davvero stare dietro a tutto.
Questo porta con se le classiche due facce delle medaglia.
Da una parte  è evidente che ora è presente un vero e proprio scalino da superare per poter giocare, per cui Welcome to New Las Vegas non è più un gioco per tutti ed è ora destinato solo ad un pubblico di giocatori almeno più che svezzati. Non commettete l’errore di provarlo, dunque, a fine serata, perchè una volta l’ho fatto, anche con giocatori esperti, e non siamo riusciti nemmeno a finire la partita, in quanto le cose da metabolizzare sono davvero tantissime. Questa versione del gioco perde così la freschezza che aveva il suo predecessore.
 
Dall’altra parte abbiamo la soddisfazione che, una volta capite le logiche ed entrati in tutte le cosette nuove, si può avere sapendo che ora non si deve solo infilare delle sequenze di numeri, ma si devono fare un sacco di cose, tutte che portano punti, seguendo tante e tante strade insieme. Il giocatore che aveva finito il libretto di Welcome to… e che si stava annoiando un pelo, qui di cose nuove da sperimentare ne ha eccome, per cui con questo si spiega la presenza, tra i giudizi lasciati su BGG, tanto di voti bassissimi, quanto di alcuni entusiasti.
 
Nel mezzo c’è da aggiungere il difetto di leggibilità che ho segnalato, per via della scheda scuretta e le immagini allegate dovrebbero darvi l’idea, visto che anche usando i pennarelli non è che il colpo d’occhio sia lo stesso che si aveva in Welcome to. Giocandoci, però, ci si prende l’abitudine e vi devo dire che con la consorte, che aveva gradito il predecessore, dopo i dubbi del post spiegazione e lasciando un attimo da parte la farraginosità del discorso dei prestiti (un poco tirato per i capelli) alla fine il gioco è fluito bene ed è stato apprezzato, tanto che in 2-3 occasioni ci abbiamo fatto pomeriggio, approcciandolo però con pause break tra una partita e l’altra, perchè questo è tutto fuorchè un fillerino.
 

CONCLUSIONI

 
Welcome to New Las Vegas è degno successore di Welcome to.., del quale mutua le meccaniche di base, aggiungendo ad esse, però, una pletora di cose, cosine e cosette. Il gioco diventa così significativamente più complesso, risultando consigliato a chi ricerchi un titolo più di peso e spessore, mentre rimbalzerà sena pietà occasionali e perditempo. Non per tutti, forse un filo farraginoso in certi passaggi, è risultato ai miei personalissimi occhi di fan del predecessore alla fine tanto meritevole da farmi perdonare anche qualche difetto grafico, ma è bene acquistarlo solo sapendo che non si è di fronte ad un rolla e scrivi sbarazzino, ma ad una versione 3.0, dove tutte, ma davvero tutte le cose che ci potevano mettere ce le hanno infilate 😉 
 
Se, per chiudere, voleste esplorare altri titoli della categoria, eccovi il link alla mia guida ai rolla e scrivi 😉

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