scritto da Simarillon (Davide)
Oggi Little Rocket Games fa il suo esordio come editore su NONSOLOGRANDI, il miglior riferimento/contenitore per i giochi dai 2 agli 8 anni! In particolare il gioco di cui parliamo oggi è Tic Toc, creato da Giampaolo Razzino e illustrato da Marco Salogni. Al gioco si può giocare da 2 a 4 giocatori, a partire dai 6 anni per partite che dureranno all’incirca dieci minuti (possibile anche qualcosa in più come molto di meno).
Il coccodrillo Tic Toc è pronto a far scappare Capitan Uncino e la sua Ciurma di Pirati, Spugna, Peter Pan insieme ai Bimbi Sperduti, Campanellino… ci sono proprio tutti per questo gioco di carte in cui dovremo saper creare la nostra “squadra” il più velocemente possibile.
I MATERIALI
La scatola, molto simile per concept alle classiche scatoline dei giochi di carte Djeco, contiene semplicemente 64 carta di formato abbastanza contenuto. Le carte hanno una buona grammatura, ma mi ha stupito soprattutto la scatola del gioco, con la sua chiusura magnetica e la bellissima illustrazione interna dell’Isola che non c’è. Sicuramente promossi, nel complesso, i materiali; con il plus già segnalato (e non trascurabile) della chiusura metallica.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Dopo aver preparato il gioco, distribuendo ad ogni giocatore 3 carte e preparando un’area con il mazzo di pesca e con quattro carte scoperte, si può iniziare a giocare.
Al proprio turno il giocatore pesca due carte e può giocare il numero di carte che preferisce, con il vincolo che non si possono avere più di 3 carte in mano e se ne può avere anche nessuna. Ogni giocatore può decidere di creare la squadra di Peter Pan, con i Bimbi Sperduti, o di Capitan Uncino, con la sua Ciurma. Vince chi per primo riesce a completare la sua squadra, Peter con sei Bimbi Sperduti o Uncino con sei Pirati. Altra condizione di vittoria è quella di avere tre coccodrilli ed esclamare “Tic Toc!”
La parte interessante del gioco è nelle “altre carte”, ognuna delle quali ci permette di eseguire azioni particolari: il coccodrillo, oltre eventualmente a far vincere la partita, scaccia Uncino o, se non presente, tutti i pirati dalla squadra di un avversario a propria scelta; Spugna fa la stessa cosa con Peter e i Bambini Sperduti; Campanellino ci permette di scegliere una carta dal mazzo degli scarti da aggiungere alla nostra mano, mentre la carta Tesoro dei Pirati ci fa scegliere tra una delle quattro carte scoperte, che andrà poi immediatamente sostituita.
Una piccola nota finale: se uno inizia e costruire una squadra, può comunque cambiare e sostituirla con l’altra, mentre non si possono avere due squadre diverse in contemporanea. Qui trovate, comunque, il regolamento completo del gioco
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
[PREMESSA: quando ho ricevuto la proposta di recensire Tic Toc ho detto sì più per “dovere e completezza di informazioni” piuttosto che attratto realmente dal gioco. Oramai leggo un regolamento e, quasi sempre, riesco a dare un primo parere del gioco, che viene confermato alla prova dei fatti in moltissimi casi. Tic Toc mi ha stupito, perché il gioco, dopo essere partito per me in sordina, è stato una bella sorpresa sotto molti punti di vista… una piacevole sorpresa!]
Ogni anno c’è un gioco che spopola sotto l’ombrellone dei Bagni Le Ville di Spotorno, a cui i bimbi chiedono, ripetutamente, di giocare; quasi sempre, per motivi di spazio e di praticità, è un gioco di carte che diventa il “Re della Nostra Spiaggia”. Quest’anno l’onore è toccato proprio a Tic Toc, che ci ha tenuto tantissima compagnia nelle ore più calde in spiaggia sotto l’ombrellone e spesso gli amichetti di Lorenzo e di Letizia mi hanno chiesto: “Giochiamo al gioco di Peter Pan?”
Il gioco, pur nella sua semplicità, mette i piccoli giocatori di fronte a scelte interessanti. Il vincolo di avere due carte in mano è stringente e ci obbliga, spesso, a prendere decisioni che, altrimenti, non avremmo preso. Così va valutato con estrema attenzione quale sarà la prossima carta da scartare, ben sapendo che, potenzialmente, gli avversari avranno la possibilità di prenderla e quindi dobbiamo non lasciare proprio quella carta che potrebbe essere la carta vincente per un altro giocatore. Il fatto di poter avere un due carte in mano permette anche una piccola strategia e qualche speculazione maggiore da parte dei giocatori: ad esempio non giocando la carta per evitare di far vedere agli avversari quanto si è vicini alla chiusura della partita.
La vittoria con i tre coccodrilli non è semplice, ma nemmeno impossibile; diverse nostre partite si sono chiuse in questo modo, anche perché per il giocatore è una soddisfazione ancora maggiore essere arrivato alla vittoria per questa strada. Il coccodrillo poi è sicuramente la carta “migliore”, perché ha una doppia valenza: permette di scacciare Capitan Uncino o la sua ciurma e permette, appunto, questa particolare vittoria, quindi sarà LA CARTA da tenere con cura.
Il gioco è ottimamente contestualizzato e questo aiuta anche a capire le funzionalità delle carte: è perfettamente coerente e intuitivo che il Coccodrillo mandi via Capitan Uncino (o la sua ciurma) e similmente che la carta Tesoro dei Pirati ci dia la possibilità di scegliere una delle carte scoperte (un tesoro) sul tavolo. La scelta del tesoro ha implicazioni interessanti e ci avvicinerà alla vittoria, con piccole riflessioni anche relative sia a cosa è disponibile tra i tesori sia a quanto è già uscito tra le carte.
Nel complesso il gioco mi ha super-stupito in positivo, non so se perché le mie aspettative erano basse, ma è un ottimo gioco, nel suo target, ben confezionato e con una grafica caratterizzante, contestualizzato perfettamente; insomma un gioco che mi sento tranquillamente di consigliare se vi piace avere una scatolina portatile ovunque con dentro un buon gioco di carte.
Il gioco viene segnalato come 6+: direi che mi sento di poter essere d’accordo con l’editore, anche perché nel gioco non ci sono scritte, numeri, calcoli, ma serve comunque un minimo di analisi per giocare al meglio il proprio turno.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “nel momento stesso in cui dubitate di poter volare, cessate anche di essere in grado di farlo”, da James Matthew Barrie.
Ecco, quindi in elenco le cose che Letizia ha imparato (o avrebbe imparato se ancora non l’avesse sapute) giocando a Tic Toc:
- ad avere strade diverse per la vittoria e valutare, di momento in momento, quale sia la più conveniente;
- a giocare con i personaggi dei cartoni animati;
- a non arrabbiarsi quando in pochissimo tempo viene smontata la fatica di tanti turni;
- che è possibile avere un limite di carte in mano ed è possibile doverne “sacrificare qualcuna”.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Il tema è, ovviamente, specificatamente indicato per i bambini, con i disegni che lo esaltano ancora di più, ma il gioco mi ha stupito per il suo flusso e potrebbe, tranquillamente, essere giocato tra soli adulti. Non c’è, quindi, un età dove il gioco perderà definitivamente il suo appeal, pur considerando che il suo target specifico sono, comunque, i nongrandi.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
È bellissimo viaggiare nell’Isola che non c’è, insieme ai personaggi che hanno accompagnato moltissime generazioni, comprese la nostra e quella dei nostri bimbi, è bello saper tornare bambini e sapere, anche, che comunque dobbiamo crescere. E poi inizia chi per ultimo ha visitato l’Isola che non c’è, quindi dai, vieni con noi nel gioco, che avremo modo di essere tra i candidati a iniziare per primi a giocare.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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