Simarillon
Finalmente torno a scrivere un report di un evento dal vivo dopo quello di Valeria di GiocAosta. Si è conclusa
domenica scorsa la dodicesima edizione di Play Festival del Gioco,
quella che gli organizzatori hanno definito “una grande rivincita” con quasi
ventimila accessi nei tre giorni di fiera. Numeri non certo paragonabili a
quelli dell’evento pre-pandemia, ma senz’altro un successo dal punto di vista
organizzativo, grazie anche alla sensibilità dei giocatori e degli addetti ai
lavori: infatti non ci sono stati problemi per il rispetto delle stringenti
regole anti-Covid e la percezione è stata che tutto si sia svolto nella
massima sicurezza. Grande soddisfazione è stata espressa sia dal direttore
artistico della manifestazione modenese, Andrea Ligabue, che da
Marco Momoli, direttore generale di ModenaFiere.
Da un punto di
vista strettamente ludico, come è stata questa edizione di Play? Avete
partecipato a una o più delle giornate? Ci siamo visti o abbiamo giocato
insieme a qualche titolo? O avete approfittato delle nostre impressioni live
postate sui nostri canali social, come Instagram, il gruppo Telegram del
nostro podcast o sul nostro canale ufficiale Telegram? Se le avete perse, potete rimediare iscrivendovi al canale Telegram o al gruppo del podcast che vi permettono di restare sempre aggiornati e di interagire con la nostra redazione.
Di seguito trovate
le primissime impressioni dei giochi (rigorosamente in ordine sparso) che
abbiamo provato in fiera e ci farebbe piacere sentire anche il vostro punto di
vista attraverso i commenti che potete lasciare in fondo all’articolo. Ove
possibile abbiamo anche inserito il link per
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it e in
fondo all’articolo trovate una galleria di foto scattate (per la maggior parte
da Chrys) durante la kermesse modenese.
Paper Dungeons (Leandro Pires; dV Giochi) • 1-8 giocatori • 30 minuti
LucaCiglione: un roll and write
ambientato in un dungeon di cui abbiamo pubblicato una
“minuta” di TeOoh!. Abbiamo 4 personaggi (guerriero, mago, ladro e chierico) che dovremmo
potenziare per combattere dei mostri. Inoltre esplorando il dungeon potremo
trovare gemme e oggetti speciali. I dadi sostanzialmente si usano per
potenziare il proprio personaggio, per muoversi nel dungeon o per creare
pozioni. Nonostante i dadi diano poche possibilità di scelta, il cuore del
gioco si ottiene durante l’esplorazione. Bisogna ottimizzare le mosse per far
crescere in modo omogeneo le statistiche e il punteggio finale. Nonostante i
miei compagni al tavolo barassero – usavano lo stesso dado sia per muoversi che
per potenziare il personaggio – ho trovato il gioco abbastanza gradevole, se
piace il genere. Peccato che l’interazione sia praticamente nulla (l’unica è che
prendere un tesoro lo fa sparire dalle mappe degli altri), rendendolo, di
fatto, un solitario di gruppo (cosa comunque abbastanza comune nei tira e scrivi), ma qui forse si poteva osare un pochino di più.
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Cacciatori di Mostri (Richard Garfield; Giochi Uniti) • 2-5 giocatori •
45 minuti
cogo71: un gioco di draft di carte con
un forte retrogusto di 7 Wonders (4 stagioni in cui passerete alternativamente
le otto carte della vostra mano verso destra o verso sinistra), ma con la
riconoscibile e prestigiosa firma di Richard Garfield. Dovrete cercare di
catturare quanti più mostri possibile e tenerli a bada per cercare di entrare
a far parte della prestigiosa Royal Monstrological Society, però non sarà facile
riuscirci a causa delle limitate risorse (ma potete sempre ricorrere a dei
prestiti) a vostra disposizione. Più pericolosi saranno i mostri e più punti
riuscirete ad accumulare, ma dovrete dotarvi di gabbie sufficientemente
robuste. Un gioco abbastanza rapido da apprendere, molto fluido (bastano 2/3
turni per procedere speditamente) con un’alta variabilità e rigiocabilità data
dalle oltre 200 carte. Ve ne parleremo meglio a breve in una recensione
approfondita.
Paranormal Detectives (Szymon Maliński, Adrian Orzechowski e Marcin
Łączyńskiv; Cranio Creations) • 2-6 giocatori • 30-50 minuti
Simarillon: Sul luogo dell’omicidio è
rimasto il fantasma del cadavere che ci aiuterà a scoprire “la sua morte”. I
giocarori detective dovranno, infatti, indovinare Chi + Perché + Dove + Come +
Arma del delitto. I detective saranno aiutati dal fantasma (che ovviamente sa
tutto): alcuni indizi ci vengono dati in comune, altri sono esclusivi. Party game deduttivo e divertente (di cui vi aveva già parlato TeOoh!) in cui il fantasma deve essere “un po’ più bravo” degli altri giocatori a interpretare il suo ruolo e in cui ci sarà moltissima interazione tra i
giocatori al tavolo.
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Captain Wonder Cape (Carlo Emanuele Lanzavecchia e Walter Obert; Oliphante)
• 2-6 giocatori • 10-20 minuti
cogo71: È un party
game davvero originale, in cui interpreti un doppio ruolo: come Captain Wonder
Cape, devi cercare di tirare fuori dalla scatola il mantello (una striscia di
carta igienica) più lungo possibile senza strapparlo, ma devi anche ostacolare
i tuoi avversari quando è il loro turno di interpretare il ruolo dell’eroe,
ponendo sul loro mantello piccole cacche di plastica o bagnandolo con gocce di
pipì a seconda del risultato di un lancio di dado. Il gameplay è davvero
originale e simpatico e sfrutta la scatola come componente fondamentale del
gioco; la copia in demo a Modena soffriva di qualche problema di ergonomia, ma
che abbiamo prontamente risolto con una pinzatrice e semplificando il lavoro
alla dimostratrice. Adatto per un dopocena all’insegna del divertimento
caciarone o per far giocare i più piccoli.
It’s A Bomb! (Christian Giove; GateOnGames) • 2-5 giocatori • 30 minuti
LucaCiglione: gioco cooperativo in
cui bisogna disinnescare una bomba. Un giocatore interpreta l’unità di crisi,
dando indicazioni al resto della squadra relativamente alla quantità di
elementi (vari cavi, batterie, esplosivi) presenti nelle varie righe e colonne
che compongono la bomba. Il gioco risulta stretto, è fondamentale chiedere le
giuste informazioni per dedurre dove sono i cavi colorati e tagliarli. La
forza del gioco sembra la crescita di difficoltà e la varietà di scenari
disponibili. Nella mia partita, a livello facile, abbiamo vinto con un ultimo
taglio fatto con un 33% di possibilità. I cooperativi difficili sono quelli che
mi piacciono di più, quindi da questo punto di vista promosso. Unica pecca,
secondo me, è la mancata mitigazione del giocatore alfa: noi eravamo in
quattro al tavolo, ma uno praticamente non ha giocato.
Khôra: Rise of an Empire (Head Quarter Simulation Game Club; ManCalamaro) •
2-4 giocatori • 75 minuti
cogo71: In demo c’era la copia in
inglese (a causa dei noti problemi di distribuzione che stanno colpendo i
trasporti navali): i materiali sono molto buoni con delle ottime plance a due strati e iconografia chiarissima. Titolo per giocatori esperti (infatti sulla
scatola troviamo il logo della linea Darkalamaro), anche se il flusso di gioco
è estremamente fluido, grazie anche al riassunto sulle plance giocatore
(leggermente asimmetriche a seconda della popolazione che si sceglie) con una
serie di fasi che si ripetono in sequenza. Il punto dolente però è
l’interazione, che è di fatto nulla se si escludono gli obiettivi comuni sul
tabellone centrale. In più, per essere un gioco destinato agli amanti dei
german, l’influenza della dea bendata può essere troppo invasiva: infatti le
azioni che ogni giocatore può intraprendere dipendono dal lancio di due dadi
(che possono diventare tre nel corso della partita) e la possibilità di
modificarne il risultato pagando la differenza in cittadini non bilancia chi è più
fortunato nei lanci. Abbiamo affrontato solo un quarto dei turni previsti da
una partita completa, quindi il giudizio per ora rimane sospeso in attesa di
un’ulteriore prova.
Pathfinder Arena (Flavio Anzidei, Giorgio Serafini e Roberto Tibuzzi; Giochi
Uniti) • 2-4 giocatori • 90 minuti
LucaCiglione: anteprima di un Kickstarter che arriverà in autunno. Gioco con un dungeon dove lo scopo
principale è uccidere i mostri. Il dungeon presenta delle tessere che possono
essere ruotate o fatte scorrere. Questo ci permette non solo di muovere i
nostri personaggi, ma anche i mostri che, è questo il twist del gioco, ci
fanno fare punti qualora colpiscano i nostri avversari. Per il resto c’è tutto
quello che ci si aspetta in un dungeon: oggetti, armi, tesori possibilità di
aumentare le proprie skill e muri che ci bloccano la strada. I personaggi hanno
tutti diverse abilità, così come i mostri. Mi è piaciuto anche che il gioco si
completa in quattro fasi e che ogni fase è abbastanza rapida, sicché la durata
di 60-90 minuti si mantiene abbastanza stabile. Consigliato se siete alla
ricerca di un gioco dove darvi delle sane mazzate.
Signori della Notte (Nikolay Aslamov; Pendragon) • 1-5 giocatori • 30-50
minuti
Simarillon: Cooperativo in cui un
gruppo di vampiri deve porre il sigillo di ogni vampiro in uno dei nove
quartieri della città per arrivare alla vittoria. Tutto questo grazie
all’aiuto dei propri seguaci, che aiuteranno a combattere gli Agenti
dell’Inquisizione, una spietata setta di cacciatori di vampiri. Il gioco si
divide in giorno (in cui avvengono fatti, a seconda delle condizioni, e
arrivano gli Agenti dell’Inquisizione) e notte (in cui ogni vampiro può fare
delle azioni – quasi sempre due – per raggiungere il proprio obiettivo, dal
muoversi al reclutare seguaci all’uccidere agente passando per il recupero di
sangue o di reliquie). Ambientazione super-dark e complessivamente ben resa, i
vampiri giocano insieme per ottimizzare (con un non celato rischio
di giocatore alfa) per un cooperativo sfidante e non semplice da battere.
Akros (Emanuele Briano; GateOnGames) • 2 Giocatori • 15-30 minuti
LucaCiglione: Competitivo asimmetrico, nel quale due dèi dovranno creare il mondo sfidandosi ad avere la
maggioranza su tre tipi diversi di terreno. Uno dei due dèi può piazzare
tessere solo nelle caselle adiacenti, l’altro ovunque, ma non può fermarsi in
caselle che abbiano due pedine dell’avversario vicino. I gioco dà l’idea di
avere una certa profondità non immediatamente intuibile nelle prime partite.
Giocando è sembrato che il giocatore rosso abbia una strategia più
semplicemente comprensibile e non a caso abbiamo vinto entrambi con questo
colore. Un gioco per gli amanti degli astratti, che mi ha dato l’impressione di
avere da dire molto di più di quanto abbia fatto nelle nostre partite, nelle
quali non ci ha conquistato, ma se volete saperne di più potete leggere
la recensione di Valerio.
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Furnace (Ivan Lanshin; dV Giochi) • 2-4 Giocatori • 30-60 minuti
LucaCiglione: Gioco piacevole di
aste di cui vi ha parlato ampiamente cogo71
in un’anteprima. Dovremo competere per accaparrarci carte di fabbriche, ognuna delle quali
produrrà risorse e permetterà conversioni tra di esse o tra risorse e punti.
La fase di asta prevede delle compensazioni per chi non si aggiudica le
carte, spesso fondamentali più delle carte stesse. La vera innovazione è che
le carte vano risolte mediante una linea di produzione, quindi è
fondamentale inserirle nella giusta posizione relativa per ottimizzare le
varie conversioni. Mettere la fabbrica che ci fornisce metallo prima di
quella che converte metallo in punti, per fare un esempio, sarà molto più
efficace del contrario. La velocità dipende dai giocatori al tavolo, ma
essendo il regolamento semplice, il flusso della partita risulta solitamene
buono. Mi è piaciuto.
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Verrix (Tommaso Roberto Ceglia e Riccardo Corti; DTG) • 2-5 giocatori •
90-150 minuti
cogo71: Ve ne avevamo parlato recentemente in occasione dell‘intervista con l’editore Dawn Town Games: si tratta di un gioco da tavolo gestionale, strategico, storico con una
grande interazione tra i giocatori. Una partita dura 12 turni, ma noi ci
siamo fermati prima, anche per lasciare la possibilità di provarlo ad altri.
Le differenti caratteristiche delle tribù indirizzano la strategia dei
giocatori, che dovranno migliorare il proprio mazzo per guadagnare quanta più
fama possibile. I primi turni servono a preparare un buon motore per
affrontare i turni successivi, in cui una buona strategia potrà fare la
differenza. Le battaglie, che coinvolgono tutti i giocatori (le
varie tribù potranno schierarsi con uno dei due contendenti) non sono
l’unico momento di interazione: infatti anche il commercio e le razzie
costringono a tenere tutto sotto controllo. Le meccaniche sembrano ben
integrate con l’ambientazione e le prime impressioni sono molto positive.
Anche in questo caso vi rimandiamo a una prossima recensione per
approfondire tutti gli aspetti di quello che per me è stato il titolo più
interessante di tutta la fiera.
Monster Arena (Francesco Berardi; Clementoni) • 2-5 giocatori • 20
minuti
LucaCiglione: Giochino da
bambini di battaglie. Abbiamo dei mostri, ognuno dei quali ha un diverso
potere, che si devono sfidare in battaglia. Ogni giocatore ha un mazzetto di
carte le quali hanno essenzialmente un valore di attacco e uno di difesa.
Dovremo scegliere di volta in volta chi colpire e risolvere poi i vari
duelli, confrontando attacco e difesa e perdendo eventualmente vite per la
differenza. Il bello del gioco sono i vari poteri ed effetti speciali, che,
uniti al fatto che l’arena stessa ha regole mutevoli, rendono il gioco
sfaccettato e divertente. Per bambini, ma non solo, dato che gli adulti si
divertiranno e potrebbero anche trovarlo piacevole come filler leggero.
Cascadia (Randy Flynnv; Little Rocket Games) • 1-4 giocatori • 30-45
minuti
Simarillon: Il gioco più bello
da me provato in fiera. I giocatori dovranno fare punti agendo su due
differenti livelli, creando con le tessere esagonali delle tipologie di
territorio il più grandi possibile e, contemporaneamente, risolvendo dei
pattern con i vari animali (orso, aquila, volpe, salmone…) con
difficoltà modulabili. Al proprio turno si sceglie una coppia tessera
animale tra quelle disponibili e si costruisce il proprio
ecosistema con regole di piazzamento semplicissime: le tessere si possono
posizionare ovunque e sopra la tessera può stare solo uno degli animali
disegnati sulla stessa. Veloce, divertente, non banale, materiali al top. Se
siete nel target di difficoltà del gioco davvero non dovete mancare di
aggiungerlo alla vostra collezione e se avete ancora qualche dubbio leggete la recensione di Valerio.
Sock Monsters (Liesbeth Bos e Anja Dreier-Bruckner; Cranio Creations) • 2-4
giocatori • 15-25 minuti
partire dai 6 anni che unisce al memory una componente di interazione
diretta. Potremo, infatti, muovere i nostri personaggi cercando i cassetti
del nostro colore, che ci faranno pescare calzini dal sacchetto, ma anche
muoveremo i mostri e, qualora vengano portati vicini agli avversari, potremo
derubarli. Twist veramente bello è la presenza di un dado, che ruota muovendo
i mostri e che dovrà essere guardato per decidere se il mostro attacca
oppure no. Un giochino divertente, che introduce questa componente di
interazione del furto dei calzini, che porta i nostri bambini a uno step di
gioco successivo.
Monki (Antoni Guillen e Jean Pineau; Playagame) • 2 giocatori • 15
minuti
Simarillon: Collezione set in
cui due oranghi si sfidano per raccogliere frutti, girando su una piccola
plancia. L’orango si muove con la logiche della regina degli scacchi di
quanto vuole finché non trova gli ostacoli.
Dalla casella di arrivo si
aprono le giare che si vedono e qui si innesta una meccanica di
push-your-luck: infatti ci si può fermare per prendere i frutti, ma se
compaiono due volte lo stesso frutto si perde tutto. Gioco veloce e con
bellissimi materiali, che mischia fortuna e tattica.
Ghost Adventure (Jules Dubost e Yann Valeani; Playagame) • 1-4 giocatori •
15-30 minuti
nel quale nei panni di un fantasma dovremmo percorrere vari tabelloni e
realizzare diversi obiettivi. La particolarità è che il fantasma è una
trottola, che dovremo far girare il più velocemente possibile e poi far
muovere su vari tabelloni, anche facendola saltare da uno all’altro per
recuperare gli oggetti indicati nel libro missioni. Sicuramente un gioco che attira chiunque per la sua particolarità e per
l’artwork spettacolare. Onestamente qualche dubbio sulla longevità ce l’ho: noi dopo 20 minuti
avevamo un po’ la sensazione che stesse già esaurendo il suo appeal, cosa
che bisogna dire è comunque comune nei giochi di pura destrezza, nei quali
si lavora appunto su di essa.
Marvel Villainous: Infinite Power (Prospero Hall; Ravensburger) • 2-4
giocatori • 40-80 minuti
Simarillon: Siamo passati dal
mondo Disney al mondo Marvel, i cattivi Thanos, Hela, Ultron, Taskmaster e
Killmonger si sfidano per realizzare la loro condizione asimmetrica di
vittoria (la scelta dei personaggi è quanto meno singolare). Il gioco è molto
simile, seppur non uguale, l’interazione è davvero forte, ancora di più che
quello del mondo Disney. L’asimmetricità non mi sembra gestita
perfettamente, con Thanos che non vincerà quasi mai (a meno di partite
lunghissime) e Hela o Ultron (in particolare) che, se non disturbati, vanno
velocemente verso la vittoria. Le statuine dei cattivi sono simpatiche, ma le
scelta stilistica dei villains Disney mi piaceva di più (gusto strettamente
personale). Giocato con giocatore molto casual, che pur avendo perso si è
divertito tantissimo e probabilmente lo acquisterà… quindi il gioco
c’è.
quale dovremmo cercare di far sbocciare l’amore tra Romeo e Giulietta, senza
però far crescere l’odio tra le famiglie. Il gioco si basa sull’uso di carte
per far spostare i due innamorati tra vari luoghi della città. Qualora si
riesca a farli incontrare aumenterà l’amore, ma bisogna stare attenti, perché
se in qualsiasi stanza Montecchi e Capuleti si troveranno insieme
aumenterà l’odio. Il gioco è sembrato davvero stretto e necessita di una
grandissima pianificazione, perché bisogna sempre considerare anche il quadro
generale. Abbiamo perso, ma ci è decisamente piaciuto. Se gradite i
cooperativi sfidanti, siamo di fronte a uno di questi. Ottima la
tematizzazione e i materiali.
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Ensemble (Luigi Ferrini e Daniele Ursini; Ergo Ludo Editions/dV Giochi) •
2-12 giocatori • 15-30 minuti
Simarillon: Party game
cooperativo, in cui il gruppo deve sincronizzarsi per arrivare a un certo
livello di sfida. Si deve associare una carta con una delle carte a
disposizione, che crescono progressivamente. Un errore costa una vita e se le esauriamo tutte abbiamo naturalmente perso; vite che, da un
certo livello di sfida in poi, se tutti i giocatori forniscono l’associazione
corretta di possono recuperare. Bellissimo vedere le facce delle persone (e
le liti tra gli amici) per le associazioni che sembravano ovvie e
banalissime e che invece non arrivano… e con un gruppo eterogeneo di
persone diverse e che non si conoscono… divertente! A breve la recensione
completa: stay tuned.
nel quale dovremo muovere e ruotare nove pietre mistiche per realizzare dei
pattern presenti sulle carte obiettivo. Il gioco risulta immediato e
semplice da spiegare. È importante ottimizzare le mosse al momento
giusto per soddisfare le condizioni dei vari obiettivi. In più si gioca, più è
facile che i nostri piani vengano scombinati. Abbiamo provato la versione
gigante, una trovata originale per attirare il pubblico e scattare foto divertenti. A breve
faremo una recensione approfondita della versione retail che vanta componenti di tutto rispetto.
Swordcrafters (Ryan Lambert, Chris Neuman (II), Adam Rehberg, Little Rocket Games) • 1-5 giocatori • 20-30
minuti
cogo71: Super anteprima di un fortunato kickstarter del 2018 (di cui vi avevamo già parlato) che uscirà a breve in italiano per Little Rocket Games. Un innovativo gioco di costruzione di spade 3D in cui il giocatore vede la propria arma crescere letteralmente mentre gioca. Ad ogni round ogni giocatore fa un taglio in una griglia di tessere spada per creare una separazione. Dopodichè, ogni giocatore seleziona un gruppo di tessere spada e le assembla sulla propria elsa. Quando non ci sono abbastanza tessere spada per formare una nuova griglia, si verifica il punteggio e chi avrà forgiato la spada più lunga, di migliore qualità e con i poteri magici più potenti, sarà dichiarato vincitore.Un gioco molto veloce da apprendere e con dei materiali dabbero ben congeniati che nasconde una bellissima sfida strategica. Promosso a pieni voti.
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