Avete mai sentito parlare della “Breese – key series”?
Si tratta di una collezione di titoli, firmati da Richard Breese. Ad oggi è composta
sostanzialmente da otto titoli, di cui il primo uscito nel 1995 e l’ultimo è
stato presentato all’ultima fiera di Essen del 2012 (di seguito trovate l’elenco completo).
Molti di questi titoli sono “out of print” (fuori stampa) da diverso tempo e quindi di difficile reperibilità. Alcuni seppur disponibili in alcuni store specializzati, hanno raggiunto prezzi piuttosto impegnativi, si veda ad esempio Key Market quotato attorno ai 200 euro. Leggendo un po’ di commenti degli appassionati sui vari titoli della serie, si apprende che i tre maggiormente apprezzati sono Keythedral, Keymarket e Keyflower.
Queste classifiche sono sempre da prendere con le pinze, direi che un’indicazione sono comunque in grado di darla.
Consiglio di dare un’occhiata anche a questa classifica che monitora l’indice di gradimento dei titoli presentati ad Essen 2012, dalla data della manifestazione.
Anche in questo caso abbiamo un terzo gradino del podio, dietro a Tzolkin e Terra Mystica.
Posizione comunque di tutto rispetto.
Titoli della collezione “KEY”:
entusiasmo è motivato.
legge per la prima volta, che si tratta di un “prime impressioni” e quindi di un
commento a caldo basato su una singola partita di prova.
Il gioco
semplice, non tanto da potere essere definito adatto per giocatori occasionali,
ma direi nulla di eccessivamente complesso per giocatori un po’ navigati.
è di tipo medievale, seppur si tratti di un titolo fortemente astratto e quindi
parlare di ambientazione risulti un po’ superfluo.
della scheda di Bgg dove si può trovare:
Modular Board, Pick-up and Deliver, Route/Network Building, Set Collection.
per soddisfare diversi palati e mi permetterei di aggiungere anche i più fini.
di gioco, mi sentirei di dire che quella preponderante è l’asta. Si tratta di
un’asta non di tipo tradizionale o comunque convenzionale nel senso stretto del termine, in quanto “mascherata”
dal piazzamento dei meeples.
fondamentalmente attorno al piazzamento di questi simpatici “omini colorati” che
possono essere posizionati sopra alle tessere esagonali che rappresentano gli
edifici per utilizzarne l’azione o ai margini della stesse, per acquisirle ed
annetterle al proprio villaggio.
altri giochi in Keyflower i giocatori non hanno un proprio colore, ma tutti
utilizzano gli omini dei tre colori disponibili: giallo, rosso e blu.
verde, ottenibile solo mediante l’utilizzo delle tessere e quindi di maggior
valore.
La particolarità del gioco
risiede nel fatto che il primo giocatore a piazzare un omino su un esagono,
determina il colore che può essere giocato su quella tessera nelle fasi
successive, fino alla fine del turno. Di fatto sia che si voglia acquisire la tessera o sfruttarne l’azione
offerta, se il primo omino piazzato è giallo, tutti quelli successivamente posizionati
sulla stessa tessera dovranno essere gialli.
Così come per l’asta, per
piazzare i meeples ai fini della acquisizione
della tessera è necessario piazzare un numero maggiore di pezzi (offerta
maggiore), allo stesso modo per svolgere un azione è necessario piazzare un
omino in più di quelli eventualmente già giocati sulla tessera. Ad esempio se
su una tessera è presente un meeple rosso, per compiere la stessa azione
dovrete giocarne due (ogni azione è eseguibile un massimo di tre volte).
avete giocato il maggior numero di meeples per acquisire la tessera, potete
aggiungerla al vostro villaggio, guadagnando gli eventuali omini posti sopra la
stessa. Gli omini giocati per aggiudicarsi la tessera sono spesi, mentre i
giocatori che avevano fatto delle offerte per aggiudicarsi la tessera senza
riuscirvi li recuperano.
proprio villaggio con un sistema alla “Carcassonne” tanto per citare un
classico del genere, rispettando quindi le stradine.
E’ possibile inoltre implementare
gli edifici in modo che offrano un’azione potenziata e, in alcuni casi, punti.
Per l’implementazione è necessario spendere delle risorse o delle tesserine
attrezzi (il tutto sempre acquisibile grazie agli edifici stessi).
agli edifici lungo i sentieri di collegamento, in questo caso è fondamentale utilizzare
una buona capacità di carico (tutti iniziano con una capacità piuttosto
limitata offerta dalla tessera base del proprio villaggio).
tuttavia, non offre un vantaggio esclusivo per quanto riguarda l’azione, in
quanto anche gli altri giocatori possono comunque utilizzarli. La differenza è
che gli omini così piazzati, saranno da voi acquisiti una volta finita la fase
delle offerte (e quindi i vostri non saranno spesi). Non ultima la possibilità
di acquisire punti per l’implementazione di alcuni di essi.
In questo caso diventa
fondamentale l’ordine di turno, che è “acquistabile” anch’esso offrendo omini
per l’assegnazione del carico delle barche che consta in omini e tessere attrezzi.
edifici che ha ricevuto ad inizio partita ed acquisire le navi piazzate in
fase di setup.
assegnano dei punti vittoria se vengono soddisfatti determinati criteri o in base agli
oggetti collezionati.
per chi volesse approfondire qui è disponibile in regolamento in inglese.
personali
La prima cosa che mi ha colpito
positivamente di Keyflower è l’alto livello di interazione. Ultimamente molti titoli
hanno adottato plance individuali, trasformando un po’ i giochi in una sorta di
solitari multi giocatore.
Keyflower in questo senso è un
titolo “vecchia scuola”.
La lotta è molto serrata sia per
l’aggiudicazione delle tessere più interessanti, che per la possibilità di
essere i primi ad utilizzarne l’azione.
primi significa affrontare costi minori o comunque stabilire il colore che
potrà essere giocato su quella tessera.
verdi si rivela un’ottima opportunità.
meeples permette di riuscire ad aggiudicarsi gli edifici desiderati o quantomeno
di compiere azioni già opzionate.
Per non rimanere a secco di omini
bisogna aggiudicarsi le navi che offrono le quantità e le combinazioni più
interessanti, oltre ad avere acquisito tessere che invoglino gli altri
giocatori ad investire nel nostro villaggio.
affrontare uno dei punti maggiormente criticati del gioco.
(navi a parte) viene effettuata pescando casualmente dal sacchetto. Questo
inserisce indubbiamente un elemento di aleatorietà al gioco, che tuttavia io
non ho trovato assolutamente fastidioso.
omini dello stesso colore vi offre un alto “potere contrattuale”, ma in un modo
o nell’altro è sempre possibile giocarli e adattare la propria strategia,
essendo molte le scelte possibili.
alcuni, è la dotazione di tessere che assegneranno punti a fine partita che
dovrebbe permettere di “indirizzare” un po’ le proprie giocate. Alcune tessere
sono considerate preferibili rispetto ad altre, tuttavia dato che a fine
partita è data al giocatore la possibilità di metterle in gioco o meno, si può
mitigare un’attribuzione sfortunata.
ultimamente mi avevano un po’ stufato e il fatto che questo invece mi sia
piaciuto tantissimo, fa capire quanto la voce “aste” sia utilizzata in modo
particolare.
abbiamo veramente di tutto piazzamento tessere, trasporto delle merci,
conversione delle stesse in punti vittoria (implementando gli edifici),
collezione di oggetti, il tutto ben amalgamato, cosa si può chiedere di più?
L’ampia forbice nel numero
giocatori da 2 a 6 è un altro punto a favore. Nella fattispecie la partita di
prova è stata proprio in 6 e devo dire che i tempi sono rimasti accettabili,
non abbiamo passato le due ore. I tempi morti fra un turno e l’altro sono molto
ridotti e quindi il “downtime” quasi irrilevante.
indipendente dalla lingua, il tutto è rappresentato da simboli e come sempre in
questi casi lo scotto da pagare è uno sforzo iniziale nell’imparare a leggerli.
altri titoli della stessa serie, io l’ho trovata molto gradevole, con quell’aspetto
quasi fiabesco ed una rappresentazione che utilizza colori molto tenui tipici
degli acquerelli.
oltre alle tessere degli edifici e delle navi, abbiamo dei bellissimi schermi a
forma di casetta, le tessere degli attrezzi, le risorse in legno (i classici
cilindretti) e un esercito di meeples colorati che faranno la gioia di molti
appassionati.
Keyflower è uno di qui titoli
entrati nel mio radar sin da subito. Ammetto tuttavia di non essermela sentita
di affrontare un acquisto a scatola chiusa, complici gli sforzi zen e la
meditazione yoga che sto praticando per contenere la mia sindrome da acquisto
compulsivo.
penso proprio che acquisterò la mia copia, visto che mi ha entusiasmato e
lasciato la voglia di rigiocarlo.
titolo è molto elevata visto che gli edifici e le navi in gioco (e
conseguentemente anche i modi di far punti) variano da partita a partita.
interessante e questo titolo all’altezza di Reef Encounter, altro suo grande
successo (a cui magari dedicherò prossimamente un’apposita recensione).
e quindi si sta attendendo la seconda ristampa.
L’ultimo prezzo applicato da
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it era di 49,90 euro, ma può essere
falsato da una difficoltà di reperimento delle poche copie disponibili. Attendiamo quindi la seconda ristampa per eventuali aggiornamenti in questo senso.
— Le immagini sono tratte da BGG. Tutti i diritti sul gioco appartengono all’Autore ed alla Casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. –
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