Nel corso della partita i giocatori costruiscono poi il proprio ‘motore’ produttivo, andando ad edificare ‘case’ nelle quali vanno ad accogliere vari personaggi (indicati sulle carte): grazie a ciò essi beneficeranno dei punti vittoria attribuiti dai personaggi ma, soprattutto, potranno beneficiare dei bonus (immediati o permanenti) garantiti dal testo della carta.
I più affezionati fan di Feld avranno, nel giocare, un simpatico senso di deja vu nell’avere a che fare con l’idea di case che ospitano dei personaggi (L’anno del Dragone), così come di potenziali disastri ai quali far fronte (sempre Anno del Dragone, Speicherstadt, ma anche in una serie di altri) o nella presenza di carte con effetti speciali (Macao). Questo vuol dire che, semplicemente, chi apprezza le sue creazioni non si sarà fatto scappare il gioco (se angolofono o amante del bricolage), oppure che lo starà già comprando in questi giorni, perché si tratta di un titolo che si inserisce perfettamente nel processo evolutivo del suo modo di intendere il gameplay (vi rinvio all’articolo di retrospettiva che ho dedicato poco tempo fa all’autore).A livello di materiali, comunque, il tutto si presenta sulla tavolo davvero bene, perché a corredo delle carte, che riesco a definire come riccamente illustrate, anche se su ciascuna di esse compare solo un busto di un personaggio (qui è merito del consumato maestro dei pennelli Michael Menzel) abbiamo una plancetta di dimensioni modeste ma più che adeguata allo scopo ed una allegra manata di trippolini colorati, da utilizzare per attivare le carte e per tenere traccia dei punti.
Andiamo invece a come il gioco gira e premetto che sto parlando di un titolo che ho giocato già da un anno con piacere, di uno dei miei autori preferiti e che mi inciccia parecchio, per cui potrei essere meno distaccato del solito nelle mie valutazioni.
Essa, una volta che sarete ‘entrati’ nei meccanismi, la catena effetti può essere anche parecchio complessa, prevedendo, in un’unica giocata, robe del tipo “sta a me: prendo un omino viola e lo metto sulla carta X attivando l’effetto che mi consente di pescare giusto una carta in più e di giocarla al volo. Prendo la blu e la do via per i 6 ori che mi garantisce, ai quali ne aggiungo 3 grazie al personaggio Z che già è mio ospite e che mi dà permanentemente quel potere. A questo punto li spendo per poter giocare la carta con il personaggio Y che vado a mettere nella casetta che ho ancora libera e quel personaggio produce l’effetto immediato di farmi pescare due carte e costruire con esse altrettante case”. Tranquilli, però: questa è una catena di cose che potreste avere attiva avanti nella partita ed a condizioni ideali, per cui il livello di difficoltà del gioco (e questo è un pregio) resta medio (un pelo da correggere verso l’alto per chi non abbia alcuna dimestichezza con i giochi di carte con effetti e verso il basso per gli ex di Magic), perché potrete evolvere in modo graduale la vostra capacità di creare catene di combo giocando e sperimentando. La prossima settimana (ri)proverò a proporlo probabilmente ad un gruppo di semineofiti, fiducioso della possibilità di vederlo gradito anche alla loro fascia di utenza, ma sapete che io sono un ottimista sotto questo aspetto … (spiegati da qualcuno anche giochi non esattamente ‘per tutti’ lo diventano, perché spesso il difficile è capire il gioco all’inizio, più che giocarlo in se ..).
Per gli amanti del genere ci sono un sacco di cosette, perché le carte sono state costruite e pensate per interagire tra di loro, creando diverse potenziali combo e la differenza tra la prima partita e quelle seguenti la sentirete eccome, perché una volta imparato ad usare gli effetti dei personaggi, ci si metterà a sfruttarli ed a spremerli sino all’osso. Effetti che nella partita precedente avete considerato come del tutto inutili (ecco, quella carta lì è buona giusto giusto per buttarla via e prendere due ometti …) vi troverete a considerarli nella seguente come fondamentali (a me è capitato diverse volte) o viceversa.
Le mosse per ogni giro, inoltre, possono andare ad aumentare grazie agli effetti di diverse carte, le quali consentono di pescarne e/o giocarne altre, per cui le strade per la vittoria restano numerose e possono passare per la costruzione, al solito, di una sorta di motore ‘produttivo’ (anche se qui mancano le risorse vere e proprie, essendo le carte stesse la risorsa primaria) con l’occupazione di tante case a tal fine, oppure di un altro indirizzo, privilegiando magari le maggioranze e l’acquisizione di carte che garantiscono piuttosto più tranquilli e lineari punti a fine partita.
Nel complesso è un tipo di gioco che per certi aspetti gode di una longevità potenziale notevole, perché il risultato che puoi ottenere in una partita è determinato dalla tua capacità di sfruttare ciò che la sorte ti consegna e non da quella di ideare delle sequenze ideali di mosse.
Sotto il profilo della interazione questo non è un aspetto troppo marcato nel gioco, anche se il gameplay introduce diverse cosette utili sotto questo aspetto. Per prima cosa ricorderei i premi per le maggioranze, ossia l’attribuzione di punti per chi eccelle nei diversi settori identificati, e nel contempo sono state inserite diverse carte utili a colpire più o meno direttamente gli avversari. Direi che gli strumenti per giocare con gli altri ci sono, quindi, ma nel contempo se al tavolo siedono tutti giocatori alla german puro, ossia di quelli che amano farsi gli affari propri, potrete anche farvi il vostro solitario di gruppo fruendo del punteggio quale indicatore delle rispettive eccellenze.
In ogni caso, nel complesso, il gioco scala bene: forse in quattro il tempo a partita può diventare giusto un pelo lungo, ma giocando vi velocizzerete notevolmente.
Perché invece potrebbe non piacervi (io stesso non riesco a metterlo sul tavolo tanto spesso quanto vorrei)? La prima cosa è che se siete amanti del controllo non gradirete affatto l’aleatorietà tipica della pesca delle carte e/o nel tiro dei dadi (è vero che servono relativamente a poco, ma se volete monetizzare le carte ed escono numeri bassi l’effetto lo sentirete eccome ..), per cui potreste trovarvi a fine partita a spiegare che la vostra vittoria è stata impedita non dalla bravura dell’avversario, ma dal solo fatto che non vi sono uscite le carte giuste (“avevo giocato sui marroni e non mi sono mai uscite carte marroni da pescare, poi aspettavo i personaggi della corte reale e non sono arrivati ed alla fine ero sempre indietro di un giro e non ho preso le maggioranze … altrimenti avrei vinto io”: estratto da una conversazione vera, detto da giocatore rimasto indietro, a fine partita, di un gazillione di punti …). Per certi aspetti, però, questo può essere anche un vantaggio, sotto forma di ‘scusa ideale’ 😉 Nel contempo potreste non gradire il concetto stesso da gioco di carte con effetti, ma se siete in questo gruppo, probabilmente, non siete nemmeno arrivati a leggere sino a qui … Ultimo aspetto è quello della classica paralisi da analisi: giocatori troppo riflessivi potrebbero bloccare un attimo il flusso del gioco che, invece, normalmente, fluisce bene, perché tutti, dopo la pausa di riflessione iniziale (appena ricevute le proprie carte), hanno in mente, in bene o male, la propria sequenza ideale di gioco.
Da notare che la scatola della versione dVgiochi contiene anche una espansione di 17 carte, ovvero quella che introduce nel gioco 17 carte animale (Die Haustiere), utili sia per la relativa maggioranza, sia per il valore in punti delle stesse (abitano inoltre insieme ad un ospite della casa e non producono effetti speciali). Questo è un piccolo e simpatico bonus della edizione italiana del gioco (nella quale la carta Engraver – rivelatasi un pelo overpowered nella originaria uscita del gioco – compare anche nella versione corretta).
Aggiungo a margine qualche nota sulla espansione ‘grossa’, venduta a parte, ossia Die Stadt am Zwin, la quale introduce, soprattutto, il quinto giocatore e l’utilizzo anche del numero 3/4 sui dadi (per acquisire bonus nella costruzione dei canali), essa è per ora disponibile solo in inglese e tedesco e potrebbe vedere la luce in italiano solo ove l’edizione italica del gioco avesse un notevolissimo successo. Personalmente, per quando a livello pratico mi sia stata utile per serate più affollate del solito e teoricamente consenta di ‘completare’ idealmente l’uso dei risultati dei dadi, devo dire che essa produce anche (complice il numero di giocatori, ma anche la presenza di diverse carte che vi fanno ripescare negli scarti e quindi perdere parecchio tempo a ripassarli, cosa che verso fine partita è lunghetta …) un incremento del tempo di gioco a partita, facendola debordare tranquillamente oltre l’oretta indicata per il gioco base (nella quale spesso si fa fatica a stare), tempo che considero invece ideale compromesso per consentire ad ognuno la giusta riflessione, senza tediare gli altri con un eccessivo downtime.
Alla fine della giornata ..
Tirando le somme direi che Bruges è un titolo dalle grandi potenzialità, che sicuramente farà felice gli amanti dei giochi di carte evoluti (parlo di quelle ‘con effetti’ scritti su di esse, non quelle da gioco tradizionali, ovviamente) e considero ottima l’idea di proporlo in italiano (è un titolo fortemente dipendente dalla lingua!).
Per chi gradisca il genere il titolo offre una buona varietà e longevità, il tutto confezionato in modo efficace e gradevole (qualità HiG), nonché fruibile in un tempo di gioco ragionevole (non pretendete che ciò avvenga nelle prime due o tre partite, però, perché un pochetto per prenderci la mano ci vuole!).
Superata la doverosa analisi preventiva (del tipo “è il tipo di gioco che fa per noi?”) è quindi un titolo che considero come da avere nella propria ludoteca: gli amanti di Feld sono avvertiti, nel contempo, che il gioco, per quanto rientri pienamente nel percorso del designer tedesco, esso rappresenta il suo estremo nello spettro dell’uso delle carte, parecchio lontano dalla gestionalità matematica (e qui sta a ciascuno capire se questo possa rivelarsi un aspetto allettante ..) che a lungo ha rappresentato il suo marchio di fabbrica (Trajan, Bora Bora, …).
Ringrazio Barbara della dVGiochi per la copia di review concessaci della versione italiana del gioco e ricordo come sempre che il titolo è disponibile (ora in italiano) anche nel Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it










