Miglior Gioco PER TUTTI O QUASI sul Nostro Tavolo 2014

scritto da Fabio (Pinco11)

Rieccoci per il tradizionale appuntamento annuale con il nostro premio, ovvero quello per il Miglior Gioco sul Nostro Tavolo (edizione 2014), il quale nasce e si è da qualche anno sviluppato sulla base della solita premessa che si tratta di una iniziativa che promuoviamo soprattutto con lo spirito di avere occasione di parlare un poco insieme dei titoli che maggiormente hanno impressionato non solo noi, ma anche i lettori, scoprendo, grazie ai sondaggi, quali di essi hanno più colpito la fantasia e suscitato l’interesse di chi ci segue. 

Negli ultimi anni abbiamo evoluto progressivamente la formula del nostro premio, prima di tutto introducendo il sondaggio online per renderlo il premio non solo di chi su questo blog scrive, ma anche di chi legge ed ora abbiamo provveduto ad uno spostamento temporale dello stesso, passandolo dall’inizio dell’anno alla fine della primavera.
Perché?
Perchè abbiamo voluto raccogliere le giuste indicazioni di chi ci ha segnalato la difficoltà a provare, nei soli due – tre mesi che passavano dall’uscita ad Essen della solita pioggia di novità al periodo del premio: ora non vi potrete lamentare, in quanto il tempo per provare ciò che era uscito, se volevate lo avrete avuto 😉 Ribadisco però che sono candidati SOLO titoli usciti nel 2014 (fa fede la scheda BGG), perchè l’idea è quella che avete dovuto avere del tempo per giocarli !!
La Boca, vincitore 2013 categoria per tutti
La nostra coccarda virtuale la attribuiremo così, come già in passato, in tre diverse categorie (“per tutti o quasi”, “per esperti” e “italiani”), partendo, con l’articolo di oggi, a esplorare quella dedicata ai giochi ‘quasi per tutti’, titoli di difficoltà media o medio bassa, che siano astrattamente proponibili anche a persone meno avvezze all’hobby del gioco da tavolo.
Poiché da sempre sosteniamo che una grossa fetta dei giochi sul mercato sia in realtà proponibile senza troppe cerimonie alla maggior parte delle persone (basta spiegarglielo per benino …) e senza stare a preoccuparsi troppo del fatto che non siano di difficoltà ‘da bambini’ o per persone che mentre giocano pensano ad altro (tipo a bere ettolitri di birra, piuttosto che al letto che li aspetta o a chiacchierare amabilmente con gli altri), l’asticella della difficoltà (che discrimina i titoli in questa classe da quelli ‘per esperti’), come vedrete, la terremo leggermente più alta rispetto a concorsi come lo Spiel des Jahres, il quale pensa alla categoria base come ad un qualcosa di veramente facile facile.

Nations, vincitore 2013 categoria per esperti
Ultimo cenno sulle modalità di svolgimento dell’iniziativa, ossia ogni settimana (o giù di lì) proporremo con un apposito articolo l’elenco dei candidati al nostro premio per la categoria di volta in volta in esame, inserendo nel contempo, sulla colonna destra del blog, una casella ‘sondaggio’ nella quale ognuno potrà esprimere le sue preferenze (come al solito multiple) verso i titoli che maggiormente ritiene meritevoli.
Pubblicheremo tutti insieme i risultati nell’articolo conclusivo, nel quale vi parlerò anche, come al solito, dei miei preferiti dell’anno passato 😉
Race Formula 90 – vincitore 2013 ‘italiani’
Bene, diamo il via alle danze, procedendo come d’uso ad una rapida carrellata, in ordine casuale, sui titoli in lizza. 
L’elenco dei candidati lo abbiamo stilato noi redattori, per cui siete liberi, come al solito, di insultarci (faccio per dire ..) per aver dimenticato, come sempre accade, qualcosa: se volete evitare, comunque, che i vostri beniamini per le categorie ‘per esperti’ ed ‘italiani’ siano dimenticati, potete già iniziare, nei commenti, a menzionarci pure chi vorreste inseriti tra i candidati nelle prossime categorie !!
MIGLIOR GIOCO SUL NOSTRO TAVOLO 2014 CATEGORIA “PER TUTTI O QUASI”
Premetto che ho estratto a sorte i titoli in elenco per prima di procedere al loro inserimento in questa rapida carrellata, per non influenzarvi e ricordo ancora che il nostro concetto di ‘per tutti’ non è lo stesso che usano nello Spiel des Jahre😉
Five Tribes di Bruno Cathala, edito da Days of Wonder.
Titolo ambizioso, dotato di componenti di ottimo livello, pensato per sfondare e molto supportato dalla casa madre diTicket to Ride. Il meccanismo di base che propone è di quelli semplici (ilmancala, in una declinazione che ricorda da lontano Finca, ma ancheLonghorn), ma poi il tutto è reso più spesso e profondo, allontandosi quindi con decisione dai lidi del family game.La natura del tutto resta quello di un gioco astratto, ma molto attraente, con la sfida per ognuno di saper cogliere quale sia la mossa migliore in ogni momento di gioco. Qui la nostra recensione.

Black Fleet, di Sebastian Bleasdale, edito da Spce Cowboys (in Italia da Asterion). Un gioco per famiglie, ambientato nei proverbiali mari popolati da pirati, nei quali i giocatori sono alla guida di navi mercantili, con le quali devono sperare di portare a termine proficui commerci, pirati che devono saccheggiare le prime e navi della marina che devono affondare i secondi. Bellissimi i componenti, con una planciona e delle belle navi di plastica, il caos è assicurato (qui la nostra recensione).

Camel Up di Steffen Bogen, edito da Eggertspiele (in Italia daUplay.it)
Esce a sua volta a sorpresa agli inizi dell’anno e propone un gameplaysemplice e componenti da numero uno(vedi in particolare la piramide tiradadi in cartone con l’elastichino, ma anche i cammellozzi di legno), il tutto ad un prezzo contenuto. Le regole sono a loro volta facili, perché si tratta di un gioco di scommesse sulla corsa di alcuni cammelli ed il 2-8 nel numero dei giocatori lo rendono titolo effettivamente tanto valido per le famiglie da aver conquistato il prestigioso Spiel des Jahres 2014 (qui la recensione).
Kingsport Festival, di A. Chiarvesio e G. Santopietro, edito da SirChesterCobblepot – GiochiUniti
Nato sullo scheletro di Kingsbourg, con cui ne condivide le meccaniche di gioco, Kingsport Festival (per 3-5 giocatori) è un piacevole ibrido a metà strada fra il Piazzamento Lavoratori e Gestione Risorse. Pur aggiungendosi alla, già lunga, lista di titoli basati sui racconti di H.P. Lovecraft, sui miti di Chtulu e dei Grandi Antichi, Kingspotrt Festival cambia la prospettiva dell’azione portando i giocatori ad interpretare, questa volta, i cultisti. Utilizzando il risultato di tre d6 i giocatori dovranno Invocare le Divinità oscure e reclamarne i loro doni (generalmente una combinazione di risorse, punti vittoria, punti magia, punti sanità mentale, incantesimi e abilità) per controllare le varie locazioni di Kingsport che andranno ad alimentare il bacino finale dei propri Punti Culto (ovvero Punti Vottoria). Chi ne avrà totalizzato il numero maggiore,entro i 12 turni previsti, sarà il vincitore. Tacciato come clone sterile di un titolo (Kingsburg) che gode di un buon pubblico appassionati, il gioco, in realtà, si è rivelato un’alternativa solida e con una sua “identità” personale. Il “motore” già ben rodato con Kingsburg (che annovera fra gli autori sempre Chiarvesio) non deluderà i suoi estimatori e lascerà, piacevolmente, colpiti gli appassionati del “Tentacolo” in cerca di alternative ad Arkham Horror, Le Case della Follia ed Eldricht Horror. Da evitare se siete allergici ai dadi: l’alea c’è e si sente. (Qui la recensione e qui la guida strategica)


King of New York di Richard Garfield, edito da Iello (in Italia da Uplay.it). Ritornano i Godzilloni  e mostroni che avevano razziato Tokyo, trovando stavolta come sfondo la metropoli americana. I giocatori ricoprono qui il ruolo, appunto, delle mostruose creature che terrorizzano la città e si sfidano a colpi di dadate e rerollate : il titolo, come detto, reimplementa, arricchendolo, il predecessore ed ha ottenuto un grande riscontro di pubblico (qui la nostra recensione).


Splendor di Marc André, edito da Space Cowboys (per l’ItaliaAsterion)
Sorpresa dell’anno nella categoria dei leggeri, è un titolino semplice basato sull’uso di carte (senza testo) e di simpatiche e pesanti fiches di plasticona pesante, che è riuscito a sfondare nel grande pubblico grazie al mix tra semplicità (al tuo turno prendi fiches o le spendi per comprare carte – comprando le carte abbassi il costo per le nuove carte che compri) e bellezza dei componenti. Astratto quanto i giochi di carte tradizionale, ma gradevolissimo (qui trovate la sua recensione e qui unarticolo corale su di esso).

Istanbul di Rudiger Dorn, edito da Pegasus (per l’Italia da Asterion).
Si presenta anche lui qualche mese dopo Essen e sfonda al punto da guadagnare in poco tempo tanta popolarità da riuscire a prevalere nello spiel des jahres categoria ‘esperti’ (lì l’asticella della difficoltà la mettono sul basso …). In se si propone come un qualcosa di poco più difficile di un family puro, con un tabellone modulare che si va a percorrere per svolgere in ciascuna casella l’azione corrispondente. Niente di troppo difficile, né da capire, né da spiegare, con una spruzzata di sana alea (ci sono caselle dove si scommette sul tiro dei dadi …), è vissuto da molti gamer come una sorta di riempitivo. Tra i suoi fan vi è il buon Dado (critico) e questo è un buon biglietto da visita. Qui la nostra recensione.

 Star Realms, di Robert Dougherty e Darwin Kastle, edito da White Wizard Games
Il deck building game di conflitto tra imperi spaziali, il miglior deck building da tempo per quanto mi riguarda. La scelta geniale è stata quella di farlo solo per due giocatori (non addentratevi nell’adattamento per 4 che non funziona). Scelte difficili che si ripercuotono nel proprio mazzo ma anche nelle possibilità dell’altro. Il gioco ti fa vivere un escalation che termina dopo circa 30 minuti in un conflitto epico finale.
Ideale per aspettare che arrivino tutti prima di una serata di gioco.

 Vudù, di Giovo –  Valtriani, edito da Red Glove
Devo ancora trovare un giocatore al quale questo titolo non abbia strappato un sorriso o una risata. Un mix tra gioco di dadi e party game in questo gioco vi troverete a costringere gli altri a fare gli scemi, nel farlo vi troverete a fare voi stessi gli scemi. Il livello di scemenza cresce in maniera costante mentre pian pianino si perde un pochino lo scopo del gioco (arrivare a 11 punti), il che va visto come un fatto positivo. Ideale per i babbani e per le situazioni in cui si è troppi per il classico gioco per 4 giocatori.


Murano di Inka e Markus Brand, edito da Lookout e Mayfair
Metti insieme la coppia di Village e dagli il compito di metterti su un titolo classico, adatto per un pubblico ampio, ma nello stesso tempo con un po’ di spessore e magari un twist che lo distingua dagli altri giochi. Iltwist consiste nella presenza di un limite nella scelta delle azioni disponibili, proponendo un percorso circolare sul quale si muove un certo numero di gondole, le quali, nel corso della partita, possono incolonnarsi, creando forti limitazioni di scelta e per il resto il gioco scorre proponendo la sfida di andare a costruire nella giusta varietà nelle isolette della laguna veneziana (se siete di quelli che credono alle ambientazioni appiccicate). Alla fine il tutto può essere gradevole, anche se il gusto di ‘classico’ resta nell’aria … (qui la sua anteprima)

Co-mix di Lorenzo Silva, edito da Horrible Games. 
Si tratta di un interessante party game di narazione che farà la gioia di ogni amante dei fumetti. Ognuno deve creare una storia su un tema comune scegliendo tra le vignette a sua disposizione e piazzandole su una griglia che simula la pagina di un fumetto. Interessantissima poi la meccanica dei punti che premi molto la capacità di valutare le storie altrui, facendo sì che anche il giocatore meno portato all’inventare storie possa serenamente vincere con intuito e capacità di valutazione delle storie altrui. Giocabile fino in 3-5 o addirittura in 6-10 giocatori se fatto a squadre. Per maggiori informazione vi rimando alla recensione.

Il Sesto Senso, di Nevskiy-Sidorenko, in italiano grazie a Uplay.
Gioco di deduzione per 2-7 giocatori. Un gruppo di sensitivi è stato convocato in una villa infestata da un fantasma per capire chi l’ha ucciso e mettere così fine alla sua pena. Sul tavolo ci sono tre serie di carte (in numero dipendente dai giocatori e dalla difficoltà scelta) che indicano luoghi, persone e oggetti della villa. Il fantasma (l’ultimo giocatore) abbina segretamente a ciascun giocatore una tripletta e deve fargliela capire mediante carte sogno, che hanno immagini oniriche che richiamano le figure in tavola. I giocatori collaborano alla soluzione del puzzle analizzando gli indizi forniti loro dal fantasma, fino a scoprire l’assassino.
Molto divertente, mescola fantasia, deduzione e intuito in un collaborativo per nulla facile.

Abyss, di Cathala – Chevalier, edito da Bombyx (Per l’Italia Asterion)
Titolo dalla grafica e materiali ultraricercati, con carte e tabellone riccamente illustrati ed addirittura delle perle (finte) al posto dei segnalini ‘moneta’. Alla base le regole sono molto semplici, perché ad ogni turno ci sono scelte limitate, ma poi gradualmente lo spessore potenziale (rimanendo nel campo dei titoli più o meno per tutti, per cui tenete conto che  nella fascia dei family sta strettino) aumenta, perché ognuna delle carte personaggio che si acquistano ha un proprio effetto particolare. Giocato scivola via poi gradevole ed assai simpatico, anche se non ha sfondato tanto quanto a priori ci si attendeva. Qui la nostra recensione.

Mangrovia di Eilif Svensson, edito da Zoch Verlag
Questo editore è noto normalmente per titoli molto per famiglie e/o di abilità manuale, ma ogni anno infila tra le proprie uscite un gestionale: quest’anno ci ha sorpresi con un titolo piuttosto semplice, in quanto al proprio turno ogni giocatore deve solo scegliere quale delle sei coppie di azioni svolgere nel turno, ma sufficientemente profondo da premiare, come sempre, chi riflette bene su ciò che fa.
Ci mettiamo dentro un poco di controllo territorio, un poco di gestione, un poco di fortuna (nella pesca dalla sacca di tessere bonus), un poco di gioco di maggioranze ed otteniamo un giochillo che gira via veloce e che è di difficoltà giusto un pelo sopra al necessario per essere proprio  del tutto un family. Belli i componenti e coinvolgente, fila via veloce e “ci è piaciuto” … 😉  (qui l’articolo ad esso dedicato)

Colt Express di Christophe Raimbault, edito da Ludonaute (in Italia previsto per Asterion).
Sicuramente uno dei titoli più scenografici dell’anno, grazie alla presenza nella scatola del necessario per costruire un bel trenino di cartoncino spesso, all’interno del quale, in una sorta di royal brawl del vecchio west, i giocatori si sfideranno a colpi di pistolettate e pugni, cercando di rubare il rubabile sul classicissimo treno da rapina. Titolo coinvolgente e casinoso ben fruibile in modalità multigiocatore, può rappresentare una valida parentesi animata in una serata da titoli pesanti. Vi rinvio, per farvene un’idea, al video articolo del nostro TeoOh!.
 Patchwork di Uwe Rosenberg, edito da Lookout (in Italia da Uplay.it)
Pensa al Tetris e proponilo con una meccanica adatta a tutti (mio figlio a sei anni ne ha afferrato al volo le regole base), ma dotandolo nel contempo di una profondità sufficiente a renderlo più che interessante (i punti vittoria sono risorsa di acquisto delle tessere, ogni tessera costa punti vittoria e ‘tempi di gioco’ e restituisce punti vittoria al superamento di determinati momenti di gioco). Una piccola perla che fa capire quanto sia importante il nome dell’autore sulla scatola, soprattutto quando è uno poliedrico come il buon Uwe. Qui larecensione di uno dei migliori filler del 2014.


Linko! / Abluxxen! di Kiesling – Kramer, edito da Ravensburger
Agli estimatori dei giochi di carte, quest’anno la Ravensburger ha regalato un piccolo capolavoro a opera del duo Michael Kiesling e Wolfgang Kramer.
Di solito è molto difficile che un gioco di carte ci lasci a bocca aperta, ma proprio quando si pensava che tutti i giochi di carte alla fin fine fossero solo una variante di giochi tradizionali già esistenti e di chissà quale paese sperduto, ecco che arriva Abluxxen. Un gioco davvero originale nel flusso di gioco, molto semplice ma che permette a giocatori smaliziati piccole cattiverie ai danni degli avversari. Meglio cercare di assicurarsi i punti subito o sgraffignare le carte di qualcun altro per ottenere set di carte dello stesso tipo più importanti da giocare più tardi? Meglio una partita tranquilla non infastidendo nessuno per chiudere la mano in sordina o un continuo botta e risposta contro gli avversari più fastidiosi quando le carte sul tavolo non sono favorevoli?
Insomma un gioco di carte davvero unico, in cui nelle primissime partite non capirete davvero cosa fare o cosa sta succedendo, ma che vi coinvolgerà sempre di più man mano che lo giocherete.  Linko! ha tutte le carte in regola per diventare un grande classico come 6 nimmt!.
L’idea del gioco è quella di svuotare la propria mano giocando set di carte aventi lo stesso numero, tenendo presente che se giocherete un set con lo stesso numero di carte dell’ultimo set scartato da uno o più giocatori, potrete sgraffignare tra questi i set di valore minore del vostro o, se non lo volete nella vostra mano, farlo tornare in mano a chi l’ha giocato. Un fillerino che non può mancare nella vostra collezione se cercate un’alternativa alla solita briscola o volete convertire un campione di Scala 40 in un patito di giochi da tavola.


Ok, passiamo alle votazioni: votate, votate, votate!!!

Bene, siamo giunti in fondo alla nostra lunga lista dei candidati al premio, per cui vi lascio con l’invito di lasciare il vostro voto nella casella del sondaggio che trovate nella colonna di desta del blog!


Come avete notato lo spostamento della data del premio comporta qualche piccolo aggiustamento ‘temporale’, per cui in effetti trovate e troverete titoli usciti nell’ultimo anno e mezzo, visto lo spostamento di periodo che abbiamo operato e segnalo che alcuni titoli editi in Italia li ho lasciati un poco in disparte

Chiudo ripetendo il solito invito a ricordarmi chi possa aver clamorosamente ed ingiustamente lasciato fuori dall’elenco ed a correggere l’inserimento di un titolo o l’altro in una fascia … 😉


Ciao a tutti e spazio ai vostri commenti!!!


Ah. ricordo come sempre che chi cercasse dove acquistare qualcuno dei titoli indicati, può sempre andare a vedere nel Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it 😉
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