[Prova su strada] Alhambra: LA SFIDA

Scritto da Sergio
LA SFIDA: NELL’ANGOLO A DESTRA IL CAMPIONE

Si chiama Marco, guida una bella Harley e fa il deejay. E’ mio cognato, gli voglio un bene dell’anima ma ha un grande difetto: E’ il Jack la Motta dei giochi da tavolo. Periodicamente, senza esagerare lo convinco a sedersi al tavolo (insieme a mia moglie e mia sorella) per provare qualche titolo.
Non lo faccio per masochismo ma perché hai visto mai, venga “fulminato sulla via di Damasco“.
Io ci credo! E’una sfida e come tutte le sfide  piu’ è difficile piu’ sara’ appagante la vittoria.(qualche impertinente potrebbe dire che guarda caso quella settimana il mio gruppo di gioco da forfait ma non bisogna badare alle malelingue).
Comunque sia Marco, puntualmente al momento del setup esclama “Ma perché non sei appassionato di videogames che sarebbe stato moooolto meglio“. Il 90% delle volte non si finisce la partita perché con il suo ineffabile sorriso e buonumore mi fa capire che la vita offre molto di meglio che stare intorno a quel tavolo. A quel punto il gioco rimane li, disteso sul tavolo come un pugile che incassato il più pesante del K.O.  
Altre volte gioca distratto da colleghi che gli chiedono via chat della programmazione radiofonica o della prossima serata in questo o quel locale e quindi è come non averlo.
Un solo titolo, anzi due fra una quindicina che comunque per affetto soprattutto ha provato, gli sono rimasti  un po’ simpatici e hanno resistito ai suoi colpi: Splendor e Colt Express.
Ieri sera, sentendomi in grado di alimentare e dare nuova sale a questa sfida fra me e lui e conscio che già un famoso entry level è stato “clamorosamente” massacrato, ho preso coraggio e con tutta la sfrontatezza del mondo ho esclamato ” questo gioco ti piacerà me lo sento!!!!” ed intanto spacchettavo e preparavo il setup di Alhambra

LO SFIDANTE
Ora questo titolo lo conoscete più o meno tutti e per i ritardatari serve solo un richiamo alla bella recensione di Simone che potete trovare qui. Comunque sia il gioco è del 2003 ed è stato edito dalla Queen Games.
Il bello è che dal novembre del 2014 i ragazzi della Asterion,  hanno pensato di portare in Italia l’intero catalogo della Q.G. ed uno dei primi titoli ad approdare sul nostro suolo, bellamente tradotto in Italiano è stato proprio Alhambra, ideato da Dirk Henn.

Il gioco di per se è facile e lineare. “I giocatori (da 2 a 6) dovranno calarsi nei panni di ambiziosi architetti dell’epoca impegnati nella costruzione della fortezza più stupefacente. Dovranno procurarsi il denaro per pagare gli artigiani, venuti da ogni parte del mondo conosciuto, che edificheranno gli elementi della cittadella facendo, però, attenzione a reperire il cambio appropriato poiché ogni artigiano accetterà solo la moneta della madre patria.Una volta ottenuti gli edifici dovranno costruirli disponendoli attorno alla mitica Fontana del Leone per dar forma alla propria Alhambra.”
Ad ogni turno i giocatori potranno scegliere una tra tre azioni: incassare denaro, comprare un edificio da aggiungere al proprio palazzo o apportare modifiche allo stesso.
Tre volte nella partita, due quando si pescano le carte punteggio e una a fine partita, si fa uno scoring in cui prenderanno punti i giocatori che avranno più edifici del tipo (colore) indicato oltre a punti che ognuno prenderà per il muro esterno costruito.
IL MATCH: PRIMO ROUND
Dopo la frase di rito relativa alla mia mancata passione per i videogames il match inizia. E comincia bene per lo sfidante che mette subito a segno due colpi importanti. Un setup breve e un regolamento semplice, lineare e ben supportato dalla Asterion che ha fatto un bel lavoro di traduzione. E già qui la  prima “incertezza” del campione in carica che ammette “Beh almeno l’ho capito subito
Un po’ frastornato dai 2 colpi incassati Marco sembra traballare: la linearità del gioco, la giusta dose di strategia richiesta, l’assenza di dadi, cubetti e testi da leggere lo confondono e sembra prendere gusto a costruire la propria Alhambra senza trascurare nemmeno il muro esterno.
Mia sorella intanto (anche lei non scherza quanto a trancianti giudizi sui giochi presentati dal sottoscritto) , che è subito entrata nella meccanica del gioco, inizia a fare incetta delle tessere più   
remunerative a livello di punti.
E così fra un limoncello e una svapata arriva la prima carta punteggio ed è proprio lei in testa  esprimendo a questo punto (ma guarda un po!) il primo giudizio positivo sul gioco. Comunque lei non fa testo: potrebbe essere di parte e compiacere il fratello.
Comunque sia il primo round lo vince Alhambra perché la partita va avanti senza segni di insofferenza ma anzi con un certo interesse.
SECONDO ROUND
Il secondo round è duro per lo sfidante. Sostenuto dal fatto che, come anche Simone ricordava, il gioco non ha interazione o comunque è molto molto limitata ( prendere le tessere che possono levare la maggioranza di un colore all’avversario),  Marco si distrae: inizia a disinteressarsi del gioco quando non è il suo turno intrattenendo una conversazione via whats’up con qualche collega che gli chiede notizie di qualche programma radiofonico.
Questa volta e’ Alhambra a incassare: hanno scoperto un suo punto debole ed inizia a traballare sotto questo duro colpo.
Gli viene in soccorso mia sorella dall’angolo che è proprio presa dalla frenesia di costruire il suo palazzo fregandosene del muro ma continuando a prendere le tessere più preziose. Io? Io gioco in “surplace” più attento all’esito del match che al resto: seguo cmq una duplice strategia: cerco di prendere le tessere che possono servire a mia sorella per non permetterle di prendere troppo vantaggio e al contempo cerco di allungare il più possibile il muro esterno.
Inesorabile arriva la carta del secondo punteggio che vede alfine sempre lei in vantaggio con una decina di punti in più di me.
Buon ultimo Marco che appare un po annoiato- E lui cmq che si aggiudica il secondo round quando afferma  “Grosso modo per che ora siamo a letto che domani ho una giornata pesante?
TERZO ROUND
Subito un colpo di scena: punto  nell’orgoglio lo sfidante sembra sbeffeggiare il campione mostrando, grazie ai suoi solidi componenti ed alla bella grafica,  il palazzo dell’unica giocatrice strapieno di belle stanze e giardini ed il suo segnalino segnapunti quasi irragiungibile.
E’ la mossa giusta! Colpito nel vivo del proprio orgoglio maschile,  Marco (ed il sottoscritto anche a dire il vero) inizia un impossibile rincorsa tesa a ostacolare il cammino della potenziale vincitrice.
Quest’ultima però con un colpo di coda riesce ad assicurarsi anche la maggioranza delle tessere verdi (quella sulle viola era già sua e questi sono i colori più remunerativi) e da li inizia a giocare di rimessa col muro mentre tra me e Marco si costruiscono muri enormi per cercare di recuperare terreno.
La partita prosegue su questa falsariga: lo sfidante sembra resistere bene con la sicurezza della mia sorellina che sembra un po’ incrinarsi di fronte ai nostri muri che cominciano a sembrare lontani parenti della piu’ famosa fra le “muraglie”   (ma sei sicuro che ogni tessera muro esterno ti da un punto?).
Marco, dal canto suo non rinnega la sua fama ed esclama “Troppo vantaggio le abbiamo fatto prendere? E chi la piglia più?
Lo sfidante accusa questo uppercut che ne mette a nudo una possibile debolezza ma riesce a tenere duro ancora una volta mostrando ottime doti di incassatore.
Ma ecco che le tessere finiscono: si assegnano le ultime con i soldi rimanenti e mentre il pubblico rumoreggia nell’attesa del risultato finale si procede all’ultimo conteggio. 
Dopo il calcolo delle tessere la mia sorellina risulta in vantaggio di 24 punti sul secondo e di una trentina sul terzo. Saranno bastati i nostri muri a sovvertire le sorti  della partita?
SI VA AI PUNTI
Il match è terminato: lo sfidante ed il campione sono entrambi provati.
Si va ai punti con lo sfidante sicuro di avercela fatta. Al “che te ne pare allora?” di rito però Marco risponde “Grande Sé, che ti devo dire? In una serata di pioggia mancasse la corrente e col cellulare del tutto scarico lo rigiocherei volentieri. Certo dovremmo trovare le candele e non ricordo dove sono!!!!”
Lui non smentisce la sua fama, la sfida continua ed i giudici non possono che prendere atto delle circostanze ed assegnare un pareggio.
CONCLUSIONI
Tornando ad essere seri (Marco, lo ricordiamo, è un caso limiteAlhambra dimostra di essere un buon entry level basato sulle maggioranze, un family tranquillo e senza fronzoli che il suo lo fa bene. Dura un oretta buona, il tempo giusto per un gioco del genere.
E’ capace di far divertire il neofita (mia sorella ad esempio che mi ha chiesto di rigiocarlo presto) ma anche il gamer esperto in vena di una serata senza troppi pensieri.
Ha la sua nicchia di utenti ed a questa è diretto.
La scatola della Asterion elenca una lunga serie di premi che il gioco ha ottenuto in giro per il mondo e questo gli crea un alone di rispetto che gli va riconosciuto considerando che nonostante sia un gioco del 2003 è ancora attuale e di successo.
Qualcuno, ho sentito in giro, ha trovato un po’ forzato il bollino “Ottimo per 2 giocatori”: Nelle partite a due giocatori si ha infatti la necessità di creare un terzo giocatore “bot”, fittizio con cui spartire le tessere.
Personalmente non mi è sembrata una forzatura ed il gioco in 2 è divertente e simpatico avvantaggiato dal fatto che non ha pause.
Concludo con due raccomandazioni:
– occhio alla mancanza di interazione: giocare in 6 puo’ presentare tempi morti eccessivi a svantaggio del divertimento: Credo che 4 sia il numero ideale e che in 6 sia meglio giocare ad altro.
– attenti alle tessere che prendete ed a quelle che prendono gli avversari. Se a metà partita vi accorgete che non avete maggioranze viola, verdi o bianche la partita è andata. Concentratevi sul muro ma è difficile che vinciate!
Vi ricordo che il gioco è disponibile Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it e, come sempre auguro buone giocate a tutti
A proposito: la partita l’ha vinta mia sorella, ma di soli 3 punti. Acc!!!!

Ringraziamo, infine, Asterion  per la copia demo concessaci.
— Tutte i diritti sul gioco e sulle immagini appartengono all’autore e all’editore e sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Le immagini sono tratte dal sito dell’editore o da BGG e verranno rimosse prontamente su semplice richiesta — 
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