scritto da Agzaroth
Il 2010 è stato per me un ottimo anno
per i gdt. Con Navegador, Specie Dominanti ed appunto Troyes in
testa.
per i gdt. Con Navegador, Specie Dominanti ed appunto Troyes in
testa.
Troyes, di Dujardin / Georges / Orban,
2-4 partecipanti, 60-150 minuti, dedicato ai giocatori esperti, ci
trasporta nella omonima cittadina medievale, con lo scopo di
costruirne la cattedrale e prendere parte alle attività quotidiane
della vita urbana. S basa su meccaniche di gestione dadi e
piazzamento lavoratori.
2-4 partecipanti, 60-150 minuti, dedicato ai giocatori esperti, ci
trasporta nella omonima cittadina medievale, con lo scopo di
costruirne la cattedrale e prendere parte alle attività quotidiane
della vita urbana. S basa su meccaniche di gestione dadi e
piazzamento lavoratori.
AMBIENTAZIONE
Il gioco ricrea quattro secoli di vita
della città di Troyes nella regione francese della Champagne.
Attraverso attività civili, militari e religiose, i giocatori
guideranno la popolazione nella costruzione della cattedrale, contro
i nemici della città e nelle attività quotidiane.
della città di Troyes nella regione francese della Champagne.
Attraverso attività civili, militari e religiose, i giocatori
guideranno la popolazione nella costruzione della cattedrale, contro
i nemici della città e nelle attività quotidiane.
Nel complesso l’ambientazione non è
che sia percepita un granché. Se non avessi letto che copriva 4
secoli, avrei potuto pensare anche 4 anni, perchè c’è sì una buona
progressione nel gioco, ma nulla che faccia realmente respirare tale
ambientazione. Diciamo quindi che l’impronta è quella del german
medio, nulla di più.
che sia percepita un granché. Se non avessi letto che copriva 4
secoli, avrei potuto pensare anche 4 anni, perchè c’è sì una buona
progressione nel gioco, ma nulla che faccia realmente respirare tale
ambientazione. Diciamo quindi che l’impronta è quella del german
medio, nulla di più.
MATERIALI E GRAFICA
Nella norma, con carte che vanno
mescolate poco, mazzetti piccoli, perciò potete anche risparmiare
sulle bustine, stavolta. Per il resto sono meeples e dadi.
mescolate poco, mazzetti piccoli, perciò potete anche risparmiare
sulle bustine, stavolta. Per il resto sono meeples e dadi.
La grafica è quella che da sempre
divide il pubblico. Alexandre Roche ha un tratto particolare che o si
ama o si odia. Personalmente trovo che, dal punti di vista estetico,
sia perfettamente calzante all’ambientazione del gioco e abbia fatto
per Troyes un ottimo lavoro: le illustrazioni sembrano prese da libri
o vetrate medievali. Dove pecca è in chiarezza iconografica: occorre
quasi sempre ricorrere al regolamento per trovare la spiegazione dei
simboli e degli effetti di gioco.
divide il pubblico. Alexandre Roche ha un tratto particolare che o si
ama o si odia. Personalmente trovo che, dal punti di vista estetico,
sia perfettamente calzante all’ambientazione del gioco e abbia fatto
per Troyes un ottimo lavoro: le illustrazioni sembrano prese da libri
o vetrate medievali. Dove pecca è in chiarezza iconografica: occorre
quasi sempre ricorrere al regolamento per trovare la spiegazione dei
simboli e degli effetti di gioco.
REGOLAMENTO
Buono, non lascia particolari dubbi.
IL GIOCO
Il Tabellone raffigura la città di
Troyes, con tre distretti principali: religioso, civile e militare.
Ciascuno di essi ha un edificio con 6 spazi, che verranno occupati
dai lavoratori dei giocatori, più 3 spazi ciascuno per le carte
mestiere, che forniscono punti vittoria (PV) e azioni particolari.
C’è poi la cattedrale, con spazi costruzione in cui alloggiare cubi
del proprio colore.
Troyes, con tre distretti principali: religioso, civile e militare.
Ciascuno di essi ha un edificio con 6 spazi, che verranno occupati
dai lavoratori dei giocatori, più 3 spazi ciascuno per le carte
mestiere, che forniscono punti vittoria (PV) e azioni particolari.
C’è poi la cattedrale, con spazi costruzione in cui alloggiare cubi
del proprio colore.
Troviamo poi la striscia dei punti
prestigio (PP) e quella per le carte Evento che portano sempre nemici
o sfighe varie da contrastare. Al centro la piazza, divisa in vari
settori: uno per giocatore, più uno neutro, in cui alloggiare i
propri dadi tirati.
prestigio (PP) e quella per le carte Evento che portano sempre nemici
o sfighe varie da contrastare. Al centro la piazza, divisa in vari
settori: uno per giocatore, più uno neutro, in cui alloggiare i
propri dadi tirati.
Round di gioco:
1) Rivelare le carte attività: nei
primi tre round verranno progressivamente scoperte le carte attività
religiose, civili e militari, che forniranno nuove azioni per i
lavoratori dei giocatori. In ogni partita si utilizzano solo tre
carte da ogni mazzetto, garantendo una notevole rigiocabilità.
primi tre round verranno progressivamente scoperte le carte attività
religiose, civili e militari, che forniranno nuove azioni per i
lavoratori dei giocatori. In ogni partita si utilizzano solo tre
carte da ogni mazzetto, garantendo una notevole rigiocabilità.
2) Rendita e stipendi: i giocatori
ricevono 10 fiorini e pagano i lavoratori presenti nei settori
civile, militare e religioso.
ricevono 10 fiorini e pagano i lavoratori presenti nei settori
civile, militare e religioso.
3) Forza lavoro: ogni giocatore tira i
dadi corrispondenti ai propri lavoratori nei vari settori e li piazza
nella propria zona della piazza. Ad esempio, avere 3 lavoratori nel
militare, 2 nel civile e 1 nel religioso dà diritto a tirare 3 dadi
rossi, 2 gialli e 1 bianco. Nei vari settori ci saranno anche
lavoratori neutri (grigi), i cui dadi vengono piazzati in un settore
a parte della piazza.
dadi corrispondenti ai propri lavoratori nei vari settori e li piazza
nella propria zona della piazza. Ad esempio, avere 3 lavoratori nel
militare, 2 nel civile e 1 nel religioso dà diritto a tirare 3 dadi
rossi, 2 gialli e 1 bianco. Nei vari settori ci saranno anche
lavoratori neutri (grigi), i cui dadi vengono piazzati in un settore
a parte della piazza.
4) Eventi: ogni round entrano in gioco
un paio di carte evento. Queste forniscono penalità di vario tipo
(scalzare lavoratori dai settori, perdere fiorini, ecc) e anche dadi
neri da contrastare. A partire dal primo giocatore, ciascuno deve
spendere alcuni dei propri dadi per raggiungere il valore di questi
dadi neri ed eliminarli, guadagnando in cambio PP.
un paio di carte evento. Queste forniscono penalità di vario tipo
(scalzare lavoratori dai settori, perdere fiorini, ecc) e anche dadi
neri da contrastare. A partire dal primo giocatore, ciascuno deve
spendere alcuni dei propri dadi per raggiungere il valore di questi
dadi neri ed eliminarli, guadagnando in cambio PP.
5) Azioni: i giocatori utilizzano dadi
in gruppi da 1,2 o 3, per compiere varie azioni. É possibile
piazzare lavoratori sulle carte (rimarranno lì fino a fine partita),
costruire la cattedrale, affrontare di nuovo le carte Evento per
eliminarle dal tabellone, piazzare un lavoratore su un settore
cittadino. Generalmente, più alto è il numero complessivo
utilizzato (quindi la somma di 3 dadi, ad esempio), pi efficace sarà
l’azione. In alcune attività è invece richiesto un singolo dado con
un numero specifico (costruire la cattedrale e piazzare lavoratori
nei settori urbani).
in gruppi da 1,2 o 3, per compiere varie azioni. É possibile
piazzare lavoratori sulle carte (rimarranno lì fino a fine partita),
costruire la cattedrale, affrontare di nuovo le carte Evento per
eliminarle dal tabellone, piazzare un lavoratore su un settore
cittadino. Generalmente, più alto è il numero complessivo
utilizzato (quindi la somma di 3 dadi, ad esempio), pi efficace sarà
l’azione. In alcune attività è invece richiesto un singolo dado con
un numero specifico (costruire la cattedrale e piazzare lavoratori
nei settori urbani).
É in questa fase che si svolge il
gioco vero e proprio ed è qui che è principalmente qui che è
possibile gestire i dadi, ovvero ritirarli o girarli spendendo PP.
Ma, spendendo fiorini, è possibile anche comprare i dadi degli
avversari o quelli neutri per aggiungerli a i propri ed usarli nelle
proprie azioni.
gioco vero e proprio ed è qui che è principalmente qui che è
possibile gestire i dadi, ovvero ritirarli o girarli spendendo PP.
Ma, spendendo fiorini, è possibile anche comprare i dadi degli
avversari o quelli neutri per aggiungerli a i propri ed usarli nelle
proprie azioni.
6) Fine round: chi passa riceve subito
due fiorini, più uno ogni volta che ritocca a lui mentre gli altri
continuano a giocare.
due fiorini, più uno ogni volta che ritocca a lui mentre gli altri
continuano a giocare.
La partita termina dopo un numero
prefissato di round, in base al numero di giocatori. Si ottengono PV
per i lavoratori piazzati sulle carte attività e per aver piazzato
cubi sulle carte Evento ancora sul tabellone. Se ne perdono 2 per
ogni livelli di cattedrale che non si è contribuito a costruire.
Infine ciascun giocatore rivela la propria carta obiettivo segreto:
questa può far valere come PV la posizione sulla traccia dei PP, il
numero di lavoratori nei settori, sulle carte, i soldi avanzati, ecc.
prefissato di round, in base al numero di giocatori. Si ottengono PV
per i lavoratori piazzati sulle carte attività e per aver piazzato
cubi sulle carte Evento ancora sul tabellone. Se ne perdono 2 per
ogni livelli di cattedrale che non si è contribuito a costruire.
Infine ciascun giocatore rivela la propria carta obiettivo segreto:
questa può far valere come PV la posizione sulla traccia dei PP, il
numero di lavoratori nei settori, sulle carte, i soldi avanzati, ecc.
SCALABILITA’
Il Gioco gira bene da 2 a 4 giocatori.
Si bilancia abbastanza bene, riducendo il numero di round a
disposizione con l’allargarsi dello spazio sul tabellone.
Probabilmente in 2 perse qualcosa a livello di interazione e in 4
risulta un po’ troppo lunga la partita e penalizzato chi parte per
ultimo in ben due round su 6. Il numero perfetto è 3 giocatori.
Si bilancia abbastanza bene, riducendo il numero di round a
disposizione con l’allargarsi dello spazio sul tabellone.
Probabilmente in 2 perse qualcosa a livello di interazione e in 4
risulta un po’ troppo lunga la partita e penalizzato chi parte per
ultimo in ben due round su 6. Il numero perfetto è 3 giocatori.
RIGIOCABILITA’
Ottima. La varietà è data solo dalle
carte attività ed Evento, ma più che sufficiente per fornire
partite sempre diverse, anche perché le strategie possono essere
parecchie e molto differenti.
carte attività ed Evento, ma più che sufficiente per fornire
partite sempre diverse, anche perché le strategie possono essere
parecchie e molto differenti.
ORIGINALITA’
E’ il gioco che ha sdoganato e
consacrato la gestione dadi. L’intelligenza e l’efficacia con cui è
stata implementa questa meccanica ha fatto di Troyes un punto di
riferimento del genere, col quale dovono confrontarsi tutti i giochi
più recenti che ad esso si ispirano.
consacrato la gestione dadi. L’intelligenza e l’efficacia con cui è
stata implementa questa meccanica ha fatto di Troyes un punto di
riferimento del genere, col quale dovono confrontarsi tutti i giochi
più recenti che ad esso si ispirano.
INTERAZIONE
Molto alta. É presente anche in forma
diretta, dato che possono rubarti (ok, te li pagano, ma rosichi lo
stesso) i dadi. Ugualmente si scalzano lavoratori avversari dai
settori cittadini. I PV sulle carte sono spazi esclusivi e chi prima
arriva meglio alloggia. Lo stesso dicasi per la cattedrale. Insomma,
a Troyes ci si bastona parecchio, pur avendo sempre spazio per
conseguire la propria strategia.
diretta, dato che possono rubarti (ok, te li pagano, ma rosichi lo
stesso) i dadi. Ugualmente si scalzano lavoratori avversari dai
settori cittadini. I PV sulle carte sono spazi esclusivi e chi prima
arriva meglio alloggia. Lo stesso dicasi per la cattedrale. Insomma,
a Troyes ci si bastona parecchio, pur avendo sempre spazio per
conseguire la propria strategia.
PROFONDITA’
Le strade per fare punti in Troyes
possono essere molte…tutto sta nello scegliere quelle giuste. Già
il piazzamento iniziale dei lavoratori negli edifici urbani indirizza
la strategia della partita. Quelli messi sulle carte attività
definiscono il proprio gioco a medio e lungo termine. A questo si
aggiunge l’indispensabile attenzione al gioco avversario, per capire
cosa darà o non darà PV a fine partita, elemento che può fare la
differenza per determinare il vincitore.
possono essere molte…tutto sta nello scegliere quelle giuste. Già
il piazzamento iniziale dei lavoratori negli edifici urbani indirizza
la strategia della partita. Quelli messi sulle carte attività
definiscono il proprio gioco a medio e lungo termine. A questo si
aggiunge l’indispensabile attenzione al gioco avversario, per capire
cosa darà o non darà PV a fine partita, elemento che può fare la
differenza per determinare il vincitore.
Siamo insomma a ottimi livelli, anche
per i giocatori più esigenti.
per i giocatori più esigenti.
ELEGANZA E FLUIDITA’
Troyes è un po’ legnoso alle prime
partite. La fase Eventi appare un po’ slegata al resto, dato che gli
stessi sono contrastabili anche in fase Azioni. In realtà è
strutturata in quel modo per penalizzare un po’ il primo giocatore.
Comunque una soluzione non molto elegante.
partite. La fase Eventi appare un po’ slegata al resto, dato che gli
stessi sono contrastabili anche in fase Azioni. In realtà è
strutturata in quel modo per penalizzare un po’ il primo giocatore.
Comunque una soluzione non molto elegante.
L’iconografia criptica non aiuta la
fluidità del gioco e il fatto che i tuoi dadi non siano mai del
tutto “tuoi”, non aiuta la programmazione, costringendo talvolta
a momenti di paralisi da analisi per rivalutare le opzioni.
L’aumentare dei round al salire del numero dei partecipanti aggrava
la situazione.
fluidità del gioco e il fatto che i tuoi dadi non siano mai del
tutto “tuoi”, non aiuta la programmazione, costringendo talvolta
a momenti di paralisi da analisi per rivalutare le opzioni.
L’aumentare dei round al salire del numero dei partecipanti aggrava
la situazione.
In definitiva non possiamo definirlo un
titolo particolarmente elegante e fluido.
titolo particolarmente elegante e fluido.
PREGI E DIFETTI
La sua meccanica di gestione dadi, per
quando i tiri alti siano quasi sempre da preferire ai bassi, è a
tutt’oggi una delle più complete e intriganti in circolazione, sia
per la possibilità di alterare i risultati ottenuti, sia per il
possibile acquisto di dadi altrui, sia per l’uso singolo, a coppie, a
triplette.
quando i tiri alti siano quasi sempre da preferire ai bassi, è a
tutt’oggi una delle più complete e intriganti in circolazione, sia
per la possibilità di alterare i risultati ottenuti, sia per il
possibile acquisto di dadi altrui, sia per l’uso singolo, a coppie, a
triplette.
La varietà data dalle carte azione e
dall’uscita degli Eventi contribuisce a rendere le partite sempre
diverse, incerte e movimentate. Forte anche l’interazione, tanto da
poter disturbare qualche giocatore.
dall’uscita degli Eventi contribuisce a rendere le partite sempre
diverse, incerte e movimentate. Forte anche l’interazione, tanto da
poter disturbare qualche giocatore.
Le carte obiettivo nascosto, pur
contribuendo all’ottima profondità, non sono sempre apprezzate, dato
che rischiano a volte di regalare o togliere punti in modo
inaspettato a fine gioco, privilegiando una strategia piuttosto che
un’altra, con buona pace per chi aveva puntato una strada dall’inizio
e non è riuscito a leggere in tempo le intenzioni avversarie, cosa
effettivamente non sempre possibile.
contribuendo all’ottima profondità, non sono sempre apprezzate, dato
che rischiano a volte di regalare o togliere punti in modo
inaspettato a fine gioco, privilegiando una strategia piuttosto che
un’altra, con buona pace per chi aveva puntato una strada dall’inizio
e non è riuscito a leggere in tempo le intenzioni avversarie, cosa
effettivamente non sempre possibile.
Infine, al di là del gusto estetico
soggettivo, l’iconografia è oggettivamente poco chiara e non aiuta
la lettura e lo scorrimento della partita.
soggettivo, l’iconografia è oggettivamente poco chiara e non aiuta
la lettura e lo scorrimento della partita.
Qualche inevitabile tempo morto specie
in quattro e con pensatori al tavolo: la sottrazione di dadi e azioni
porta a frequenti rivalutazioni tattiche.
in quattro e con pensatori al tavolo: la sottrazione di dadi e azioni
porta a frequenti rivalutazioni tattiche.
CONCLUSIONE
Troyes rimane un gioco di gestione dadi
esemplare. Dove guadagna in profondità, perde in eleganza e
fluidità, dove si rivela sia strategico che tattico, pecca nella
leggibilità e in una certa imponderabilità del punteggio finale.
esemplare. Dove guadagna in profondità, perde in eleganza e
fluidità, dove si rivela sia strategico che tattico, pecca nella
leggibilità e in una certa imponderabilità del punteggio finale.
Non è quindi esente da difetti, ma se
amate questa particolare meccanica, Troyes non potrà mancare nella
vostra collezione.
amate questa particolare meccanica, Troyes non potrà mancare nella
vostra collezione.
Tutte le immagini sono tratte da BGG
(postate da Henk Rolleman, Alessandro Fibbi, Sebastien Dujardin,
Jason K.) ed appartengono ai rispettivi proprietari. Sono state
riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione e
verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta.
(postate da Henk Rolleman, Alessandro Fibbi, Sebastien Dujardin,
Jason K.) ed appartengono ai rispettivi proprietari. Sono state
riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione e
verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta.
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