Premetto che il raccolto quest’anno è di quelli particolarmente ricchi, perché ci sono in mezzo diversi titoli che appartengono alla categoria da me prediletta, ovvero quella dei gestionali, e nel contempo il panorama editoriale si dimostra in movimento, con l’ingresso di nuove realtà, come la GOG, la Demoela e la Apokalypse. E’ proprio ad una di loro, per dare il benvenuto virtuale nel mondo dei giochi da tavolo, che dedico l’immagine di copertina di questo articolo …
Ecco, in rigoroso ordine sparso, le uscite previste per questo periodo (qualcosa è addirittura già arrivato, qualcosa arriverà magari solo a Lucca …). 🙂
Horrible Games
L’editore animato da Lorenzo Silva quest’anno è balzato sugli scudi nel preannunciare l’uscita di un titolo decisamente family, che strizza fortemente, nelle sue meccaniche, l’occhio ai giochini per tablet e smartphone come Jewel.
L’idea di Potion Explosion, di Stefano Castelli, Andrrea Crespi e Lorenzo Silva, è infatti semplicissima, perchè abbiamo a disposizione una sorta di slitta che contiene cinque canaline inclinate, sulle quali scendono le biglie colorate che rappresentano il fulcro dei componenti di gioco. L’idea è che al proprio turno si preleva una biglia e, se nel toglierla le biglie prima e dopo di essa vanno a contatto, se ne provoca la virtuale ‘esplosione’, potendo prelevare anch’esse (a catena).
Le biglie si utilizzano poi per comporre teoriche ‘pozioni’, da sfruttare per produrre effetti utili a velocizzare (o complicare) il gioco. Rapido e dai materiali accattivanti si propone come uno dei titoli più ambiziosi della fiera.
Il Gotha Games
La casa del buon Alessandro Lala propone quest’anno un gestionale, ideato da una coppia di nostri lettori, ovvero Nestore Mangone e Remo Conzadori , nel quale si è chiamati a realizzare ambiziosi progetti nel contesto della esposizione universale di Milano del 1906.
Premesso che il manuale è già online (in inglese lo trovate qui), ho chiesto all’editore di darmi qualche informazione addizionale, utile ad illustrare in sintesi le meccaniche di gioco, che sono quelle proprie dei gestionalotti di spessore (tempo a partita 60-90 minuti).
Da lui apprendo che il titolo è ambientato in pieno periodo futurista allorquando le diverse nazioni mondiali gareggiavano per portare alle Esposizioni Universali le piu’ avveniristiche invenzioni nel campo dei trasporti, della comunicazione, delle automazioni e della medicina.
I giocatori, nei panni di una delle nazioni concorrenti, dovranno realizzare nel proprio laboratorio diversi invenzioni associando tra loro progetti e risorse necessarie a completarli. Progetti complicati come un nuovo transatlantico oppure un elettrocardiografo porteranno piu’ punti vittoria ma richiederanno piu’ risorse per essere completati. Lo spazio libero disponibile nel proprio laboratorio inoltre comincera’ a ridursi durante la partita e il gioco degli incastri tra le diverse tessere richiedera’ perizia ed acume. Expo 1906 e’ un euro game che miscela meccaniche di carte azione e piazzamento tessere.
Giochi Uniti
L’editore si concentra di solito sulle localizzazioni dei titoli esteri, ma si propone anche ogni anno con un proprio stand di tutto rispetto in fiera ad Essen.
Il titolo di punta dovrebbe essere qui Rhein River Trade, della coppia Canetta – Niccolini, appena reduce dal buon successo ottenuto lo scorso anno con il loro solido e feldiano Zhanguo.
Si tratta di un gioco di commercio e trasporto, con tempo a partita 60-120 per 2-5 giocatori.
Le prime informazioni su questa uscita, promessa sin dal 2012, sono arrivate giusto giusto venerdì, quando su BGG è stato caricato il manuale in italiano.
La mappa mi ricorda, graficamente, il concetto di Egizia e parte dall’idea di acquisire ordini di merci da soddisfare, trasportandole attraverso le varie città, grazie a furgoni, treni ed aerei. Per ora non sono riuscito a leggere il manuale intero, ma penso che un’occhiata ad Essen la darò .. 🙂
Al suo fianco ci dovrebbe essere anche Tesseract, altro progetto dell’editore, ma qui per ora difetto di info addizionali, per cui vedrò direttamente in fiera di che si tratta!
What’s your Game
La Casa editrice animata da Mariano Iannelli si distingue, da diversi anni, nel proporre titoli decisamente orientati ad un pubblico di gamers, con una certa predilezione per i cinghiali.
Quest’anno le proposte editoriali sono quindi due, avvero Nippon, del duo Sentieiro – Soledade e Signorie, degli italiani Zizzi e Chiarvesio.
Il primo è un gioco economico che propone come sfondo il Giappone della fine del XIX secolo, ovvero un paese ancora in bilico tra il retaggio feudale dei secoli precedenti e la rivoluzione industriale. Gli autori, già noti per titoli come Panamax e Madeira, si cimentano quindi con il compito di proporre meccaniche leggermente più immediate del loro solito ed i 90 minuti sulla scatola sembrano tradire questo sforzo.
Il secondo invece ci riporta in una delle più classiche ambientazioni dei giochi gestionali, ovvero l’Italia del XV secolo.
Visto che ancora, mentre scrivo, non sono disponibili le regole da leggere, mi sono rivolto al buon Zizzi, chiedendo a lui lumi sui contenuti del gioco del quale è coautore. Lui quindi mi ha riferito che Signorie è un gioco di piazzamento e scelta strategica di dadi in cinque colori differenti.
Ogni colore, quindi ogni dado scelto dai giocatori, permette di attuare effetti differenti e profonde conseguenze sul gioco.
I dadi saranno tirati tutti a inizio turno e messi al centro della plancia per poi essere scelti uno alla volta. La scelta del giocatore è apparentemente semplice, dovrà prendere un singolo dado durante la sua fase e piazzarlo sulla propria scheda di fazione.
Decidere il momento opportuno per attuare azioni tattiche e strategiche sarà fondamentale, attenti al vostro debole cuore.
L’ambientazione è quella delle potenti famiglie nobiliari italiane del 1500. In Signorie la gestione delle carriere politiche dei rampolli di famiglia e l’organizzazione di matrimoni tra figlie e potenti famiglie italiane permetterà di dominare la politica, la religione e l’economia. Grafica e materiali sono ai massimi livelli, solita garanzia What’s Your Game. (quest’ultimo lo potete leggere come piccolo ‘spazio pubblicitario’ … NdPinco11).
Cranio Creations
L’editore del teschio si presenta alla fiera tedesca con piglio aggressivo, proponendo ben tre titoli, che sembrano abbracciare un ampio spettro di target potenziale.
Il primo è un classico gioco di destrezza ed abilità manuale, ideato dalla coppia Luciani – Tinto e dal titolo La Torre dei Mostri (The Tower). Il bello qui sta nel fatto che il manuale sta tutto nell’immagine qui a lato.
Il componente principale consiste infatti in una torre in cartoncino spesso, all’interno del quale sono piazzati appositi trippolini a teorica forma di piccoli mostri, che nel corso del gioco (a seconda delle carte pescate) si dovrà cercare, infilando le vostre affusolate ditine dentro alle finestre, di spingere i mostri che si stanno cacciando fuori dalla torre.
L’unico dubbio che mi resta è sulla longevità della torre, che forse avrebbe dovuto essere di cemento armato (ma poi ci sarebbe stato qualche problemino di peso …).
Nel contempo abbiamo un Paolo Mori impegnato in un titolo anomalo, ovvero un gioco investigativo di carte dal nome di Insoliti Sospetti, per 3-16 giocatori, nel quale i partecipanti, eventualmente divisi in fazioni (ci sono diverse modalità di gioco) dovranno identificare tra 12 sospettati chi sia il colpevole, fruendo dell’aiuto del testimone. Il problema è però che il testimone può solo rispondere a delle domande dirette con i classici ‘si’ o ‘no’ e le domande non sono del tipo ‘ha i capelli rossi?’, ma dell’assai meno concludente tipo ‘vive in casa con i genitori …?’. Le risposte possono essere tratte direttamente da un manuale di antropologia forense 🙂
Per chiudere arrivo al più atteso (dai cultori del gestionale), ovvero Il consiglio dei quattro, della coppia Luciani – Tascini.
Qui il gioco, per 2-4 giocatori, con tempo medio di addirittura 30-50 minuti, si propone, leggendo il manuale, coma una sorta di summa delle meccaniche proprie di una fila di titoli famosissimi. Mentre cercavo di capire come il tutto giri, ho visto che ci sono infatti delle carte colore (Ticket), che si giocano per poter piazzare le proprie casette nelle diverse locazioni della mappa, che si cercano di occupare per ottenere tesserine bonus (Thurn und Taxis). Poi ho riscontrato la presenza di una mappa che ricorda tantissimo Hansa Teutonica ed ogni volta che si costruisce una casetta si va a riscuotere un bonus legato a tutte le singole città che compongono la rete (qui i giochi di reti sono tanti …).
Di base il gioco si propone come aperto ad un pubblico assai ampio (le scelte di base delle azioni principali da compiere, ad ogni turno, sono al massimo quattro) , ma nel contempo ci sono un sacco di cose in più (tipo carte bonus, aiutanti, azioni aggiuntive, …), che mi fanno essere mooooooooooolto curioso.
Ci aggiungiamo che la coppia degli autori è di quelle che stanno facendo strada (Tzolkin e Marco Polo vi dicono qualcosa?) ed otteniamo un notevole hype.
Ricca è anche la linea, per chiudere, dei titoli in uscita ad Essen 2015 che l’editore ha già assicurato che saranno localizzati entro Lucca (o così si spera), ovvero Through The Ages e Codename della CGE (Nome in codice), Stromboli (Haus der Sonne) della Feuerland, Tide of Time, Abbatti combatti e arraffa il malloppo della Portal, Antike 2 della Pd Verlag ed Orleans della DLP.
GateOnGames
3 Kings è il primo gioco edito dalla neonata Gateongames (emanazione diDungeondice.it), frutto dello sforzo creativo della coppiaSai – Mazzantini e grafico di Simone Denti. Si tratta di un gioco di carte per 3-8 giocatori, tempo medio a partita di 60-90 minuti (quando sarete esperti), età 14+ (dipendente dalla lingua, ma è in italiano …).
Yemaia
Roberto Pestrin è il maestro che ci introduce ai misteri dei due tornei di arti marziali, White Lotus e Black Lotus, nei quali fino a quattro giocatori (c’è anche la modalità solo play) prenderanno la guida di altrettanti dojo acquisendo lottatori e facendoli crescere nel corso della partita, grazie ad un poco di sana attività di allenamento e di un bel po’ di sganassoni da torneo.
Alle meccaniche di gestione ci aggiungiamo poi una bella salsa di dadi customizzati ed una ambientazione simpatica, mescoliamo il tutto ed otteniamo Dojo Kun, titolo con il quale la Yemaia conta di imporsi alla attenzione internazionale il quel di Essen.
Noi, che avevamo giocato con l’autore a Modena (dove lo asfaltai amichevolmente grazie ad una specie di Bud Spencer o simile …) con piacere, attendiamo di vedere la versione definitiva del gioco.
Red Glove
L’editore marmifero è particolarmente proiettato sul mercato italiano e, non a caso, ha concentrato diverse sue uscite in calendario per le fieri nazionali, come la Play.
E’ ragionevole quindi che il suo sforzo espositivo vada piuttosto per Lucca Comics: in ogni caso, visto il buon successo e riscontro di pubblico ottenuto con Rush and Bash, lo proporrà ad Essen in versione multilingua, cercando di spingere il pubblico internazionale verso questo simpatico titolo.
Di che si tratta già lo sapete, grazie alla recensione sul blog, per cui mi limito a ricordare che è un gioco di corse caciarone, ambientato nell’universo Red Glove, nel quale i giocatori sono alla guida di auto che si sfidano all’interno di un percorso modulare.
Una volta costruita la pista, utilizzando alcune delle numerose ambientazioni (noi abbiamo giocato con un vulcano ed un mostrone zompettante, ma ci sono anche dei ponti sospesi e tanti altri ammeniccoli), si inizia a giocare una delle tre carte a disposizione, ottenendo un movimento e la possibilità di attivare diversi effetti speciali, come il lancio di simpatici missilozzi, la deposizione di bombe, il cambio di corsia, l’attivazione di effetti personalizzati di potenza crescente. Diciamo che l’idea di base è quella di guidare una macchina (Super Mario Kart dà l’idea?) di un videogioco e blastarsi a piacimento nel farlo, gioendo delle altrui disgrazie 😉
Giochix
L’editore, che sta curando anche la piattaforma di crowdfunding Giochistarter, propone come al solito anche propri titoli e a questo giro abbiamo Bomarzo e The Foreign King.
Il primo (ne è autore Stefano Castelli ed è un 2-4 giocatori da 45-60 minuti) è di base un classico gestione lavoratori, nel quale, basandosi sulla ambientazione legata all’omonimo ‘bosco’, i giocatori si sfidano però in un gioco di equilibri e maggioranze variabili, cercando di spingere, nel costruire un proprio motore di gioco grazie alle numerose carte ‘sviluppo’ disponibili, le divinità favorite verso la supremazia (ci sono a fine partita attribuzioni di punti a maggioranze).
Il sapore complessivo del tutto è particolare e, per quanto si parta da terreni (regole e meccaniche) noti, il punto di arrivo è qualcosa di diverso dal solito ‘accumula e vinci’. Potenzialmente teso sino all’ultimo e non convenzionale.
Il secondo (The Foreign King) è invece frutto di un’idea minimalista di Javier Garcia (2-4 giocatori, 60 minuti) che mescola piazzamento, maggioranze e selezione-azione su una plancia dalle dimensioni compatte (solo 33cm x 17cm).
Post Scriptum
L’editrice di Mario Sacchi (attiva anche nel campo delle consulenze, tanto da aver collaborato nelle edizioni anche di Bretagne della Placentia e di Zena1814 della Demoelai) propone un nuovo titolo che stimola colpo d’occhio, rapidità manuale e destrezza, il tutto nel noto ambito della costruzione con i classici mattoncini di plastica (simillego).
Il gioco in questione è Brick Party e contiene al suo interno 36 pezzi da assemblare di volta in volta per formare le costruzioni illustrate nelle apposite carte obiettivo (165).
Semplice l’idea di partenza, le finezze delle meccaniche di gioco sono frutto della creatività di Luca Bellini , mentre il numero di giocatori (che si sfideranno eventualmente in manche a squadre con composizioni variabili) è da 2 a 9, con un tempo di gioco contenuto.
Sottolineo, inoltre, che l’editore proporrà la nuova edizione di Sator Arepo Tenet Opera Rotas, un titolo che è riuscito, nell’ampio panorama delle migliaia di uscite che vengono tritate ogni anno, ad imporsi a sufficienza per meritarsi una bella ristampa. Nel complimentarmi, rinvio per maggiori info all’articolo di recensione su di esso presente sul blog.
Placentia Games
fatta un nome tra gli appassionati di giochi da tavolo con i suoi
titoli dedicati a giocatori esigenti e anche quest’anno non si smentisce
proponendoci Bretagne di Marco Pozzi al suo secondo titolo pubblicato.
tratta di un gioco di difficoltà medio/alta, con forte interazione tra i
giocatori, impegnati a costruire i fari al largo delle coste della
Bretagna. La fase di valutazione dei fari è l’aspetto più interessante
di Bretagne che riesce a coniugare in due ore di partita un gestionale
complesso con la linearità del design che non si
apre ai vari microgiochi che servono a conferire un’inutile
complessità e a dimenticare questo o quel passaggio.
Pendragon Game Studio
Due sono le uscite che da tempo l’editore ha annunciato, proponendole anche in versione demo e/o prototipo alle fiere specializzate, in modo da creare la giusta attesa per esse.
La prima è Apollo XIII, di Andrea Crespi, autore il quale dimostra di gradire particolarmente il tema della esplorazione spaziale, dopo aver già ideato 1969. Qui si compie qualche piccolo passo indietro, nel senso che la famosa missione non riuscì a sbarcare, come previsto sulla luna, a causa di problemi tecnici.
I giocatori saranno chiamati in questo titolo card driven cooperativo, ad impegnarsi per superare le difficoltà, sopravvivendo e rientrando sulla terra. E’ prevista anche, per i più ‘cattivi’, una versione competitiva, nella quale si valuterà anche il miglior coordinatore di missione.
La seconda è Waterloo: Enemy Mistakes, di Aldo Ghetti e Paris Poli, per 2-3 giocatori, durata indicativa 120-180 minuti (progettato dalla Sir Chester Cobblepot), titolo nel quale si rievoca la famosa ultima battaglia di Napoleone.
Si tratta di un gioco di guerra, che però non prevede la presenza dei classici esagoni, sostituiti da ‘tratti’ di percorso completabili dalle truppe in un tempo ‘x’.
Rinvio i più interessati all’articolo di anteprima apparso sul blog.
Apokalypse Inc
Nuovo editore, il quale si presenta come assai ambizioso, visto che in un colpo solo proporrà ben tre novità.
La prima è The Producer: 1940-44, di Manlio Zaninotti, titolo che si propone il compito di esplorare l’affascinante mondo del cinema, rievocando i fasti di Hollywood e delle star cinematografiche di una volta. Il gioco è destinato ad un pubblico di giocatori esperti, con tempi di gioco non cortissimi (60-180) e ci proietta nell’era delle produzioni cinematografiche americane in un periodo che si estende lungo la seconda guerra mondiale. Qui siamo proprietari di una piccola major che, partendo da un piccolo magazzino per la ripresa delle scene e da pochi soldi, dobbiamo cercare di farci largo in questo business promettente, cercando di ampliare la nostra azienda, mettendo a contratto gli attori più noti, scegliendo i copioni dei film da produrre e cercando di acquistare notorietà vincendo magari qualche Oscar.
Rinvio chi desiderasse approfondire alla recensione già apparsa sul blog.
Al suo fianco ci sarà poi un piazzamento tessere dall’ambientazione ‘spaziale’, dal titolo Ophiucus: The thirteenth constellation, di Emilio Zampa, il quale si propone di stimolare a giocare cercando, nel piazzamento, di ricostruire sequenze di simboli corrispondenti alle costellazioni.
A chiudere, quindi, Sukkube, di Renè Capuzzo, titolo che si ispira al filone dei giochi ‘minimalisti’, visto che al proprio turno ognuno è chiamato, fruendo delle carte a disposizione, a far ruotare il cubotto che contiene i materiali di gioco, facendo si che compaia su di esso la faccia desiderata. Dalle ultime informazioni che mi sono state inviate apprendo inoltre che si tratta un gioco tanto semplice e veloce, quando strategico e impegnativo. L’obiettivo è quello di essere il personaggio rappresentato dalla faccia del cubo che si trova in alto quando finisce la manche (detto “dominatore”. Il giocatore opposto, che rappresenta la faccia coperta del Kube, è nominato “Sukkube” e inizierà la manche successiva). La manche finisce quando un giocatore finisce le carte o quando un giocatore non può giocare le carte (c’è solo un caso). Si gioca a carte scoperte, sicché tutti sono alla “pari” e possono calcolare/cercare di capire come potrebbe evolversi la manche. Solo il giocatore corrispondente alla faccia in alto del kube può giocare una carta tra quelle che ha e, di conseguenza, gira il kube a seconda della carta che ha giocato. Così il turno passa al giocatore che è diventato il nuovo “dominatore” temporaneo. Potenzialmente, si potrebbe giocare anche con ragazzini giovani perché non è un gioco di pura strategia. Certo, per chi ama pensare e cercare di prevedere le mosse, il gioco risulta più avvincente, soprattutto se contro giocatori simili.
DvGiochi
L’editore umbro è universalmente famoso grazie al successo ottenuto dal suo Bang! e proporrà ad Essen in particolare una versione per due del famoso gioco, originariamente pensato per gruppi numerosi.
Al design c’è sempre Emiliano Sciarra e quanto alle meccaniche si propone la presenza di due mazzi separati (gli scarti dei quali però confluiscono in un unico mazzo degli scarti) e di più pistoleri che sono tenuti da ognuno (partendo da una coppia, con uno di essi davanti ed uno nelle ‘retrovie’).
Tra le altre novità, in arrivo tra la fiera tedesca e quella di Lucca, ci sono poi la versione The Walking Dead di Bang!, nella quale il sistema di gioco resta quello consolidato del progenitore, fatto salvo che i Salvatori si scontrano con il Leader e con i suoi Sopravvissuti, mentre il Solitario di Hilltop vuole eliminare tutti e rimanere l’ultimo in gioco.
Quiz Chef Junior e Quiz Chef Vini, ideati da Silvano Sorrentino, amplieranno poi il filone dedicato ai giochi light / family dedicati stavolta ai piccoli amanti della cucina ed aspiranti sommellier e ad essi si aggiungono diverse localizzazioni di titoli in uscita ad Essen 2015 che l’editore ha già preannunciato (Mondo Nuova Edizione, Alien Wars, Monster My Friend, Mau Mau Vampiri, Una Notte da Lupi, Bellz, Splash e Terra).
District Games
[Chris] La novità in uscita della District Games è NO! , gioco di carte di Daniele Solfrini, che punta chiaramente alla fetta di mercato di Uno o di altri giochi di carte. La cosa traspare anche dalla confezione che chiaramente tradisce un proposito di grande distribuzione.
Deomoela
autori genovesi Alberto Barbieri e Luigi Cornaglia che hanno dato vita
ad una nuova casa editrice Demoela (che in dialetto genovese significa
gioco), vuole ricreare gli avvenimenti accaduti a Genova negli 8 mesi
intercorsi dalla caduta di Napoleone fino al Concilio di Vienna,
simulando le manovre delle famiglie nobiliari della ex Repubblica tese a
portare onore e prestigio alla propria casata.
innovativo del gioco sta nel meccanismo della partecipazione, cioè
nella possibilità degli altri giocatori di usufruire dei vantaggi
generati dalla carta giocata da un giocatore, concedendo al promotore
della carta un qualche vantaggio in termini di denaro e/o punti
vittoria.
meccaniche di maggioranza, worker placement e gestione carte, che
grazie al twist della partecipazione ne escono rinnovate. Il gioco, di
difficoltà media, si presenta in due versioni una basica ed una avanzata
che aggiunge un ulteriore mazzo al gioco.
L’editore toscano presenta già alla Gencon americana le sue uscite, a partire dal gioco di carte Jolly Roger di Frederic Moyersoen (quello di Saboteur), titolo per 4-10 giocatori a tema pirati, saccheggi ed ammutinamenti.Al loro fianco poi ci sarà anche un titolo (coprodotto con la Planplay) indirizzato al pubblico dei più piccoli, ovvero Quickpick : Island of Monster Masks, ideato dalla coppia Martino Chiacchiera e Benedetto degli Innocenti, con elementi di party game, mimi e via dicendo. Sono curioso di provarlo per vedere se faccia al caso del mio pargolo 🙂
Autori italiani pubblicati altrove
Nell’elencare altri titoli ideati da game designer di casa nostra vado qui in ordine sparso (questo paragrafo è frutto di un ripensamento dell’ultimo momento, per cui mi sono preparato poco e vado a memoria di ciò che ora in mente …), citando la Zoch , dove sarà presentato Nitro Glyxerol dell’amico Luca Borsa (assieme ad Andrea Mainini), la Queen Games, dove dovrebbe uscire Liguria, di Zucchini ed ovviamente, l’atteso Grand Austria Hotel della coppia Luciani – Gigli.
A loro si aggiunge anche Bermuda di Carlo Emanuele Lanzavecchia, del quale ci ha parlato nei giorni scorsi il nostro Chris. La fantasia di casa nostra, quindi, non si limita ai nostri confini … 🙂
Per la Hans im Gluck, editore davvero prestigioso, uscirà poi Skyliners, un titolo ideato da Gabriele Bubola, che visivamente ricorda l’idea alla base del fortunato La Boca e che propone come pubblico un 8+ di età. Molto altro non so, perchè l’editore ama tenere nascoste le informazioni fino alla fiera, dove cercherò di approfondire .. 🙂
Come sempre l’invito per chi avessi dimenticato è quello di contattarmi al volo tramite il box in fondo alla colonna sinistra del blog, perchè io possa colmare la mancanza al volo (nessuno è perfetto, io sicuramente no ..) 🙂
— Le immagini riprodotte sono tratte dai siti delle case citate (o da BGG), alle quali spettano tutti i diritti sui giochi in questione e sulle immagini stesse, le quali sono proposte ritenendo la cosa gradita forma di presentazione dei giochi di cui si tratta, Le immagini saranno comunque rimosse su semplice richiesta ove la loro presenza a corredo del post non sia gradita. —
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