Vi ricordo, per completare idealmente questo report, l’uscita nei giorni scorsi dei tre articoli di aggiornamento già pubblicati (venerdì, sabato e domenica)
Se siete interessati soprattutto a sentire parlare dei titoli usciti, potete passare subito al paragrafo successivo, mentre se vi fa piacere arrivarci per gradi, assaporando prima qualche nota introduttiva, potete procedere a leggere qui.![]() |
| Flick’em all |
Nel contempo nell’arco di pochi giorni è come se fosse compressa idealmente l’intera stagione ludica (o quasi: diversi titoli escono ancora nel corso dell’anno, ma la proporzione tra le novità presentate più o meno ad Essen e quelle in arrivo è tra 1 a 3 ed 1 a 5.
Il concetto, quindi, è che sono tutti amichevoli ed in fiera nessuno fa hard selling: ti fanno sedere per provare, ti spiegano tutto per benino e ti fanno giocare (spesso tutto il gioco, altre solo qualche turno), senza nemmeno chiederti alla fine ‘se vuoi mica comprare’ (qualche eccezione, comunque di pacato incoraggiamento all’acquisto a volte c’è, ma niente di fastidioso). La libertà è quindi totale ed il divertimento è assicurato.
Personalmente preferisco girare tra i tavoli senza fermarmi troppo a fare code per provare cose che so già che mi interessano (le compro a scatola chiusa) e concentrarmi su editori e giochi dei quali in giro si sa poco e che con maggiore difficoltà di potranno reperire nel post fiera. Nell’elenco finale dei titoli giocati che, come da tradizione, chiude il mio racconto della fiera, troverete quindi diversi filler e molte cose esotiche o meno note.
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| Bel quadretto familiare! |
Le cose più belle sono il piacere della scoperta ed il gusto di trovare spesso perle nascoste: arrivati alla domenica si ha la sensazione che il tempo non sia bastato e che si sarebbe potuto fare altro, ma l’appagamento, a guardare il bicchiere pieno ben più che a metà è tanta.
Bilancio personale numerico di fine fiera: circa 30 titoli giocati e 60 scatole (di varia dimensione) portate a casa (o inviate e da recuperare) … Scusate se è poco 🙂
[intermezzo] .. una serie di sfortunati eventi : ovvero “perchè la Germania non è più il simbolo delle cose fatte a modo”
Anche questo è un paragrafo che potete saltare (riconoscetemi che ho nel cuore chi ci legge per sapere solo dei giochi …) se state leggendo solo per avere novità sui titoli usciti, perché vi racconto qualche aneddoto sul viaggio e permanenza in Germania.
Come annotato nel primo dei diari di Essen pubblicati abbiamo incontrato (con il fedele amico Sergio) qualche ‘modesto’ inconveniente nel viaggio di andata, scontrandoci con una (per noi) inattesa impressione che i nostri interlocutori fossero nel totale panico, senza sapere cosa fare.
Facendola breve all’aereoporto di Francoforte (avevamo gli aerei messi male, per cui abbiamo scelto di arrivare là, per poi completare il percorso col treno) ci arriviamo da Firenze alle 8.00 di mattina e l’idea era quella di essere in fiera così intorno alle 11.00 (preparazione da sgamato giocatore di Feld, con treno da prendere nella stazione ferroviaria dell’aereoporto ed albergo di fronte alla stazione di Essen, che ti dà il biglietto gratis per la metro).
All’aereoporto simpaticamente mi perdono il bagaglio, nel senso che lo caricano, non so come e perchè solo il mio, su di un nastro diverso (tipo il 10 invece che l’1) e riescono a ritrovarlo dopo un’ora e mezzo, invitandomi amichevolmente ad andare a prendermelo da solo dove li tengono (mi aspettavo che me lo portassero almeno loro all’ufficio bagagli). Da bravo amante dei gestionali rifaccio tutti i calcoli e le mie proiezioni mi danno a questo punto in fiera poco prima dell’una, grazie ad un treno ultraveloce che ci costerò ‘solo’ 88 euro ..
Vabbè, arrivo a fare il biglietto e scopro che vicino ai treni per Essen c’è un simpatico triangolino rosso con dentro un punto esclamativo. Mi chiedo se significhi che ‘attivandolo’ si possa guadagnare qualche punto vittoria a fine partita e premo. Esce un messaggio assai poco esplicativo che dice qualcosa del tipo ‘alla stazione di Essen il treno potrebbe non arrivare’. La cosa mi lascia un poco interdetto e decidiamo di fare la fila per l’acquisto al banco: arrivati la gentile signorina ci spiega, a spizzichi e bocconi, che c’è stato un fire sulla linea e, detto in parole povere, non hanno idea se i treni in stazione ad Essen arrivino o no.
Il giorno seguente apprenderò che in realtà erano in quella situazione da un paio di giorni ed avevano avuto un ‘semplice’ problema sui segnali, che impediva ai lunga percorrenza di fermarsi ad Essen con tranquillità, ma la linea era comunque del tutto funzionante, salvo doversi arrangiare con coincidenze dalla città grande più vicina ad Essen con dei localacci.
Fatto sta che ‘sta cosa alla stazione di Francoforte non la sapevano, a distanza di un giorno dall’accaduto e la signorina al banco mi ha chiesto se ‘volevo andare a Dusseldorf o a Dortmund‘ (che sono su due linee diverse). Io, interdetto, le rispondo che l’idea era di andare ad Essen, ma lei insiste che la tratta per Essen è chiusa (mi sa che la ha già occupata il giallo con le sue carrozze, per cui devo fare il giro) e devo scegliere io da che parte passare (dev’essere una variante del gioco che ti permette di scegliere tu il percorso obiettivo), che tanto più o meno è uguale.
Deciso per Dusseldorf, la signora poi mi dice che il biglietto per Essen non me lo fa, perchè tanto non si sa mica se ad Essen poi ci arrivo.
Prendo nota del fatto che gli iettatori si sono trasferiti in Germania e mi imbarco sul primo treno, viaggiando lentamente e con l’ansia di non sapere quando arriverò in fiera. Il gestionale che è in me cade in depressione, sapendo che finchè tutte le tessere trasporto non saranno sul tavolo non sarò in grado di capire come finire la partita. Le previsioni sull’orario di arrivo in fiera sono fosche.
Alla fine, poi, scendiamo a Dusseldorf e prendiamo un localaccio per Essen, arrivando in fiera alle 15.00.
Morale della favola: sono rimasto impressionato da quanto i nipoti dei Nibelunghi vadano nel panico quando le cose non filano lisce. Sarà la vicenda Wolkswagen o forse solo l’aria del tempo che cambia, ma anche la sera di venerdì la metropolitana si è bloccata per tre quarti d’ora, nel corso dei quali diversi annunci (solo in tedesco) spiegavano che forse si poteva prendere un autobus, perchè non sapevano se sarebbero riusciti a sistemare il guasto.
Un mito, quella della precisione tedesca, che crolla.
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| Consiglio dei 4 |
La fiera ed i titoli sugli scudi
Ok, torniamo ora in topic ed occupiamoci della parte che interessa maggiormente a molti dei nostri lettori, ovvero le considerazioni legate ai vincitori della fiera, ossia ai titoli che nel corso della quattro giorni (contando quelli di apertura al pubblico) sono riusciti in qualche modo a colpire le folle, guadagnando in questo modo un gran bel bonus di popolarità da sfruttare nei tempi a venire ed a concludere, a volte al volo, importanti accordi di distribuzione con grossisti internazionali.
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| Mombasa |
Delle classifiche istantanee di gradimento vi ho già parlato nei diari dalla fiera che sono andati online nei giorni scorsi (venerdì, sabato e domenica), per cui mi limito qui a riprodurre al volo le classifiche, per comodità ed a spendere qualche parola, passando poi alle mie impressioni personali.
Fairplay Magazine Online
1. La Granja
2. Nippon – Mombasa – Signorie
4. Grand Hotel Austria 7 Wonders Duel – Consiglio dei 4
5. Codenames – Isles of Skye – Mysterium – Shakespeare
6. My Village – Discoveries
7. Celestia
Cinghiale al potere! In testa si colloca La Granja, la quale beneficia della nuova produzione ed ampia disponibilità, conquistando la vetta della classifica. Il titolo è di quelli tosti ed è seguito da altri della stessa classe, ovvero Signorie e Nippon della What’s Your Game e Mombasa della Eggert.
Tutti sono caratterizzati da un tempo di gioco dai 90 minuti in su e la loro presenza in vetta attesta come quest’anno ci fosse una certa nostalgia per i bei titoli solidi di una volta, quasi una sorta di rigetto verso il trend di semplificazione che sembrava aver pervaso l’industria ludica, con un tempo a partita che sembrava non dovesse essere sotto ai 90′.
Ancora in classifica troviam poi Grand Austria Hotel, altro titolo se non heavy quantomeno welter, così come Shakespeare, gradito ritorno della Ystari nel gestionale di qualità, così come al sesto posto c’è My Village, altro titolo dalla struttura palesemente solida. Da menzionare è poi l’ottimo spunto sul finale che ha caratterizzato il Consiglio dei 4 della Cranio, che dalla lettura delle regole considero un titolo davvero, davvero molto interessante e che sono ansioso di mettere sul tavolo nei prossimi giorni.
Un pochetto strettini e spinti verso i piani bassi appaiono invece i pesi leggeri, che conquistano solo il quarto posto con 7 Wonders Duel, nonchè il quinto con Codenames, Isle of Skye e Mysterium (che altro non è se non Sesto senso).
Discoveries e Celestia chiudono poi il lotto dei nominati, essendosi distinti sia per i componenti (dadi per il primo ed una ganzissima barchetta per il secondo) che per il gameplay lineare.
BGG
1 7 Wonders: Duel
2 504
3 Codenames
4 Mysterium
5. Baby Blues
6 The Bloody Inn
7 T.I.M.E Stories
8 Celestia
9. Burger Boss
10. Fog of love
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| 504 |
Se per la classifica di prima devo dire che sarei pronto a sottoscriverla praticamente in toto (prescindendo dall’ordine, quindi intendo soprattutto che i titoli nominati mi piacciono o intrigano tutti, l’uno per l’altro), per quella di BGG sono invece più scettico.
Fermo restando che sono presenti anche qui 7 Wonders Duel, Codenames, Mysterium e Celestia, scompare qui di nuovo la categoria dei cinghiali ed entrano (così come è accaduto spesso in fiera) diversi titolo poco conosciuti. In questo momento ci sono Burger Boss, Baby Blues e Fog of Love, mentre in altri momenti sono comparsi carneadi come 7th continent o Automania, ma francamente sono poco persuaso.
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| Celestia |
Qui la sensazione complessiva è quella di una classifica eterogenea, che sembra non aver capito che direzione prendere, con un 504 che vuole rappresentare da solo i classici e che non mi convince affatto, tanto da non essere riuscito ad entrare nella lista degli acquisti, nè in quella dei titoli che terrò d’occhio.
Frankenstein (lo chiamo così perchè le sue regole si creano partita per partita facendo un assemblaggio di parti del manuale) per ora non mi affascina, ma attendo di essere persuaso del contrario da qualche lettore (non ci vuole molto a farmi smuovere per dare una chance ai giochi, lo sapete).
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| Potion Explosion |
Personalmente invece devo dire che, percorrendo più e più volte la fiera ho avuto modo di notare quali scatole la gente sembrava aver comprato, così come mi hanno aiutato i classici giri dei tavoli dell’albergo.
A questo giro sembra che i favori del pubblico si siano divisi davvero tra tanti titoli, ma in particolare segnalo che Potion Explosion, della Horrible, sembra aver fatto il botto, andando in soldout già alla mattina presto di sabato e tantissimi avevano le sacchette verde fosforescente della casa, in barba al fatto di non essere entrato nelle classifiche degli instanti poll.
Tra i gestionali confermo che sia Mombasa che gli What’s Your Game (con Nippon in soldout sabato e Signorie che domenica si avviava a fare lo stesso) erano popolarissimi, così come allo stand della Blackrock c’era sempre coda a provare soprattutto Celestia e non mi sorprende, quindi, che il titolo sia riuscito a fare capolino, verso domenica, nelle classifiche.
7 Wonders Duel era a sua volta un predestinato, perchè con tutta la gente che ha in casa il predecessore non era possibile che il seguito, destinato alle partite a due, non interessasse a scatola chiusa, mentre altro colpo sembra averlo fatto TIME Stories, avventurona narrativa che ricorda come spirito quello di Sherlock Holmes, titolo che nel recente ha conosciuto un grosso successo.
Qui mi convince poco il fatto che la scatola base abbia una scarsa longevità, perchè l’avventura (per quanto ho appreso superficialmente) una volta finita la si conosce, ma l’idea dell’editore è di continuare a ravvivare il titolo con i pacchetti di espansione, uno dei quali era infatti già in vendita in fiera. Anche qui soldout, almeno nella versione inglese.
Andando, infine (prima di passare al tradizionale elenco dei titoli provati, con breve descrizione) sul mio personalissimo cartellino devo mettere in evidenza Royal Goods, di Pfister, seguito ideale di Handler der Karibik, condividendone sia l’editore, il Museo Austriaco del gioco, che autore e disegnatore (Franz Klemens). Provato al rientro in aereo mi ha davvero colpito, perchè l’autore è riuscito ancora a coniugare il push your luck con il gestionale, anche approfondendo di un paio di spanne il discorso rispetto al predecessore (qui compare addirittura il concetto di catena produttiva) e proponendo qualche idea interessante (e geniale) per supplire alla mancanza dei pezzi risorsa in legno. Non ho dubbi che con la qualità che propone sarà oggetto a breve di più ampia distribuzione, come Handler.
Altra sorpresona è stata poi Ponzi Scheme della taiwanese Homosapiens Lab, di Jesse Li. Componenti forzatamente lussureggianti (lo schermo giocatore è di un cartoncino più spesso delle tessere di Carcassonne e le banconote sono filigranate ….) e, soprattutto regole che si spiegano in tre minuti di orologio ed un meccanismo economico interessante (soldi presi a prestito che si devono restituire con interessi da capogiro ogni tot turni) che ti fa sentire ben presto, di turno in turno, sull’orlo dell’abisso. Ci abbiamo fatto le tre di notte ed ho riso in più occasioni fino a farmi venire le lacrime agli occhi e mi ha preso così tanto che questa settimana, con tutta la roba che abbiamo preso, lo rigiocheremo! Non so se mi sono spiegato … 😉
Bello Signorie, classico e basato su di un mix tra i classici “costruisci un motore produttivo” e l’uso di dadi per gestir la forza delle azioni ci ha piacevolmente allietato l’arrivo in fiera giovedì, restituendoci pace e serenità, mentre sabato abbiamo scoperto (grazie a Sergio) Motherload (Brown – Tolman) della Roxley Games, gioco con meccaniche di deck building nel quale si usano gli effetti per scavare su di un tabellone componibile. Bella l’idea ed efficaci le combo, lo abbiamo preso dopo poche mani di gioco e sono impaziente di riprovarlo a modino in una partita completa!
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| Tripolo |
Tra i filler, invece, ho scoperto Tripolo, di Maureen Hiron, edito da Stragoo, gioco con carte tonde in plastica, nel quale si deve cercare, in tempo reale, di liberarsi delle proprie carte (che hanno tre caratteristiche, ovvero una lettera, un colore ed una illustrazione) formando dei tris su di una griglia 3×3. Rapido, adattissimo per bimbi e non solo, ci ho già fatto due o tre partite con mio figlio e non dubito ce si vedrà presto in giro per l’Europa….
Le mie prove su strada
Non cercate qui tanti titoli troppo profondi, perchè in fiera si devono provare tante cose e scoprire, almeno questa è la mia filosofia, più cose nuove che sia possibile, per cui i cinghiali li tengo per momenti di maggiore tranquillità a casa. Sembra una scusa, ma è più che altro una chiave di lettura, perchè l’insieme dei titoli provati non mi definisce, in realtà, pienamente come gusti di gioco. Mi limito qui ai principali titoli provati, lasciandone da parte alcuni, provati in modo meno completo.
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| CVilization |
CVlizations. Inserisci la grafica di CV su di un tema di civilizzazione e proponi regole facili, ovvero un classico selezione ruoli, con sette (mi sembra) carte personaggio, tra le quali ad ogni turno nel scegli due e le giochi una scoperta (a turno) ed una coperta. Poi si attivano gli effetti (tra i quali i principali sono quelli di prendere risorse e spenderle per acquistare carte ‘scoperta’, che danno punti vittoria o benefit vari) delle varie carte, tenendo conto che ogni carta produce effetti più o meno potenziati a seconda del fatto che sia stata scelta da uno, due o più giocatori. Veloce da giocare e simpatico, ma forse poco innovativo. Classicoso
Signorie. Zizzi – Chiarversio al potere in un gestionale classico, con il suo bel mix di costruzione di un motore produttivo (assumi aiutanti che ti potenziano in futuro le azioni), controllo ‘territorio’, collezione set, dadi da rollare per randomizzare i costi delle azioni. Un piatto dal gusto noto, ma di quelli che mangeresti sempre, come una bella lasagna al forno della nonna. Gustoso
Pi Mal Pflaumen. Cramer (quello di Glenmore) ancora non si riprende dalla sua parabola discendente dall’Olimpo dei game designers di punta nel quale sembrava essere salito. Questo è un onesto gioco di carte che vale i suoi soldi, con meccaniche di raccolta set e qualche effetto speciale, arricchito da una grafica rilassante ed accattivante. Manca però il picco di adrenalina. Briscoloso
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| Armymals |
Armymals. Gioco piuttosto semplice, con due bei carrarmatozzi per giocatore che girottolano per una mappa ad esagoni grossi, tra cannonate e ruba la bandiera. Ottimi i componenti, simpatica la grafica, men convincente il gameplay, un poco piatto. Carrarmatoso
Un gestionale a tema isole e territori. Non mi ricordo nemmeno come si chiama. E’ l’esempio di come un dimostratore poco abile (è stato l’unico esempio di questo tipo in tutta la mia fiera) possa rovinarti un gioco, visto che dopo mezz’ora ha continuato a farci giocare dicendoci le regole un pochetto alla volta e omettendo nonostante le ripetute domande di spiegare come si vinceva. Urge il cambio di dimostratore, il prossimo anno, amici! Confusionario (il dimostratore, più del gioco).
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| Witkacy |
Taste of Poland. Gioco di carte a tema culinario, con le illustrazioni di una valanga di piatti tipici della Polonia. E’ fondamentalmente un classico titolo nel quale si stimola la rapidità di riflessi, arricchito però dal tema, di indubbio appetito. Master Chef Poland
Heroes. Deck building a tema fantasy nel quale le carte si attivano rollando e rirollando in tempo reale i propri dadi, sinchè non esce la combinazione desiderata. Sullo sfondo c’è poi la lotta tra due fazioni di campioni e creature e ciò in cui il gioco riesce è creare un’atmosfera di tensione. Rolla che ti passa
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| Heroes |
Gum Gum Machine. Il tema è bello, perchè si parla di produrre gomme da masticare colorate. La componentistica è bella, perchè è tutto colorato e ti fa venire voglia di sederti a giocare appena puoi. Peccato che poi il gioco, così come le gomme da masticare alle quali si ispira quelle a palla che stavano ne distributori), sia poi ben poco emozionante, limitandosi ad un ‘segui le linee ed attiva i meccanismi’. Appiccicoso
Hack Trick. Rielaborazione del tris con carte, a tema sci fi. Intelligente giochillo di quelli che compri per premiare l’idea ed il fatto che costa 5-6 euro. Tris 2.0
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| Hack Trick |
Potion Explosion. Il piacere visivo delle biglie, unito ad una modalità di gioco immediata da spiegare e facile da applicare come i vari cloni di Jewel su tablet e smartphone. Può essere la sorpresa dell’anno tra i family, anche grazie al suo gameplay molto easy e da entry level. Smartphoniano
Ponzi Scheme. Un gioco economico veloce, divertente ed interattivo, con componenti davvero esagerati rispetto alle necessità (a ben vedere poteva essere un gioco di carte). Non ridevo così da non ricordo quanto. Un’offerta che non puoi rifiutare.
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| Skiliners |
Skyliners. Parti vedendo un gioco pieno di pezzi di plastica che utilizzi per costruire grattacieli e ricontrolli che sulla scatola ci sia scritto hans im gluck, trattandosi di editore che è sempre stato un paladino del legno. Poi lo giochi e copri che va via in pochissimi giri e che lo digerisci in mezz’oretta e che è il classico family nl quale chi riflette può scavare fossati fra se e gli altri (infatti l’autore, italianissimo – ciao Gabriele – ci ha sotterrati). Sempre più in alto!
Rhein River Trade. Finalmente sta per arrivare sul mercato questa fatica della coppia Niccolini – Canetta. Gestionale dal look classico (con tutti gli anni che è in preparazione …) si presenta come solido e per giocatori solidi, che amano fare conti. Il tema è quello del trasporto di merci su di una rete, adempiendo contratti in tempi prefissati e sfruttando adeguatamente i vari mezzi di trasporto disponibili. Solido
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| Rhein River Trade |
Tripolo. Bel gioco per bambini e non solo, con carte tonde di plastica, che premia colpo d’occhio e rapidità di riflessi. Kidz Rulez!
Sukkube. Ruota un bel cubotto di legno, sfruttando le tue (poche) carte per farlo girare nella direzione desiderata. Parti pensando che è un minimalista semplice semplice e chiudi con il dubbio di come avresti potuto far andare le cose in modo diverso. Personalmente devo ancora capire come ho vinto (e questo farà arrabbiare ancor di più Sergio …). Rotoloso
Port of Piraeus. A sorpresa un titolo economico di speculazione sulle merci, veloce, immediato da spiegare, facile da giocare. Lo voglio riprovare per capire se possa essere la potenziale altra perla nascosta che ho scovato in fiera. Speculatore
Ships. Wallace è Wallace. La grafica delle plance è da prototipo e non capisci perchè questo si abbini con le belle illustrazioni di navi e carte. Il gameplay è solido e convincente ed ho voglia di riprovarlo. Transoceanico
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| Torre dei mostri |
Tower of Monsters. Prendi una torre di cartone, infilaci dentro una serie di trippolini di legno neri e piccoli e falli cadere, in tempo reale, tra un piano e l’altro sfruttando i due buchetti su ciascun pavimeto, il tutto spingendoti, accalcandoti e graffiando gli avversari. I tedeschi si rotolavano sul tavolo per assumere le pose più ergonomiche … Interattivo!
Chronicler. Gioco di carte a tema civilizzazione dagli stessi di Patchistory, si propone come essenziale (ogni carta reca solo due numeri), ma intelligente. Minimalista, il tema è in realtà solo un pretesto per dargli ambientazione, ma la prima partita (versione regole base) mi ha lasciato ottime sensazioni. Darwiniano
Falling Coins. Gioco promo taiwanese nel quale si devono utilizzare le carte, aggiungendone una alla volta, evitando di far cadere la moneta. Semplicissimo, ma divertente assai per tre minuti di decompressione tra un gioco e l’altro. Promozionale
Target. Schicchera dadi per conquistare dischi di cartone, centrando il bersaglio che raffigurano, il tutto facendosi venire la nostalgia del subbuteo. Deja vu
Portal von Morthar. Gioco di carte a tema raccolta set e collezione personaggi con poteri speciali. Giavvisto.
Super Motherload. Deck building scovato chissà come da Sergio la domenica mattina (non sabato, come avevo scritto altrove), che sfrutta gli effetti delle carte per trivellare la superficie di Marte, ovvero un tabellone a griglia. Accattivante da subito, si è venduto da solo in pochi minuti. Sorpresona di fine fiera o quasi. Mr Driller
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| Super Motherload |
Lutece. Gioco coloratoso e puccettoso con meccaniche di aste e raccolta set. Idea di base semplice, poi le cose si complicano con l’aumentare delle carte in gioco e c’è dentro anche un po’ di maggioranze. Da riprovare
Realms of Wonder. Altra trovata di Sergio, propone una lotta tra due fazioni che cercano di influenzare delle locazioni. Non so come spiegare in poco questo titolo, rapido e lineare, rinviando all’immagine ed alla vostra curiosità nel cercare qualcosa su internet. Ha il marchio Sergio approved. Nordico
Royal Goods. Troppo bello. Gioco di carte da 7 euro in fiera, che contiene push your luck mescolato con gestionalità. Ben illustrato, ricrea con successo le sensazioni di Handler dei Karibik, con un pizzico di profondità che non guasta. Ganzo!
Tra i primi titoli che ho in lista da provare (e che quindi potrete leggere recensiti in tempi spero non biblici) vi segnalo poi già: Antarctica, Port of Piraeus, Ponzi Scheme, Il Consiglio dei Quattro, Bang Duel, Ophicus, I Soliti Sospetti, Expo 1906, Simurgh, Stinky Business, Rome City of Marble, Xanadu, Haspelneckt, Signorie, Nippon, Ships, La Torre dei Mostri, Gobblestones, Celestia, Mombasa, Brick Party, Super Motherload, Targets, Tripolo, Skylanders, Tail Feather, Shakspeare, Automania, Taverna, The Bloody Inn, Chronicler, Burano, Epic, Take a Train, Wasted Lands. Tenete conto che quella che vi ho fatto è solo una selezione, poco più che casuale, del carrello della spesa che abbiamo portato giù da Essen 🙂
Bene, ragazzuoli, sono arrivato alla fine anche di questo lungo report, che scrivo quasi di getto, per mantenere il più possibile attuale la sua uscita rispetto alla fiera.
Segnalatemi quindi errori od omissioni e ditemi cosa, se siete stati ad Essen, ha colpito la vostra attenzione o cosa, se non ci siete stati, avete notato maggiormente nel tamtam di internet di questi giorni 🙂
Dai, parliamone un po’!
Ditemi se condividete o meno le mie sensazioni positive!!
Un saluto conclusivo lo dedico poi ai numerosi italiani incocciati in fiera, a partire da diversi autori con i quali abbiamo avuto il piacere di condividere la cena o qualche partita (loro lo sanno chi sono), nonchè agli editori con i quali ci siamo fermati a chiacchierare, ossia Cranio, Red Glove, Giochix, Horrible Games, Apokalypse Inc., What’s Your Game, Placentia Games, Demoela, DvGiochi, Post Scriptum, Il Gotha Games, Giochi Uniti, Yemaia, Ares Games. Cercheremo di sfruttare tutte le notizie avute, in vista degli approfondimenti che dedicheremo loro nella strada per Lucca (in genere in Germania si cerca di concentrarsi, o almeno così faccio io, sui titoli che so che sarà più difficile provare in Italia).
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| Automania |
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| Ships |
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| Grand Austria Hotel |
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| Food Chain Magnate |
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