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cinquanta carte ingrediente (e non li elenco perché sarebbe troppo lungo scriverli tutti);
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trentasei gettoni voto in sei colori differenti;
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sei simpatiche pedine a tema cucina;
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due plance voto;
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sei dischi di grandi dimensioni con le prove da sostenere durante il gioco;
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un cappello da chef.
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Memo Test: le quaranta tessere rimaste vengono capovolte in modo che mostrino il cappello, si forma un mazzo di dieci carte e se ne scoprono cinque e si iniziano a girare le tessere. Se la tessera non corrisponde a nessuna carta il giocatore la ricopre e passa il turno; se la tessera corrisponde a uno degli ingredienti delle carte il giocatore guadagna la tessera e scopre una nuova carta.
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Pressure test (2): le trenta tessere rimaste vengono nuovamente capovolte con gli ingredienti visibili e vengono distribuite cinque carte ad ogni giocatore; tutti scoprono le carte contemporaneamente e il primo che prende i suoi cinque ingredienti grida MasterChef e ha diritto a scegliere tre tessere a piacere.
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Memo test (2): si prendono tutte le carte e lo chef ne pesca otto. Dopodiché nomina in sequenza gli otto ingredienti senza mostrarli; gli altri giocatori, a turno, devono dire uno dei nomi degli ingredienti fra le carte dello chef. In caso positivo lo chef dà la carta al giocatore che ha indovinato l’ingrediente, altrimenti il giocatore ha finito la propria manche di gioco; si va avanti sino a quando tutti hanno sbagliato o tutti gli ingredienti sono stati indovinati. Dopo che tutti i giocatori hanno fatto lo chef una volta, la prova termina e vince chi ha il maggior numero di carte. Il vincitore ha diritto a scegliere tre tessere a piacere.
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Detective Test: si scoprono dieci carte a caso in modo che tutti possano provare a memorizzarle. Dopo qualche secondo lo chef mescola le carte e ne distribuisce una ad ogni giocatore. A turno i giocatori fanno una domanda a scelta al giocatore alla propria sinistra per provare ad indovinare l’ingrediente che ha in mano. Si possono fare domande a cui si risponde solo con ‘sì’ o con ‘no’. Se il giocatore vuole può provare ad indovinare l’ingrediente. Se indovina conquista la carta e l’avversario ne pesca una nuova; se sbaglia, invece, perde una tessera in suo possesso. Alla fine della prova si possono scegliere due tessere per ogni ingrediente indovinato.
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Votazione: ogni giocatore vota in segreto il piatto più buono e quello più originale, ponendo sulle due plance il gettone voto con la pedina che vuole far vincere; si può votare anche per sé stessi.
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Assegnazione dei punti: si scoprono i gettoni e si assegnano i punti. Chi ha la maggioranza dei gettoni sulle due plance ha diritto ad una tessera ingrediente, chi ha votato per il giocatore il cui piatto è stato dichiarato vincitore ha diritto ad una tessera ingrediente.
Noi abbiamo aggiunto una piccola variazione al gioco per bambini, intrecciandola con il regolamento del gioco per famiglie. Alla fine della cinque manche ci sarà, comunque, da preparare una ricetta con le tessere che sono state guadagnate durante il gioco ed, eventualmente, votarla. Se non si hanno almeno quattro ingredienti si pescano le tessere eventualmente ancora presenti per arrivare al numero minimo di ingredienti necessari a provare a preparare una ricetta.
Similmente si può fare una super-manche finale nel gioco per famiglie, con gli ingredienti vinti nelle precedenti manche.
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| ingredienti alla rinfusa |
licenza. Purtroppo, come ho già scritto, non conosco il programma MasterChef in nessuna delle sue versioni, nemmeno nella versione Junior ovviamente, quindi su questo punto non posso dire praticamente nulla.
Pregio del gioco (versione bambini) è avere manche con abilità anche molto differenti, ma tutte (o quasi) alla base di quelle che sono le principali abilità dei bambini, ovvero la memoria e la velocità. Interessante anche la fase di deduzione che si discosta un po’ rispetto alle meccaniche consolidate dei giochi per nongrandi.
Piccolo difetto è nello squilibrio di tessere punteggio che i diversi test forniscono, anche in ragione di tempi di gioco molto differenti tra un test e l’altro. Così l’iniziale Pressure Test (soprattutto in due) fornisce molti punti per un gioco di pochi secondi, mentre il (molto) più complicato Memo Test 2, anche per lunghezza, fornisce al vincitore (e solo a lui oltretutto) solo tre tessere punteggio.
Noi a casa abbiamo giocato molto di più la versione per famiglie (e un po’ di meno quella per bambini), anche perché introduce un qualcosa di un po’ diverso rispetto ai tanti giochi che Lorenzo si trova ad avere nell’armadio. Le mie successive riflessioni, quindi, riguardano tutte la versione per famiglie.
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| Prova numero 3 |
I due aspetti che mi piacciono di più sono sicuramente il sistema di punteggio (che in un qualche modo può ricordare Co-Mix): è importante vincere con la propria ricetta, ma è soprattutto importante riconoscere cosa penseranno i miei compagni di gioco delle diverse ricette. Questo permette anche a chi ha poca fantasia, o a chi è proprio sfortunato con la pesca degli ingredienti, o a chi proprio non sa cucinare, di poter comunque lottare per la vittoria. Sempre interessante la possibilità di modulare la lunghezza della partita: il regolamento suggerisce di fare tre manche ma nulla vieta di farne due o cinque, anzi noi raramente (soprattutto con gli adulti) ci siamo fermati a tre ricette, ma siamo quasi sempre arrivati a cinque.
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| segnali di cucina |
(e scatena anche una serie di buffi commenti) sentire i giocatori proporre l’accoppiamento di ingredienti improbabili (una braciola di maiale con scaglie di cioccolato e pezzi di fragola ad esempio) così come è bello (ed educativo) sentire tutte le brave cuoche proporre termini culinari strafighi come un arrosto adagiato su una dadolata di pomodori e melanzane, o un riso con una riduzione di cipolle latte e rosmarino (ma sarà poi buono?).
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare, e che il più bel successo in cucina è riuscire a riempire lo stomaco con l’immaginazione, come scrive José Manuel Fajardo.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo, o le altre persone che ci hanno giocato, hanno imparato (o potrebbero imparare) giocando al gioco MasterChef Junior:
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la prima cosa è, naturalmente, come con le stesse tessere si possa giocare a due giochi molto
differenti, ma entrambi interessanti;
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nel gioco sono richieste molte abilità differenti quindi si può essere un po’ più bravi in qualcosa e un po’ meno bravi in qualcos’altro (ho un colpo d’occhio super, ma non so proprio fare le domande corrette, ad esempio);
- la gestione delle domande nel detective test da parte dei piccoli è molto singolare, ho notato, infatti, come tendano a fissarsi su un paio di domande e fare sempre quelle per la risoluzione di tutti i diversi ingredienti, giocando, quindi, ho aiutato Lorenzo a riflettere sulla diversità delle cose e sull’associazione logica migliore ingrediente / domanda;
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da ultimo abbiamo imparato a conoscere gli ingredienti della cucina e a cosa servono (per preparare le torte ad esempio posso usare burro e uova) e come è meglio abbinarli insieme.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Riprendo quanto avevo scritto, poco tempo fa, per The Avengers, sempre della Clementoni: questo è un ottimo gioco da giocare in famiglia, che sicuramente non verrà giocato da un gruppo di Nerd Ludici Adolescenti, ma, diversamente, lo si potrà tirare facilmente fuori nelle partite che coinvolgono genitori e figli, come non sarà problematico giocarci tra un gruppo di bimbi pre-adolescenti. Il fatto di avere due giochi così diversi, ma entrambi divertenti da giocare anche se con esperienze di gioco completamente differenti, ne fa aumentare ulteriormente la longevità, dal momento che può essere proposto a fasce di età anche molto, ma molto differenti, ad esempio questo è stato uno dei giochi (insieme a Fantascatti e Saboteur) proposti agli amici adulti non giocatori dopo il Cenone di Capodanno e ha riscosso un buon successo. Come sempre l’impressione deriva dal mio vissuto personale e dalle esperienze con il piccolo cinquenne (oramai seienne) di casa.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
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| bignami |
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Nella versione per famiglie in particolare mamma avrà davvero una marcia in più: quale mamma, infatti, non si è trovata nella situazione di dover aprire il frigorifero e di dover improvvisare una ricetta con gli ingredienti trovati? Farlo per gioco, sarà sicuramente più divertente che farlo nella realtà e l’allenamento vissuto non potrà che aiutare. Le mamme più fantasiose, poi, potranno effettuare voli pindarici con ricette da super-chef e con accoppiamenti difficilmente proponibili nella realtà. Mamma, insomma, questa volta non avrà davvero nessun motivo per non giocare, anzi … sarà la prima a voler prendere in mano la scatola di MasterChef Junior.
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