Ad un GiocaTorino di un paio di anni fa mi
aveva favorevolmente impressionato il gioco Polpastrelli della Red Glove,
allora scrissi che prima o poi, probabilmente ne sarebbe arrivata la
recensione, successivamente avevo segnalato questo gioco come uno dei migliori
del 2014 tra i giochi per bambini e mi ero ripromesso di recensirlo a breve,
oggi finalmente, mi sdebito di quella doppia promessa.
Burigo illustrato dalla matita Red Glove, ovvero Guido Favaro; si può giocare
da tre a cinque giocatori in partite di una quindicina di minuti circa (o anche più
brevi).
Se vi interessa sapere perché mi sono ripromesso tempo addietro di
recensire Polpastrelli, gioco minimal e davvero originale continuate nella
lettura.
polpo ha proprio voglia di uno spuntino… usando i tentacoli si devono
acchiappare quanti più pesci possibile, prima che il maldestro sub, tuffandosi
in acqua, li faccia scappare tutti.
I MATERIALI
dimensioni contenute, ma, comunque eccessiva rispetto al necessario per il
contenuto del gioco, contiene un dado 6 con sei colori differenti sulle facce.
Ci sono poi dei dischetti con rappresentate creature marine: granchio (rosso),
pesce pagliaccio (blu), stella marina (giallo), crostaceo (fucsia), cavalluccio
marino (marrone), pesce palla (bianco) e con associato un numero
progressivamente crescente, si parte dal tre del granchio e si finisce con
l’otto del pesce palla.
I materiali, perfettamente
funzionali al gioco, promossi anche se è difficile scrivere molto di più
rispetto a queste due righe.
IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
si può iniziare a giocare. Con la mano si raccolgono le tessere una per dito. Quando si è soddisfatti della propria pesca, si possono portare le prede sul proprio rifugio e si afferra il dado gridando “polpo”. A questo punto, tutti gli altri giocatori devono fermarsi e decidere, a turno, se ritirarsi, portando le prede davanti a loro e coprendole con la mano, oppure se rischiare e continuare a pescare. Ora si tira il dado si rimuovono dal centro del tavolo tutti i pesci del colore uscito sul dado, compresi quelli dei giocatori; a questo punto i giocatori ancora “a pesca” possono esplorare il mare e cercare nuove prede finché un giocatore non si ritira, afferra il dado e urla “polpo” … e così via.
Quando non ci sono più pescatori si contano i punti: si sommano i numeri riportati sulle prede e chi ha ottenuto il punteggio più alto vince la manche e tiene in trofeo: due tessere pesce (a sua scelta) tra quelle che ha catturato nel turno. Il primo giocatore che arriva ad avere sei trofei è il vincitore.
C’è un sistema di punteggio alternativo: per ogni tipo diverso di pesce che si ha si fanno due punti, poi si controlla se si ha la maggioranza di una certa tipologia di pesce e si fanno i punti indicati sulla tessera pesce di cui si ha la maggioranza; chi ha più punti guadagna due tessere trofeo, il primo giocatore che arriva ad avere sei trofei (o un altro numero concordato dai giocatori) è il vincitore.
Variazioni sul tema
Noi ci siamo inventati un regolamento per due. La diversità è che, appena uno dei due giocatori termina, prende il dado e lo tira eliminando dalla mano dell’avversario i pesci del colore uscito sul dado stesso. Le manche sono molto veloci, ma mi sembra una buona implementazione per due, che restituisce sensazioni di gioco analoghe a quelle del gioco a più giocatori.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Il gioco è, in un qualche modo, anche un push-your-luck, che pone di fronte a scelte tattiche continuamente. Il fatto di dover scegliere quando fermarsi, sfidando il risultato del dado, pone i (piccoli) giocatori di fronte a scelte che possono rivelarsi decisive per il resto della partita. Per finire, bella l’idea di mischiare una collezione set con un fast catching: insomma, un gioco che dà tanto con poco. Interessante anche il fatto che si debbano tenere come trofeo i pesci che si preferiscono: mi conviene tenere in mano i pesci con il punteggio più alto o rimetterli in gioco per cercare di ripescarli?
La scatola indica un 4+ come età per iniziare a giocare, posso dirmi d’accordo con questo target e non aggiungo altro. Polpastrelli, da ultimo, ha il notevole merito di costare davvero poco, con meno di 8 euro si porta a casa la scatola di questo bel gioco.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
- un aspetto interessante del gioco è nel fatto che il colore del pesce è comunque visibile anche
durante la pesca, anche se mimetizzato, il colpo d’occhio quindi aiuta ad effettuare le scelte migliori;
- ognuno può decidere come e quanto rischiare, è una scelte del giocatore quella di continuare a giocare oppure fermarsi dopo che il primo giocatore ha effettuato la propria pesca, questo è un aspetto di originalità notevole e pone i piccoli di fronte a scelte allo stesso tempo importanti e problematiche;
- il fast-catching aiuta a raffrontarsi nel gioco direttamente (a in maniera anche piuttosto aspra) con i propri compagni di gioco, ma le regole imposte servono anche a dirimere velocemente polemiche o contestazioni, interazione, quindi, come fulcro del gioco.
naturalmente l’immediatezza delle regole che lo rendono accessibile, oltre
che
dai bambini, anche dagli adulti non giocatori che vi troveranno sicuramente
qualche bell’attimo di divertimento. Inoltre le meccaniche permettono ai
bambini di essere competitivi quanto, se non di più, rispetto agli adulti.
Insomma è un gioco che si può iniziare a giocare a partire dai quattro anni, ma
che giocato con il giusto spirito non viene a noia e si può giocare anche solo
tra adulti.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA, SOPRATTUTTO, CON MAMMA
con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Se avete trovato il gioco
interessante lo potete trovare su Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
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