scritto da Fabio (Pinco11)
Ogni anno la sensazione che rende la fiera (vi parlo ovviamente, come da titolo, della Play di Modena, l’evento fieristico per eccellenza nel panorama ludico nazionale, a fianco a Lucca Games, che si è appena tenuto, il 2 e 3 aprile a Modena Fiere) è quella della crescita e la cosa va di pari passo con la stanchezza che resta addosso a fine giornata, tra i mille giri, i mille titoli, i millemila volti noti di amici che si vedono giusto in queste occasioni e che si riesce a pelo a salutare, con la (vana) promessa di rivederci durante la fiera per parlare un attimo più a lungo.
Ci sono poi la guerra e la fila, due strategie diverse applicabili allo stesso gioco che è “cerca di sederti a provare esattamente quello che vuoi“, mentre lì vicino il campione della fiera dona perle di saggezza con la sua terza via e dimostra come la tattica migliore per il serial player da fiera sia quella del “lasciati trascinare dalla corrente e siediti sempre dove trovi posto“.
I seguaci del combatti ed attendi riusciranno a fine giornata a provare i tre titoli desiderati, che magari poi compreranno al volo (se non sono esauriti nel frattempo …), mentre il secondo chiuderà in doppia cifra, avendo provato l’impossibile.
Il bello è che però, giunta la sera, un sorriso lo ritrovi sulle labbra di tutti, vincitori del cooperativo a tema divertimento … 😉
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| Ore 8:40 … c’è già coda per entrare 🙂 … Partenza intelligente rulez!!! |
NUMERI IMPORTANTI
Mentre scrivo è ancora domenica e non ci sono statistiche ufficiali da consultare, ma il numero dei partecipanti all’evento, a intuito, dovrebbe essere in crescita, come sempre.
I numeri comunicati domenica sera diranno infatti che i visitatori sono stati (biglietti strappati) ben 33.000, ai quali si aggiungono quelli che hanno seguito i vari eventi cittadini programmati dall’organizzazione (tanto che la fiera quest’anno si chiamava
Play and The City).
Da vecchio frequentatore dell’evento ho ancora in mente gli scenari di diversi anni fa, con un gran numero di tavoli sempre disponibili in qualsiasi momento, mentre ora verso il pomeriggio trovare un tavolo senza giocatori comincia ad essere un’impresa.
Alzando leggermente gli occhi, inoltre, ci si rende conto di come tutti gli editori arrivino alla fiera con il vestito della festa, ossia con un gran numero di tavoli disponibili, tutti rigorosamente serviti da dimostratori che si mettono sempre lì con calma a spiegare le regole al neofita di turno, rendendo immediatamente fruibili un numero spaventoso di giochi.
Altrettanto numerosi sono poi i tavoli gestiti e serviti dalle varie associazioni, tra le quali cito la Tana dei Goblin ed il Treemme per ricordare i principali, ma qui la buona volontà davvero è encomiabile, considerando che chi si presta alle spiegazioni sacrifica gratuitamente ore di fiera per diffondere la cultura ludica.
Il bello, lo dico sempre, è che questi eventi danno la possibilità, spesso quasi irripetibile durante l’anno, per le vere masse di entrare in contatto con il mondo dei giochi da tavolo e di scoprire un vero e proprio universo di cose, della cui esistenza a volte erano quasi del tutto all’oscuro.
Tornando a parlare degli editori, poi, devo dire che il numero di novità che si trovano all’evento è per me sconvolgente. Capiamoci, certo non è nulla di paragonabile, in senso assoluto, ad eventi internazionali come lo Spiel di Essen, dove sono presenti centinaia di editori a livello mondiale, ma la cosa alla base del mio stupore è che, pur essendo collocata la fiera in un momento del calendario ludico che possiamo definire di ‘fine stagione’ (le case stanno già preparando le uscite autunnali), tanti sono gli editori di casa nostra che si sono affrettati proprio per la Play a far uscire localizzazioni di titoli per proporli per la prima volta in questa fiera, così come numerosi cominciano ad essere anche i prototipi di titoli in preparazione, che vedono felicemente la luce del sole uscendo dagli antri bui delle sale di prova.
La ricchezza del parterre è la migliore dimostrazione dell’importanza crescente dell’evento e l’imbarazzo della scelta (per chi segua la strategia del ‘mettiti in fila ed attendi‘) è sempre presente. Piccolo effetto collaterale del grande successo dell’evento?
Be’, è ovvio, più gente c’è, più si sente il peso della massa e della fatica a girare bene il tutto, ma rispetto agli spazi di altri eventi, come Lucca, lo spazio vitale resta davvero molto più importante.
LA MAXI CARRELLATA
Scrivere un report della fiera e farlo nei ridotti tempi che sono dettati dalla volontà di metterlo a disposizione dei lettori il prima possibile diventa, di pari passo con la crescita dell’evento, sempre più difficile ed impegnativo.
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| Qui siamo alle nove spaccate e la gente sta entrando … |
A questo ‘giro’ ho quindi pensato di cambiare leggermente il
format della mia ricostruzione, andando a puntare, stavolta, molto sulle immagini e riducendo il testo di accompagnamento. In pratica l’idea è quella di prendervi per mano e portarvi a fare un giro virtuale di ciò che ho visto, più che di voler proporre un qualcosa del tutto strutturato. L’idea è quella che il maxielenco di ciò che si poteva trovare tanto lo avete già letto nella
Piccola Guida alle uscite di Modena Play che nell’ultimo paio di settimane (
qui trovate il link) ha attratto tantissimi lettori, per cui è ad esso che rinvio chi voglia avere un quadro più analitico per editore delle novità, mentre qui si andrà più a vedere ciò che ‘ha colpito l’occhio’ e che ha attratto la nostra curiosità immediata 🙂

Solito caveat: non ho pretese di completezza e mi scuso con chi posso aver dimenticato o documentato meno diffusamente (spesso il numero di immagini dipende da quante mi sono venute sufficientemente chiare da meritare di essere allegate e non da quante, molte di più, ho scattato a nastro …). Sono comunque a disposizione di chiunque voglia contribuire, aggiungendo le proprie impressioni o (se espositori) facendomi pervenire materiale e/o fotografie per completare il report.
VRRROOOOOMMMMM, SI PARTE!!! IL PADIGLIONE A
Da qualche parte si deve iniziare e l’ordine delle foto mi porta per primo alla DvGiochi.
Il titolo che ha maggiormente attratto l’attenzione è stato sicuramente Above and Below, localizzazione ad alto peso specifico, per via del manuale molto consistente e della natura ibrida, con una parte narrativa.
Componenti a loro volta non indifferenti dal punto di vista quantitativo, con una appetibilità molto molto alta.
Da quanto ho appreso dal buon amico Niccolò, disperato, già sabato pomeriggio il gioco, giunto in fiera in tiratura limitata, era sold out, ma a maggio dovrebbe essere di nuovo in giro ed anche io potrà metterci sopra le mani 🙂

Rimanendo nello stand dell’editore perugino non sono riuscito a rimanere indifferente di fronte ai titoli che poi provo la sera con mio figlio, tra i quali
Grabolo, gioco di carte rotonde e plastificate che è entrato da poco nel catalogo dell’editore italiano (a breve la recensione del trio di titoli legati a quell’ispirazione di partenza,
Tripolo, Grabolo e
Fingo) ed il per me irresistibile
Bellz, il gioco dei campanellini e della bacchetta magnetica …
Chiudo questo passaggio poi con Yeti, uscita recentissima, che mi è sembrato carinissimo per via dei componenti tridimensionali e della grafica coloratosa, il tutto con il tema di fondo di un gruppetto di alpinisti esploratori a caccia di foto con l’uomo delle nevi … 🙂
Procedendo lentamente arrivo, lì vicino, alla Ghenos, dove i titoli di punta sono tre, ovvero il classicissimo Krosmaster, battaglia tra miniature puccettose all’interno di un labirinto ricco di ostacoli, Potion Explosion, il fortunato titolo a base di bigliozze colorate della Horrible Games e Flick’em Up, ovvero ‘la battaglia a colpi di punta di dito nel vecchio west 😉
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| Potion explosion |
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| Flick’em Up |
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| Le miniature di Krosmaster |
Giro l’angolo e mi imbatto nella coda di gente che sta facendo la fila per entrare nell’affollato angolo dell’outlet di Giochi Uniti, nel quale i miei compari Sergio e Berna si infilano, per uscirne carichi come i Re Magi, passando poi davanti ai ragazzi di M400, gioco di battaglie nell’Europa medievale, che stanno curando e spingendo da un paio d’anni con successo.

In ambito esplorazione labirinti eccomi invece a vedere le belle ambientazioni di Dungeon Saga, titolo che sembra aver conquistato i fan del vecchio HeroQuest, del quale richiama le ambientazioni e le meccaniche di base, il tutto condito con ampia dotazione di componentistica e miniature, il tutto idoneo a ricreare le sensazioni dei gloriosi dungeon crawler di una volta …

Cambio un attimo direzione, trascinato dalla folla e mi ributto in uno dei corridoio centrali, dove mi imbatto nei ragazzi di
Cosplayou, realtà editoriale in rapida ascesa, i quali mi bloccano per illustrarmi i mille progetti che hanno in corso, facendomi provare anche il loro
Narcos, gioco alla
Resistance con ambientazione nel mondo del contrabbando di droga, dove i giocatori devono riuscire nei loro loschi traffici, smascherando gli agenti in incognito.
Al loro fianco altri titoli, come il loro ‘classico’ Youtopia, ma anche Il trono della mortadella, Hall of Fame (frutto della collaborazione tra tre autori, tra i quali i nostri Chiacchiera e Zizzi) ed il loro kickstarter in partenza nel mese di aprile, sul quale molto puntano, a sfondo fantascientifico, con elementi di gestionalità ed esplorazione, ovvero Parsec.
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| … a me era capitato proprio Escobar … e abbiamo scovato i due federali … 🙂 |
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| Parsec |
Altra realtà editoriale emergente, sempre lì in zona, era la GateOnGames, la quale è arrivata in fiera con una catalogo ora consistente già in ben tre titoli, con i nuovi Bandits on Mars ed Orgoglio Nerd: Area Stampa che si aggiungono al loro 3 Kings.
Tra ragazzi con il cappello western e redattori in erba, eccovi qualche foto della loro area … 🙂


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| Epic Resort |
Procedendo oltre eccomi alla Fever Games, a sua volta attivissima, la quale oltre al suo primo titolo, Epic Resort, presentava Boss Monsters, con la sua espansione (con scatolina, richiamando il tema pixelloso che gli fa da sfondo, rigorosamente ispirata a quelle dei giochini per Nintendo) La rivincita degli eroi.
A parte l’ottimo Emanuele mi ha parlato del suo progetto Spell Saga – gli altopiani, un narrativo solitario per il quale ha svolto un grosso lavoro si traduzione e del quale a breve mi farà sapere di più …

Eccomi ancora a fare una piccola deviazione, per recuperare la
Apokalipse inc., altro editore che si è affacciato sul mercato da poco più di un anno e che ha già un catalogo di roba da fare invidia a dei veterani.
Non abbiamo ancora smaltito l’impatto di novità di The Producer, ambientato nel mondo dei film americani degli anni ’40, ed eccoci catapultati in diverse nuove ambientazioni.

Tra di esse parto dalla Chicago degli anni ruggenti di
Bucks, Bullets and Flower,
per passare poi dal picnic, con componenti davvero a tema, di
Sparafurmis, dotato di una bella tovaglietta, di bacchette e cestino, per chiudere (a livello di foto) con
CiVi, titolo che prende a tema, con taglio ironico, la ricerca del posto di lavoro e la redazione del
curriculum perfetto … 🙂

In Casa
Raven diversi sono i generi oggetto dei titoli in esposizione, passando dal per tutti tutti di un
Munchkin, cavallo di battaglia dell’editore, attraversando il mondo dei non morti di
Zombi e
Dead of Winter, senza fermarsi troppo nell’universo di
Mice and Mystics, con la battaglia fra miniature di
Tail Feathers.
Nel contempo l’occhio mi è caduto sugli splendidi componenti della riedizione del classico Mexica e sul nuovo Pursuit of Happiness, se non altro per il tema diverso dal solito 🙂
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| Tail Feathers |
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| Mexica |
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| Zombi!!! |
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| Star Realms |
Da poco è sbarcata in Italia, ma all’estero gode di un gran nome e respiro, eccomi alla Devir Italia, la quale sta costruendo rapidamente il proprio catalogo ed è partita con un gruppo di titoli adatti per un pubblico ampio, partendo dai dinosauri colorati ed attraenti di Dino Race, passando per il deck bulding a tema spaziale di Star Realms, per arrivare alle battaglie di Guerra dell’Anello.
Al loro fianco altri titoli, di provenienza Ares Games, come Jolly Roger ed Odyssey (quest’ultimo in gran evidenza, quale novità specifica della fiera),

Giungo quindi in casa
Oliphante, editore che si è distinto nel corso degli anni per la sua particolare capacità di andare a pescare titoli meno noti, ma dotati di una componentistica davvero di spicco ed in grado di attrarre un pubblico in larga parte (ma non solo – vedi per esempio gli astratti
Gigamic) familiare.

Di particolare spicco, per esempio, per i profili anche educativi, titoli come
Radio Londra, Dr. Eureka (in foto più avanti anche la maxi versione presente nell’area
family)
, Swish e molto altro
…
Qui davvero mi fermo a volte semplicemente a guardare e torno bambino … 🙂 Metto qualche foto per cercare di farvi capire se mi spiego …
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| Swish, con le sue carte trasparenti … |
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| … come dimenticare il Compact Bowling (a fianco il Curling …)? |
Passo ancora a fianco a qualche tavolo, dove saluto amici come il buon Plombiers e Nonna Papera, intenti a guardare (!) una partita di Grand Austria Hotel, uno dei miei preferiti di quest’anno (che cercherò di far entrare nella top 100 di sempre nella revisione che faremo a breve).

Lì intorno ci sono anche i tavoli imbanditi con
Food Chain Magnate, fresco della vittoria del premio
Goblin Magnifico,
made in Tana dei Goblin (p.s.
maledetto Agz, ce l’hai fatta!!! … e a me non piace nemmeno più di tanto!!!), ma anche
Artifact inc. e le produzioni nostrane di
Italian Job e
Gomorra.
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| Food Chain Magnate (con il suo tabellone a griglia riccamente illustrato – perdonatemi la ‘sottile’ ironia -) |
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| Grand Austria Hotel |
Nell’area speciale dedicata ad ospiti ed in quella dei prototipi c’era a sua volta parecchio movimento. Qui i miei personalissimi rimpianti diventano numerosi, perché avrei potuto, invitato gentilmente, fermarmi lì per due o tre giorni, per provare tutte le cose che c’erano in cantiere, tra le quali i due titoli della Placentia (Kepler e Grandi Laghi), qualcosa dell’onnipresente Zizzi, l’ultimo titolo di Mac Gerdts, habituè di Modena, nonché diverse altre cosette …
… troppe cose da fare … troppo poco tempo per farle …
Che voglia, poi, di sedermi a giocare a qualcuno dei titoli disponibili in fiera nelle versioni maxi, davvero davvero attraenti 🙂
Eccomi quindi pronto per un rush quasi finale, ovvero ad affrontare il semicircuito che mi porterà ad affrontare un’altra serie di stand di editori di ‘peso’ specifico (e spazio espositivo) significativo.

Parto dalla Pendragon, il cui catalogo è in continua espansione, arricchito da uscite di particolare significato, come Coloni Imperiali, Apollo XIII, Dogs of War, Rum and Bones e tanti altri.
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| La visione dall’alto di Apollo XIII |
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| Coloni Imperiali |
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| Uno dei loro titoli di esordio, Hexemonia |

Eccomi quindi alla macchia rossa ben visibile della
Red Glove, editore carrarino dal quale avrei voluto fermarmi per provare il prototipo di un gioco interessante di Andrea Chiarvesio, che avevo quasi davanti a me, prima di essere trascinato via da un paio di chiamate, senza essere poi riuscito a riprendere il giusto ‘treno’ per ripassare.
Sui tavoli ho scorto ancora i gattini irresistibili di Neko In (prima o poi lo provo …), ma anche l’espansione nevosa di Rush and Bash, il gioco di corse che tanto ricorda il digitale Super Mario Kart e che sta facendo la fortuna dell’editore del guanto rosso e la felicità dei suoi fan.
Sempre presenti, poi, classici come Vudù, Super Fantasy e Ristorante Italia, così come alcuni giochi di carte ed altri di logica che ho solo scorto, anche se li avrei voluti provare … Ah, il tempo tiranno … 🙂
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| Rush and Bash – Winter is Now!! |

Resto in terra di Toscana, passando alla
Uplay, dove i tavoli contenevano una caterva di roba di varia provenienza e stato di realizzazione.
L’imbarazzo della scelta, nel ricordare e testimoniare fotograficamente il tutto, è tanto, per cui mi limito a ricordare i prototipi di Among Us, il loro cooperativo con traditori nascosti, a tema sbarco degli Ufo e di Brethren of the Coast. I fidi scudieri Sergio e Berna si sono anche cimentati in Nyet, simpatico gioco di carte dal sapore di Russia …

Tra i nuovi che ho scorto sui tavoli
Medieval Academy, nonché (edito anche da Cranio) Abbatti, Combatti e Arraffa il Malloppo!, Il Club degli Spendaccioni e Last Will più espansione Perdere il Lavoro! (questo, miracolosamente, ho avuto il tempo – ma soprattutto la fortuna di trovare il tavolo libero – di giocarlo … evvai!!!)
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| Shinobi Wat-aah |

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| Il grande libro della Follia |
Poco sopra eccomi ancora alla Hc Distribuzione, dove scorgo la testa luccicante del buon Marco Pozzi, intento a far provare ad un nuovo playtester il suo King’s Land, da me provato a Pisa, mentre sui tavoli di demo sono in opera i titoli più recenti della casa, come Bretagne, Mistfall e Zena 1814 …
Eccoci quindi in procinto di chiudere il nostro giro dell’enorme padiglione, accostandoci ora a tre aree di quelle toste, con gli spazi occupati da Giochi Uniti, Cranio e Asterion.
Parto dai primi, che avevano una bella distesa di cose sui loro tavoli. Per Giochi Uniti, così come sarà per Asterion, è praticamente impossibile ricostruire tutto, per cui mi limito a ricordare, per puro gusto personale, alcune cose che ho privilegiato nei miei scatti maggiormente su altre, come esempio Lettere da Whitechapel, un classico dal grande fascino.
In ordine sparso, tra i numerosissimi altri, ricordo poi Tigri ed Eufrate nella sua nuova edizione, Marco Polo, Elfenland, Stone Age, ma anche The Witcher e il curioso ed intrigante Tesseract, per il quale il nostro Simone sembrava essere impazzito 🙂
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| Tesseract |
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| Tigri ed Eufrate |
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| Dominion |
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| Stone Age |
Da non dimenticare, poi, che nell’area al piano superiore erano in corso i vari tornei curati da Giochi Uniti, tra i quali quelli di Dominion, ma anche tutto ciò che è legato all’universo di Guerre Stellari, con Armada e X-Wing …
… di passaggio ricordo che sempre in tema di tornei (stavolta con animazione Editrice Giochi, per il torneo di Risiko) c’era poi l’amico Vjger, che ricordo come esperto collaboratore nello stilare il nostro articolo dedicato al Risiko e saluto, non essendo riuscito ad incocciarlo durante la fiera, così come erano attivi gli espertissimi della Boardgame League!


Anche alla Cranio c’era un certo fermento, alimentato pure dal buon parterre di titoli che esordivano nel catalogo dell’editore in localizzazione italiana, a partire dall’atteso Orleans, saldamente nella nostra top 100 di sempre, ma anche Last Will (realizzato in versione deluxe maxi con espansione) ed Il club degli Spendaccioni.
Al loro fianco poi alcuni dei migliori successi recenti della casa del teschio, come Through The Ages nuova edizione, il Consiglio dei 4, Nome in Codice, Gli insoliti sospetti e via dicendo …
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| Orleans |
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| Last Will |
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| Consiglio dei 4 |
Per chiudere poi maxi sosta anche alla Asterion (Asmodee), dove il massiccio spazio espositivo vedeva proposti ai tavoli una infinità di titoli.
In particolare ho provato, grazie all’insistenza del fedele Sergio, Ashes – La Rinascita dei Phoenixborn, gioco di carte che vede una classica lotta tra due avversari (qui phoenixborn) dotati di un tot di punti vita, a colpi di magie ed evocazioni.
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| Ashes |
La particolarità sta qui nel fatto che il mana per evocare e lanciare magie è variegato (di sei tipi) e si ottiene sfruttando un pool di dadi da lanciare in ogni turno. La scatola contiene diversi mazzi predefiniti ed è offerta la possibilità di personalizzare la mano di partenza, così come sono in arrivo (due erano già disponibili in fiera) diversi mazzi personaggio aggiuntivi. Provatolo, l’ho trovato ben fatto ed una interessante via di mezzo per chi non voglia avventurarsi nei pelaghi di prodotti forse più impegnativi tipo Netrunner.
Tra i numerosissimi titoli in demo ricordo, in ordine sparso, anche Zombicide Black Plague, Pandemic (nelle sue varie declinazioni, tra cui The Cure), Assalto Imperiale, Quadropolis, Forbidden Stars, Blood Rage e tanti altri … 🙂
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| Zombiecide: Black Plague |
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| Il Trono di Spade il gioco di carte |
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| Sullo sfondo Loony Quest e Colt Express, gioco dell’anno 2015 |
IL PADIGLIONE B

Dopo l’abbuffata del padiglione A, centrale per i nostri interessi, faccio anche una breve (mica tanto…) ‘scappata’ nel padiglione B, nel quale erano presenti quest’anno diverse cosette, tali da poter giustificare più che una veloce scappata.
Parto dal settore dei più piccoli, dove ho visto una selva di bimbi presi a costruire cose con i Lego, le creazioni dell’amico Francesco Berardi, designer interno della Clementoni, ma anche diversi titoli della Haba, presenti grazie ad Orsomago – Borella, tutte cose decisamente dotate di un impatto visivo e richiamo verso i più piccoli, Spinderella ed una attraente versione maxi di Dr. Eureka, della Oliphante.
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| Il frutteto |
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| Dr. Eureka |
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| Caccia al fantasma |
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| Spinderella |
Eccomi poi, in un totale cambio di direzione, se non altro da un punto di vista tematico, approdare allo stand della Giochix, dove il patron della casa sta dimostrando il suo ultimo pargolo, ossia Virus, claustrofobica fuga da un labirinto infernale … 🙂
Tra i numerosi titoli presenti, sui tavoli ho trovato in particolare anche la demo di The Vampire, The Elf and The Cthulhu, che però, sempre causa carenza tempo, non ho potuto testare visto che il buon Quondam era impegnato con una sessione video … anche qui un ‘alla prossima’ è d’obbligo!!!
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| Virus |
Come sempre mi sono concesso una capatina anche nell’Area Autoproduzione, dove ho trovato l’inossidabile Porazzi, alla testa del suo manipolo di autori, nonché nella Indipendence Bay, sempre alla ricerca di qualche diamante grezzo, alla riscoperta di quell’entusiasmo che solo chi si approccia con una logica non propriamente editoriale, partendo da chissà quale strada personale, può possedere. L’occhio della tigre di Stallone o solo un ‘pensare fuori dal coro’?

Mah, in ogni caso anche questa volta un paio di soste le ho fatte ed ho testato Kolon (Riccardo Scalone), un gioco a tema esplorazione spaziale, nel quale i partecipanti sono chiamati ad assemblare le proprie navi spaziali utilizzando pezzi in materiale plastico realizzati con la modularità tipica del puzzle.
Interessanti gli spunti proposti, legati al movimento nel vuoto delle navi ed un progetto di finanziamento collettivo che dovrebbe partire: ci sono cose ancora da rifinire, ma l’idea c’è e l’entusiasmo pure ed è già online il progetto kickstarter teso alla sua produzione (ecco il link).


Altro stop è stato poi allo stand di Zombie eat Zombie (Marco Petriccio), simpaticissimo giochino con una meccanica facile e sbarazzina (anche se sotto c’è anche la possibilità di riflessione) e dei componenti davvero da urlo ed assai in tema, con le pedinone di gioco a forma di lapide realizzate in resina o simili, con un effettone davvero ‘da paura’, il tutto contenuto in una altrettanto scenografica cassa di legno.
Un’idea da affinare nella logica commerciale, frutto di una collaborazione con un corso di game design (Poliarte, con sede a Cagli), per un risultato finale che poco ha davvero da invidiare ai prodotti di grande distribuzione.
Sempre in zona c’era poi il maxi tavolo di Medioevo Universalis, che ogni volta che lo vedo è sempre più grande e rifinito, mentre un pochetto più in là ho scorto (anche qui avevo idea di ripassare a provare …) Jewels, del quale ci aveva parlato poco tempo fa il nostro TeOoh! (che ho a sua volta incocciato per 30 secondi al volo …).
Nel chiudere il passaggio al padiglione B non poteva poi mancare una scappata alla zona di Casa Europa, l’interessantissimo progetto, che segue l’esperienza simile già fatta a Carrarashow (fiera che voci di corridoio mi dicono avrà luogo anche quest’anno, anche se verso fine settembre, ma attendo conferme..), che propone ad un unico tavolo titoli di diversi editori tedeschi e nordici.
Tra le cosette viste in opera c’era la versione Junior di Stone Age (HiG), i titoli della Argentum Verlag (Yunnan in particolare, uno dei miei preferiti dell’editore) ed i finlandesi di Race to the North Pole.
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| Antarctica – Argentu, Verlag |
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| Stone Age Junior |
Prima di uscire velocissimo passaggio (e menzione fotografica) anche per Sipario, gioco di carte a tema operistico e per un paio di scatti legati al mondo dei giochi di guerra a base di miniature e sfondo spaziale o fantasy …
All’uscita, nel corridoio, altro rapido passaggio, dalla Sir Chester Cobblepot, dove erano alle prese con una attenta scolaresca, assetata di notizie sulla creazione dei giochi da tavolo
PADIGLIONE F
Una veloce passata l’ho poi fatta anche al tendone, denominato padiglione F, dedicato al boardgaming storico (e non solo).
Qui ho trovato una buona quantità di giochi di guerra classici, di quelli ad esagoni piccoli con tesserine quadrettate, ma anche i ragazzi della WBS, che avevano sia il loro We were Brothers che il gioco legato alla Millemiglia storica Legends.
In altri spazi della tenda c’erano pure la Columbia Games e diversi altri tavoli allestiti per gli appassionati del genere wargame storico.
CONCLUSIONE
Be’, che dire per concludere, se non che anche questa edizione se ne è andata e la mia personale sensazione che serbo, complice il tempo dedicato agli scatti che spero vi abbiano in qualche misura interessato, è quella delle ‘tante cose da fare e poco tempo per farle‘.
Questo vuol dire che l’offerta era decisamente ottima e di conseguenza lo erano gli spunti interessanti.
Ora non mi resta che darci appuntamento al prossimo anno e che invitarvi a condividere le vostre esperienze della fiera, segnalandoci, stavolta, cosa in particolare siete riusciti a provare di interessante e da cosa siete rimasti in particolare stupiti!!!