[Vetust Games] “Master Strategy” il retrogame in scatola dell’Odissey2

scritto da MagoCharlie

Si sa, più si invecchia più si è nostalgici

Lo sto provando sulla mia pelle, da quando alla passione per i giochi in scatola “vetust” si è affiancata la voglia di riscoprire i videogiochi del passato.
Da quasi due anni sto riscoprendo il piacere di sfidarsi su un Nes o su un Snes in titoli classici, non solo Double Dragon, ma anche Dr. Mario e Super Mario… e poi sono arrivati libri italiani o tradotti che trattavano l’argomento (Console Wars di Blake J. Harris su tutti), magnifici album fotografici sulla grafica 8 bit… insomma, un nuovo tunnel mi ha inghiottito.
Del resto quando si finisce o si ha quasi tutto di una collezione, la dipendenza da accumulo collezionistico si fa sentire… e io la sto sfogando in questa maniera.



GIOCO ANALOGICO VS DIGITALE
Parliamo allora un’attimo di Videgiochi: una delle console casalinghe più diffuse in America e in Europa fu il Magnavox Odyssey, la prima console per videogiochi uscita nel 1972; tra i tanti giochi vi era una simulazione del tennis che Atari furbescamente riadatterà con il nome di Pong. L’inizio dei videogiochi ebbe inizio.
L’attività ludica si sposta quindi in quegli anni dalle scatole gioco ai televisori: all’inizio la tecnologia era agli albori e dove la grafica e il gameplay non arrivavano alla perfetta simulazione, ci arrivava il genio e l’inventiva.
Odissey divenne famosa anche per i suoi lucidi e i suoi materiali “extra” gioco digitale per camuffare alcune lacune nei primi videogiochi: i lucidi potevano essere messi sullo schermo della tv per simulare il colore e l’ambientazione in cui scorreva la pallina (in realtà un quadrato in bianco e nero). Assieme venivano date in dotazione anche dadi, fiche, banconote, tutti materiali con dei mini giochi dedicati servivano nel creare giochi da tavolo con l’ausilio della console: si parla quindi del primo tentativo di fusione tra gioco da tavolo tradizionale e videogioco.
Una vera e propria fusione tra i due mondi ludici, analogico e digitale, però avvenne nel 1978 con l’uscita Magnavox Odyssey², l’evoluzione del primo Odyssey.
PHILIPS VIDEOPAC – UN NUOVO CONCETTO DI GIOCHI DA TAVOLO
L’uscita dell’Odyssey², in Europa ribattezzata Philips Videopac, servì a Magnavox nel contrastare le nuove console a cartucce uscite in quegli anni (Atari 2600 su tutti).
La console era dotata di due joystick ad un tasto e una tastiera nel corpo macchina.
Negli albori della prima “console war”, Philips cercava in ogni modo di imporre Videopac come standard creando periferiche su periferiche e sperimentando nuovi mondi per il gioco: da questa ricerca nasce l’interessante Master Strategy series, un ibrido tra gioco da tavola e videogame.
Nel 1981, nel tentativo di riconquistare la sua quota in diminuzione del mercato interno dei videogiochi, Odyssey rilascia il primo dei videogiochi della serie Master Strategy: “The Quest for the Rings. Successivamente nel 1982, altri due giochi Master Strategy, “Conquest of the World” e “The Great Wall Street Fortune Hunt”.
Ogni gioco veniva rilasciato in un cofanetto che conteneva oltre alla cartuccia del gioco anche tutto il materiale (tabellone, pedine, segnapunti) che serviva per “apparecchiare” la tavola di gioco a fianco dello schermo tv a cui era collegato il Videopac.
Vediamo quindi in dettaglio i giochi proposti:
“The Quest for the Rings” – Caccia al Tesoro (1981)
Il titolo altamente Tolkieniano è stato banalmente tradotto in Italia come “caccia al tesoro”; il gioco ha un gameplay ispirato a Dungeons & Dragons con una storia che sembra un ipotetico sequel del “Signore degli Anelli.
La dotazione della scatola è la più ricca delle tre: diversi token in plastica e un grande tabellone sono il cuore della versione “fisica” del gioco.
Nel gioco un giocatore ricopre il ruolo del Ringmaster che dovrà nascondere i 10 anelli (tokens) sotto i castelli mischiandoli con altri gettoni. Il tabellone di gioco serve per tracciare dove sono nascosti i 10 anelli, i tipi di castelli e i mostri che si incontreranno nella ricerca.
Segretamente a inizio partita il Ringmaster “programmerà” la console, processo semplificato da mascherina di plastica da mettere sulla tastiera, indicando alla memoria elettronica dove sono nascosti i 10 anelli.
Con questa configurazione la console “saprà” esattamente cosa succede se i giocatori muovendosi sulla mappa incontrano un anello o un mostro da sconfiggere.
Il movimento è Point-to-Point da una città all’altra sul tabellone, ad ogni sosta si interroga la console per sapere cosa si trova in quel luogo: sovente bisognerà impugnare il joystick e combattere o esplorare a video le location.
Questo gioco ha avuto una nomination come “Gioco più innovativo del 1981” dalla rivista Electronic Games.
“Conquest of the World” – Alla conquista del mondo (1982)
Come è facile immaginare, lo scopo del gioco è di conquistare il mondo prima del proprio avversario.
L’idea di base è molto vicina a quella di Risiko, utilizzando la console per gestire gli esiti delle battaglie al posto di lanciare i dadi.
La plancia di gioco raffigura 44 paesi divisi in 11 zone geo-politiche, ogni zona ha un valore che è stato ponderato con una base di potenza che riflette la sua capacità di convincere altre nazioni a conformarsi ai suoi desideri, con la coercizione diplomatica o con la forza militare diretta.
La meccanica “core” del gioco si fonda su una equazione matematica con la quale la console risolve i combattimenti sullo schermo: come detto, infatti, quando un giocatore decide di combattere un’armata nemica, i valori della zona e della potenza militare vengono immessi nella console grazie alla tastiera che risolverà la battaglia.
Assieme al tabellone di gioco abbiamo le armate che sono rappresentate da piccoli quadrati magnetici che venivano utilizzati sia per marcare gli stati di appartenenza, sia per segnare i valori delle zone.
Questo gioco ha ricevuto una menzione d’onore come “Miglior gioco multiplayer del 1982” dalla rivista Electronic Games.
“The Great Wall Street Fortune Hunt”- Wall Street (1982)
Dal titolo si capisce subito che il titolo è un gioco economico basato sulla borsa più famosa al mondo.
Il gioco si propone di simulare nel miglior modo possibile le emozioni della borsa con acquisto e vendita in tempo reale di diversi titoli.
Più che un tabellone sembra un report grafico partorito da Office: in realtà vi sono gli spazi su cui mettere le 3 pedine marcatore che verranno spostate ad ogni oscillazione di mercato.
Ogni compravendita verrà annotata sul pad cartaceo; rispetto la primo titolo la dotazione è veramente all’osso.
Il ruolo chiave lo svolge la cartuccia del gioco simulando sullo schermo l’altalena dei valori delle azioni. Durante il gioco vi appariranno delle notizie incentrate su certe azioni che modificano in salita o in discesa il titolo: vi è anche una barra su cui scorreranno i titoli azionari con il loro valore. 
Il gioco non è mai stato localizzato fuori dall’America, ma venne importato nei vari paesi Europei as-is aggiungendo nel manualetto una sorta di lista con i termini tradotti che apparivano sullo schermo durante il gioco.
Ricevette una nomination come “Gioco più innovativo del 1982” dalla rivista Electronic Games.
Il quarto gioco mai rilasciato
Vi è poi un quarto gioco che è stato programmato, ma mai rilasciato: “Sherlock Holmes”.
Si conosce l’esistenza di un solo prototipo funzionante, ma è ingiocabile senza le istruzioni, che non sono mai state rilasciate.

CONCLUSIONI
Con questi tre giochi ci troviamo di fronte al primo esperimento di ibrido board-video game; la serie ebbe un buon successo, ma non così tanto da continuare anche per altre console lo sviluppo di videogiochi di società. Nello stesso periodo usciranno sul mercato dei giochi in scatola con dentro moduli elettronici che simulano quello che può essere fatto con una console, ma ad un prezzo inferiore (“Stop Thief” su tutti).

I giochi si possono trovare a poco prezzo (tra i 20 e i 40 euro) su eBay, non è necessario avere la console, potete trovare le rom dei giochi online ed emularle con uno dei tanti software.
Se siete degli amanti dei giochi in scatola in ogni loro declinazione, vi consiglio di provare questi strani boardgame: personalmente ho trovato Wall Street piacevole, riesce tutt’oggi ad essere molto moderno nelle meccaniche di gestione dei titoli in real time.
Ricordo a tutti che per le richieste o suggerimenti sui giochi vetust potete scrivere sul mio ASK: http://ask.fm/magocharlie
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Come detto a inizio articolo, per i vecchi lupi che hanno amato gli anni 80 l’appuntamento in corso fino al 20 Ottobre è a WOW Spazio Fumetto di Milano dove potete trovare “OTTANTA NOSTALGIA”; una splendida mostra con tantissimi cimeli dei ruggenti anni 80, tra cui anche il Magnavox Odissey.
Uno dei fil rouge della mostra sono sicuramente i giochi e giocattoli che abbracciano fumetti, cartoni, programmi tv e cult movie… ebbene tutti i giochi in scatola in esposizione provengono dalla mia collezione ed è stato un piacere collaborare con gli organizzatori per l’allestimento.
Mi raccomando, se riuscite andateci… ne vale davvero la pena!
Tutte le immagini sono tratte da retroedicola.it; the-nextlevel.com; Wikipedia; videogamemuseum.com; pongmuseum.com; BGG (postate da THE MAVERICK) e appartengono ai rispettivi proprietari. Saranno rimosse immediatamente su semplice richiesta.

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