Si può giocare da due a sei giocatori, in partite di quindici minuti circa iniziando a giocare dai cinque anni.
I MATERIALI
- un mazzo di sessanta Carte Numeri con i valori da 1 a 3;
- un mazzo di sessanta Carte Gesti con indicati tre gesti da fare con le mani;
- trenta pepite.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Distribuite le carte facendo in modo che ogni giocatore abbia lo stesso numero di carte «Gesti» e di carte «Numeri». Dividete equamente le pepite tra tutti.
Si gioca a coppie: due giocatori, in contemporanea, rivelano una carta gesti e una carta numeri.
Per il gesto da effettuare si segue la logica descritta: se le due carte gesti dei due giocatori che si stanno sfidando rappresentano lo stesso gesto, si eseguirà il gesto rappresentato sulle carte; se le carte dei due giocatori sono diverse, si eseguirà il gesto non rappresentato sulle carte.
Per quante volte il gesto deve essere effettuato si segue la logica descritta: se le due carte numeri dei due giocatori sono dello stesso colore, si dovranno sommare i numeri presenti sulle
carte; se le carte dei due giocatori sono di colori diversi, si dovrà
sottrarre il numero minore dal numero maggiore. Nel caso in cui il
risultato sia zero, bisognerà gridare «Manolesta» e non eseguire i
gesti.
Il giocatore che per primo esegue il gesto corretto nel numero corretto di volte (o, nel caso dello zero, che urla «Manolesta» per primo) ottiene una pepita dal suo avversario. Vince chi avrà sottratto tutte le pepite al(ai) suo(i) avversario(i) o chi – terminate le carte del mazzo – avrà più pepite.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
laboratorio che insegnava a giocare!
Non conoscevo Erickson, o meglio consocevo la casa editrice Erickson, ma non sapevo che si occupasse anche di giochi educativi, però appena ho visto i loro giochi mi sono detto che non poteva non entrare in nonsolograndi vista la tipologia di catalogo proposto!
Il gioco per alcuni versi mi ha ricordato Fantascatti dal momento che uno dei suoi twist, è il fatto che oltre al colpo d’occhio, sempre necessario, serva anche una rapida associazione mentale deduttiva e privativa: infatti si deve scegliere se fare un gesto o perché presente due volte o perché non presente e, allo stesso tempo il numero di volte che il gesto deve essere eseguito viene determinato dal colore delle carte, decidendo se sommare o sottrarre i due valori. Ci sono quindi delle associazioni mentali che devono essere fatte rapidamente e che non sono (per i più piccoli ovviamente) banalissime.
Altra cosa interessante è che le sfide avvengono a due a due con i giocatori in cerchio: questo, pur creando un po’ di downtime se si gioca in molti, elimina invece il giocatore più bravo di tutti che sarebbe stato sempre lui ad effettuare il gesto corretto. Piccolo ulteriore suggerimento: dopo il primo giro rimescolate le posizioni del cerchio, così che tutti si possano sfidare con tutti.
La scatola indica un 5+, target assolutamente perfetto per iniziare a divertirsi con questo gioco.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bimbi – e adulti – che lo hanno giocato) ha imparato giocando a Manolesta:
- nel gioco è necessario gestire la tensione che si genera tra la girata di una carta e un’altra e
allo stesso tempo e necessaria una velocità di elaborazione mentale, come velocità di reazione agli stimoli;
- l’aggregare le informazioni per la soluzione di un quesito, visto che ci sono da comporre due informazioni prima di decidere il gesto da fare e quante volte farlo;
- la gestione delle eccezioni, il fatto che la somma dia zero e si debba dire “manolesta” crea una ulteriore strada per risolvere le carte presenti sul tavolo;
- per i bambini nei primi anni di scuola a calcolare, rapidamente, a mente;
- l’inibizione alla risposta, la capacità di non mettere in atto la prima risposta che, impulsivamente, si tenderebbe a dare.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Un buon motivo per giocare con mamma? Questo è un ottimo gioco per sdoganare le scatole dei giochi in casa e poi è divertente sfidare sia mamma sia papà sia soprattutto vedere chi vincerà la sfida tra mamma e papà. E poi vediamo quanto sarà veloce mamma a imparare a gesticolare… mmm… volevo scrivere a giocare 😀
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