scritto da Simarillon (Davide)
A casa abbiamo tanti giochi di carte, di Djeco in particolare. È però
un po’ di tempo che non scrivo una recensione di queste belle scatoline e oggi
arriva l’occasione di aggiornare i post di tale tipologia con
Memo Robots; gioco creato da Jonathan Favre-Godal e Paul Morillas Lopez e illustrato da Paul Morillas Lopez. È un collaborativo che si
può giocare a partire dai 5 anni e in un numero di giocatori suggerito
dalla scatola che varia da 1 a 5; in partite che dureranno all’incirca
dieci minuti (possibile pure qualcosa in più come molto di meno, anche
in base al numero di giocatori).
I MATERIALI
Solita scatola Djeco, con apertura a scorrimento e al
cui interno sarà possibile trovare trentaquattro carte così suddivise:
- sedici carte sfida;
-
sedici carte parti del robot (testa, corpo, braccia, gambe in colori
differenti); - una carta con la testa del “Robot buono”;
- una carta con la testa del “Robot cattivo.
Carte di giusta grammatura, immagini OK, per materiali che si prospettano “come devono essere”, senza infamia e senza lode; il mio giudizio sulle
scatoline Djeco e sui mazzi di carte ivi contenuti oramai l’ho espresso più
volte.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Si
mescolano le carte parti del robot e si posizionano a faccia scoperta in
maniera casuale al centro del tavolo da gioco, formando un quadrato costituito
da 4 carte per lato; si posizionano le due teste del “Robot buono” e del
“Robot cattivo” a faccia scoperta a lato. I giocatori guardano le carte
scoperte e cercano di memorizzare la posizione delle parti del robot (colore e
tipo di parti), si conta fino a 10 secondi e poi si girano le carte a faccia
in giù.
Al proprio turno il giocatore pesca una carta sfida e la
posiziona scoperta al centro del tavolo. La carta mostra un robot intero
costruito con 4 parti di robot: una testa, un paio di braccia, un corpo e
un paio di gambe, ognuna in un dato colore.
Tutti i giocatori
discutono tra loro per trovare tra le carte parti del robot quelle necessarie
per la costruzione di un robot identico (parti dello stesso colore) a quello
illustrato nella carta sfida pescata. A questo punto se le carte girate
permettono di costruire il robot illustrato nella carta sfida: l’obiettivo è
stato raggiunto e si può utilizzare il retro della carta sfida per costruire
il corpo del “Robot buono”; in caso contrario si userà il retro della carta
sfida per costruire il corpo del “Robot cattivo”.
Se si costruisce il
“Robot buono” prima del “Robot cattivo” si vince la partita
collettivamente, altrimenti se è il “Robot cattivo” a essere costruito per
primo si perde la partita!
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Il gioco è un
cooperativo puro e si porta dietro i problemi che possono essere “tipici” di tutti i
cooperativi, soprattutto quello del giocatore alfa che decide per gli altri. È
però vero che le meccaniche e le dinamiche di gioco portano, quasi naturalmente,
a confrontarsi con i compagni di gioco. Sedici carte con due caratteristiche da
memorizzare per carta possono sembrare poche, ma, all’atto pratico, si possono,
invece, rivelare un ostacolo praticamente insormontabile.
Il gioco è molto diverso a seconda del numero di giocatori: in 1/2 giocatori è quasi irrisolvibile (almeno a noi non è mai riuscito di
risolverlo); con il crescere del numero dei giocatori crescono le possibilità
che qualcuno al tavolo si ricordi esattamente e senza dubbi dove è situata la
carta richiesta e il gioco diventa sicuramente più accessibile, ma sempre e
comunque non semplice da risolvere, dal momento che ci sono concessi
solamente quattro errori prima della sconfitta. Con Letizia abbiamo “usato un
piccolo trucco” per provare a battere il robot cattivo anche soltanto in 2:
ci siamo divisi le carte da memorizzare. Non siamo, in ogni caso, riusciti a
vincere e abbiamo perso uno degli aspetti più interessanti del gioco: quello
del confronto e dell’aiuto nel turno degli altri giocatori. Tra l’altro
il vincolo di 5 giocaori è teorico, dal momento che niente vieta di
essere di più ad analizzare le carte e provare a ricostruire poi il
robot buono.
Memo Robots si inserisce nell’amplissimo novero dei giochi per bambini con
a tema la memoria: i suoi piccoli plus sono il fatto che il gioco sia cooperativo e che sia
discretamente difficile arrivare alla vittoria finale.
Il gioco viene segnalato come 5+: direi che mi sento di poter essere
assolutamente d’accordo con l’editore, anche perché nel gioco non ci sono
scritte, ma solo tanta, tanta memoria e saremo noi più grandi ad essere in difficoltà.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare
che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a
causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva un danno”, come ci ricorda la prima legge della robotica di Isaac Asimov.
Ecco, quindi in elenco le cose che Letizia ha imparato (o avrebbe imparato
se ancora non l’avesse sapute) giocando a Memo Robots:
-
a prendere decisioni condividendole con i compagni di gioco,
confrontandosi (senza soverchiare) quando si hanno opinioni differenti; - a pensare che spesso ci sono, vicini, un lato buono e un lato cattivo;
- a giocare con la memoria;
- a giocare da soli e a mettersi alla prova soltanto con se stessi;
-
a rinforzare e/o mettere in discussione le nozioni che si sono acquisite
durante il gioco.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Le scatoline Djeco sono
perfette per i bambini di ogni età e sono, quasi sempre, proponibili agli
adulti con i bambini vicini. Non fa eccezione Memo Robots, giocabile da
chiunque, e la modalità collaborativa potrebbe anche aiutare, pur essendo le
meccaniche di gioco strettamente correlate con la memoria, che, be’, agli
adulti di una certa età comincia progressivamente a vacillare. Non penso ci si
metterà a giocarlo tra soli adulti, ma, sicuramente, lo si può giocare insieme
ai nongrandi di casa.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è
bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli
insieme.
Dai mamma, lo sappiamo che la memoria non è il tuo forte, però se ti siedi e
giochi con noi la allenerai un pochetto e poi ci devi assolutamente aiutare ad
allontanare il “robot cattivo”! Chi meglio di una mamma può allontanare i
cattivi e far vincere i buoni? Quindi siediti e gioca con noi!
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una
recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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