[nonsolograndi] Baba Yaga

Scritto da
Simarillon (Davide)
La serie di giochi ispirati a fiabe famose di Asmodee Italia comprende I Tre Piccoli Porcellini, Baba Yaga, La Lepre e La Tartaruga, La Cicala e la Formica, Cappuccetto Rosso e il Lupo Cattivo. Non è una passeggiata nel parco! … Non c’è una recensione di Baba Yaga? Dobbiamo provvedere subito! Quindi eccomi qui a scriverla. A questo titolo, che scorre via in partite velocissime le quali difficilmente supereranno i dieci minuti, si può giocare a partire dai sei anni, da due a cinque giocatori. Le illustrazioni sono di Vincent Joubert, mentre l’autore del gioco è Jérémie Caplanne. Baba Yaga è un personaggio non così conosciuto nell’immaginario occidentale, mentre è molto presente nella mitologia russa, dove a volte è indicata come cattiva e altre, più rare, volte come fonte di consiglio, rimanendo comunque un personaggio piuttosto ambiguo.

Dopo essere caduti nelle grinfie malefiche di Baba Yaga, siete riusciti a fuggire dalla sua casa. Ma la strega vi insegue a bordo del suo calderone volante! Se volete sfuggirle, dovrete lanciare tre incantesimi, i cui ingredienti sono sparpagliati per questa strana foresta… ma fate presto! Baba Yaga è già sulle vostre tracce…

I MATERIALI
Nella bellissima scatola a forma di libro, che farà bella figura di sé ovunque la mettiate e specialmente sullo scafale dei libri e dei giochi della stanza di vostro figlio, possiamo trovare:
  • un tabellone di gioco;
  • sei tessere Foresta, ognuna con un lato Foresta e un lato Ingrediente;
  • dieci tessere Percorso di Volo di Baba Yaga;
  • una tessera Casa di Baba Yaga;
  • venti carte Incantesimo;
  • la miniatura di Baba Yaga.
Si parla di Asmodee e uno dei punti di forza sono proprio i materiali: tutto molto bello e appariscente, limitatamente alle esigenze del gioco.
La scatola contiene anche un piccolo libretto con un racconto di Baba Yaga, adattato attingendo alla tradizione del folkore russo da Benoit Forget e le cui illustrazioni richiamano quelle del gioco.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Scopo del gioco è quello di riuscire a lanciare tre incantesimi per sfuggire alla terribile Baba Yaga. Una volta preparato il piano di gioco si distribuiscono tre carte incantesimo e si decide chi sarà il primo giocatore attivo, questi, al proprio turno, dovrà cercare tre dei quattro ingredienti del proprio incantesimo girando le tessere foresta. Prima però avrà guardato la carta per venti secondi e poi l’avrà posta davanti a sé con il lato ingredienti non visibile. Gli altri giocatori, nel mentre, muovono, a turno, la miniatura di Baba Yaga lungo il suo percorso di volo. Appena Baba Yaga torna al punto di partenza il turno finisce e si deve verificare se sono stati trovati almeno tre (su quattro) ingredienti in modo da poter lanciare l’incantesimo. In caso positivo viene lanciato un incantesimo, bersagliando un giocatore a propria scelta.
Gli incantesimi sono quelli riassunti in questa immagine e hanno impatti minimi sul turno successivo (ad esempio allungando il percorso) oppure hanno effetti sul giocatore (che potrebbe dover affrontare il turno successivo con un pugno sul tavolo e il mento appoggiato sopra). 
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Baba Yaga è il secondo gioco della serie Fiabe e Giochi, anche se a casa nostra arriva per ultimo, probabilmente complice un personaggio che non colpisce particolarmente l’immaginario comune, specialmente quello dei più piccoli a cui il gioco è evidentemente orientato, ma io stesso ammetto di non conoscere così bene Baba Yaga e di essermi documentato dopo l’acquisto del gioco e per questa recensione, scoprendo anche cose interessanti (eh sì, giocando si impara!).

Come ho già scritto, sicuramente molto belli i materiali che appagano l’occhio dei piccoli giocatori e questo è un punto di merito, visto che l’occhio, soprattutto nei nongrandi, vuole la sua parte. Citazione d’onore per la bambolina a forma di matrioska di Baba Yaga, che rende molto bene.

Il gameplay del gioco non è troppo nelle mie corde, che non amo i giochi in simultanea. In generale direi che è un bel gioco se lo si prende per far casino: infatti le mani che si intersecano, la concitazione, il passaggio tra un giocatore e l’altro crea entropia e caratterizza ogni turno di gioco. L’idea degli incantesimi da lanciare agli avversari è carina, ma li avrei fatti un po’ più cattivi, dal momento che alla fine non è che siano chissà quanto penalizzanti.  
La parte mnemonica, quella su cui i nongrandi sono risaputamente più forti, non è così difficile e anche il fatto che già la figura presente sul lato foresta aiuti a rivelare quale è l’ingrediente sull’altro lato diminuisce ulteriormente la componente di memoria, senza però introdurre una qualche complicazione in altre meccaniche del gioco, che alla fine si riduce in trova l’ingrediente nel minor tempo possibile. Da ultimo carine le idee delle varianti proposte già dal regolamento per rendere un pochino più difficile (ance se non troppo, a dire la verità) il gioco.

La scatola indica un 6+ come età per iniziare a giocare, ma direi che per le dinamiche di gioco si può proporlo a bambini di 5 anni senza troppo timore che non riescano a giocarlo.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO

Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi”, detto da Gianni Rodari.


Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) ha imparato giocando al gioco Baba Yaga… o che avrebbe imparato se già non le avesse sapute:
  • gestire i momenti di confusione;
  • coordinarsi con gli altri giocatori;
  • a conoscere folklore e immaginario di paesi distanti.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Questo gioco è, fra i cinque della serie, quello con la longevità sicuramente minore: difficilmente mi viene da pensare che possa essere giocato da bambini che non frequentino più la primaria… se non per fare un po’ di casino.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA

Tutti i giochi sono belli/divertenti da giocare con mamma e papà: eccovi un paio di motivi in più per giocarli insieme.

Una fiaba, anche se non proprio tra le più conosciute, va bene per sdoganare il gioco da tavolo agli occhi di mamma e poi chi meglio di una mamma può aiutarci a scappare dalle grinfie di Baba Yaga? Oppure no e vorrà lasciarci lì, visto che a volte la facciamo proprio disperare!
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