[nonsolograndi] Il castello del tesoro addormentato

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Simarillon (Davide)
Credo di aver perso il conto dei giochi in un qualche modo influenzati dal memory tra tutti i giochi che ho recensito, anche tralasciando quelli che fanno della memoria in generale il punto focale dell’esperienza di gioco, eppure spesso arriva una qualche declinazione particolare del memory e si inizia a giocare.  Il castello del tesoro addormentato è un titolo della HABA, che propone ancora una meccanica basata sul memory. Autore del gioco è Heinz Meister e le illustrazioni sono di Gabriela Silveira. Può essere giocato da uno a quattro giocatori, a partire da quattro anni; le partite non dureranno più di dieci minuti.
Tutti gli abitanti del castello dormono profondamente e non si accorgono dei lesti furfanti che si stanno intrufolando tra le mura. Solo le 12 guardie del favoloso tesoro del castello non cedono al sonno… o forse invece lo fanno, giusto per un attimo? Vediamo se possiamo rubare il tesoro…

I MATERIALI
La scatola, di dimensioni moderate, contiene:
  • dodici tessere delle guardie;
  • dodici tessere dei dormiglioni;
  • ventiquattro monete del tesoro.
Gli animali antropomorfi presenti sia nella tessera delle guardie sia nella tessera dei dormiglioni, in pose differenti, danno quel che di interessante per un nongrande al comparto grafico del gioco.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE

L’obiettivo dei giocatori è quello di riuscire a rubare il maggior numero di monete d’oro dal castello sorvegliato dalle guardie. Dopo aver mescolato le tessere dei dormiglioni (dorso giallo) coperte e disposte in una griglia da 3 x 4 tessere con il logo HABA rivolto verso l‘alto, si disporranno le tessere delle guardie (dorso verde) scoperte a piacere, formando un cerchio attorno ai dormiglioni. Le tessere devono essere leggermente distanziate l‘una dall’altra. Da ultimo si distribuiscono le ventiquattro monete del tesoro a piacere tra le tessere delle guardie, in modo tale che tra una guardia e l‘altra vi siano un minimo di una e un massimo di tre monete.

Preparato il tutto, al proprio turno ogni giocatore scopre due dormiglioni e verifica se i due sono vicini nel cerchio delle guardie. In caso positivo prende le monete d’oro custodite dai due guardiani e poi il gioco passa al giocatore successivo. La partita finisce quando tutte le monete del tesoro sono state rubate. Il giocatore che ha il maggior numero di monete del tesoro davanti a sé vince e diventa così il massimo furfante del castello del tesoro addormentato.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Meccaniche molto facili e re-implementazione semplice, ma intelligente, di meccaniche conosciute sono il pregio e allo stesso di tempo possono essere il difetto del gioco di oggi. Come ho già scritto sopra, ho ormai perso il conto dei giochi che si basano sul memory: ce ne sono di belli, bellissimi e meno belli. Quello che mi attira nelle recensioni è trovare il qualcosa in più che lo fa emergere dalla massa dei simili. Il gioco di oggi ha il vantaggio di porre, potenzialmente, i piccoli giocatori di fronte a scelte di ottimizzazione della propria mossa: se si ricordano dormiglioni e guardie, sarà conveniente selezionare l’accoppiata con il tesoro più alto.  Altro aspetto interessante è che una volta esauriti i due tesori custoditi dalla guardia, questa sarà fuori dal gioco e diventerà più importante ricordarsi cosa non è stato ancora girato tra i dormiglioni, in un concetto di memory… all’inverso. 
Carina anche l’idea di includere una versione del gioco da giocare in solitario con un gameplay simpatico affine, ma, comunque, diverso rispetto al gioco principale. Una piccola segnalazione anche per il fatto che nel 2016 è entrato nell’elenco dei giochi raccomandati dal Kinderspiel des Jahres.
Il produttore suggerisce per questo gioco come età per iniziare a giocare 4 anni: mi trovo sostanzialmente d’accordo con questa età, dal momento che si tratta di un’evoluzione della semplice meccanica del memory. Come sempre apprezzo il fatto che un ‘grande’ possa sbagliare apposta, aiutando a vincere o perdere la partita, senza che il piccolo giocatore se ne accorga. Nel caso specifico, poi, questo non sarà spesso necessario, dal momento che i bambini daranno sonore lezioni ai grandi, essendo la memoria a breve termine un loro punto di forza rispetto agli adulti. Punto di merito, invece, sicuramente, per prezzo e dimensioni della scatola, entrambi molto contenuti, si rivela un buon investimento se vi piace ‘portare in giro’ i giochi dei/per i vostri bambini.
Concluderei segnalando come anche dinamiche collaudate come quelle del memory si prestano ad essere re-interpretate in differenti modi, stimolando sia la creatività dei game designer sia l’approccio dei bambini al gioco, che con meccaniche analoghe si trovano ad affrontare giochi completamente differenti.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che la memoria è specchio fedele per conoscere e correggere i propri difetti (Antonio Pérez).
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Il castello del tesoro addormentato:
  • rimanere concentrati anche nei turni degli avversari (come in ogni memory);
  • effettuare piccole scelte utilizzando le informazioni in proprio possesso;
  • una nota, poi, per i genitori che impareranno a perdere da chi è più piccolo e ne sa molto di meno 😀

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE

Longevità non altissima, gioco di memory, basato su meccaniche super-conosciute, che avrà un futuro se giocato in famiglia o che altrimenti difficilmente supererà la suola dell’età dell’obbligo.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATUTTO CON MAMMA… E CON I NONNI
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme. 
Innanzitutto allenare la memoria è un esercizio che fa bene ai bambini, ma fa bene soprattutto ai papà e ancora di più alle mamme… e poi, come ho già scritto ogni volta che ho parlato di memory, ai nonni.
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