scritto da MagoCharlie
Si ritorna a parlare di Dark Tower.
Dopo la Gen Con 2018 il mondo degli amanti di giochi vintage è stato scosso da un annuncio non troppo inaspettato: tornerà Dark Tower sui nostri tavoli.
La Restoration Games, che ha già nel nome la propria mission, ha dichiarato in chiusura del panel dedicato che gli sforzi della casa editrice sono orientati a far tornare a splendere la torre oscura con un nuovo gameplay e un nuovo modulo elettronico.
Quindi non solo un’app, ma una torre elettronica tutta nuova. Una scelta molto coraggiosa: sviluppare un gioco in scatola con una componentistica anni ’80 è una bella scommessa, ma, come per L’Isola di Fuoco (qui il link alla recensione), avrà un Kickstarter a supporto dello sforzo economico della società.
Bisognerà aspettare fino al 2020 prima di poter “pledgiare”, ma le premesse per una ottima riuscita ci sono tutte: i ragazzi della Restoration hanno coinvolto nello sviluppo anche Isaac Childres, il pluripremiato autore di Gloomhaven, per garantire una nuova esperienza di gioco. Intanto è già uscito il trailer che trovate in fondo all’articolo.
Forse qui in Italia il ritorno di Dark Tower è meno sentito, visto che non è stato un grande successo commerciale, ma più di nicchia date le poche copie “adattate” al nostro mercato: infatti il gioco venne importato dagli UK ristampando solo il libretto delle regole e mettendo un’adesivo in basso alla scatola… e questa, assieme ad altre ragioni che vedremo tra poco, lo rende allo stato attuale uno dei giochi più rari del mercato italiano.
IL SANTO GRAAL DEI COLLEZIONISTI
Siamo nel 1981, a Natale esce Dark Tower al costo di 49 dollari (pari a circa 120 euro di adesso!!!): un gioco che promette di essere rivoluzionario. La Milton Bradley credeva così tanto nel progetto da scomodare persino Orson Welles in persona come testimonial (qui il video).
Il cuore del gioco è la torre elettronica alta 40 cm che sovrasta il tabellone: la torre “dialoga” con i giocatori grazie a suoni, diapositive e display.
La peculiarità sono proprio le diapositive: dietro alla finestra della torre vi è un cilindro di diapositive (24 in tutto) disposte su colonne da 3. A seconda di cosa la torre vuole comunicare, il cilindro gira e una delle tre lampadine dietro illumina la diapositiva seguito da un numero sul display. Se per esempio la torre ci comunica che sul nostro cammino incontriamo un nemico, si illuminerà la diapositiva corrispondente e il display riporterà il numero della forza di combattimento; se durante il nostro turno vogliamo sapere quando cibo avremo, schiacciando un tasto il cilindro interno girerà e si illuminerà un bel “prosciutto” con il numero di unità di cibo che avremo.
La Torre domina il gioco, in ogni senso.
Ogni nostro movimento sul tabellone deve essere “comunicato” alla Torre che ne terrà conto per tutta la partita (numero di monete, di guerrieri e di cibo) e andrà a creare e a risolvere le insidie che troveremo sui nostri passi.
Ma come mai è così raro il gioco?
Uno dei fattori più determinanti è il gimmick complesso. Ad oggi, a quasi 40 anni di distanza, è difficile da trovare in buone condizioni e funzionante. La torre soffriva di diversi problemi al motore (per girare il cilindro interno) e le luci si fulminavano facilmente.
Succedeva inoltre che se si provava ad aggiustare la Torre in maniera “fai da te”, si rischiava di compromettere l’intero sistema di gioco: se non si allineava perfettamente il cilindro interno, la torre non riusciva a dare input corretti per lo svolgimento del gioco.
A fianco alla difficoltà di trovare una copia funzionante del gioco, vi è anche il breve periodo di commercializzazione: nel 1983 il prodotto è stato ritirato dagli scaffali per sospetto “plagio”, come vedremo.
LA STORIA DIETRIO DARK TOWER
Chi c’è dietro Dark Tower? Si tratta davvero di un prodotto sviluppato internamente alla Milton Bradley nel 1980? Sembra di no…
Due autori di giochi indipendenti, Roger Burten e Alan Coleman, a febbraio del 1980 inviarono il prototipo di un gioco alla MB chiamato “Triumph”. Il gioco era basato sui viaggi spaziali (tra diversi universi) e un controller di gioco al centro del tabellone, che gestiva le dinamiche di gioco.
La Milton Bradley riufiutò il gioco con una lettera formale, ma dopo poco più di un anno fece uscire “Dark Tower”.
Nel 1981 i due inventori videro Dark Tower di Milton Bradley alla fiera dei giocattoli di New York City e conclusero che MB aveva rubato la loro idea e l’aveva usata per creare Dark Tower. I due autori hanno citato Milton Bradley per appropriazione indebita di segreti commerciali e MB non è stato in grado di dimostrare nel processo che qualcuno della compagnia aveva un’idea per Dark Tower prima dell’incontro con Burten e Coleman.
Una giuria ha assegnato loro 737.058,10 $ per i diritti d’autore persi. Questo premio è stato inizialmente congelato da parte dal giudice, a causa di un elemento tecnico nella lettera di riservatezza che Burten e Coleman avevano firmato al momento della presentazione del gioco, ma in appello il premio è stato reintegrato.
Questo caso sembra essere diventato un importante precedente nella legge sulla proprietà intellettuale e viene frequentemente indicato nei casi più recenti (qui il link per chi vuole approfondire la sentenza).
Va detto che negli anni molti interni alla MB hanno testimoniato a favore di Vince Erato, lo sviluppatore interno a MB, spiegando che la vera ispirazione di Dark Tower veniva dal videogioco “Wilderness Campaign” del 1980 per Apple II, uno dei videogiochi giocati dentro l’azienda.
IL GAMEPLAY
Parliamo adesso del gameplay del gioco: i giocatori vestono i panni di nobili guerrieri in un mondo fantasy medievale. Devono viaggiare attraverso i quattro regni, collezionando seguaci e oro e cercando le chiavi della minacciosa Torre Nera. Lungo la strada possono esplorare misteriose rovine e tombe per guadagnare oro e tesori, fermarsi ai santuari per guarire e riposare, visitare i bazar per acquistare cibo e assumere esploratori e affrontare orde di goblin e persino draghi.
Quando hanno trovato tutte e tre le chiavi, loro e i loro seguaci devono viaggiare verso la torre, indovinare la sequenza esatta di chiavi da usare per entrare e sconfiggere le forze all’interno.
Il primo giocatore a farlo vince la partita. Semplice.
Non ci sono parti molto complicate del gameplay: non ci sono poteri speciali o altro da applicare ai giocatori. Nel proprio turno ci si muove di una casella sul tabellone e si esplora il proprio regno.
Mentre i giocatori spostavano le loro pedine (che rappresentano il loro avventuriero e i propri seguaci) sul tabellone, si riportava la mossa appena fatta sulla Torre attraverso la tastiera. Questa mostrava quindi immagini che indicavano ciò che avevano trovato nei loro viaggi e, quando incontravano avversari, risolveva il conflitto.
I giocatori hanno possibilità di scelta sulle mosse da fare: non è solo un gioco lancia-muovi-risolvi.
Quando si esplora il regno bisogna decidere se comprare più o meno cibo, arruolare più o meno truppe, decidere di saccheggiare più città possibili per guadagnare soldi da spendere in cibo o per reclutare più truppe, ecc.
Il gioco è studiato per 1-4 giocatori: sì, è possibile affrontare in solitaria il gioco con delle quest differenti a livelli crescenti di difficoltà. La Torre era un vero e proprio computer di gioco.
In un periodo in cui il gimmick elettronico era per lo più un espediente, Dark Tower fu uno dei pochi prodotti elettronici dove l’elettronica contribuisce in maniera determinante nell’esperienza di gioco.
MA IL GIOCO È INVECCHIATO BENE?
Oggi siamo abituati ad app che affiancano il gioco da tavolo e gestiscono diverse meccaniche.
Nel 1981 era pura magia avere un mini-computer che riusciva a essere così bene integrato nel gioco.
Oggi è difficile trovare una scatola del gioco funzionante e a buon prezzo: se si è fortunati si trova in buone condizioni a 300-350 dollari, fino ad arrivare ai 600 $ per l’edizione italiana in buone/ottime condizioni.
Sono tra i fortunati che lo posseggono in italiano e posso dire che non si disdegna mai una bella partita.
La vera difficoltà del gioco risiede nel settare correttamente la Torre a inizio partita e a inserire correttamente tutti i comandi sul tastierino (il libretto con le istruzioni è consultato tanto, troppo, durante la partita…).
L’unicità del gioco e il suo breve periodo di commercializzazione lo ha fatto diventare un cult: si trovano su eBay e su altri siti pezzi del gioco, parti di ricambio della Torre, fino a utenti specializzati che si offrono per riparare le Torri degli altri sotto lauti pagamenti.
Molti utenti lo hanno cercato in lungo e in largo: la notizia della Restoration Games quindi è stata molto ben accolta da chi vuole di nuovo provare la conquista della Torre.
Sarà diverso, non sarà come nel 1981… ma probabilmente avrà un gameplay più solido e appassionante rispetto alla prima edizione (anche se la magia dei rumori meccanici della Torre che gira, scegliendo la diapositiva corretta, non potrà essere eguagliata).
CURIOSITÀ VARIE ED EVENTUALI
- Le illustrazioni di Dark Tower sono opera di Bob Pepper, artista fantasy molto in voga negli anni ’80 e illustratore dei classici racconti di Philip K. Dick: il tratto di Pepper si trova anche su un altro gioco della MB, Dragonmaster, che è stato recentemente ripubblicato da Restoration Games con il nome di Indulgence (tutto torna).
- La versione tedesca del gioco si chiama Atlantis, componenti e illustrazioni sono inalterate.
- Per chi ha la Torre danneggiata è stata creata un’app su iOS (qui) e una per Android (Droid Tower) che simula il comportamento della torre.
- Dark Tower è stato trasportato in videogame su Vectrex nel 1983, ma mai commercializzato per le questioni legali che hanno caratterizzato il gioco.
Alcune immagini sono tratte da BGG (postate da King Friday; Bkindt) e appartengono ai rispettivi proprietari. Saranno rimosse immediatamente su semplice richiesta.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it






