Per il Tempo che ci Resta, sei giorni per dirci Addio

INTRODUZIONE

Ci sono giochi di ruolo che ci chiedono di salvare il mondo, sconfiggere mostri o affrontare avventure memorabili. E poi ci sono quelli che ci mettono davanti a una domanda molto più difficile: che cosa resta di noi quando sappiamo che il tempo sta per finire? Per il tempo che ci resta, scritto da Elliot Davis, illustrato da Ripley Ash e tradotto e adattato in italiano da Oscar Biffi, è un gioco di ruolo da tavolo pubblicato da NessunDove nel maggio 2026. Al centro dell’esperienza troviamo due fratelli, separati da una porta e da un destino ormai difficile da evitare: uno è sopravvissuto, l’altro è stato contagiato da un’infezione che lo trasformerà entro sei giorni. Non siamo di fronte a un classico gioco survival, fatto di risorse da amministrare e combattimenti da vincere. Qui la vera sfida è raccontare una relazione, riaprire vecchie ferite e trovare le parole giuste prima che sia troppo tardi. Un’esperienza intima, dolorosa e dichiaratamente narrativa.

AMBIENTAZIONE

L’ambientazione di Per il tempo che ci resta parte da un presupposto tanto semplice quanto efficace: il mondo è già finito. Sono trascorsi pochi mesi dall’inizio della catastrofe e l’umanità è stata annientata da un’infezione che trasforma le sue vittime in creature minacciose. Non esiste una missione eroica capace di ripristinare l’ordine, né una promessa di salvezza a cui aggrapparsi. La fine è arrivata e i protagonisti devono soltanto capire come affrontarla.

Il gioco, tuttavia, non impone una singola spiegazione dell’apocalisse. Le carte iniziali invitano a immaginare la natura dell’infezione, lasciando spazio a differenti declinazioni dell’orrore. I materiali disseminati nel manuale evocano trasmissioni radiofoniche interrotte, documenti riservati, comunicazioni d’emergenza e consigli di sopravvivenza: frammenti di un mondo che ha cercato inutilmente di comprendere ciò che stava accadendo. Questi inserti costruiscono un immaginario inquietante senza bisogno di lunghe descrizioni o di una tradizionale ambientazione da esplorare.

Eppure, il luogo più importante non è una città devastata, un rifugio o una strada infestata. È una porta chiusa, dietro la quale i due fratelli continuano a comunicare senza potersi guardare in faccia. La separazione fisica diventa così il cuore simbolico dell’esperienza: protegge il sopravvissuto, nasconde il progressivo deterioramento dell’infetto e rende ogni suono o silenzio potenzialmente significativo.

L’apocalisse funziona soprattutto come cornice emotiva. Il vero scenario è la memoria condivisa dei protagonisti: litigi familiari, promesse infrante, momenti felici e rimpianti che acquistano un peso nuovo quando il futuro si riduce a pochi giorni.

MECCANICHE

Il regolamento è costruito intorno a una struttura essenziale, pensata per sostenere la narrazione senza trasformarla in una sequenza di procedure complesse. Per il tempo che ci resta è un gioco per due partecipanti, che interpretano rispettivamente il Sopravvissuto e l’Infetto. La preparazione assegna i ruoli, introduce la catastrofe e stabilisce il rapporto tra i fratelli. I giocatori si siedono ai lati opposti di una porta chiusa; se non ne hanno una a disposizione, possono usare due sedie poste schiena contro schiena. Una scelta concreta che chiarisce immediatamente la natura dell’esperienza.

Il motore narrativo è affidato alle carte Spunto. Pescandole a turno, i partecipanti ricevono domande e suggestioni che li aiutano a definire il passato comune, i conflitti irrisolti e il modo in cui ciascuno affronta l’imminente separazione. Le risposte non devono limitarsi a fornire informazioni: vanno interpretate restando nei personaggi, lasciando che la conversazione faccia emergere nuovi dettagli e relazioni. Non servono tiri di dado, combattimenti tattici o schede ricche di statistiche. Il progresso coincide con l’evoluzione del dialogo.

Il mazzo dell’Infetto introduce una pressione temporale precisa. Le carte Infezione scandiscono il trascorrere dei giorni e modificano gradualmente il comportamento del personaggio: può diventare più aggressivo, perdere energia o manifestare segni visibili della trasformazione. Le carte da far scivolare sotto la porta aggiungono una dimensione sensoriale, fatta di rumori, odori e percezioni che alimentano l’immaginazione senza mostrare direttamente ciò che accade dall’altra parte.

Anche la conclusione è integrata nel sistema: una carta determina il momento in cui il gioco termina, mentre un biglietto d’addio offre all’Infetto l’occasione di rivolgersi per l’ultima volta al fratello. Importanti sono infine le regole di sicurezza, che permettono di chiedere una pausa, rimuovere un elemento dalla storia o interrompere la partita. Non sono accessorie: in un gioco che affronta perdita, malattia e morte, garantiscono ai partecipanti il controllo dell’esperienza.

CONCLUSIONE

Per il tempo che ci resta è un gioco che sceglie consapevolmente di rinunciare a molte delle convenzioni del gioco di ruolo tradizionale. Non offre personaggi da potenziare, sfide tattiche da superare o mondi da esplorare liberamente. Al contrario, costruisce un’esperienza circoscritta, nella quale due persone sono chiamate a dare voce a un rapporto familiare mentre il tempo disponibile si esaurisce inesorabilmente.

La sua forza risiede nella combinazione tra materiali semplici, domande incisive e una trovata scenica che trasforma una porta in un elemento centrale della narrazione. La distanza fisica impedisce di affidarsi alle espressioni del volto e costringe a prestare attenzione alle parole, alle pause e ai suoni. È un dispositivo tanto immediato quanto potente.

Naturalmente, non è un titolo adatto a chi cerca soprattutto avventura, strategia o leggerezza. Richiede disponibilità emotiva, fiducia reciproca e la volontà di affrontare temi potenzialmente dolorosi. Anche la sua struttura per due giocatori ne delimita il pubblico, ma rappresenta al tempo stesso una scelta artistica precisa.

Per chi ama il gioco di ruolo come strumento di espressione e condivisione, l’opera di Elliot Davis può lasciare un segno profondo. Perché, quando il mondo finisce, non sempre resta qualcosa da salvare: a volte resta soltanto qualcuno a cui dire addio.

Il nostro sponsor
365 Giorni Fa...
Ultimi commenti
Stefano: Per me un capolavoro. E da giocare rigorosamente s...
Matteo: Paladini del regno occidentale!...
Donato: Per Ramon: quanti ricordi con Dungeon Keeper, che ...
cogo71: Grazie mille Giovanni. In realtà c'è stato un pr...
Andrea: Ho sempre girato intorno a questo gioco, magari co...
Giovanni: Tanto per fare due o tre esempi: Creativamente, Ho...
Andrea: Grazie per la risposta e il lavoro che fate....
cogo71: È molto probabilmente un problema legato alla cac...
cogo71: Abbiamo saputo della partecipazione di Cranio all'...
Andrea: Nel listone manca cranio che però poi è presente...
I più letti del mese
Giochi asiatici a Essen 2026
Essen 2026: uno sguardo a oriente
locandina essen 2026
Essen 2026 - I più attesi
Antonio_cop_2
SEMPLICEMENTE ANTONIO FERRARA
Lucca Comics & Games 2026
Lucca Comics & Games 2026 - La guida definitiva
Holly & Benji: il gioco di carte
Holly & Benji: il gioco di carte [Recensione]

Sapevi che abbiamo un gruppo su telegram? ISCRIVITI ORA!

Il nostro sponsor
Sottoscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Meno recente
Più recente Con più voti
Aspetta! Non hai ancora letto questi!
Roll n' Talk - podcast
[podcast] Roll'n'Talk: trucchi del mestiere
Roll'n'Talk oggi parla della cassetta degli attrezzi che utilizziamo durante le nostre sessioni di gioco....
pigro - set26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (set26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
Roll n' Talk - podcast
[podcast] Roll'n'Talk: Odi et Amo
Come prima puntata per il rientro dalle ferie abbiamo pensato ad un tema leggero, ma dal titolo aulico....
pigro - ago26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (ago26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro - lug26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (lug26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...

DISCLAIMER

Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto contiene semplicemente opinioni e divagazioni scritte da diversi appassionati dell’hobby del gioco da tavolo, raccolte in un unico sito per ragioni di comodità e utilità pratica, assieme alle loro esperienze pratiche di gioco e/o ai racconti delle visite a fiere del settore. Non vi è nessuna volontà precostituita, né garanzia di un aggiornamento con cadenza periodica per noi vincolante né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001, ma solo un veicolo di espressione del libero pensiero degli autori dei singoli post, diritto garantito anche dalla costituzione, senza alcuna pretesa di professionalità (non vi è alcun fine di lucro) o di volersi proporre come organo di informazione di stampo giornalistico.
I diritti sulle immagini riportate a corredo degli articoli sono di proprietà delle case produttrici e possono essere tratte da manuali e/o dai loro siti o di chi le ha postate in giro per Internet (in genere citato in fondo ad ogni articolo) e saranno rimosse su richiesta.
Questo sito potrebbe contenere link ad altri siti web, non direttamente controllati, quindi si declina ogni responsabilità sui loro contenuti. Resta a carico dell’utente la presa visione delle normative sulla privacy e sulle condizioni d’uso applicate in tali siti.
In questo sito potrebbero essere utilizzati dei marcatori temporanei (cookie) che permettono di fruire di alcuni servizi che il sito offre. Per cookie si intende il dato informativo, attivo per la durata della connessione, che viene trasmesso da questo sito al computer dell’utente al fine di permettere una rapida identificazione. L’utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser: si avverte che tale disattivazione potrà rallentare o impedire l’accesso a tutto o parte del sito.
Per chi avesse desiderio di avere maggiori informazioni, eccovi l’informativa estesa che ho stilato sull’argomento.

Contattaci

0
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi, lasciaci un commento!x