Cover di Tragedia a Mykonos

Profiler : Tragedia a Mykonos

Profiler: Tragedia a Mikonos è un gioco investigativo della serie Profiler di MS Edizioni e ci propone un’indagine per 1-6 giocatori ambientata questa volta nell’isola greca di Mykonos. Edito nel 2026 questo gioco creato e illustrato da Morgan Rauscent, Jules Burghardt e Maxime Perrin è consigliato dai 14 anni e ha una durata di circa 120 minuti.

“Siamo stati contattati dalla polizia greca in seguito alla morte di Christophe Cannette, un uomo che non ha bisogno di presentazioni, star di numerose serie televisive francesi da oltre vent’anni. La morte è sopraggiunta per folgorazione nella piscina della lussuosa villa di proprietà di Boulay Productions, dove la vittima alloggiava insieme al cast della serie «Brividi d’amore», per girare le scene della prossima stagione. Il corpo è stato ritrovato da una donna di servizio al suo arrivo, alle ore 10:00 del 6 luglio 2022. Al momento non abbiamo elementi per stabilire se si sia trattato di omicidio o di un tragico incidente.”

COME SI GIOCA

Profiler è una serie francese di investigativi che abbiamo già trattato su queste pagine: prodotti con materiali curatissimi e avventure narrative molto coinvolgenti e con una caratteristica principale cherimane sempre la stessa: Profiler non ha regole, si apre la scatola e si comincia a giocare.

Apriamo la cartellina e ci troviamo davanti un caso da risolvere, insieme a tutto il materiale necessario per farlo: fotografie, testimonianze, documenti, mappe e una serie di buste che andremo ad aprire nel corso dell’indagine.

La particolarità di Tragedia a Mykonos è proprio la mappa. Potremo muoverci liberamente attraverso le coordinate dell’isola, raggiungendo i luoghi che riteniamo interessanti per le nostre indagini. Alcuni sono già indicati sulla, mentre altri dovremo scoprirli proprio esplorando le coordinate e inserendole nella web app, che ci permetterà di interagire con i diversi luoghi e di svolgere le attività che ci verranno richieste. L’applicazione, tra l’altro, è piuttosto generosa nel tenerci aggiornati sui nostri progressi: ci indica quanti luoghi dobbiamo ancora scoprire e quanti abbiamo già visitato, dando sempre un’idea abbastanza chiara di quanto siamo avanti nell’indagine.

Come negli altri casi della serie, poi, non avremo immediatamente a disposizione tutto il materiale. Alcune informazioni saranno contenute nelle buste, che apriremo solo quando sarà il momento giusto. È un sistema che aiuta a non avere davanti fin dall’inizio una quantità eccessiva di informazioni e, allo stesso tempo, accompagna naturalmente lo sviluppo dell’indagine.

La web App

La componente digitale rimane presente, ma è ben integrata nell’esperienza. La maggior parte delle informazioni passa ancora attraverso il materiale fisico e l’apertura delle buste, mentre la web app interviene quando servono audio, elementi interattivi o altri contenuti specifici. In Tragedia a Mykonos il rapporto tra parte analogica e digitale mi è sembrato particolarmente equilibrato: l’app amplia l’indagine senza sottrarre spazio a ciò che avviene al tavolo.

Il risultato è un’esperienza in cui la tecnologia svolge un ruolo di supporto, lasciando al giocatore il compito di osservare, collegare gli indizi e ricostruire ciò che è realmente successo.

LA TRAMA

Se il tipo di gioco è molto simile agli altri Profiler, scegliere questa scatola piuttosto che un’altra dipenderà soprattutto dalla trama. E allora andiamo a vedere in dettaglio di cosa parla Tragedia a Mykonos.

Un morto viene ritrovato in una piscina e i personaggi coinvolti fanno parte del mondo degli sceneggiati televisivi. Sono quindi attori, alcuni anche piuttosto famosi, e attorno a loro ruota tutto quello che ci aspetteremmo da un certo tipo di mondo dello spettacolo: scandali, fotografi a caccia di scoop, pettegolezzi e qualche presenza decisamente più interessata a guardare che a farsi vedere.

E poi c’è Mykonos, con i suoi bar, le discoteche e la vita notturna. È un’ambientazione che si presta bene a questo tipo di storia e che, almeno per come la ricordo io da ragazzino, aveva proprio la fama di essere un’isola legata alla trasgressione e alla dissolutezza.

Sospensione dell’incredulità

Quanto è credibile tutto questo? Secondo me abbastanza. La storia è ben architettata e, pur essendo inevitabilmente un po’ sopra le righe, non arriva mai a esagerare. Non ci sono colpi di scena costruiti su situazioni completamente impossibili o su particolari che non avremmo mai potuto comprendere. Anche questa volta, quindi, procederemo soprattutto per esclusione. A un certo punto praticamente tutti ci sembreranno possibili colpevoli, perché quasi tutti avranno un possibile movente. È proprio il modo in cui il gioco prova a depistarci, ma gli indizi ci permetteranno poco alla volta di verificare gli alibi e di escludere i vari personaggi, fino ad arrivare alla soluzione.

È una storia che, secondo me, funziona proprio perché rimane abbastanza lineare. Non abbiamo bisogno di accettare improbabili travestimenti o situazioni costruite appositamente per sorprenderci: seguiamo gli indizi, ricostruiamo gli spostamenti e arriviamo alla soluzione attraverso quello che abbiamo effettivamente davanti.

C’è però una certa distanza tra noi e questi personaggi così patinati, famosi e immersi nel mondo dello spettacolo. Non è facilissimo immedesimarsi in loro, ma forse non è nemmeno necessario: li osserviamo un po’ come osserveremmo i protagonisti di uno sceneggiato televisivo, cercando di capire cosa nascondono e quale sia il loro ruolo nella vicenda. E in questo senso riusciamo comunque a seguire bene la storia.

Giornale scandalistico in Tragedia a Mykonos

OPINIONI

A me questo Profiler è piaciuto soprattutto per come viene impostata l’indagine. Abbiamo informazioni, indizi e diverse possibilità davanti a noi, e dobbiamo capire autonomamente dove andare a cercare e quali elementi collegare. L’indagine ci lascia quindi una certa libertà di movimento: la mappa ci permette di muoverci in modo non lineare, pur all’interno di una gabbia predefinita di opzioni. È un’impostazione che mi ha ricordato un’avventura grafica, genere per cui ho sempre avuto una particolare passione.

Gli enigmi sono diversi e alcuni sono quasi dei piccoli enigmi con una struttura che ricorda quella di un’escape room. Uno, in particolare, l’ho trovato parecchio difficile. La cosa curiosa è che avevo capito perfettamente cosa dovevo fare, ma la soluzione era molto visuale e continuavo a non riuscire a vederla. Alla fine gli aiuti ci sono e, se siete arrivati al punto in cui avete capito il ragionamento ma non riuscite proprio a vedere la soluzione, usateli senza problemi. Non c’è niente di male.

La parte che mi ha convinto di più è però quella della mappa. Avere davanti l’isola e poter scegliere liberamente quale coordinata controllare dà una bella sensazione. Quando individui un luogo e scopri che era proprio quello giusto, perché ci sei arrivato ragionando sugli indizi, rimane una bella sensazione di soddisfazione.

La serie, ormai, ha una struttura abbastanza precisa e questo caso non la stravolge. Abbiamo sempre documenti, buste, indizi, enigmi e una web app che ci accompagna nell’indagine. Qui però la possibilità di decidere dove andare sulla mappa aggiunge un piccolo elemento di libertà che ho trovato particolarmente riuscito.

Per il resto, Tragedia a Mykonos rimane molto fedele a quello che ci aspettiamo da un Profiler. Se vi sono piaciuti gli altri casi, sapete già abbastanza bene cosa troverete.

Materiali di Tragedia a Mykonos

IN QUANTI CI GIOCO e A CHE ETÀ

Come gli altri Profiler, anche Tragedia a Mykonos può essere giocato da soli oppure in gruppo. Personalmente credo che in due o tre persone sia probabilmente il modo migliore, perché ci sono abbastanza teste per discutere e confrontarsi senza rischiare di perdere troppo tempo nel apssarsi i fogli e condividere le informazioni.

L’età indicata sulla confezione è di 14 anni, e in questo caso la trovo abbastanza sensata. Non tanto per la difficoltà degli enigmi, quanto per i temi della storia: ci sono omiidi, tradimenti, relazioni, gelosie e situazioni legate alla vita notturna e al mondo dello spettacolo. Un ragazzo più giovane potrebbe tranquillamente riuscire a risolvere gli enigmi, ma probabilmente non coglierebbe allo stesso modo tutti gli aspetti della vicenda.

Materiali di Tragedia a Mykonos

CONCLUSIONI

Tragedia a Mykonos si inserisce perfettamente nell’arco della serie Profiler e ne mantiene tutte le caratteristiche che abbiamo imparato ad apprezzare: materiali top, una buona interazione con l’app, sempre presente ma mai invasiva, e una struttura investigativa ormai collaudata.

In questo caso c’è anche una particolarità che ho trovato particolarmente carina e funzionale: la mappa. Aggiunge quel pizzico di libertà all’indagine che rende piacevole esplorare l’isola e cercare il prossimo luogo da visitare. La trama è plausibile, permettendo davvero di di concentrarsi sugli indizi e sul ragionamento senza dover inseguire colpi di scena a tutti i costi.

Per gli amanti di Profiler, quindi, Tragedia a Mykonos è sicuramente un’aggiunta da avere in libreria. Per chi invece vuole avvicinarsi per la prima volta alla serie, secondo me è un ottimo punto di partenza. La difficoltà è media, ben calibrata: non è frustrante, ma nemmeno così semplice da farci arrivare subito alla soluzione.

Insomma, un altro Profiler centrato, che continua a fare bene quello che la serie sa fare.

Ringraziamo MS Edizioni per la copia Review.

Materiali di Tragedia a Mykonos
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