Max
“Perché preoccuparsi?
Ognuno di noi porta sulla schiena
un acceleratore nucleare non autorizzato.”
Bill Murray – Ghostbusters
Inspectres è un gioco di ruolo investigativo-paranormale che prende a piene mani l’immaginario di Ghostbusters, X-Files, Men in Black, ma anche di tante serie più moderne dove un gruppo di persone “normali” si ritrova a dover gestire cose decisamente fuori scala: infestazioni, demoni, oggetti maledetti, presenze inquietanti e… clienti che pagano in ritardo. Questo titolo fu pubblicato per la prima volta, in maniera totalmente indipendente, da Jared Sorensen nel lontano 2002 e grazie a Narrattiva ora lo possiamo trovare anche sul mercato italiano.
Il manuale
Inspectres si presenta come un manuale snello, pensato per essere letto e portato al tavolo rapidamente. Il colore principale utilizzato nel manuale è un bel verde acceso. Questo colore assieme alle illustrazioni di macchie viscide e appiccicaticce creano subito l’immagine di Slimer (il simpatico spettro pasticcione di Ghostbusters) nella mente del lettore.

Il layout utilizzato nell’impaginazione è molto chiaro e garantisce una buona leggibilità. Tabelle e box esemplificativi sono sempre ben riconoscibili e facilmente consultabili, così come gli approfondimenti. Le illustrazioni sono semplici ma decisamente gradevoli ed evocative. Inoltre il fatto che l’unico colore utilizzato nelle pagine interne sia il verde conferisce a questo titolo un certo carattere e a mio parere anche una buona eleganza in termini di stile grafico.
L’ambientazione
L’idea di base è semplicissima: i personaggi sono membri di una agenzia di investigazione del paranormale, una sorta di “ditta” che si occupa di risolvere problemi soprannaturali per conto di clienti. Le piccole agenzie potranno cimentarsi con i loro primi lavori, come scacciare una presenza indesiderata dalla soffitta della casa di una zia, mentre le agenzie più grandi e strutturate magari dovranno evitare che milioni di entità malvagie si riversino sulla terra proprio da un portale aperto nella loro città. Tutto dipende dai giocatori e dal taglio che vogliono dare alle proprie sessioni di gioco.
Da queste righe si capisce una cosa importante: Inspectres non è solo un gioco “di mostri”, è un gioco anche di lavoro. Ci sono i clienti, le richieste, i sopralluoghi, gli strumenti, i costi, le complicazioni, la concorrenza (se la vuoi), e soprattutto quella meravigliosa zona grigia tra: “Siamo dei professionisti” e “Non abbiamo idea di cosa stiamo facendo”. Il tono dell’ambientazione è estremamente flessibile: si può giocare in modo leggero e comico, oppure spingere su un horror più serio e inquietante. Tuttavia, per come è scritto e per come funzionano le sue dinamiche, il gioco dà il meglio quando resta su un registro ironico, “da serie TV”, dove anche le situazioni più spaventose hanno sempre un lato assurdo o grottesco.
Quest’ultima caratteristica porta ad un’altra connotazione importante dell’ambientazione, cioè quella “televisiva” che emerge chiaramente in alcune sue meccaniche. Infatti i giocatori si possono cimentare in interviste con i media locali e soprattutto con confessionali. Queste meccaniche permettono di interrompere la scena narrata e aggiungere dettagli interessanti, inoltre i giocatori sono invitati a rompere la quarta parete e parlare, con lo sguardo rivolto alla telecamera, direttamente a dei possibili spettatori.

Creazione dei personaggi giocanti e del proprio franchise
La creazione dei personaggi in Inspectres è rapida e centrata su un concetto molto chiaro: non siamo alle prese con la creazione di un eroe fantasy o un investigatore perfetto, stiamo creando qualcuno che lavora in una squadra e che deve cavarsela in situazioni improbabili.
Dopo aver scelto un nome e immaginato il tipo di personaggio che si vuole interpretare definendo una sorta di background o carriera precedente all’ingresso in agenzia, i giocatori devono assegnare 9 dadi (d6) distribuendoli tra 4 abilità. Le abilità a disposizione sono concetti ampi che cercano di racchiudere tutte le casistiche in cui potrebbe essere necessario un tiro di dadi: conoscenza, atletica, tecnologia e socialità. I nomi delle abilità sono autoesplicativi e non richiedono approfondimenti, nessuna di esse può avere più di quattro dadi o meno di uno. Inoltre ogni agente ha un talento che gli permette di utilizzare un dado bonus nelle prove pertinenti.

Il secondo step da compiere prima di entrare nel vivo del gioco è la creazione del proprio franchise, cioè la propria agenzia. Questo passo di Inspectres deve essere compiuto collettivamente, tutti i giocatori collaborano alla creazione di questa sorta di personaggio aggiuntivo rispondendo ad una serie di domande. Non è necessario scendere troppo nei dettagli in questa fase, se necessari emergeranno poi durante la narrazione. Ogni agenzia ha a disposizione 3 carte franchising a cui possono essere assegnati i dadi franchising, che aiuteranno gli agenti nelle prove. Le carte sono:
- La tessera della biblioteca, da utilizzare durante prove di conoscenza
- La tessera della palestra, da utilizzare durante prove di atletica
- La carta di credito, da utilizzare durante prove di tecnologia
Il numero di dadi franchising da assegnare alle carte non è prestabilito, ma dipende dalle dimensioni e dall’importanza dell’agenzia. Una agenzia nuova ad esempio avrà a disposizione 5 dadi da distribuire, mentre una struttura affermata e sul mercato da diversi anni ne potrà avere anche 20. Volendo i dadi franchising possono anche non essere assegnati a nessuna carta, ma messi in banca e potranno essere utilizzati per qualsiasi tiro o per alleviare gli effetti dello stress.

Le meccaniche
Inspectres è un gioco narrativo con regole snelle e facili da assimilare, le parti che ritengo più significative del comparto meccanico sono le prove di abilità, lo stress e la gestione degli incarichi.
Ogni volta che l’azione da compiere potrebbe avere delle conseguenze interessanti per la narrazione si richiede un tiro di abilità. Il master e i giocatori individuano l’abilità pertinente e si crea il pool di D6 da tirare. Ogni grado dell’abilità utilizzata fornisce un dado e possono essere aggiunti dadi presi dalle carte franchising o dalla banca. Dopo aver effettuato il tiro si individua il risultato più alto e lo si confronta con la tabella dei risultati. I valori da 1 a 3 sono dei fallimenti più o meno gravi, mentre i valori dal 4 al 6 sono successi più o meno ottimali. Inoltre con i risultati 5 e 6 si ottengono anche nuovi dadi franchising, rispettivamente 1 o 2 dadi in più da assegnare. I dadi franchising utilizzati sono spesi e non più disponibili, ma recuperabili con dei buoni successi. I dadi della banca devono essere tenuti separati perché il risultato di ognuno di essi deve essere confrontato con una apposita tabella, che ci permetterà di recuperare e guadagnare dei dadi (risultato 6) o di andare incontro a fallimenti critici (risultato 1).

Una seconda meccanica rilevante è quella dello stress, ogni volta che i personaggi subiscono situazioni di tensione durante la narrazione devono tirare un pool di dadi stress e verificare le conseguenze sull’apposita tabella. I fastidi generici della vita e del lavoro corrispondono a 1/2 dadi, eventi soprannaturali di un certo rilievo 2/3 dadi e via dicendo in base al livello di stress subito. Il numero massimo di dadi stress consigliato da utilizzare per la composizione del pool di dadi è 5. Gli effetti variano dalla perdita di dadi dalle abilità di pertinenza o all’acquisizione di un dado Sangue Freddo per aver gestito molto bene la situazione. I dadi Sangue Freddo possono essere utilizzati per ripristinare il valore massimale delle abilità dei personaggi.
Infine la meccanica degli incarichi. Gli agenti durante le loro avventure dovranno risolvere degli incarichi assegnati loro dai clienti. Il master decide la rilevanza dell’incarico e assegna un ammontare di dadi franchising da ottenere per risolverlo. Ogni volta che gli agenti ottengono dei buoni successi nelle loro prove ottengono dadi franchising e si avvicinano alla risoluzione dell’incarico (idealmente e meccanicamente).
Considerazioni personali
Inspectres è un gioco semplice e veloce: non richiede un grande sforzo in fase di preparazione e gestione, le regole sono molto semplici e facili da padroneggiare. Rientra nel filone dei giochi investigativi ma la sua struttura si discosta da quelli più classici in quanto il suo obiettivo principale è creare un flusso narrativo in cui l’indagine avanza scena dopo scena anche senza grandi ragionamenti o intuizioni.
Per restare in tema televisivo, Inspectres funziona molto bene se paragonato ad una serie TV. Ogni sessione corrisponde ad un episodio autoconclusivo, c’è un caso, si parte, si indaga, si entra nel paranormale, si arriva al caos, e alla fine si chiude. Sta poi al master e ai giocatori scegliere se aggiungere degli elementi di trama orizzontale e quindi da campagna, o se fermarsi a una serie di one-shot.

La forte componente di narrazione condivisa è uno dei punti di forza di questo titolo, tuttavia questo aspetto può anche trasformarsi in un problema con alcuni gruppi di gioco. L’unico vero “rischio” è che il tavolo non sia disposto a entrare nel mood: Inspectres non è un gioco in cui ci si siede e si aspetta che la storia venga servita. È un gioco che chiede un minimo di partecipazione creativa e una certa voglia di improvvisare. Se il gruppo è molto passivo, o se cerca un’esperienza completamente guidata, potrebbe risultare più faticoso. Ma se al tavolo c’è anche solo un po’ di voglia di giocare, di costruire insieme e di ridere del caos, Inspectres fa esattamente quello che promette, e lo fa dannatamente bene.
Grazie a Narrattiva per la copia Review.
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