Scritto da:
cogo71
Alzi la mano chi tra di voi ha usato almeno una volta una BIC per riavvolgere una C-60…
Ora ci sono due possibilità: o vi state chiedendo quale strano codice abbia utilizzato per scrivere la precedente frase, oppure state saltellando sulla sedia con un braccio alzato urlando: “io, io…” come dei bravi scolaretti di una scuola elementare.
Se appartenete al primo gruppo vi chiedo di pazientare ancora qualche riga e vi sarà tutto più chiaro. Se invece state rischiando di strapparvi il deltoide, o la cuffia dei rotatori si sta facendo sentire, allora non solo avete qualche annetto sulle spalle, ma avete posseduto quello che per me è stato per anni l’oggetto del desiderio: uno sport walkman della Sony.

Ma andiamo con ordine: oggi vi parlo di Stereo Mind un gioco collaborativo (che forse non è nemmeno corretto definire tale) recuperato ad Essen, dell’etichetta Playte, un marchio di giochi da tavolo gestito dalla casa editrice sudcoreana Gameology Inc. La loro mission è quella di “Rendere i giochi più piccoli, senza perdere l’esperienza di gioco” e questa ricerca maniacale per il design compatto, ha portato alla creazione del L BOARD, un tabellone pieghevole che funge anche da confezione del gioco. Questa innovazione è diventata la pietra angolare dell’approccio di Playte volto a ridurre al minimo le dimensioni dei giochi senza comprometterne la qualità.
Stereo Mind è stato creato da Silvergun e Sunhyuk Chae, mentre la grafica è stata curata da Wanjin Gill. Le partite della durata di circa 15 minuti possono essere affrontate da 2-6 giocatori a partire dagli 8 anni d’età. Si tratta di un filler/party game in cui i giocatori dovranno ascoltare dei brani e cercare di collegare i frammenti musicali con una delle parole presenti su una carta precedentemente estratta da un mazzo.
OK, ora se siete tra quelli che si stanno ancora chiedendo cosa intendevo dire nella prima riga di questo articolo, dovete sapere che i walkman erano alimentati con delle comunissime pile stilo, ma erano maledettamente energivori e quando la vostra amata audiocassetta arrivava alla fine del nastro, questo ovviamente andava riavvolto.
Se avevate appena cambiato le pile c’era il tasto “REWind” (come sicuramente sanno i fan di Vasco Rossi) ma se si era acceso il led rosso, significava che l’autonomia del vostro walkman era agli sgoccioli e allora per risparmiare anche l’ultima goccia di energia si infilava una penna nel foro della bobina e si roteava la cassetta in area per riavvolgere il nastro (fine del momento amarcord).
I MATERIALI
Un detto recita che “Un libro non si giudica dalla copertina”, ma a volte è bello anche fidarsi dalle apparenze. La scatola di Stereo Mind è piccolo gioiello di design. Le foto parlano da sole, spero che rendano giustizia a chi l’ha progettata: fantastica!
Dentro troviamo 60 carte cassette a doppia faccia (lato A e lato B, proprio come le vere audiocassette) 6 selettori da assemblare, 2 gettoni “mute”. Il lato A delle carte presenta sempre cinque termini di una medesima categoria (ce n’è persino una dedicata alla pasta: aglio e olio, carbonara, bolognese, vongole e una fantomatica “salsa”) mentre il lato B ha delle illustrazioni anche queste riferite ad uno stesso tema.

I selettori a forma di strumenti musicali sono in cartone bello spesso con una stampa lucida molto bella, ma avrei qualcosa da ridire sulla scelta di due di questi: l’ukulele e il corno francese, non sono esattamente i primi strumenti a cui penso soprattutto quando gli altri sono una tastiera, una chitarra elettrica, una batteria e un sax.
La traduzione in inglese del regolamento forse non è la migliore possibile, comunque si tratta di tre facciate di dimensioni 8,5×11 cm e quindi capirete bene che si tratta di regole davvero semplici che vi spiego nel paragrafo successivo.
COME SI GIOCA
L’obiettivo dei giocatori è quello di ascoltare insieme un brano musicale e associarlo alla medesima parola scegliendo tra le 5 presenti su una delle carte cassetta. Per farlo selezioneranno il numero segretamente con il proprio strumento selettore; una volta svelata la propria scelta se tutti avranno indicato lo stesso numero, i giocatori segneranno un punto e andranno avanti con il brano successivo.
Potrei fermarmi qui, ma per completezza vi dico che prima di cominciare, il regolamento prevede che vengano selezionate casualmente 7 carte cassetta a formare il mazzo per la partita in corso. Inoltre il giocatore con il ruolo di “mazziere” ha a disposizione uno o due gettoni “mute” (dipende dal numero di giocatori al tavolo).
Successivamente il mazziere sceglie la prima delle sette carte cassetta e scansiona con uno smartphone il codice QR presente sul bordo della scatola del gioco e riproduce il brano così selezionato. Ogni giocatore ascolta attentamente la registrazione e, facendo riferimento alla carta cassetta attualmente in gioco, imposta segretamente il proprio strumento selettore sul numero accanto alla parola che meglio si adatta secondo lui alla registrazione.

Prima di svelare le scelte, il mazziere può scegliere uno degli altri giocatori e consegnargli il gettone “mute”: in questo modo la sua scelta sarà considerata identica a quella degli altri giocatori. A questo punto si rivelano le scelte fatte e se tutti hanno scelto lo stesso numero (quindi la stessa parola) i giocatori segnano un punto come squadra. Altrimenti la squadra fallisce e si procede con la successiva carta e l’ascolto del brano seguente.
Questo è il regolamento “ufficiale”, ma viene abbastanza spontaneo creare “house rules” per giocare in maniera competitiva a squadre, o per aumentare o diminuire la difficoltà della partita e volendo potete anche utilizzare playlist personalizzate.
IMPRESSIONI E CONSIDERAZIONI FINALI
Stereo Mind si presenta maledettamente bene, soprattutto per chi ha vissuto appieno l’epoca dei walkman. La scatola riproduce in maniera fedele uno dei più iconici riproduttori musicali degli anni ’80 con tanto di adesivo con i pallini rossi che vuole rappresentare i led di un equalizzatore dove invece del claim “It’s a Sony” troviamo un altrettanto geniale “It’s a Playte”. Fantastico!
Ho scoperto che ne esistono due versioni differenti, oltre a quella che vedete nelle foto di questa review, ne esiste un’altra che raffigura un walkman azzurro. Non so dirvi se si tratta di due edizioni differenti o due versioni della stessa scatola.
Una volta aperta la scatola e letto il regolamento, confesso che sono affiorati diversi dubbi. Anzi a dirla tutta, ho pensato di aver preso una fregatura e che mi ero lasciato abbagliare dalla magnifica scatola e dall’effetto nostalgia. Come può funzionare un gioco del genere? Come posso pensare di associare un brano musicale a una caramella invece che a un gelato, o a una barretta di cioccolato, o a un marshmallow?

E la musica? Che brani ci sono in questa playlist di musica tutta rilasciata con licenza CC BY? A tal proposito quando scansionate il codice QR stampato sul fianco della scatola verrete reindirizzati in una pagina web con l’immagine interattiva di un walkman che vi consente di riprodurre in maniera del tutto casuale, 60 brani strumentali dei generi più disparati. Ho ascoltato brani country, chillout, ambient, bossanova, elettronici, rock e persino musiche da circo, suonerie di smartphone, o brani che potrebbero tranquillamente comparire nella colonna sonora di un film.
Sono stato molto titubante nel proporre Stereo Mind, ma alla fine mi sono deciso e, dopo un po’ di imbarazzo iniziale, devo dire che invece funziona e con il gruppo giusto funziona alla grande. È chiaro che il divertimento sta tutto nel confronto verbale che scaturisce subito dopo aver rivelato le proprie scelte.
“Mi spieghi come fa questa musica a evocarti Catan? È chiaramente un brano da Monopoly… Meno male che non hai scelto Carcassonne… “. Ebbene sì, ci sono diverse carte a tema giochi da tavolo.
Ecco Stereo Mind è tutto qui. Il divertimento sta nel sorprendersi delle scelte altrui, nel cercare di interpretare quale abbinamento faranno gli altri giocatori e nel discuterne amichevolmente senza prendersi troppo sul serio.
Di sicuro non è un gioco adatto a tutti, ovviamente non perché sia complicato, ma perché non a tutti piace questo genere di “attività di gruppo”, ma potrebbe rivelarsi anche un ottimo “rompighiaccio” se dovete far familiarizzare gruppi, o persone che non si conoscono tra loro.
Nel complesso Stereo Mind si è rivelato, non tanto un gioco in cui accumulare punti, ma piuttosto, un modo originale e diverso per conoscersi e divertirsi insieme.
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