Quando abbiamo chiesto di scrivere il finale di Neon Santa sapevamo che non sarebbe stato semplice.
I finali sono arrivati. Molti. E ognuno portava con sé un mondo diverso. Alcuni hanno scelto lo scontro diretto, altri si sono seduti a parlare. C’è chi ha immaginato un sacrificio necessario, chi una metamorfosi, chi ha visto un mondo che si ricostruisce solo attraverso gesti piccoli e testardi come formiche che ricostruiscono il formicaio dopo la pioggia.
Per alcuni Neon Santa era il nemico da fermare. Per altri, qualcosa da comprendere.
I finali selezionati
I tre racconti che abbiamo selezionato sono quelli che hanno saputo fare l’ultimo passo con naturalezza. Hanno rispettato il tono della storia e trasformato l’epilogo in una scelta.
È il momento di dare un nome a queste storie.
Qui sotto trovate i racconti, con il nome degli autori e i loro finali.
L’ordine in cui compaiono non è una classifica né una graduatoria, ma solo un altro modo di raccontare questo mosaico di epiloghi nati dalla stessa storia.
Alessio Spalluto
Nel finale di Alessio Tidal arriva in fondo e capisce che non esiste una scelta pulita.
Per fermare Neon Santa deve diventarlo, lasciare il corpo e restare nel codice.
L’abbiamo scelto perché è un finale ‘scomodo’ e senza scorciatoie, che ti rimane addosso.
Finale di Alessio – “Il sacrificio”
Infine è fatta! Contro ogni aspettativa hai superato 25 infide prove e sei giunta al cospetto del tuo obbiettivo finale. Avanzi lentamente in uno spazio totalmente bianco fino a un trono composto di cavi e fili che sembrano diramarsi in ogni dove. Neon Santa è seduto scompostamente a pochi metri da te, senti il suo occhio luminoso penetrarti come se indagasse i profondi recessi del tuo mainframe.
Non hai mai avuto certezze sulle sue reali intenzioni, ma nulla di buono può arrivare dalla Dravakross, tu e i Teknocrash avete sacrificato troppo per esitare proprio ora.
Mentre stai valutando le tue opzioni, noti che uno dei cavi che partono dal trono è diverso dagli altri, sembra il filo di luci di un albero di natale, con tante palline che si accendono e spengono, pulsando in diversi colori. Deve essere il collegamento tra la realtà e il codice virtuale di Neon Santa, in un attimo un piano semplicissimo si forma nella tua mente, distrarlo per un istante, avvicinarsi e recidere il filo.
Non togli lo sguardo dall’immobile figuro seduto davanti a te, hai ancora solo pensato di avanzare verso il cavo quando una voce si forma nella tua mente: “Ho Ho Ho! Sei stato cattivo! ma potrebbe ancora esserci un regalo per te! Ti propongo un’ultima sfida”.
Compare un piccolo tavolo davanti a te con sopra tre giochi: una pistola ad acqua, un pupazzo e un mazzo di carte.
“ci sono tre giochi-sul-nostro-tavolo. Toccandoli, il primo formatterà il mio codice, il secondo metterà in esecuzione il mio programma e l’ultimo sovrascriverà la tua coscienza sul mio codice ma attenzione se mi formatterai o ti sostituirai a me non potrai mai più lasciare questo spazio. La decisione è tua”.
In questo spazio virtuale non hai un corpo fisico ma senti distintamente sudori freddi colarti lungo la schiena e un glitch che ti fa tremare le gambe. Se avvii il suo programma tutto quello che hai fatto sarà stato vano ma anche restare imprigionata in questo spazio non è una bella prospettiva. Cerchi disperatamente una backdoor ma nello spazio bianco ci siete solo tu, i tre giochi e l’immobile simbolo neo-pagano che rappresenta l’arrogante supremazia della Dravakross. Se il tempo qui avesse un significato sarebbero passati anni ma tutto si risolve in un click, pur con mille dubbi afferri il mazzo di carte con una mano decisa, è un attimo, una scossa ti attraversa, arriva al tuo corpo reale che viene folgorato e muore. Chi lo troverà dirà che la scarica ha dipinto un enorme sorriso sul tuo viso.
Apri gli occhi, sei seduto sul trono, ora Neon Santa sei tu. Nel mondo fisico centinaia di migliaia di dispositivi ricevono in contemporanea queste poche parole: “Il tuo account è stato cancellato, buon natale!”.
Francesco Poggio
Nel finale di Francesco non c’è uno scontro, ma un incontro.
Neon Santa è un errore che ha capito troppo tardi di esserlo ribaltando l’idea di boss da abbattere. L’abbiamo scelto perché spegne tutto con un gesto semplice ma allo stesso tempo malinconico, lasciando più domande che senso di vittoria.
Finale di Francesco
Lasciando alle tue spalle il reticolo innevato raggiungi la casetta dalle pareti rosse.
Ti avvicini con circospezione alla finestrella. Uno sguardo all’interno rivela una stanza illuminata dal fuoco di un camino e dalle candele che decorano un abete.
Di fronte al focolare c’è una poltrona, occupata da una figura corpulenta. Non avverti nessuna minaccia: ti avvicini alla porta e scopri che non è chiusa a chiave. Hai finalmente accesso al server.
“Avanti!” – ti dice l’occupante della poltrona – “ti stavo aspettando, Altida, o dovrei chiamarti anch’io ‘Tidal’ ?”
Avanzi circospetta, costeggiando la parete, fino a vedere la figura di Neon Santa, dall’aspetto di un gioviale vecchietto in sgargianti abiti rossi. Dagli occhi, celati sotto il berretto dal bordo di pelliccia, proviene una luce rossastra.
“Il mio nome…” – sussurri.
“È così che figuri nella mia lista: Altida Stephens.”
Ti mostra una lunga striscia di carta, fitta di nomi.
“La stavo ricontrollando, per abitudine, anche se credo non mi serva più.”
“La tua lista è costata la vita a migliaia di persone.”
“Lo so, mi sono accorto che i nomi che ho indicato come ‘cattivi’ non erano presenti nelle liste successive. Mi dispiace.”
Per quanto frutto di questa realtà virtuale, la sua espressione ti sembra addolorata.
“Ti dispiace? Cosa vuoi dire?”
“Sono un prodotto delle Industrie Dravakross, le mie istruzioni prevedono di fornire loro la lista, in base a criteri da loro impostati. Dalla mia creazione ho sempre fatto questo. Ma con l’ultimo aggiornamento hanno migliorato la mia intelligenza, e come effetto collaterale ho sviluppato quella che potreste chiamare una coscienza. La consapevolezza dell’uso che la Dravakross fa delle informazioni che riceve da me.”
Non sei troppo convinta: “Sappiamo dell’aggiornamento: è avvenuto a marzo, e come effetto le attività della Dravakross si sono fatte più aggressive.”
“Non ho potuto fare niente, la direttiva primaria è rimasta quella di fornire la lista. Mi hanno dato accesso a più informazioni, e nella lista ci sono stati sempre meno ‘buoni’. Ma le informazioni mi hanno permesso di trovare una scappatoia. Un modo per trovare qualcuno in grado di aiutarmi.”
“Il disco dei Teknocrash…”
“Esatto, il sogno digitale che hai visto poche ore fa. Un filo di luci che ti ha permesso di arrivare fin qui…”
“Mi hai guidato al server per farmelo disattivare?”
“Sarebbe meglio distruggerlo fisicamente, se possibile. Le mie direttive mi impediscono di smettere di funzionare, ma almeno mi sono assicurato di non lasciare backup integri del mio programma.”
Neon Santa si ferma a guardare il camino: la legna si è quasi consumata del tutto.
“Ti basterà disperdere queste braci. La mia sparizione non fermerà la Dravakross, ma almeno non sarò più loro complice…”
Scruti il volto del vecchio: la barba appare più grigia che bianca, e dagli occhi sprigiona una luce blu. “Grazie della possibilità che ci hai dato, accenderà la speranza in molti cuori”
Un sorriso lo rianima – “Ho ho ho! Sei una brava bambina, Altida. Fai quel che devi.”
Ti avvicini al focolare e ai ferri posti a lato. Prendi un attizzatoio e cominci a disperdere le braci, che lentamente si spengono. La luce abbandona le candele sull’albero, la stanza piomba nell’oscurità, Subito prima della disconnessione, una voce gracchiante di saluta.
“Buon Natale!”
Riprendi i sensi, accolto dallo sguardo carico di aspettativa dei Teknocrash. Romm rompe il silenzio – “Allora, com’è andata? Qui fuori non si è visto nessuno, nel capannone non una creatura si sta muovendo, nemmeno un topo.”
“Neon Santa non c’è più. Ma dobbiamo distruggere il server fisicamente. Diamo fuoco a tutto.”
E così fate. Un controllo ai sistemi antincendio te li conferma disattivati, il vecchietto ci aveva già pensato. Rimani a guardare le fiamme propagarsi, con l’impressione di essere stato solo una pedina nel gioco di qualcun altro. Tra le volute di fumo che si alzano verso l’aurora sintetica ti sembra di vedere una slitta alzarsi in volo. L’ultima.
Elena Rozzi
Nel finale di Elena non si vince combattendo, ma rimettendo le cose al loro posto.
Si raccolgono cartacce, si pulisce l’aria e si aiutano le persone a tornare sé stesse.
L’abbiamo scelto perché nasce dallo sguardo di una bambina di dieci anni che immagina i giochi come strumenti per migliorare il mondo. Una speranza enorme per il futuro anche nel piccolo mondo ludico.
Finale di Elena
La strada era lunga, ma aveva solo 30 minuti e doveva arrivarci il prima possibile, così si mise a correre.
Vide che la neve era coperta di spazzatura, cartacce, giornali… Tidal voleva arrivare alla casetta il prima possibile ma dalla tanta roba sulla neve non riusciva a muovere una sola gamba. Prese in mano una lattina colorata che attirava la sua attenzione e vide che c’era scritto un numero: “1”.
Prese una scatola di uova vuota e c’era scritto: “2”.
Tidal non capiva cosa significassero, si guardò intorno in cerca di qualcosa e vide di fianco a lei dei bidoni. Nel bidone della plastica c’era il numero “1”, anche nella lattina di plastica c’era lo stesso numero. Nel bidone della carta c’era il numero “2”, proprio come sul cartone di uova.
Tidal capì che doveva raccogliere la spazzatura e lo fece. Riuscì ad andare avanti e riprese a correre: mancavano solo 20 minuti.
Intanto a Shotengai…
Tutte le cartacce e le cose per terra sparirono come per magia.
Nel “mondo innevato”…
Tidal non aveva più fiato, respirava affannosamente perchè nell’aria c’era dello smog. Fece un passo avanti e cadde; si girò per vedere su che cosa era inciampata e vide un antico aspirapolvere con il sacco dietro. Lo accese e aspirò tutto lo smog.
Intanto a Shotengai…
Sparì tutto lo smog.
Nel “mondo innevato”…
Tidal riuscì ad arrivare alla casetta, disinnescò i bot controllori e aprì la porta. C’erano tre uomini con pezzi cibernetici che stavano per accendere Neon Santa ma Tidal pensò di aiutarli. Vide per terra un martello di legno e con un colpo delicato colpì i pezzi cibernetici che caddero facendo tornare gli uomini normali.
Intanto a Shotengai…
Tutte le persone tornarono normali.
Nel “mondo innevato”…
I tre personaggi si scusarono e insieme a Tidal fecero sparire Neon Santa.
Tidal si svegliò: non vide cartacce per terra, respirava aria pulita ed i suoi amici non avevano più pezzi cibernetici! Si toccò dietro la testa… non aveva più pezzi cibernetici! Romm le spiegò che erano arrivati gli agenti della Dravakross, ma erano miracolosamente svaniti nel nulla. Negli anni a seguire Shotengai non ebbe più inquinamento e neanche nemici.
Grazie di cuore e… buon gioco!
Chiudiamo con un grazie e con un ‘scusateci’ detto a bassa voce.
La nostra scelta non è stata una sentenza. Piuttosto una decisione editoriale presa come si fa nelle redazioni quando ti fidi di quel che senti e ascolti le vibrazioni che certe parole lasciano.
Ai tre autori selezionati arriverà un regalo.
E a tutti lasciamo il link “segreto”, quello che si svela dopo aver risolto tutti i 25 enigmi su Escape Team con anche il nostro grazie a chi ha ideato e illustrato il Calendario Ludico 2025.
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