White Winston
Caro Babbo Natale,
quest’anno non ti chiedo tanto. Vorrei solo un futuro migliore, fatto di nuovi progetti, prospettive, speranze e, soprattutto, serenità. Il mondo ne ha tanto bisogno di questa magica parola… io ne ho tanto bisogno.
Se poi ti ricordi di portare anche una Switch per mio figlio (che finalmente, dopo tanto annaffiare, è entrato nella maturità ludica e videoludica!!!), un po’ di Lego per l’altro e qualche sorriso in più, te ne sarei grato.
Ah. Se poi riuscissi anche a far piovere merda sui padroni dei cani che non la raccattano, mi faresti un favore. Sai, sono stufo di pestare merde, nella vita.
Tra l’altro, mio figlio (9 anni) comincia a dubitare di te… usando la fisica e la scienza. Quanta poca poesia, vero!? Quanto realismo assassino!!!
Come dici? Ha ragione? Non esisti? Sei la più grande bugia che continuiamo a tramandare di generazione in generazione, insieme al fatto che “le bugie non si dicono!”? E va beh… poco importa. L’importante è che in qualche modo mi porti una Switch. E un po’ di Lego.
Tuo,
White Winston

AQUARIA
Aquaria è un gioco euro competitivo di Tomas Holek (SETI: Search for Extraterrestrial Intelligence) per 1-4 giocatori, durata 45-120 minuti, edito nel 2025 da Delicious Games.
In Aquaria dovrete letteralmente costruire il vostro piccolo acquario, riempiendolo di pesci, preoccupandovi di sfamarli (secondo i loro gusti) e cercando di raggiungere il delicato equilibrio tra fattori interni ed esterni alla vasca, tipici di ogni acquario. Tutto ciò si traduce in un gioco a base di scelta azione su rotelle e meccaniche di piazzamento carte su una griglia 4×4 (con tutto ciò che ne consegue da vicinanze, bonus righe/colonne, etc.).
Insieme a Epona (ultimo gioco di Suchy, sempre edito per Delicious Games), Aquaria è stato il mio gioco di benvenuto a Essen 2025. Lo avevo nel mirino, vuoi per l’autore (sicuramente uno dei più in vista del momento), vuoi per l’editore (sempre buono a sfornare giochi euro di qualità), vuoi per la tematica, che strizza un po’ l’occhio a tutti gli appassionati di acquari (io non lo sono… però mi piaceva lo stesso la tematica!). Vediamo perché è finito nel mio pacco di ritorno…

GRAFICA E MATERIALI
Delicious Games è sinonimo di scatole di cartoncino bristol, grafiche poco accattivanti e materiali generalmente mai sopra la sufficienza o, più elegantemente, “funzionali all’uso”. Naturalmente, anche Aquaria non fa eccezione.
La scatola è talmente poco resistente, che è l’unica ad essersi sfondata nel viaggio Essen-Prato.
Le grafiche sono immagini fatte con l’AI o forse prese direttamente da Internet (mi riferisco in particolare alle carte dei pesci). Carine, ma certamente lontane da standard qualitativi che ormai richiedono l’uso di grafici e strumenti di livello ben superiore. Sarebbe bastato forse aggiungere un po’ di nomi scientifici ai pesci qua e là per renderle maggiormente curate e attinenti all’ambientazione.
Neanche i materiali brillano per qualità e rimangono in quel limbo (giustappunto) dei “funzionali all’uso” e niente più.
Ah! Una chicca… la copertina sembra uscita da uno spot pubblicitario degli anni ’70, con babbo e figli intorno all’acquario. La mamma non si vede, perché è nell’altra stanza a lavare i piatti…
Insomma, se dovessimo giudicare i giochi della Delicious in base a questo paragrafo, li lasceremmo praticamente sempre sullo scaffale.

REGOLAMENTO
Le regole sono sufficientemente semplici, per un gioco del suo target, da essere apprese al volo in una fiera.
4 round con 4 azioni ciascuno, dove tramite un piazzamento di un dado (è un dado perché funge da contaturni… ma è come se fosse un lavoratore!), sceglieremo delle azioni su delle ruote (principale + eventuale bonus), che andranno via via indebolendosi all’aumentare dei giocatori che ne faranno uso.
Le azioni sono di 5 tipologie diverse. Riassumendo:
- Pesca carte pesce e ottieni mangime;
- Gioca carte pesce;
- Ottieni ossigeno (la valuta del gioco);
- Avanza sul tracciato “pet shop” (la parte più avulsa e meno ambientata del gioco);
- Avanza sull’albero dei coralli ottenendo bonus.
Oltre a dover popolare il vostro acquario e a dovervi procurare il cibo per i pesci, un’altra incombenza ad ogni round sarà quella di settare le rotelle del vostro acquario in modo tale da fare il match con il colore del round e ottenere così dei piccoli bonus.
Non c’è molto altro da dire, se non che in tutto questo ci sono, come sempre, rendite, bonus di fine partita (i famigerati Lionfish!), bonus di piazzamento e geometrie di piazzamento da rispettare per ottenere punti.

IMPRESSIONI
Aquaria rientra a piena titolo in quei giochi lisci, lineari, senza troppi fronzoli, dove un buon core di meccaniche solide e un intreccio sapientemente realizzato, restituiscono soddisfazione e stimoli a cercare di trovare l’incastro sempre più perfetto.
L’ambientazione c’è e, per essere un gioco euro, fa il suo dovere al 100%: fluidifica il gameplay e rende facilmente assimilabili le regole, grazie alla logica che le lega al tema.
Le meccaniche non possono definirsi strettamente originali… ma comunque declinano in modo sufficientemente diverso le classiche “rotelle”, sfruttandole sia come generatore principale di azioni, sia come tocco aggiuntivo alla griglia che rappresenta l’acquario, dove le logiche di righe e colonne (associate ovviamente a bonus e punti) dominano le scelte.
A me è piaciuto subito, dopo la prima prova a Essen, per la sua eleganza e per le buone sensazioni che restituisce, a un costo regolistico e di tempo davvero contenuto. Ormai possiamo dire che la “moda” del momento, nel mondo dei giochi euro, sono proprio titoli come questo, fluidi ma capaci di creare intrecci interessanti in tempi da peso medio.
Peccato per la produzione non proprio di livello… soprattutto perché un gioco del genere, se avesse avuto un’attenzione diversa (vedi SETI: Search for Extraterrestrial Intelligence tanto per restare nel campo dello stesso autore), sono convinto che avrebbe potuto puntare molto più in alto di dove riuscirà ad arrivare. A volte basta un po’ di grafica accattivante e qualche scelta ruffiana nei componenti per alzare di parecchio l’appetibilità!

IL SOLITARIO
Nessun bot, nessuna regola particolare aggiuntiva, solo una simulazione di presenza di altri giocatori al tavolo (grazie alle classiche tesserine da pescare che innescano effetti sulla plancia) con l’obiettivo finale di battere il proprio punteggio precedente e inserirsi in una sorta di classifica dettata dall’autore con dei traguardi di punteggi.
Con l’avanzare della pigrizia, adoro sempre più questo tipo di solitari. Pronti all’uso in 5 minuti, nessuna regola aggiuntiva da memorizzare e tanta, ma tanta, necessità di ottimizzazione per raggiungere punteggi giudicati dall’autore come buoni (io sono ancora al “sufficiente”).
Se vi è piaciuto il paragrafo sulle impressioni e amate questa tipologia di solitari, Aquaria farà sicuramente al caso vostro, regalandovi tranquillamente una decina di partite prima di poter piazzare un punteggio soddisfacente. Come flavour di solitario, mi ha ricordato tanto il mio amato Newton…!

CONCLUSIONI
Vedo un trend in forte crescita di giochi euro che uniscono eleganza, durata contenuta, linearità nel flusso di gioco, senza andare a scapito di profondità e complessità. Solo tra i giochi provati durante l’ultima Essen potrei citarne diversi che corrispondono a tali criteri. Ecco, Aquaria è un degno rappresentante di questa categoria di giochi emergenti, non un capolavoro, ma comunque un ottimo gioco, che fonde in maniera perfetta tutte queste componenti.
L’ambientazione la trovo azzeccata e sfruttata nel modo migliore; peccato per la produzione sottotono e per la grafica piuttosto scialba. Con poco di più si sarebbe potuto elevare il titolo a uno/due gradini sopra.
Detto questo, ve lo consiglio in qualsiasi configurazione, sia solitario, che 2-4 giocatori, grazie a un solo ben strutturato e una discreta rapidità nel gameplay.
Se poi siete pure amanti degli acquari… niente, non scriviamo cazzate. Rimarrete amanti degli acquari, punto. E forse vi piacerà anche Aquaria.
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