Scritto da
LucaCiglione
Lercio: Pessime Notizie è un party game di carte molto divertente e irriverente nel quale dovremo ideare le notizia più assurde per diventare caporedattori. Edito nel 2025 da MS Edizioni questo gioco creato da Franco Sardo ed illustrato da ARTeapot Studio è pensato per 3-8 giocatori dai 14 anni e ha una durata di circa 15-45 minuti.
“Benvenuti nella peggior redazione giornalistica d’Italia. In questo party game spietato e delirante, vestirete i panni di un giornalista alle prese con la creazione del titolo più sensazionale da utilizzare nella prima pagina del vostro quotidiano. Il gioco perfetto per rovinare cene, amicizie e la vostra reputazione… tanto, ormai.“

COMPONENTI E MATERIALI
I componenti di Lercio: Pessime Notizie arrivano in una scatola rettangolare con una copertina illustrata da Arteapot Studio, nome che già provoca attacchi d’ansia ai recensori costretti a pronunciarlo durante le fiere. In copertina campeggia un tizio che si asciuga il sudore mentre legge un foglio evidentemente bianco: un’immagine che rappresenta alla perfezione il giornalismo contemporaneo, fatto di sudore, ansia e totale mancanza di contenuti.
Dentro la scatola troviamo:
- Un regolamento
- 400 titoli di Lercio stampati fronte e retro; gli esperti ci confermano che, per leggere il retro, è raccomandato girare la carta. Innovazione pura.
- 8 plance laptop riscrivibili, principale differenza rispetto al giornalismo reale: qui, per giocare, bisogna saper scrivere. I laptop, peraltro, sono solo disegnati e non funzionano davvero, ma non è che ci aspettassimo un MacBook in una scatola da 25 euro. (rima assolutamente casuale)
- 8 pennarelli cancellabili (si cancellano le scritte, non i pennarelli)
- 8 sottopancia riscrivibili e 8 supporti per sottopancia. Cosa sia un sottopancia nel giornalismo reale non l’ha mai capito nessuno (tanto che anche la pagina wikipedia è vuota), ma qui è semplicemente un cartoncino sul quale scrivere il nome, o un insulto, a seconda dell’atmosfera del tavolo.
- 3 carte numerate segnatitolo, indispensabili per permettere di giocare anche a chi con i numeri sopra il 3 va in difficoltà.
- 7 segnalini voto e un segnalino Caporedattore, facilmente identificabili in quanto unici nella scatola dentro una bustina. (No non ci sono bustine di altro tipo)
Dobbiamo davvero parlare dei materiali?
I materiali sono… discutibili. Le carte sono piccole, bianche e rosse, esattamente come il sito: così la pubblicità è garantita e anche la Lobby degli oculisti ringrazia. (Giocare a Lercio garantisce infatti perdita di minimo 4 diottrie).
I token di legno riportano un’enigmatica “L”, che qualcuno ha interpretato come dedica a Luca Ciglione: ipotesi non confermata, neppure smentita, ma comunque più credibile della metà delle notizie presenti su internet.
Chiudono il tutto i sottopancia fronte-retro con la scritta “Lercio” stampata al contrario, perfetti per indignarsi su Facebook contro la scarsa qualità degli editori prima di rendersi conto, con imbarazzo crescente, che li stavamo semplicemente guardando dal lato sbagliato il cartoncino.

COME SI GIOCA
Per iniziare una partita a Lercio: Pessime Notizie, bisogna prima eleggere il Caporedattore. Il regolamento suggerisce di scegliere la persona più anziana o l’ultima che abbia letto un giornale cartaceo, ammesso che al tavolo esista qualcuno che sappia ancora leggere o che abbia vissuto in un’epoca in cui esistevano le edicole.
Stabilito il Caporedattore, ogni giocatore prende un sottopancia e ci scrive il proprio nome (cosa che rende il gioco inutilizzabile dall’80% degli italiani). Poi si prende una plancia laptop ciascuno: molto bella da vedere ma, diciamocelo, anche un foglietto brutto e stropicciato andrebbe benissimo.
Sul tavolo vengono rivelati tre articoli di Lercio, ciascuno con delle parole cancellate da riempire: l’obiettivo è completarli nel modo più degno di una pessima notizia.
Ogni giocatore sceglie segretamente uno dei tre articoli, scrivendo un numero sulla propria plancia, e poi completa la frase cercando di produrre la battuta più divertente possibile. Considerando il livello medio del nostro pubblico, è prevedibile che “cacca” e “pupù” domineranno incontrastate.
Il manuale fornisce persino un esempio illuminante: “Secondo uno studio, le cipolle fanno piangere molto di più se… ti tagli mentre le tagli.” Ricerca scientifica confermata anche da mia moglie, che oggi ha sperimentato la teoria sulla propria mano, causando una mia personale emorragia di cerotti.
La clamorosa nuova meccanica della votazione
A questo punto il Caporedattore raccoglie tutte le plance, le mescola con la stessa cura con cui gli stagisti mescolano i comunicati stampa, e ne redistribuisce una a ciascun giocatore.
Si leggono quindi le battute ad alta voce: l’obiettivo è ridere; chi non ride viene immediatamente falcidiato, come da tradizione editoriale.
Tutti votano il laptop con la battuta più divertente usando il proprio segnalino voto. Il regolamento suggerisce di non votare il proprio, ma si tratta chiaramente di un atto di fede più che di una regola. In caso di pareggio interviene il Caporedattore, che li spezza solitamente scegliendo se stesso o chi lo paga meglio.
Il giocatore che ottiene più voti conquista la carta Articolo. Il primo che arriva a tre carte, oppure chi ha più punti dopo cinque round, viene dichiarato vincitore. Ma il regolamento stesso ammette che potete fare un po’ quello che volete: siamo pur sempre nel giornalismo satirico, la coerenza non è inclusa nella scatola.

OPINIONI e DINAMICHE
Lercio: Pessime Notizie è il classico gioco di voto al buio (nel senso che non si sa di chi siano le scritte, non nel senso letterale, potete giocare con la luce): il tema, ovviamente, sono gli articoli di Lercio, quindi preparatevi a fare battute, insultare le cipolle e prendere sul serio cose che non lo meritano.
Rispetto a Cocorido, dove anche le parole che completano le battute sono preconfezionate e bisogna scegliere tra opzioni già pronte, negli articoli di Lercio le battute le scrivete voi. Questo rende il gioco quasi impossibile da giocare e probabilmente invendibile, perché entra in gioco la vostra intelligenza, la vostra fantasia e, soprattutto, la vostra capacità di fare umorismo, qualità che, come sappiamo, non abbondano. A seconda del gruppo, tutto ciò può portare a partite esilaranti o a noiose sessioni se vi capitano amici come i miei.
Si vota senza sapere chi ha scritto cosa, ma fate attenzione: il vostro stampatello da seconda elementare potrebbe rivelare troppo ai più scafati. Quindi allenatevi a scrivere male, ma con stile.
Il gioco è semplice, stupido e meravigliosamente senza senso: perfetto come alternativa durante le vacanze di Natale, quando siete costretti a sopravvivere ai parenti deficienti armati di panettone e giudizi sulla vostra vita. In quei momenti, Lercio strapperà più di una risata anche ai familiari più imbarazzanti… o almeno vi farà sentire meno pazzi voi.
In breve: gioco già visto, ma divertente e assurdo. Perfetto per chi ama ridere delle notizie e dei propri amici allo stesso tempo… e sa anche scrivere.

IN QUANTI CI GIOCO E LE ETÀ PER GIOCARCI
L’età consigliata per giocare a Lercio: Pessime Notizie è dai 14 anni in su. Una scelta più che sensata: prima di quella età, la maggior parte dei bambini non sa scrivere, figuriamoci leggere articoli. Non esiste un limite massimo, ma dovrebbe: leggere le carte piccole è un’impresa esagerata per gli anziani, e il loro unico umorismo da boomer basato su battute sessuali e razzismo potrebbe non essere apprezzato. (Cogo, Pinco mi spiace siete fuori).
Il numero di giocatori consigliato va da 3 a 8. Giocare in 3 è triste e da sfigati, arrivare a 8 è praticamente un’impresa epica, perché trovare così tante persone capaci di affrontare sfide matematiche estreme, come scegliere da 1 a 3 per l’articolo, è ormai quasi impossibile.
In breve: l’ideale è un gruppo di adolescenti o adulti giovani, pronti a sopravvivere alla logica e alla satira politica, capaci di ridere di tutto… anche di se stessi e, soprattutto, non sposati con mia moglie.


CONCLUSIONI
Concludendo Lercio: Pessime Notizie è un gioco semplice, stupido e spietatamente divertente. Non ha pretese di insegnare niente, non rispetta le regole della logica e, probabilmente, farà arrabbiare chiunque pensi che “giocare significhi vincere con strategia”.
Ma è proprio questo il suo bello: qui si ride, si fa umorismo, si prendono in giro amici, parenti e persino se stessi. Perfetto per le serate invernali con amici o parenti defunti (probabilmente più capaci di quello rimasti), per le vacanze di Natale o per qualsiasi momento in cui si voglia sopravvivere alla realtà con risate assurde e battute anche irriverenti.
Consigliato a chi ama ridere delle notizie, dei propri amici… e delle proprie incapacità editoriali e ovviamente a chi ama Lercio.
N.d.r. L’articolo è volutamente esagerato e cerca di replicare lo stile di Lercio (presente anche nel regolamento). Qualora non sia di vostro gradimento…
Terminate voi la frase nei commenti.
Ringraziamo MS Edizioni per la copia Review, si aspettavano una recensione fatta bene e invece…


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