Fabio (Pinco11)
RED CARPET – PRIME IMPRESSIONI
Il gioco di oggi pone i giocatori nei panni di altrettanti paparazzi impegnati nello scattare le migliori fotografie alle varie star che andranno a percorrere, nel corso della partita, il classicissimo Red Carpet (che dà il titolo al gioco, ideato dal trio Lucini Canals – Gomez – Pujadas, edito da DEVIR, per 2-4 giocatori, 30-45′, 8+) tipico dei migliori festival del cinema.
La difficoltà è contenutissima (percepita su BGG addirittura un 1.5 su base 5, che lo pone nel range, per esempio, di un Dixit, che ha 1.19 o di un Kingdomino, che è indicato come 1.23), facendo di Red Carpet un titolo per famiglie.
Tra le meccaniche la reale novità è quella di richiedere l’uso, da parte dei giocatori, dei propri smartphone, da utilizzare per scattare foto agli standup delle celebrità!!

COME SI PRESENTA RED CARPET
La DEVIR ha scelto da tempo di percorrere la strada del contenimento dei costi, proponendo scatolette inzeppate di componenti ad un prezzo competitivo e Red Carpet si inserisce in questo filone, riuscendo a offrire una gran quantità di componenti, che stesi sul tavolo fanno una bella figura, rimanendo nel range dei 30 euro di costo.
Nulla da dire, quindi, sul rapporto qualità prezzo. Simpatica l’idea di rendere la sensazione di tessuto al tatto per la parte del teorico ‘tappeto’ e di ispirare le fattezze delle ‘star’ a divi e dive degli anni ’60 e prima.
L’ambientazione, per una volta, riesce ad essere davvero integrata con il gioco, riuscendo a rappresentare un plus competitivo non da poco, visto che, chiamati ad impersonare dei fotografi, siamo davvero tenuti a scattare fisicamente foto.

RED CARPET IN POCO
Le regole di base sono poche e sono efficacemente illustrate all’interno di un manualetto di 12 pagine ricco di esempi ed illustrazioni (nella scatola è presente anche la versione italiana).
La preparazione di ogni turno prevede che arrivino due celebrità, accompagnate da alcuni collaboratori (la cui presenza non fa che ostacolare le vostre foto), le quali usciranno dalla limousine, per collocarsi poi sul ‘tappeto rosso’ che fungerà da sfondo per vostre foto.
L’idea è quella che si ricevano 5 carte, 3 delle quali devono essere, durante il round di gioco, giocate (alternandosi i giocatori ad utilizzarne una a testa), una utilizzata per votare (segretamente) per una celebrità ed una da scartare.

Le carte giocate potranno consentire di prenotare una spazio dal quale scattare una foto, di votare per una celebrità o di far spostare un personaggio (in avanti, di lato o facendolo girare di faccia).
Alla fine del turno ciascun giocatore piazzerà il proprio cellulare sul ‘treppiedi’ di plastica piazzato durante il turno e scatterà una foto, ricevendo 3 punti se riuscirà a riprendere il volto di una celebrità, 2 punti extra se è in primo piano, altri 2 se è nella stessa fila del treppiede, uno addizionale per ogni logo dello sponsor di quella celebrità ritratto ed uno di penalità per ogni volto di ‘sconosciuti’ collaboratori ripresi.
Alla fine dei cinque turni di gioco si andranno ad attribuire bonus moltiplicativi per i punti raccolti sulle celebrità che ‘vinceranno’ le votazioni per i vari premi e chi avrà più punti, vincerà.

COME GIRA
Red Carpet è incentrato su di una idea innovativa e sceglie, giustamente, di percorrerla senza esitazioni, facendo ruotare il gameplay unicamente o quasi intorno ad essa. Di fatto siamo di fronte ad una sorta di piccolo puzzle spaziale, nel quale si deve cercare di far spostare gli standini di cartone in modo tale da poter ricomprendere nello scatto di fine turno esattamente chi si desidera, cercando di escludere i personaggi ‘sconosciuti’ dal proprio clic, esattamente come vorrebbe fare un vero paparazzo.
E’ richiesta quindi una piccola abilità manuale nel gestire lo scatto del proprio smartphone e più volte ci siamo trovati a dove consentire (in nome del fairplay) uno scatto addizionale, per non punire foto sfuocate che non lasciavano intravedere nulla 🙂

Nel contempo, come nei classici family competitivi, c’è spazio anche per numerose ‘pestate di piedi’, con spostamenti di personaggi che, volontariamente od involontariamente che sia, vanno di frequente ad ‘impallare’ la telecamera altrui, rovinando magari due o tre spostamenti studiati di turno in turno per garantire lo scatto perfetto.
SENSAZIONI
Siamo di fronte ad un family frizzante che punta in modo efficace su di una idea indubbiamente innovativa come è quella di far scattare foto ai giocatori con il proprio smartphone. Questo penalizza, indubbiamente, i meno abili, ma ha il pregio di stuzzicare la fantasia dei più piccoli, che di questi tempi spesso rifuggono dai tavoli da gioco, magari proprio per ‘spippolare’ sui cellulari, qui invece arruolati intelligentemente come materiali da gioco.
Il controllo (se si parla di chi è interessato a vincere), chiaramente, è contenuto, ma chi perderà un attimo a fare due conti, magari sacrificando un paio di giocate per votare, potrà a sorpresa prevalere, anche avendo scattato non sempre le foto migliori, per cui qualche spazio per tattiche rimane.

La scalabilità è astrattamente buona, considerando che il tappeto rosso è sempre pieno con qualsiasi conformazione al tavolo, ma il multi giocatore è più frizzante, anche se a pena di rendere a volte difficile prevedere cosa possa succedere nei turni altrui. Elevato il livello di cattiveria al tavolo, visto che a volte si fanno muovere personaggi solo per dar noia agli altri .. 😉
CONCLUSIONI
Red Carpet riesce a proporre un gameplay innovativo, grazie all’idea dell’uso degli spartphone per scattare le foto che danno punti in corso di partita. Nella sua semplicità, quindi, risulta assai gradevole e molto simpatico, meritando sicuramente di essere preso in esame per serate caciarone.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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