Essen SPIEL 2026 – Quello che da casa non vedi

Ogni volta che provo a raccontare com’è andata mi sembra di esagerare. Lo capisco dallo sguardo dei miei amici, che a un certo punto si pentono di avermelo chiesto. Poi guardo i numeri di quest’anno e dicono 230.000 visitatori in quattro giorni (record, ancora una volta) e tutti gli otto padiglioni del quartiere fieristico di Essen (la Messe) occupati per la prima volta. Gli espositori erano 997, arrivati da 53 paesi (Antartide esclusa, credo…), con quasi 2.000 novità da presentare che avremmo voluto provare almeno per la metà.

E niente, forse non sto esagerando poi così tanto.

A Essen eravamo in tre: io, Francesco (per voi Krampus Box) e Luca Ciglione, una squadra a tempo pieno dalla sveglia alla buonanotte. Se leggete «noi», parlo di noi tre. Anche gli altri di GSNT, White Winston e Pinco, erano in fiera in missione sempre per voi.
Per riassumere Essen in una frase mi faccio aiutare da Francesco:

«Aspetti Essen tutto l'anno, arriva e in un battito di ciglia è già finita»
«Già pensi al prossimo?»
«Le date del 2027 sono uscite, e gli alloggi stanno già andando a ruba!»

In questo reportage non troverete il classico elenco del «bottino» né classifiche. White Winston ha già pubblicato le perle della fiera [qui]. Vi raccontiamo quello che da casa non si vede, cioè la folla, gli incontri e le chiacchiere con autori ed editori quando il pitch è finito e si parla d’altro.

Dal Novelty Show all’applauso finale

Per noi la fiera è cominciata un giorno prima. Mercoledì 21 ottobre c’era il Novelty Show, la vetrina delle novità riservata a chi ha il pass media (noi di GSNT eravamo accreditati). Quest’anno, per la prima volta, l’hanno spostato alla Grugahalle, un edificio a parte di fianco ai padiglioni, con più di centinaia di giochi su due piani.
Rispetto altri anni lo spazio era più raccolto, ma molto caotico anche nell’organizzazione. Non tutti gli editori avevano portato le loro novità e i grandi editori tedeschi erano stati sistemati al piano di sopra, senza un briciolo di avviso. Memorabile la scena dopo due o tre ore di giri.

«Oh… ma lo sai che sopra c'è un'intera area stracolma di stand???»
«Ma dai, davvero???»

No panic, solo cattiva informazione. Siamo saliti e ad accoglierci c’era Tomáš Holek, l’autore di SETI, in abiti medievali.
Il sospetto è che c’entrasse Kingdom Come: Deliverance, il gioco da tavolo firmato con Vlaada Chvátil, ma è solo una nostra sottile ipotesi…

Per fortuna il disagio lo prova solo chi segue le press per lavoro, cioè noi, e non c’entra niente con la perfezione (unica nel suo genere) che si trova in fiera dal primo giorno.
Per i visitatori la fiera è durata da giovedì 22 a domenica 25 ottobre e il canovaccio si è capito subito. Alle 10 in punto si aprivano le porte e nella prima mezz’ora quasi tutti puntavano alle novità più attese o a prenotare le demo. Il giovedì sembrava già un sabato, e a metà mattina su qualche stand era già apparso il cartello «esaurito». Alle 18 della domenica l’applauso liberatorio ha bollato la chiusura, con gli editori già a smontare e ancora gente in coda per gli ultimi acquisti al volo.

Otto su otto

Il padiglione che mancava

Il padiglione 8 era l’ultimo che mancava. L’anno scorso gli organizzatori avevano dovuto aprire il 7 perché gli espositori chiedevano più spazio, quest’anno è successo di nuovo e non c’era più niente da aprire. Serviva sia per gli stand sia per giocare, pensato come sala di benvenuto per chi arriva la prima volta e per le famiglie, mentre i giochi per esperti stavano soprattutto nel 2 e nel 3. Il guaio è che lo spazio è cresciuto del 5% circa e le novità di oltre 300 titoli.

Carol Rapp, direttrice generale di Merz Verlag (l’organizzatore di SPIEL), scherza dicendo che gli espositori «ci stanno praticamente buttando giù le porte» (traduzione nostra), e anche con l’8 tante aziende sono finite in lista d’attesa. E la gente ha risposto in maniera proporzionale, eccome! Biglietti esauriti tutti e quattro i giorni, e la stessa Rapp ammette di aver spremuto la Messe fino in fondo.
Per Robin De Cleur, direttore delle comunicazioni di Merz Verlag (intervistato da Francesco in una chiacchierata che ci ha cortesemente accordato), SPIEL resta a Essen e basta, e se i metri quadri sono finiti, la crescita dovrà arrivare dalla qualità di quello che si vive in fiera. Come se la immagina ve lo racconteremo nell’intervista esclusiva dei prossimi giorni.

Il limite si sente nelle gambe

Il momento peggiore era il primo pomeriggio, quando la Galleria e l’ingresso del padiglione 3 (quello delle grandi uscite) diventavano un imbuto e ci si muoveva a passo d’uomo, eravamo attenti a non pestare nessuno.
Quando ci dividevamo per girare più stand e ci cercavamo al telefono, la risposta era sempre la stessa, «sì, sono qui, nel padiglione di fianco, arrivo». “A few minutes later…” ci risentivamo, perché quel «di fianco» era molto più simile a una metafora allegorica che a una distanza.
Dove ci si sedeva? Quasi solo ai tavoli da gioco… e ci mancherebbe. Per tirare il fiato restavano i gradoni agli ingressi o lo spazio dietro l’8, verso l’uscita nord, dove tanti finivano seduti per terra. Meno male che di nervosismo se ne vedeva poco, e nessuno aveva voglia di litigare per un metro di corridoio.

          «Ma l'8 non doveva alleggerire tutto?»
«Speravamo, sì. Ma se nel 3 ci sono tutti i grandi con le novità più scoppiettanti, è ovvio che la gente si riversi lì. Un pensiero sulla distribuzione dei padiglioni andrebbe fatto»
«Lo scriviamo?»
«Scrivilo. Intanto però basta sedersi al primo stand a tiro e il problema sparisce. Si gioca!»

Essen esce dalla Messe

Quando dentro non c’è più un metro, il gioco esce a cercarselo fuori. Quest’anno l’ha fatto con un nome, «Essen spielt!» («Essen gioca!»), un progetto di città, Messe e organizzatori. A dirla tutta, noi ne sappiamo quanto voi che leggete da casa, cioè solo quello che hanno comunicato loro.
C’erano tre serate di gioco gratuite con i posti estratti a sorte, al 22° piano del municipio, al Red Dot Design Museum dentro lo Zollverein e su un battello sul lago Baldeney. Il programma ufficiale parla di 135, 40 e 140 persone al massimo, quindi 315 posti contro 230.000 visitatori. Un po’ pochini, eh.
Con quei numeri il problema non si risolve, ovvio… ma la direzione si vede. E se la Messe ha finito gli spazi, perché la città non dovrebbe diventarne l’estensione? Per il 2027 gli organizzatori dicono di starci già ragionando, e se lo rifanno noi ci proviamo, dita incrociate per l’estrazione!

Troppe novità, un solo tavolo

La coda per Queen Alice

Di Queen Alice si parlava già prima che aprissero le porte, il gioco più atteso nella lista delle novità su BGG.
Lo portava Combo Games, una piccola casa editrice spagnola nata da poco, con lo stand nel padiglione 3, proprio quello dell’imbuto. Chi lavorava in fiera era dentro prima delle 10 e si metteva già in fila per una copia.
Il venerdì mattina le decine di metri di coda c’erano già, con qualcuno incaricato di prenderne una anche per gli amici rimasti fuori ad aspettare l’apertura, e alle 10 c’era chi correva allo stand. Saggiamente Combo ne vendeva poche centinaia al giorno e andavano tutte esaurite, a certe ore la coda superava le due ore, il tempo di una partita intera.
Due ore di attesa per un gioco che prima o poi riuscirai a recuperare… non ti sembra di cedere alla classica FOMO?

Il tavolo di Keld

La mattina in cui avremmo potuto fare quella coda abbiamo fatto altro. Keld V. Rasmussen, l’autore di Ports of Call: The Board Game, lo avevamo già conosciuto al Novelty Show del mercoledì, dove ci aveva sorpresi per una spontaneità decisamente sopra le righe e ci aveva promesso una demo. Il gioco è di Game Inventors, una piccola casa editrice danese, e riprende un gestionale di navi e commerci diventato un cult su Amiga.

             «Hai visto la coda per Queen Alice?», ho chiesto a Francesco.
«Due ore, dicono. Con due ore mi gioco una partita intera»
«E Keld ci aspetta al tavolo»
«Vuoi mettere? Le code lasciamole agli altri»

Al tavolo con noi c’era proprio Justin Bell (Meeple Mountain team), preso quanto noi dal trasporto merci e dalla corsa al rialzo delle quote di mercato. Di quella partita ricordo soprattutto l’intesa con Krampus per mettergli i bastoni tra le ruote, e il gioco ci ha riportati entrambi agli inizi degli anni ’90.
Abbiamo giocato un intero round annuale, diviso in stagioni, e gli eventi casuali ci hanno fatto ridere, come la chiusura del canale di Suez (con una nave in mezzo, ovviamente). Ve lo abbiamo segnalato nella scorsa Vedetta [qui].
Con Queen Alice non c’entra niente, e a noi andava benissimo così. Tra l’altro Game Inventors si sono rivelati ottimi confusionari, tanto che nei loro articoli e sui loro social ci hanno scambiati per Luca Ciglione. Ma poco importa, se andasse tutto liscio che esperienze ti porteresti a casa?

Il conto non torna

Facciamo due conti, che sono più crudeli di quanto sembri. Le novità erano troppe e le giornate di fiera quattro, quindi anche giocando un titolo all’ora, senza pranzo e senza pause bagno, ti fermavi a una trentina… neanche il 2% del totale. Per provarne la metà come sognavamo, servivano più di cento giornate di fiera. Insomma, i tavoli non mancavano, ma era il tempo a finire sempre prima. Ogni demo accettata cancellava qualche voce dalla TO DO list, ma quella mattina abbiamo scelto di non fare solo gli acquirenti.

Per gli editori la SPIEL è la vetrina dell’anno, il gioco nuovo deve farsi vedere e vendere subito.
Invece per chi compra per rigiocare, un gioco comincia a valere sei mesi dopo, quando la plastica è un ricordo e lui è ancora sul tavolo.
Pare che qualcuno se ne sia accorto. In più di un’occasione, senza che glielo chiedessimo, gli editori ci hanno detto di voler uscire con meno giochi nel 2027 e nel 2028 (uno passa da sei titoli a quattro o cinque, espansioni comprese). Se è vero, per i nostri scaffali sarà una bella notizia.
Intanto la demo resta il filtro migliore. Se finita la prima partita hai già voglia della seconda, vuoi mettere, la risposta ce l’hai. Quanto dura un gioco lo dice solo il tempo, quindi niente classifiche a caldo. Ne riparliamo a ottobre 2027, con la pila della vergogna sotto controllo.

Voci dai tavoli

Le storie dietro le scatole

Francesco ha una specialità e si tratta di scovare le gemme nascoste. Grazie a lui ci siamo seduti ai tavoli «scommessa» proprio con chi quei giochi li ha fatti, e ti assicuro che fa un certo effetto.

Tra le sorprese c’è stato il team di Tranjis Games, che ci ha fatto provare in anteprima Camboya con l’autore, Jorge Tabanera Redondo. È un euro che dovrebbe uscire nel 2027, dove prima sviluppi la tua plancia e poi sfrutti quella comune lungo i fiumi della Cambogia, tra templi e risorse. Il verdetto di Francesco e Luca era «molto fluido, tenetelo d’occhio!».
Io ci aggiungo quello che ci ha raccontato Jorge. Il gioco nasce dal lago Tonlé Sap, dove con i monsoni il Mekong ingrossa tanto da far invertire la corrente al fiume che lo collega al lago. Da meno di due metri di profondità si passa a punte di quattordici e la superficie quadruplica. Diventa una palude che Venezia scansati, con case su palafitte alte diversi metri. Camboya ti ci butta dentro, e senza la chiacchierata con Jorge l’avrei accostato tipo a La palude di Feya e saltato (lo ammetto), perché sulla carta poteva non ritornare nulla di che.
Noi i giochi li giochiamo nel tempo libero, loro ci hanno speso anni. Te ne accorgi appena ti siedi al tavolo e li lasci parlare.

Dopo la chiusura

Chiusi i padiglioni, i tavoli cambiavano lavoro e al posto delle plance arrivavano cibo e bevande. Per fortuna, come media di GSNT, siamo stati invitati a qualche party degli editori (Djeco, Helvetiq, All About Games…). Lì ritrovavi le facce viste durante la giornata e ne conoscevi di nuove, autori ed editori con cui il pitch era finito da un pezzo. Dopo più di otto ore a parlare di giochi si finiva a discutere di tutt’altro, e ho scoperto che la cortesia dei colleghi asiatici va oltre l’orario di lavoro.

Poi si cenava fuori e, indovina un po’, si finiva di nuovo intorno a un tavolo, a mettere in fila quello che avevamo provato e quello che ci eravamo persi. La lista del giorno dopo nasceva lì.

          «Domani ancora hidden gems?»
«Sempre.»
«Non sei stanco?»
«Stanchissimo… ma vuoi mettere l'occasione che abbiamo? Davanti a una bella birra tedesca e a uno Schnitzel fumante tutto passa»

Chiusura, e poi si riparte

Cinque giorni di demo e una lista di giochi che non abbiamo visto nemmeno da lontano, Queen Alice in testa (ma quella è stata una scelta). Ci torneremmo subito, anche domani.

Se potete, organizzatevi per venire a Essen almeno una volta, e prendete il biglietto per tempo perché quest’anno è finito per tutti e quattro i giorni. Del ritorno con le valigie piene di scatole non preoccupatevi, dentro la Messe c’è un centro spedizioni che ci ha salvato le valigie (e la schiena). Un giorno dedicheremo uno speciale a Sebbo che, come Samvise Gamgee con Frodo, è stato il vero portatore del fardello delle nostre spedizioni. Chissà…

La prossima SPIEL è già in calendario, dal 21 al 24 ottobre 2027, e il problema è sempre lo stesso, dove mettere altra gente. Nel 2022 i visitatori erano 147.000 e più del 50% lo sono ora, con i padiglioni già pieni e il trasloco che, per dirla con Rapp, «non è sul tavolo».
Da visitatori le nostre richieste sono semplici. Francesco vorrebbe una distribuzione dei padiglioni ripensata, Luca qualche posto in più dove sedersi senza rubare un tavolo da gioco. Di una SPIEL fuori dalla Germania nel comunicato non c’è traccia, quindi la domanda resta nella nostra mente (se Essen non può più crescere, cosa fa un marchio che richiama sempre più gente?).

            «Chiudi tu, Francesco?»
«SPIEL regala magia, emozioni e stress, e tante opportunità di toccare con mano il futuro del gioco da tavolo. Only Essen SPIEL… non vedo l'ora di ritornarci!»

Il nostro sponsor
365 Giorni Fa...
Ultimi commenti
Tore: Grazie per i tuoi commenti, sempre puntuali e prec...
Tullaris: Molto particolare, grazie...
Figlio di Griffin: Bravo Matteo!...
Figlio di Griffin: Bella approfondita la disamina di questo titolo! S...
LarryG: Grazie 8lackjack per la segnalazione. Su FB vedo c...
8lackjack: Siete citati sulla pagina di Ports of Call. Temo p...
Ilmaji: Grazie mille! Ho corretto....
Tullaris: Il nome dell'auto è troncato....
Davide: davvero un'ottima notizia, grazie 1000 Davide...
cogo71: Grazie per il commento Stefano, ma... la mamma? Co...
I più letti del mese
Giochi asiatici a Essen 2026
Essen 2026: uno sguardo a oriente
curiosita - bologna
Essen 2026 e dintorni: le curiosità
Antonio_cop_2
SEMPLICEMENTE ANTONIO FERRARA
Lucca Comics & Games 2026
Lucca Comics & Games 2026 - La guida definitiva
Holly & Benji: il gioco di carte
Holly & Benji: il gioco di carte [Recensione]

Sapevi che abbiamo un gruppo su telegram? ISCRIVITI ORA!

Il nostro sponsor
Sottoscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Meno recente
Più recente Con più voti
Aspetta! Non hai ancora letto questi!

DISCLAIMER

Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto contiene semplicemente opinioni e divagazioni scritte da diversi appassionati dell’hobby del gioco da tavolo, raccolte in un unico sito per ragioni di comodità e utilità pratica, assieme alle loro esperienze pratiche di gioco e/o ai racconti delle visite a fiere del settore. Non vi è nessuna volontà precostituita, né garanzia di un aggiornamento con cadenza periodica per noi vincolante né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001, ma solo un veicolo di espressione del libero pensiero degli autori dei singoli post, diritto garantito anche dalla costituzione, senza alcuna pretesa di professionalità (non vi è alcun fine di lucro) o di volersi proporre come organo di informazione di stampo giornalistico.
I diritti sulle immagini riportate a corredo degli articoli sono di proprietà delle case produttrici e possono essere tratte da manuali e/o dai loro siti o di chi le ha postate in giro per Internet (in genere citato in fondo ad ogni articolo) e saranno rimosse su richiesta.
Questo sito potrebbe contenere link ad altri siti web, non direttamente controllati, quindi si declina ogni responsabilità sui loro contenuti. Resta a carico dell’utente la presa visione delle normative sulla privacy e sulle condizioni d’uso applicate in tali siti.
In questo sito potrebbero essere utilizzati dei marcatori temporanei (cookie) che permettono di fruire di alcuni servizi che il sito offre. Per cookie si intende il dato informativo, attivo per la durata della connessione, che viene trasmesso da questo sito al computer dell’utente al fine di permettere una rapida identificazione. L’utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser: si avverte che tale disattivazione potrà rallentare o impedire l’accesso a tutto o parte del sito.
Per chi avesse desiderio di avere maggiori informazioni, eccovi l’informativa estesa che ho stilato sull’argomento.

Contattaci

0
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi, lasciaci un commento!x