Krampusbox
Scritto da Krampus Box.
Oggi racconteremo di un mondo dove la cenere cade dal cielo e mangiare metallo non è un disturbo alimentare, ma il modo più rapido per diventare cazzutissimi.
Stiamo parlando di Mistborn, il deck building della Brotherwise Games che finalmente la Devir (che ringraziamo per averci fornito una copia) ci ha portato in italiano, permettendoci di scatenare poteri allomantici senza dover masticare un dizionario d’inglese (oltre al metallo).

Se siete fan di Brandon Sanderson, probabilmente avete già il gioco in mano, se invece non sapete chi sia, sappiate che ha creato un intero universo fantasy.
Io personalmente ho approcciato a questo gioco senza conoscere nulla né di Sanderson né della sua celebre saga, per questo spero di potervi dare un punto di vista quanto più oggettivo possibile.
Il gioco è ambientato nel mondo di Scadrial, precisamente a Luthadel, una città dove l’aria sa di cenere e un imperatore immortale chiamato Lord Reggente comanda tutto da un millennio.

In questo allegro quadretto, voi interpretate dei Mistborn, persone capaci di ingerire metalli e “bruciarli” per ottenere abilità sovrumane.
Il gioco prende a piene mani dal primo libro della saga, portando sul tavolo personaggi iconici come Vin, Kelsier, Shan e Marsh.
A livello meccanico, ci troviamo di fronte a un deckbuilder che cerca di scardinare i canoni classici del “pesco-gioco-scarto”. Qui non si paga in mana o energia generica, ma si gestiscono risorse fisiche: otto metalli diversi che determinano cosa potete fare e quanta potenza potete sprigionare.
È un gioco competitivo nato per darsele di santa ragione tra 2 e 4 giocatori, ma che nasconde anche una modalità cooperativa tostissima contro il Lord Reggente in persona, ed anche il classico solitario.

Brotherwise Games e Devir hanno fatto un discreto lavoro nel trasporre l’allomanzia di Sanderson in meccaniche che non sembrano incollate sopra per puro marketing, ma che cercano di portare sul tavolo qualcosa di più di un semplice “brand”.
Mistborn – Prime Impressioni
Prima di tutto faciamo le presentazioni!
- Engine DeckBuilding
- Durata della partita: 30/60 minuti
- 1-4 Giocatori
- Game Designer: John D. Clair
- Graphic Designer: David Álvarez Astruga, Valeria Casale, Logan Feliciano, Antti Hakosaari
- Distributore: Devir

Appena apri la scatola di Mistborn noti subito un buon organizer interno (non sempre scontato) ma dobbiamo essere sinceri, non siamo rimasti sorpresi dalle componenti: plance segnalini e carte ben fatte ma nulla di più.
Le plance giocatore sono Dual Layer, il che significa che i vostri cubetti non voleranno via ogni volta che qualcuno starnutisce al tavolo, e i contatori della vita sono a rotella (classico metodo), molto più soddisfacenti dei soliti segnalini di cartone.

L’artwork è davvero fatto bene, sicuramente pieno di citazioni ed Easter Egg (per chi ha letto i libri), ma capace di gasare anche chi come me pensa che Sanderson sia il nome di un nuovo tipo di panino di qualche famosa catena.
Diciamocelo chiaramente: al primo sguardo potrebbe sembrare “il solito deckbuilder”.
Hai il tuo mercato di sei carte, il tuo mazzetto iniziale di 10 carte un po’ debolucce e la speranza di pescare la combo della vita. Ma poi vedi quegli otto token metallici sulla tua plancia e capisci che la musica cambia.
Non basta avere la carta in mano per usarla; devi avere il metallo giusto nel corpo e la capacità di “bruciarlo” senza finire le scorte troppo presto.
Inizi la partita che puoi bruciare a malapena un metallo a turno ma la progressione è costante e dà una bella sensazione di crescita.

Turno dopo turno diventi più forte, sblocchi abilità uniche del tuo personaggio e impari che, se proprio serve, puoi “avvampare” i metalli per fare faville, sapendo però che il turno dopo sarai più scarico.
La prima impressione è quella di un gioco che vuole farti sudare ogni decisione, mettendoti davanti al dubbio amletico: uso questa carta per il suo effetto o la sacrifico per potenziare un’altra giocata?
Mistborn – Fondamenti
Entriamo nel vivo del regolamento, così non fate la figura dei babbani alla prima partita.

Il setup è veloce: ogni giocatore sceglie un personaggio, prende il suo mazzo iniziale (6 carte finanziamento e 4 carte addestramento specifiche del personaggio), posiziona il cubetto sul tracciato addestramento e i tre cubetti sulle tre carte missione scelte casualmente.
Si parte con 36 punti vita, a meno che non iniziate per secondi, terzi o quarti, nel qual caso avrete un piccolo bonus di vita o una moneta per compensare il fatto che inizierete a subire danni prima degli altri.
Il turno è strutturato in modo chiaro, anche se all’inizio vi dimenticherete tutti la prima cosa da fare: avanzare sul tracciato addestramento!
È fondamentale, perché salire su questo tracciato sblocca la possibilità di bruciare più metalli contemporaneamente, attiva le abilità speciali di livello 1, 2 e 3 del vostro eroe e vi regala preziosi segnalini di Atium.

Le azioni che potete fare nel vostro turno sono diverse e potete eseguirle nell’ordine che preferite:
- Giocare carte: Le calate davanti a voi. Le carte finanziamento danno monete per comprare roba nuova dal mercato.
- Bruciare metalli: Per attivare gli effetti delle carte azione, dovete piazzarci sopra il segnalino metallo corrispondente. All’inizio potete farlo solo una volta a turno.
- Avvampare (Flare): Se volete usare più metalli di quanto permesso dal vostro livello, potete girare il token sul lato nero. È potente, ma quel metallo resterà esausto finché non userete un’altra carta per “rinfrescarlo”.
- Usare carte come metallo: Potete giocare una carta di lato sotto un’altra per usarla come risorsa “fiala” invece di bruciare il token. Questo è il trucco per attivare gli effetti più potenti (quelli col segno “+”) che richiedono più metalli dello stesso tipo.
- Avanzare nelle missioni: Molte carte hanno l’icona rettangolare delle missioni. Avanzare sui tracciati missione non è solo un modo per vincere, ma vi regala bonus succosi e abilità permanenti.
- Comprare dal mercato: Spendete i vostri soldi per aggiungere nuove carte al vostro mazzo. Se vi avanzano soldi, potete scambiare due monete “volatili” per un segnalino Boxing permanente da usare nei turni futuri.

La fase finale è quella delle botte: si assegnano i danni accumulati, prima agli alleati degli avversari e poi ai giocatori stessi.
Il turno finisce, si scartano le carte giocate (tranne gli Alleati, che restano lì a darvi bonus finché qualcuno non li manda all’altro mondo) e si pescano 5 nuove carte.
Come si vince? Ci sono tre strade:
- Essere il primo a completare tutte e tre le missioni.
- Eliminare tutti gli altri giocatori riducendo la loro salute a zero.
- Comprare la leggendaria carta “Confronto” e bruciare 4 Atium nello stesso turno per una vittoria istantanea.

Come gira Mistborn
Passiamo alla prova su strada. Mistborn gira bene, semplice da imparare (o spiegare) ed è un deck building soddisfacente e soprattutto non banale.
Noi abbiamo notato che il gioco cambia faccia radicalmente in base a quanti siete al tavolo. In 2 giocatori è un duello all’ultimo sangue, teso e cattivo, dove ogni danno diretto pesa come un macigno.
Ma è in 3 o 4 giocatori che entra in gioco l’intuizione del Segnalino Bersaglio.

In molti giochi simili, il problema è il “tutti contro il primo“, che rende l’esperienza frustrante per chi sta vincendo. Qui, puoi attaccare un giocatore solo se ha il segnalino Bersaglio.
Chi lo possiede è nel mirino di tutti, ma ha un vantaggio atomico: i suoi attacchi colpiscono tutti gli avversari contemporaneamente. Quando subisce danni, può decidere a chi passare la patata bollente del Bersaglio, aggiungendo una piccola componente di politica strategica.
E il Solo Mode/Cooperative?
Giocare contro il Lord Reggente è un’esperienza che oscilla tra il masochismo e l’epicità.

Il boss ha un mazzo di Eitti e Sgherri che vi renderanno la vita un inferno, scartando carte dal mercato, curandosi e picchiando come fabbri.
La cosa brutta (ma tematicamente azzeccata) è che il Lord Reggente si cura di 10 punti per ogni missione che non avete completato. Se provate a ignorare le missioni per andare diretti di mazzate, lui vi riderà in faccia mentre rigenera.
È brutalmente difficile, tanto che gli stessi autori hanno dovuto rilasciare regole varianti (dovreste trovarle su BGG) per renderlo un po’ meno punitivo, ma vincere dà una soddisfazione che pochi altri solitari offrono.

Per chi ha letto i libri, il gioco sarà sicuramente un tripudio di “vibe” giuste.
Leggendo i commenti di molti esperti del settore (che a differenza di me si sono mangiati oltre al metallo anche i libri di Sanderson) il gioco riporta sul tavolo la filosofia di questo mondo soprattutto se si prova una lotta all’ultimo sangue contro il Lord Reggente.
Chi non conosce Sanderson, invece, si troverà tra le mani un deckbuilder solido, magari un po’ più complesso della media per via della gestione dei metalli, con un identità forte ma non troppo diverso da tanti giochi con meccaniche similari.
Il gioco sembra quasi una leva al contrario: Spesso a livello di marketing si fanno accordi con brand famosi per aumentare la notorietà di ciò che esponi sullo scaffale: vendere vendere vendere!

Questo gioco, a me che non sono un lettore della saga, ha creato l’effetto contrario: mi è venuta voglia di avvicinarmi ai libri della saga.
Avendo avanti le immagini dei Mistborn e quella del Lord Reggente in tutta la sua maestosità (oltre a chicche varie che troverete sulle carte) la vostra mente sarà solo più facilitata nell’immaginare voi stessi nella città di Luthadel.
Piccole note che forse ci danno quel “pelo nell’uovo” (difficile trovarli in un gioco meccanicamente e graficamente fatto bene):
- Il suo prezzo, probabilmente eccessivo per i materiali all’interno della scatola,
- Alcuni piccoli errori di traduzione/grafici che hanno già fatto il giro del web.

Pro e Contro
Eccoci dunque, come di consueto, ai nostri Pro e Contro su Mistborn:
PRO:
- Integrazione Tematica Eccellente: Non è solo un tema appiccicato. Il sistema dei metalli riflette il funzionamento dell’allomanzia nei romanzi, rendendo ogni turno una gestione oculata di poteri e risorse che appassiona sia i fan che i nuovi arrivati.
- Sistema del Bersaglio Innovativo: La gestione dell’interazione in 3-4 giocatori è una nota super positiva per un deck building. Evita l’accanimento ingiusto e trasforma la partita in una danza tattica dove decidere quando tenere o cedere il bersaglio è fondamentale quanto comprare la carta giusta.
- Meccaniche solide: Il gioco gira bene, semplice da spiegare e solido nel suo gameplay. Ovviamente un giocatore inesperto ritroverà problemi nella gestione “mazzo” (fondamentale per il deck building che si rispetti).

CONTRO:
- Difficoltà Punitiva della Modalità Cooperativa: Se cercate una passeggiata rilassante contro il Lord Reggente, avete sbagliato gioco. La modalità co-op è così difficile che rischia di scoraggiare chi non ha la pazienza di affrontare sconfitte multiple prima di capire come battere l’immortale sovrano.
- Durata/Complessità delle Partite con Molti Giocatori: Nonostante la scatola parli di tempi contenuti, in 4 giocatori la partita può facilmente sforare l’ora e mezza. La famosa paralisi da analisi può colpire duramente quando si devono calcolare combo di metalli e posizionamenti sulle tre diverse missioni contemporaneamente.
- Cura della produzione: Ho apprezzato l’organizer interno (non scontato) e la cura delle plance (dual layer) ed anche la qualità di carte e token, leggermente superiore alla media. Tuttavia, Il gioco ha un prezzo alto sia considerati i materiali presenti sia i diversi errori grafici o di traduzione che potrebbero inficiare sulla scelta di acquisto.
Conclusioni
In sintesi, Mistborn è un titolo che ci ha lasciato una nota super positiva.
Non è solo un regalo per i fan di Sanderson, ma un gioco di carte profondo che introduce idee fresche in un genere che spesso tende a ripetersi.

La gestione dei metalli aggiunge quel pizzico di “gestionale” che rende ogni pescata una sfida tattica, e il sistema delle missioni offre strade alternative alla vittoria che non siano solo “ti tiro una martellata in faccia finché non svieni”.
Certo, ha i suoi difetti, come qualche refuso di traduzione sulla scatola (quel “Disegno di John Declaire” invece di “Progettato da” fa ancora sorridere e piangere allo stesso tempo), ma nulla che rovini il piacere di giocarci.
Se amate i deckbuilder e cercate qualcosa che vi faccia sentire davvero potenti mentre pianificate una rivoluzione, correte a prenderlo.

E ricordate: se perdete contro il Lord Reggente per la decima volta di fila, non è colpa vostra…è che probabilmente non avete mangiato abbastanza stagno a colazione!
Krampus box ne sa qualcosa, è solo al suo 20° tentativo (che andrà sicuramente come i precedenti).

Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it